BADATE alla LADY – libero adattamento del Macbeth di Shakespeare. #sponsor

11 e 12 Luglio h 20:00 TEATRO GOLDEN
Via Taranto 36 – San Giovanni – Roma
BADATE ALLA LADY
libero adattamento del Macbeth di William Shakespeare

con
Gabriele Guerra, Morena Rastelli, Alessandro Bartolini, Francesco Bonaccorso, Gianluca Bruni, Irene De Matteis, Clelia Enea, Laura Morelli, Elisabetta Nesca, Angelo Sugamosto, Lorenzo Tassiello.

Adattamento e Regia: Morena Rastelli
Aiuto Regia: Antonio Frazzoni
Impianto Scenico: Andrea Cedrone
Disegno Luci: Davide Di Francescantonio
Locandina: Danilo Rastelli
Info e prenotazioni:
http://www.teatrogolden.it/teatro/
promozione.teatrogolden@gmail.com
https://www.facebook.com/events/255543725183795/

 

Il lato oscuro dell’uomo, le pulsioni, i desideri e le frustrazioni
nella dinamica di azione e reazione ai fatti della vita.
La pazzia della Lady come consapevolezza dell’errore.
La furia di Macbeth come hybris dell’eroe tragico.

BADATE alla LADY di Morena Rastelli è una rilettura del “Macbeth” di William Shakespeare che cerca in esso una chiave di comprensione dell’uomo in lotta contro il mondo. Un Coro circonda e condiziona la coppia Macbeth-Lady, a rappresentare il mondo naturale composto da altri uomini, e quello sovrannaturale. Il Coro, giocando come nel teatro greco il ruolo del popolo e della collettività, mira a creare un ponte con lo spettatore. La contaminazione con la profondità della scrittura di Dostoevskij, indaga le relazioni nella coppia e fuori di essa, i moti di alleanze e tradimenti, tentando di individuare l’errore e provocare una catarsi.

“È per questo che si sono sterminati a vicenda. Hanno creato gli dei e si sono sfidati l’un l’altro – Abbandonate i vostri dei e venite ad adorare i nostri, sennò guai a voi e ai vostri dei! – E cosi sarà fino alla fine del mondo. E quando gli dei saranno scomparsi, cadranno in ginocchio davanti agli idoli.”

“Concependo la libertà come moltiplicazione e rapido soddisfacimento dei desideri, gli uomini distorcono la propria natura giacché generano in se stessi molti desideri e abitudini insensati e sciocchi, molte sventatissime fantasie. Vivono solo per invidiarsi l’un l’altro, per lussuria e ostentazione. Fare pranzi, viaggi, possedere carrozze, gradi e servi che li accudiscano – si considerano tutte necessità per le quali vale la pena di sacrificare persino la vita, l’onore, l’amore. E gli uomini sono pronti ad ammazzarsi se non riescono a soddisfare queste necessità.”

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