Esercizi di vertigine. Con coraggio, tra danza, video e suono

Esercizi di Vertigine è un esperimento che incrocia diversi linguaggi, tra cortocircuiti ed epifanie. Recensione

 

foto ufficio stampa
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Autunno Danza a Cagliari ha ospitato nomi di rilievo, quest’anno, tentando – come abbiamo provato a illustrare attraverso le parole dei direttori artistici – di unirli al sostegno alle realtà locali e alla commistione con altri linguaggi. Ne è un esempio il lavoro Esercizi di vertigine, una coproduzione tra TiconZero, Spaziomusica e Spaziodanza che sovrappone tre linguaggi: il video, l’elaborazione sonora live e la coreografia. Sul pavimento della sala de Il Crogiuolo alla Vetreria di Pirri si stende il tappeto bianco, bianche sono le vesti di Donatella Cabras e Francesca Massa, unici elementi umani in un ambiente che vive e vibra nella sovrapposizione dei segni.
La traccia sonora creata dal vivo da Fabrizio Casti e Alessandro Olla – che firmano anche il concept – graffia le orecchie, spande un commento acido e gelido che enfatizza l’orizzontalità dello sguardo, reso dinamico dal video di Valentino Nioi.

Alla sovrabbondanza di esperimenti proposta dalle arti performative di questi anni manca spesso il coraggio di far incontrare i codici lanciandosi in un viaggio performativo davvero senza reti. Esercizi di vertigine racchiude fin dal titolo il senso di questo genere di operazioni, rendendo materiale una tensione sussurrata e stagliandola su uno sfondo compatto di elaborazioni tecnologiche. La trama coreografica messa a punto da Momi Falchi sfrutta la potenza del movimento improvvisato per creare un rapporto tra i corpi che programmaticamente non risulta mai del tutto risolto. Nel loro intrecciarsi e lasciarsi soli si intravede ora un senso armonico che rimanda all’azione congiunta delle corde vocali, ora uno smarrimento che sottolinea la natura entropica ed effimera radicata dentro una partitura non scritta.

foto ufficio stampa
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Il dispositivo mira a innestare il movimento dei corpi su un’azione di sinergia – quella tra musica e video – che esiste a priori: il video viene mandato in play, proiettato sulle tre pareti da quattro diversi punti; la musica marca i tagli e le sequenze, offrendo un paesaggio uditivo che pare non voler lasciare alle danzatrici coordinate costanti; esse attraversano orizzontalmente questo incontro, prediligendo torsioni e momenti di stasi e lasciando a volte lo spettatore solo di fronte a uno spettacolo sensoriale.

Da citare il solo di chiusura danzato da Donatella Cabras: si fa avanti la semplice postura eretta, affiora una presenza ferma in grado di conquistare finalmente l’empatia del pubblico, per poi scomporre, nella diagonale forzata delle braccia, un’armonia che si conferma irraggiungibile.
L’equilibrio instabile – che rappresenta gran parte del fascino di questo lavoro – scopre il fianco a criticità di carattere strutturale, non sempre riuscendo a sostenere con la coreografia il ritmo picchettante di video e suono, che a volte ha la meglio sui corpi fagocitandoli lungo minuti di visione indecifrabile. Tuttavia, nel contesto odierno, una liberatoria e decisa assunzione di rischio va di certo incoraggiata e accolta con attenzione e rispetto.

Sergio Lo Gatto

Visto alla Sala Il Crogiuolo, Cagliari, Novembre 2015 per Autunno Danza 2015.

ESERCIZI DI VERTIGINE
Concept: Alessandro Olla e Fabrizio Casti
Coordinamento coreografico: Momi Falchi
Musiche live: Alessandro Olla e Fabrizio Casti
Video: Valentino Nioi
Danzatrici: Donatella Cabras e Francesca Massa
Coproduzione: Ticonzero, Spaziomusica e Spaziodanza

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Sergio Lo Gatto è giornalista, critico teatrale, ricercatore e dramaturg. Attualmente ricopre il ruolo di Responsabile delle Attività Culturali per Emilia Romagna Teatro Fondazione. È dottore di ricerca in Spettacolo, con una ricerca su critica teatrale e filosofie digitali e docente a contratto di Metodologie della Critica del Teatro e dello Spettacolo alla Sapienza Università di Roma. Si occupa di arti performative su Teatro e Critica. Ha fatto parte della redazione del mensile Quaderni del Teatro di Roma, ha scritto per Il Fatto Quotidiano e Pubblico Giornale, ha collaborato con Hystrio (IT), Critical Stages (Internazionale), Tanz (DE), collabora con il settimanale Left, con Plays International & Europe (UK) e Exeunt Magazine (UK). Ha collaborato nelle attività culturali e di formazione del Teatro di Roma, partecipato a diversi progetti europei di networking e mobilità sulla critica delle arti performative, è co-fondatore del progetto transnazionale di scrittura collettiva WritingShop. Ha partecipato al progetto triennale Conflict Zones promosso dall'Union des Théâtres de l'Europe, dove cura la rivista online Conflict Zones Reviews. Tra le pubblicazioni, con Matteo Antonaci ha curato il volume Iperscene 3, Editoria&Spettacolo 2017. con Graziano Graziani La scena contemporanea a Roma (Provincia di Roma, 2013).

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