Paolo Di Paolo. Tutto finalmente senza futuro

QUINTA DI COPERTINA. Una storia quasi solo d’amore è il romanzo di Paolo Di Paolo pubblicato all’interno della collana I Narratori (Feltrinelli, 2016)

paolo di paolo teatro lunga

«Tutto, finalmente, senza futuro».
Giovanni Raboni è stato poeta di minuzie e rabbiose passioni, si sente l’alito uscire di bocca, in pronuncia di questo verso, l’alito caldo, materico di chi ha tolto il freno e scende verso la vallata di ciò che solo altri sapranno dire nostalgia. C’è molto, in questo verso, di teatro. C’è molto dell’idea di teatro che Paolo Di Paolo dispone lungo le pagine di Una storia quasi solo d’amore (Feltrinelli, 2016), di cui questi versi sono epigrafe conclusiva, definitiva.
Grazia è una donna vissuta tra le assi del palcoscenico, Nino un giovane che della scena ha solo un’effige di proiezione, eppure sa, sanno entrambi, che proprio e solo l’arte della rappresentazione può interpretare una forma di lascito, un’eredità evanescente ma concreta, sentimentale. Tra le arti il teatro è la sola a riconoscersi nel divenire, a scorrere nel tempo senza dare ad esso il primato di cui gode per essenza, è come lo cavalcasse, come lo sfidasse in una battaglia di posizione. «E come nell’altro teatro, nel vero, nulla si ripete uguale: simile sì, mai identico, nulla si ripete né lascia traccia. Tutto esiste solo in quell’istante e poi niente, scompare, evapora, non ha testimoni»; questo il teatro per cui Di Paolo sente fascino, la repentina immaginifica apparizione, in assoluto pari all’improvvisa, inattesa, scomparsa.
I corsi di Grazia, il suo sguardo su diverse generazioni di chi tenta la scena, sono il filtro per affondare in questa ripida intuizione, i suoi occhi cercano il punto di rottura in cui il bozzolo sappia rivelare le ali e svettare oltre il corpo, con il corpo. Eccola, la magia, l’illusione mille volte rappresa tra le pareti e il buio: il teatro come orma mal pigiata della memoria, come lapide senza passato e senza futuro, ma che solo passato e futuro ammette nell’atto di rappresentazione, ossia di creazione. «Se le età fossero sempre visibili in noi, tutte insieme allo stesso momento», siamo presente, solo presente, sembra dire questa storia, eppure il presente, il battito promesso e appena decaduto, è il solo tempo inammissibile, lo pensa il vecchio che corre dietro al cappello in un’ipotesi del divenire, tra le prime pagine del libro; non lo afferra mai, ma ride, ride a rincorrerlo, come avesse di fronte ai piedi quel che non conosce ancora e che, pure, s’è appena lasciato alle spalle.
«Voi non sapete quanto si vive leggeri senza più ambizioni».

Simone Nebbia

Una storia quasi solo d’amore
Marchio: FELTRINELLI
Data d’uscita: Marzo, 2016
Collana: I Narratori
Pagine: 176
Prezzo: 15,00€
ISBN: 9788807031779
Genere: Narrativa

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Critico teatrale, ha una formazione interamente letteraria. Animatore del quotidiano di informazione teatrale onlinewww.teatroecritica.net, collabora con Radio Onda Rossa e ha fatto parte parte della redazione de I "Quaderni del Teatro di Roma", periodico mensile diretto da Attilio Scarpellini. Nel 2013 è co-autore del volume "Il declino del teatro di regia" (Editoria & Spettacolo, di Franco Cordelli, a cura di Andrea Cortellessa) e collaboratore della rivista "Orlando" (Giulio Perrone Editore) diretta da Paolo Di Paolo. Ha collaborato con il programma di "Rai Scuola Terza Pagina". Uscito a dicembre 2013 per l'editore Titivillus il volume "Teatro Studio Krypton. Trent'anni di solitudine". Suoi testi sono apparsi su numerosi periodici e raccolte saggistiche. È, quando può, un cantautore.