Lettera pubblica sul destino del Teatro di Roma

Teatro di Roma: intellettuali, artisti e figure professionali dello spettacolo scrivono alle istituzioni affinché si chiarisca e si sblocchi la situazione del Teatro Nazionale nel quale il direttore Antonio Calbi lascerà il proprio ruolo per andare a dirigere l’Inda

Ai Soci del Teatro di Roma, Comune di Roma e Regione Lazio, la Sindaca Virginia Raggi, l’Assessore e Vice Sindaco Luca Bergamo, e il Presidente della Regione Nicola Zingaretti.
Al Presidente Emanuele Bevilacqua e a tutto il Consiglio d’Amministrazione del Teatro di
Roma stesso.
Questa lettera aperta alle Istituzioni di Roma ha la natura di una domanda pubblica da parte di intellettuali, artisti e figure professionali dello spettacolo. Chiediamo innanzitutto un processo di trasparenza riguardo alla delicata situazione in cui si trova oggi il Teatro di Roma, il Teatro Nazionale della nostra città, a causa delle dimissioni del direttore Antonio Calbi, in virtù del nuovo incarico a dirigere l’Istituto Nazionale del Dramma Antico (Fondazione INDA).

Roma sta attraversando un momento difficile e insidioso: quasi tutti gli spazi indipendenti, più o meno atipici, che hanno ospitato la creatività e la sperimentazione, hanno chiuso o stanno chiudendo. Una rete di spazi associativi, teatri off e realtà multidisciplinari, abitati e condivisi negli anni da quella comunità di artisti e di pubblico che ha dato vita alla scena contemporanea di questa città. Registi, drammaturghi, attori di fama nazionale e internazionale che hanno spesso prodotto i propri lavori fuori dal territorio regionale e che, a Roma, sono stati intercettati proprio da questa scena informale. Il Teatro di Roma, l’istituzione teatrale principale della città che per vocazione e missione dovrebbe essere uno degli interlocutori principali della scena contemporanea, pur dialogando con il mondo dell’innovazione teatrale, non ha saputo diventarne l’epicentro, come molti auspicavano. Una funzione centrale che il Teatro di Roma – ulteriormente penalizzato dalle decisioni del Mibact –, ha così in parte delegato all’operato dei Festival che si sono trovati sempre più a svolgere funzioni di produzione.
In un tale contesto il ruolo cruciale che il Teatro Nazionale della capitale dovrebbe svolgere sia a livello nazionale sia territoriale è ulteriormente indebolito dalla situazione che si è generata. Situazione diventata negli ultimi anni ancor più difficile anche per l’evidente difficoltà del Teatro nel realizzare una progettualità disegnata con il coinvolgimento degli artisti e una fatica sempre crescente nel tenere fede agli impegni presi.
Tanto più oggi allora, il patto di mutua fiducia, lavoro condiviso e lealtà stretto negli anni con gli artisti stessi rischia di rompersi definitivamente.
Pur essendo consapevoli delle oggettive limitazioni che il nuovo decreto ministeriale ha generato, imponendo il disegno di un intero triennio a ogni direttore in carica, riteniamo pericolosa e poco efficace l’ipotesi che Teatro di Roma possa essere gestito per il triennio a venire da un mero “esecutore” di un progetto già disegnato da altri. Crediamo invece serva una figura che possa sì mantenere fede al disegno della stagione corrente (2018-19), ma di fatto “traghettare” il Teatro verso una nuova vera direzione artistica. Il decreto, infatti, pur imponendo il disegno di un triennio, presuppone e permette che vi sipossano attuare modifiche artistiche in coerenza con il disegno progettuale e i parametri richiesti dal ministero. Tanto più quindi il Teatro ha bisogno di identificare in tempi e modi consoni una figura d’eccellenza che conosca a fondo il complesso e prezioso orizzonte teatrale romano, che abbia il mandato per migliorare il disegno progettuale del triennio e con l’agibilità istituzionale per farlo. Altrimenti verrebbero a cadere quei principi di autorevolezza e autonomia che fanno di un Teatro Nazionale, qualcosa di molto diverso da un mero strumento delle amministrazioni politiche di turno.
Un Teatro Nazionale non può essere un’istituzione di retroguardia. Deve saper guardare al presente e indirizzare il futuro. Ha pertanto bisogno di una figura che possa disporre di una carica che duri nel tempo e che le consenta di rafforzare e restituire quella progettualità generativa e di respiro europeo che si addice a un Teatro Nazionale. Deve saper alternare tradizione e innovazione, mettendo in connessione le varie anime e culture della scena che vivono parallelamente in una città importante come la capitale d’Italia. Costituendo il centro nevralgico di un intero sistema, come fortemente voluto dalle Istituzioni in questi anni, il Teatro di Roma ha il dovere di svolgere questo processo attraverso un meccanismo di assoluta trasparenza e in tempi che non paralizzino inevitabilmente le attività del Teatro stesso.
Chiediamo pertanto alle Istituzioni della Città e della Regione Lazio di permettere al più presto una direzione efficace, autonoma e autorevole al Teatro Nazionale. E di farlo attraverso una prima nomina di rilievo che garantisca di ipotizzare, già in un prossimo futuro, la pubblicazione di una ‘Call’ alla quale i migliori professionisti del settore possano rispondere, proponendo pubblicamente e in modo altrettanto trasparente progetti per Roma e per il suo teatro, come avviene nel resto d’Europa.
Siamo convinti che oggi più che mai i processi trasparenti siano gli unici in grado di radunare comunità orizzontali di pubblico e artisti, comunità sempre più lontane dalle logiche monocratiche della politica culturale novecentesca e sempre più addentro alle pratiche di una democrazia orizzontale, partecipata e di stampo europeo.

Roma 1.10.2018

Roberto Latini
Fortebraccio Teatro
lacasadargilla / Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni, Alice Palazzi, Maddalena Parise
Accademia degli Artefatti
Daria Deflorian
Antonio Tagliarini
Luca Brinchi / Daniele Spanò
Teatro delle Apparizioni
Attilio Scarpellini
Teatro e Critica
Roberto Scarpetti
Vinicio Marchioni
Claudia Sorace / Muta Imago
Riccardo Fazi / Muta Imago
Graziano Graziani
Davide Carnevali
Daniele Timpano
Elvira Frosini
Matteo Angius
Compagnia MK
Lorenzo Pavolini
Gianni Staropoli
Andrea Baracco
Compagnia Biancofango
Compagnia Musella-Mazzarelli
Diana Arbib
Gianluca Falaschi
Luigi Biondi
Bartolini / Baronio
Miti Pretese

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