Wild West Show. Lo spettacolo degli Acerbi spara a salve

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Wild West Show. Lo spettacolo del Teatro degli Acerbi con la regia di Elvira Frosini e Daniele Timpano, visto all’Off off Theatre di Roma. Recensione

Foto di Piermario Adorno

Durante i primi anni di università ho lavorato in qualche villaggio turistico, come sa chi ha vissuto esperienze simili da ospite o da animatore, uno dei centri nevralgici di quei luoghi vacanzieri è il palcoscenico, che prende vita la sera per gli spettacoli e la notte per le prove. Mettevamo in scena spettacoli di cabaret, serate di intrattenimento puro e vere e proprie sceneggiate parodistiche a tema. Eventi che avevano come unico intento quello di muovere il pubblico alla risata, a tutti i costi. Vecchie gag tramandate da generazioni di intrattenitori abbronzati si mescolavano a scene trafugate dal cabaret televisivo degli anni 90/2000 o quando andava bene dagli sketch di una Rai in bianco e nero.

Il capo animatore sfruttava i talenti naturali, cercando tra i nuovi arrivati quell’intuito innato per il palco e la comicità. Il pubblico rideva per la complicità con cui si relazionava agli animatori, nonostante le lacune tecniche: il gioco era facile, chi stava sul palco era la stessa persona che accoglieva gli ospiti e li intratteneva durante la giornata. Sostanzialmente se vedi un amico sul palcoscenico che “ci prova” ridi perché lo conosci, perché lo hai visto in altri momenti della vita.

Foto di Piermario Adorno

Ora, sia chiaro, questi spettacoli sgangherati, in quei contesti hanno una propria dignità, si rivolgono a un pubblico ben preciso e assolvono pienamente la funzione per cui sono progettati, ma in un palcoscenico cittadino raramente potrebbero essere programmati, proprio per quella mancanza di aderenza tra gli spettatori e gli interpreti.

All’Off Off Theatre di Roma, il nuovo teatro aperto da Silvano Spada da questa stagione (che ha evidenziato alcuni interessanti titoli in cartellone), è in scena fino a domenica un allestimento che potrebbe riportare alla mente certi spettacoli visti in hotel e villaggi. Wild West Show – scritto da Fabio Fassio sul palco insieme a Massimo Barbero, Patrizia Camatel, Dario Cirelli e Elena Romano della compagnia Teatro degli Acerbi di Asti – è uno spettacolo talmente rabberciato che uno spettatore mediamente attento non potrebbe che pensare: “ma davvero lo stanno facendo?”. Il testo è un minestrone disordinato di tentativi: l’obiettivo dovrebbe essere quello di utilizzare l’immaginario western come metafora e contenitore per dire qualcos’altro.

Foto di Piermario Adorno

Cominciando dal finale agli Acerbi chiederei proprio: di cosa volevate parlare? Di un mondo culturale che non esiste più, quello dei film western dei tempi d’oro? Nelle note di accompagnamento si legge: «Uno spettacolo sull’inevitabile presenza dell’immaginario western nelle nostre vite, nei nostri ricordi, nel quotidiano: in noi. Near West, il Vicino Occidente. O Here West, il qui, il noi siamo qui, il noi siamo Occidente (e loro presumibilmente Oriente).
Una galoppata folle alla ricerca del west, all’inseguimento del mito, alla ricerca di una identità appiccicata addosso come una camicia di flanella sudata. Qualunque cosa può succedere da un momento all’altro, qui, nel West.» Nel finale di questa disordinata corsa verso Ovest i cinque cowboy di Asti trovano un cratere. Il West non esiste più, comincia un medley di luoghi comuni sul Bel paese e di canzoni rappresentative, fino ad arrivare alla Cina. È l’Oriente ad aver riempito quel cratere? Di cosa stiamo parlando? Di cultura, di prodotti a basso costo o di qualcos’altro che ci sfugge? La semplificazione è inquietante. I cinque interpreti riprendono una delle posizioni più significative dello spettacolo, un bel controluce di fronte a uno schermo illuminante mentre Toto Cutugno canta il suo più celebre pezzo proprio in cinese.

Foto di Piermario Adorno

Qua e là emerge qualcosa di più concreto, ovvero il tentativo di mescolare l’immaginario delle ampie praterie americane con il vissuto quotidiano, la provincia del nord Italia, e alcune (poche) invettive che colpiscono il bersaglio, soprattutto quella contro Claudio Baglioni risulta divertente e affilata. Per il resto Wild West Show per la regia di Elvira Frosini e Daniele Timpano (a poco è servita la partecipazione del duo finalista agli ultimi Premi Ubu) è un caotico susseguirsi di appuntamenti mancati rispetto alla riflessione generale: una dei personaggi non fa altro che lamentarsi perché i film western non li ha mai sopportati, un altro è obnubilato dalla figura di John Wayne, poi c’è Calamity Jane, non manca l’indiano e il leader del gruppo che si fa anche interprete della narrazione epica. Una serie di cavalcate mimate male, fischiettii di celebri motivi, zuffe disordinate, corpi mal organizzati nelle posture, battutine che non sorprendono, colpi di pistola riprodotti con la bocca (avete presente quando i bambini giocano…) e una “spruzzata” di metateatro. Insomma la stessa ricetta di molta comicità da villaggio turistico, con la differenza che nei copioni degli animatori fortunatamente non c’è nessuna pretesa di riflessione sul significato dell’Occidente.

Andrea Pocosgnich

9 gennaio 2018, Off Off Theatre, Roma
In scena fino al 14 gennaio

Wild West Show
testo di Fabio Fassio
con Massimo Barbero, Patrizia Camatel, Dario Cirelli, Fabio Fassio e Elena Romano
scene di Francesco Fassone
costumi di Roberta Vacchetta
luci di Marco Alfieri
consulenza musicale di Matteo Ravizza
regia video di Diego Diaz
foto di Piermario Adorno
regia di Elvira Frosini e Daniele Timpano

durata dello spettacolo: atto unico di 60′

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