Giorgio Barberio Corsetti nuovo direttore del Teatro di Roma. Francesca Corona consulente per il Teatro India

Giorgio Barberio Corsetti regista e direttore artistico della della compagnia Fattore K è stato nominato alla guida del Teatro di Roma. Francesca Corona nominata consulente artistica per il Teatro India

Giorgio Barberio Corsetti nuovo direttore del Teatro di Roma Teatro Nazionale

Che la nomina del direttore di un Teatro Nazionale non sia uno scherzo lo sappiamo, la riforma del 2014 mette al primo posto tra i criteri relativi alla qualità proprio la valutazione sulla direzione artistica dell’Ente e lo stesso decreto limita le possibilità creative del direttore (non più di una regia all’anno) per far sì che questi non monopolizzi il cartellone con i propri titoli. Il trend attuale, anche per rispondere alle caratteristiche di complessità richieste dalla riforma, è quello di guardare a figure manageriali che possano guidare (da sole o con un consulente artistico) la progettazione, propongano l’intelaiatura di collaborazioni con altre istituzioni culturali italiane e straniere e si occupino di definire le strategie produttive e di programmazione.

Al nome di Giorgio Barberio Corsetti il Teatro di Roma ci è arrivato dopo mesi di attesa nei quali una delle più importanti istituzioni culturali cittadine è rimasta in sostanza ostaggio di schermaglie politiche o, nella migliore delle ipotesi, di una evidente incapacità di scegliere o individuare il giusto candidato. Il comunicato in cui si leggeva del trasferimento di Calbi all’Inda è datato 3 settembre 2018, il 24 ottobre viene pubblicato il bando (quasi due mesi per prepararlo), una call per ricevere manifestazioni di interesse non vincolante. Manifestazioni che infatti non convincono – Anna Bandettini nel suo blog ospitato su Repubblica.it svelava i nomi di questa shortlist qualche settimana fa: Paola Macchi, Paolo Aiello, Luca Ricci e quello che doveva essere in pole position, Marco Giorgetti (direttore Teatro della Toscana). Corsetti, come Massimo Popolizio era accreditato come possibile consulente artistico più che come direttore generale.

Erano solo voci di corridoio, rumors che però il Teatro di Roma non si è mai premurato di confermare o smentire seguendo l’ambigua e inefficace strategia del silenzio durata più di due mesi, senza contare il tempo per preparale la call. Il presidente (e direttore ad interim) Emanuele Bevilacqua non ha rilasciato interviste, non ha cercato di prendere tempo con comunicati o incontri con la cittadinanza, neanche quando un gruppo di artisti ha sollecitato l’ente teatrale prima con una lettera aperta e poi con un manifesto di intenti.

Accanto al nome di Giorgio Barberio Corsetti, quello di Francesca Corona, incaricata del ruolo di consulente per il Teatro India. Ora sarà compito di queste due nuove figure entrare in contatto con gli artisti, gli studiosi e osservatori, gli spettatori che animano il teatro, le arti e la cultura della città di Roma, nell’auspicio che il loro operato riesca a intercettare le esigenze di un territorio che, negli anni, ha visto mutare profondamente la propria geografia, attorno a un Teatro Nazionale non sempre puntuale nell’affermazione della propria identità.

Giorgio Barberio Corsetti, classe 1951, è direttore artistico dell’Associazione Fattore K (finanziata dal Mibac attraverso il Fus come impresa di produzione) ed è riconosciuto come una delle più importanti personalità della regia teatrale degli ultimi decenni. Alfiere della sperimentazione dagli anni ’70 e ’80, si diplomava in regia alla Silvio D’Amico nel 1975 e l’anno successivo fondava il celebre gruppo La Gaia Scienza. Da sempre attento all’evoluzione dei linguaggi teatrali ha sperimentato a lungo l’interazione tra teatro e video anche collaborando con Studio Azzurro e vincendo nel 1987 il Premio Ubu per La camera astratta. Corsetti inoltre vanta varie importanti collaborazioni all’estero (nel 1994 vince il più importante premio continentale, il Premio Europa) e un’esperienza pluriennale nella regia lirica; al Teatro di Roma recentemente era approdato con la produzione del Re Lear, interpretato da Ennio Fantastichini, nella scorsa stagione. La più importante direzione istituzionale è quella relativa al triennio 1999-2002 della sezione teatro della Biennale di Venezia.

Francesca Corona è curatrice e direttrice generale del festival Short Theatre di Roma, è stata consulente alla programmazione per il festival Dansem di Marsiglia e a quella del Théâtre Garonne di Toulouse. «Giovane operatrice dal respiro internazionale, Francesca Corona è da sempre impegnata nel monitoraggio e sviluppo del panorama artistico nazionale e nella sua connessione con la scena estera, attraverso la proposta di formati innovativi e a sostegno del lavoro degli artisti e della nuova geografia delle arti performative in Europa».

Andrea Pocosgnich

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Comments
  • Paolo 20 febbraio 2019 at 12:09

    Non è una scelta in linea con lo spirito e il dettato della legge. Cercavamo un manager culturale, ci ritroviamo un regista. Torniamo indietro.

  • Luigi 21 febbraio 2019 at 07:41

    Senza dimenticare che ieri Calbi costava 150k. Oggi i due soggetti quanto ci costano? Di più?

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