Tacchi e tabacchi. L’amore e l’amicizia in epoca social. #sponsor

TACCHI E TABACCHI L’AMORE E L’AMICIZIA IN EPOCA SOCIAL

Vuoi portare il pubblico a teatro? Facile.. Raccontagli il reale.  E’ questa la grande scommessa (vinta) della Compagnia  Sipario Sette. Otto giovani che il progetto teatro lo hanno sposato a 360°, a cominciare da Francesco Bazzurri, brillante sceneggiatore capace di raccontare la sua generazione, quella dei trentenni, con spirito critico ed ironico. La Compagnia è reduce dal successo della commedia “Tacchi e Tabacchi”, portata in scena al “Teatro Le Salette” di Roma; 5 giorni di sold out, tanti applausi ed un interessamento anche da parte dei media romani. La formula vincente? Si ride, ci si immedesima, si torna a casa più leggeri. Una curata scenografia fa da sfondo agli otto personaggi che, con le loro piccole manie ed ossessioni, combattono una eterna lotta “Uomini contro Donne” quanto mai moderna ed attuale. C’è Marta, profiler da talk show , tipica donna alpha tutta cervello ed azione che discorre con naturalezza di omicidi cruenti ed efferati. Nina, vegana, la cui ossessività nel cercare un equilibrio psichico attraverso dieta e meditazione  sembra procurarle invece scatti d’ira. Carmen una fashion blogger vittima dello shopping compulsivo. Debbie una moderna strega che si destreggia tra riti vodoo e magia nera . Raul, cresciuto con il mito dei film sui ninja. Manfredi, intellettuale fuori posto in un’epoca social. Tazio, un moderno antieroe esperto nell’arte del cazzeggio. Leo, un nerd che incarna il lato più oscuro della sindrome di Peter Pan. Dialoghi dal ritmo rapido ed effervescente; una commedia che ricorda le atmosfere post femministe di “Sex and the City”strizzando l’occhio a “Friends” per raccontare in chiave ironica i tic, le debolezze ed i difetti della generazione dei trentenni in stile “How I met your mother”. Francesco Bazzurri nel suo spettacolo ci parla di una generazione che nonostante tutto è ancora disposta a sognare, che ha mille risorse e che cerca nei social quelle conferme che è difficile avere nella vita reale;  tutti i personaggi dello spettacolo sono “social addicted”, come Carmen la fashion blogger, che della sua mania ne ha fatto uno stile di vita . ”La mia fonte di ispirazione è la vita reale”– ci conferma Francesco – “maniaci dello shopping compulsivo, vegani, salutisti, donne in carriera, nerd, sono tutti archetipi contemporanei; vengono usati per creare un plot ed il tutto viene condito con tantissima cultura pop e trash, soprattutto quella teorizzata da Tommaso Labranca”. Finissimo interprete della cultura di massa, Labranca  è stato il primo a definire il termine trash come una “emulazione fallita di un modello alto”ed ad individuare in questa nuova categoria estetica il tratto caratterizzante della cultura contemporanea, quella che la muove e la indirizza in profondità: dalle ragazze vestite come Madonna, ai presentatori delle tv locali che imitano Pippo Baudo. “E’ da questo concetto che sono partito quindi per creare i miei personaggi– continua Bazzurri-  come Carmen la fashion blogger, il cui personaggio si ispira alle nuove icone di stile per milioni di giovanissime, oppure Tazio molto stile John Blutarski di Animal House, oppure Marta, profiler autoritaria e impulsiva, una donna in carriera apparentemente sicura di sé ma in realtà afflitta da mille nevrosi”. “Per interpretare il suo personaggio mi sono ispirata in parte a Brenda  Leigh Johnson la profiler della serie “The Closer”– ci spiega l’attrice Ilaria Mazza-“ questo tipo di ricerca mi ha aiutata ad entrare corpo ed anima nel personaggio e sfruttarne il più possibile il bios in modo da renderlo credibile ; ed è proprio questa fase iniziale di costruzione del personaggio ad appassionarmi di più. Fare teatro è innanzitutto un viaggio, anche dentro noi stessi-continua Ilaria-si parte da una attenta lettura del copione, cercando le parole chiave da far emergere per poi  cucirle indosso al personaggio allo scopo di renderlo più credibile ed affine a noi.. Personalmente utilizzo le tecniche di biomeccanica teatrale che ho acquisito frequentando il laboratorio di researching program. Un lavoro complesso ma che se viene fatto bene, permette grazie al ventaglio delle probabilità di azione-reazione, di rendere il personaggio più spontaneo e mai artefatto”. Nel cassetto di Francesco Bazzurri, tantissimi scritti, molte sceneggiature, tanti spunti, una fucina di creatività che si accompagna ad un duro lavoro: reperire i fondi (tutti gli spettacoli sono autofinanziati), e poi la scelta del cast, le prove, perché per portare in scena uno spettacolo di un’ora servono mesi e mesi di sacrificio. Ad applaudirli in sala un pubblico numeroso ed eterogeneo, quest’anno anche le straordinarie donne dell’Associazione Susan Komen, in prima linea su tutto il territorio nazionale per la lotta contro i tumori al seno, e poi tante Associazioni di quartiere che si occupano dell’inclusione di anziani o di persone con difficoltà. Perché come diceva il grande Eduardo De Filippo “Nel Teatro si vive davvero”..

 

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