Alan e il mare di Giuliano Scarpinato. Una favola di redenzione

Pubblicità: Campagna abbonamenti Teatro biondo di Palermo

Nel Festival Segnali al Teatro Verdi di Milano debutta il nuovo spettacolo di Giuliano Scarpinato. Una riflessione complessa concettualmente e artisticamente. Recensione.

foto di
foto di Giovanni Chiarot

La fotografia del piccolo Alan Kurdi riverso sulla spiaggia turca di Bodrum l’abbiamo vista tutti. Tutti. La reazione di tutti è stata anche la nostra. O almeno questo crediamo.
C’è un fatto, ci sono dei testimoni. Ci sono dei riceventi di quella testimonianza. E poi quella testimonianza scompare. Diventa una nuvola tossica che investe anche coloro che avrebbero preferito non sapere nulla. Persiste una sorta di abuso del reale che ricostruisce la verità dentro un suo riflesso immediatamente inaggirabile, surrogato, sinistro.

Tramutare la cronaca in fabula, depredare i fondamenti della realtà per ricostruire attorno a un fatto reale e puntuale un effetto poetico e universale. Questo sembra essere il progetto di Giuliano Scarpinato, che con Alan e il mare ha debuttato al Teatro Verdi di Milano per la 28° edizione del Festival Segnali.

Continua a leggere su Planetarium – Osservatorio del teatro ragazzi, un progetto condiviso da Altre Velocità, Stratagemmi, Il Tamburo di Kattrin e Teatro e Critica.

Sergio Lo Gatto

ALAN E IL MARE
testo e regia Giuliano Scarpinato
assistente alla drammaturgia Gioia Salvatori
interpreti Federico Brugnone, Michele Degirolamo
in video Elena Aimone
scene Diana Ciufo
luci Danilo Facco
videoproiezioni Daniele Salaris
movimenti scenici Gaia Clotilde Chernetich
costumi Giuliano Scarpinato
progetto grafico Rooy Charlie Lana
produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Accademia Perduta Romagna Teatri

Gli articoli di Teatro e Critica, che sono frutto di un lavoro quotidiano di ricerca, scrittura e discussione approfondita, sono gratuiti da 8 anni.
Se ti piace ciò che leggi e lo trovi utile, che ne dici di sostenerci con un piccolo contributo?
SHARE
Previous articleRomeo Castellucci in America. Mistica della democrazia
Next articleOdiolestate 2017 – Bando di Carrozzerie N.ot. per residenze artistiche
Sergio Lo Gatto è giornalista, critico teatrale, editor e traduttore. Ha studiato Teatro e Arti Performative alla Sapienza. Università di Roma, dove sta svolgendo un dottorato di ricerca in studi teatrali incentrato sulla critica delle arti performative, e si occupa di arti performative su Teatro e Critica. Ha fatto parte della redazione del mensile Quaderni del Teatro di Roma, ha scritto per Il Fatto Quotidiano e Pubblico Giornale, ha collaborato con Hystrio (IT), Critical Stages (Internazionale), Tanz (DE), collabora con Plays International & Europe (UK) e Exeunt Magazine (UK). Ha partecipato a diversi progetti europei di networking e mobilità sulla critica delle arti performative, è co-fondatore del progetto transnazionale di scrittura collettiva WritingShop. Attualmente è impegnato nel progetto triennale Conflict Zones promosso dall'Union des Théâtres de l'Europe, dove cura la rivista online Conflict Zones Reviews. Con Graziano Graziani ha curato il volume La scena contemporanea a Roma (Provincia di Roma, 2013), con Matteo Antonaci Iperscene 3, di prossima pubblicazione per Editoria&Spettacolo. Academia.edu: https://uniroma1.academia.edu/SergioLoGatto torna a Info Redazione
Comments
Trackbacks
  • diana ciufo 24 maggio 2017 at 21:14

    […] Corriere della sera.it Corriere della sera_la lettura Carta di Roma Teatro e critica Planetarium Il messaggero […]