E se guardare fosse sinonimo di essere?

Fuori Programma – International Dance Festival 2021: in occasione del debutto di Aldes, Tempi Moderni / Un Dante corretto bravo grazie, che si terrà dal 23 al 25 giugno presso i cortili del Quarticciolo, pubblichiamo qui una cartolina, un testo a partire dalle riflessioni di Roberto Castello e Erica Bravini. Contenuto in media partnership.

Alle soglie dell’estate, per il sesto anno Roma diventa meta della danza contemporanea internazionale grazie a Fuori Programma. Il Festival, che quest’anno sceglie di evidenziare come la danza sia una Geografia delle relazioni, si caratterizza per una natura aperta ai processi, alle collaborazioni tra discipline, tra artisti, altri festival, alla vicinanza con gli spettatori, presentando la propria azione nei territori del V Municipio (tra il Quarticciolo e il Parco di Tor Tre Teste), e gli spazi del Teatro India.

Le riflessioni che presentiamo di seguito, sono il frutto di una richiesta della redazione, rivolta a Roberto Castello e Erica Bravini, di poter ragionare attorno al rapporto tra corpo/corpi, natura, ambiente, relazioni.

Il testo che abbiamo composto è frutto di questo dialogo, è una cartolina elaborata senza la visione dell’opera ma che speriamo possa accompagnare lo sguardo di chi all’operà si approccerà.

E se guardare fosse sinonimo di essere? Il teatro lo permette, “luogo della visione” prima ancora che edificio, capace di coinvolgere in uno stesso rito chi compie il gesto e chi lo osserva, esercitando in una occasione performativa l’assunto per cui, come dice il filosofo José Ortega y Gasset, “Io sono me più il mio ambiente”.

Guardare una persona che si muove non suggerisce di fermarsi a considerare le forme, più facilmente porterà a definire il racconto che quel corpo produce, attraverso proprio il movimento o la stasi.
Se è proprio la danza che conosce il suo aspetto principale in relazione a chi la osserva e ne percepisce la narrazione come sequenza di azioni, una corrispondenza logica che è proprio lo spettatore a concepire, non è dunque importante il corpo nel contesto, ma in che posizione è messo l’osservante.
Osservante, già. Come si chiama colui che tiene fede ai principi cardinali di un rito, che permettono sia conservato libero da tempo e spazio, ma – questo è l’elemento detonante e decisivo – proprio scegliendo, definendo un tempo e uno spazio precisi, entro cui l’esperienza potrà svolgersi pienamente.

In questa unità spazio temporale il teatro è esperienza povera che, con elementi minimi, fa nascere qualcosa dal nulla, genera qualcosa che non ha prezzo ma valore. Quale valore supera la scelta di essere contemporaneamente in uno stesso luogo attraverso una convenzione determinata dal gesto artistico? Dunque esserci è guardarsi, accettare di diventare entrambi – attore e spettatore – me più me, più l’ambiente intorno.

 

TEMPI MODERNI | UN DANTE CORRETTO BRAVO GRAZIE
testo originale e interpretazione Andrea Cosentino
musica Matteo Sodini
danza Erica Bravini
regia Roberto Castello
costumi Desirée Costanzo
produzione ALDES
con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana / Sistema Regionale dello Spettacolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca
in collaborazione con Asinitas & Comunità Educante Quarticciolo

23-24-25 GIUGNO 2021, h 20 Cortili del Quarticciolo

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