Teatro in video. Ettore Petrolini in Gastone

Teatro in video 17° appuntamento. Gastone di Ettore Petrolini

 

Tanti avranno impresso in qualche luogo più o meno recondito della mente il frac col cilindro di Gastone, il tono penetrante e trascinato del suo ritornello anche fra quanti non riescono nell’immediato a collegarli al volto e alla presenza di Ettore Petrolini. Consegnatasi alla storia con il suo autore, l’opera del 1924, immagine di attore di cinema muto attaccato a un moncone d’orgoglio nell’avvento del sonoro, è divenuta l’emblema della crudeltà comica e triste insieme delle figure di Petrolini, del suo carattere d’artista, di uomo, di romano, delle macchiette e dei personaggi come molti dei suoi sè, tutti disgraziatamente autentici e miracolosamente nessuno vero. Dalle strade dei quartieri popolari capitolini si intrufolò fra i primi baracconi, balzò fino alle assi dei palcoscenici del varietà di inizio ‘900 per asservire alla propria dissacrazione il regno dell’avanspettacolo e della rivista, guadagnandosi dal critico Alberto Cecchi il conio della definizione di “disconsacratore”. Con la fama arrivarono le tournèe internazionali (Sudamerica, Egitto, Tripolitania, Francia, Germania, Austria), l’ammirazione di Martinetti e dei futuristi, di Bontempelli e Craig, arrivò il cinema e la redazione degli atti unici, poi di commedie più complesse e delle memorie autobiografiche. Siccome a volte non son bastati libri interi, si lascia qui traccia diretta per vedere come possa il teatro profilarsi in qualcuno e qualcuno profilarsi nel suo teatro.

Marianna Masselli
Twitter @Mari_Masselli

Dichiarazioni tratte da Un po’ per celia e un po’ per non morir, 1936

«Le belle invenzioni teatrali: Teatro Sperimentale: voi avete visto che il pubblico non accetta questa specie di esperimenti che sono fatti a sue spese. Chi vuole fare degli esperimenti li faccia a casa sua, e non con i quattrini degli altri. Teatro Stabile: solamente la parola – stabile – mette paura a pronunziarla. Il pubblico quando sa che un teatro è stabile, non sente nessuna premura di accorrervi. Dice: – Tanto è stabile… non si muove… avremo il tempo di andarci… – E di sicuro c’è questo: che il teatro rimane stabilmente vuoto. Teatro dei Giovani: questo è un teatro che, prima di nascere è già vecchio, perché ha già una buona parte del pubblico contraria. E sono gli antagonisti giustificati… perché non si può essere tutti giovani. Senza contare che ci sono giovani vecchissimi e vecchi giovanissimi. Teatro degli Indipendenti: Indipendenti da chi? Si dipende sempre da qualcheduno, e specialmente dal pubblico che paga: se manca il pubblico anti-portoghese, l’indipendenza defunge… Teatro di Stato: potrebbe risolvere molti problemi: ma ho paura che faccia l’effetto del chinino, che fa un po’ sudare, un po’ dormire, e poi lascia un grande spossamento… Facezie a parte, anche il chinino, se dato a proposito talvolta fa bene alla salute, e perciò credo che un teatro di Stato ben organizzato e diretto, potrebbe almeno risolvere il problema di vedere premiati per elezione – non esclusa quella del pubblico – autori, attori e registi veramente meritevoli.»

Altri contenuti di TEATRO IN VIDEO

Teatro in video.

Grazie alla collaborazione di utenti e studiosi di tutto il mondo, YouTube sta diventando un grande archivio anche per le arti performative. Ogni domenica anticiperemo la visione di un filmato storico con un nostro breve testo di presentazione o accompagnamento. Lasciate i vostri commenti su questa nuova iniziativa e aiutateci a scovare preziose rarità.

Gli articoli di Teatro e Critica, che sono frutto di un lavoro quotidiano di ricerca, scrittura e discussione approfondita, sono gratuiti da 8 anni.
Se ti piace ciò che leggi e lo trovi utile, che ne dici di sostenerci con un piccolo contributo?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here