“Dispersi” – gioco scenico del Laboratorio Human Beings. #sponsor

“Dispersi” – gioco scenico di varia umanità del Laboratorio teatrale interculturale Human Beings

“… frammenti senza senso che vivono tristemente separati, come le stelle nella notte” (Robert Musil)

“Le case degli uomini formano costellazioni in Terra” (Gaston Bachelard)

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Dispèrso: (aggettivo) Sparso qua e là, di persone o animali che vagano in disordine, di soldati in rotta e sbandati, di popolazioni prive di unità e di guida; (sostantivo) Persona scomparsa in occasione di fatti bellici o di una catastrofe, senza che sia stato possibile recuperare la salma” (Dizionario Treccani).

La misura cautelare per la prevenzione della diffusione del virus, il cosiddetto “distanziamento sociale” (termine che forse dice più di quanto si vorrebbe), ha stravolto le relazioni interpersonali; le “mascherine” che nascondono gran parte del viso e i guanti che negano alle mani la tattilità, modificano la percezione dell’altro e del mondo che ci circonda.

Dispersi, sparpagliati nello spazio (open air), saranno gli spettatori, invitati a sperimentare una nuova relazione con gli attori e con lo spazio scenico, e a costruire ciascuno la sua propria (diversa dagli altri) visione dello spettacolo, in un personale montaggio dei materiali offerti.

Dispersi, spaesati, saranno gli attori, che, privati dell’abituale sicuro punto di riferimento di una visione frontale da parte del pubblico, sperimenteranno anche loro un diverso rapporto con lo spettatore, in uno spazio fluido e policentrico.

(“Disperso”, ci ricorda il dizionario, è definita pure la persona morta, la cui salma non è recuperata e che quindi resterà senza esequie: qualcosa avvicina i migranti morti in mare e nei deserti e i malati morti negli ospedali per coronavirus).

“Forse sarà la luce altra tortura. / Chi sa che cose nuove mostrerà.”  Le finestre, Konstantinos Kavafis

Di e con: Chiara Borsini, Nicola Castellini, Noah Jaden Cavadenti, Maria Fortuna, Agnese Garofalo, Stefan Godonoga, Nahom Worku Hailemariam, Christhine Lord, Ilaria Natale, Jean Philippe Ntamak, Maria Orsini, Lee Pet-Shan, Walter Pituello, Anna Poppiti, Agnese Ranocchia, Jhans A. Serna Rayme, Edoardo Spoto, Simone Tinarelli.

Ideazione e regia: Danilo Cremonte. Aiuto regista: Anna Poppiti. Luci: Axel Lepper.

Lo spettacolo sarà rappresentato all’aperto, nel Chiostro di S. Anna di Perugia,  Viale Roma 15, dal 1° AL 6 SETTEMBRE, ore 21.15, rispettando le norme di distanziamento interpersonale tra spettatori e tra attori e secondo le altre norme previste.

Per questo motivo il numero degli spettatori è molto limitato ed è vivamente consigliata la prenotazione al numero 349.8618557 o sulla pagina Human Beings di Facebook.

 

Lo spettacolo fa parte del progetto “Human Beings 2020”, realizzato con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e dell’Università per Stranieri; con il patrocinio di: Regione Umbria, Comune di Perugia, ANCI Umbria, Università degli Studi, Accademia Belle Arti; e la collaborazione di Arci Perugia, Soc. coop. Perusia, “Unitatis Redintegratio”.

Il laboratorio teatrale interculturale Human Beings nasce nel 1994 come luogo d’incontro e confronto tra esperienze umane e culturali anche lontane tra loro ed è divenuto il paradigma stesso della ricerca artistica e della produzione teatrale dell’Associazione culturale Smascherati!  e dell’omonima compagnia teatrale. Da anni vi partecipano persone con diverse esperienze di vita, provenienti da ogni parte del mondo (dal ’94 a oggi si sono iscritte oltre 3.000 persone: studenti italiani e stranieri, lavoratori, migranti).

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