“Danze nel presente”, un documentario su Roberto Castello

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“Danze nel presente, Roberto castello 1993-2013”  è un documentario di Graziano Graziani e Ilaria Scarpa. Lo pubblichiamo qui in 8 episodi, 2 a settimana. Con un’introduzione di Gaia Clotilde Chernetich

«“Ironia” è un termine scivoloso» afferma il coreografo Roberto Castello, eppure – o forse proprio per questo – si tratta di una delle parole chiave del suo lavoro. In seguito all’uscita dal gruppo dei Sosta Palmizi, avvenuta nel 1990, Castello ha sviluppato una ricerca coreografica che, ai suoi esordi, ha innanzitutto cercato un dialogo con i temi e i formati della danza moderna – quella che lui stesso definisce “delle origini” – per interrogarne gli assunti filosofici e il modo in cui questi si sono trasformati, nel tempo attuale, in disincanto e disillusione. Ecco dunque altre due delle parole chiave che attraversano il documentario realizzato da Graziano Graziani e Ilaria Scarpa.

Quello che il film ci restituisce è la ricostruzione di un percorso artistico che fa della composizione coreografica e di tutte le sue possibili declinazioni un nucleo sempre pronto a essere messo in discussione nei formati in cui viene proposta e anche nei formati in cui viene fruita, in teatro, in strada, in video e anche in televisione.

Uno dei fili conduttori della ricerca di Roberto Castello e dei suoi collaboratori esprime la differenza che sussiste tra l’adeguarsi e l’aderire, tra il rientrare in un percorso già tracciato da altri e l’adesione a una determinata visione del mondo che si mantiene aperta a proposte, variazioni e inversioni di rotta.
Intervistato nel documentario a più riprese, il critico teatrale Massimo Marino sostiene che Castello si rapporti coi propri danzatori quasi come se essi fossero degli “organismi partecipati”, ovvero corpi e menti capaci di mettere a frutto la propria visione del mondo in seno a un lavoro che fa della diversità e della condivisione un valore assoluto. In linea con questo approccio, anche la stessa definizione della nozione “danza” che Castello ci fornisce nel corso del documentario è estesa fino a includere per esempio anche la fotografia poiché: «”Danza” è tutto ciò che attiene alle rappresentazioni del corpo umano».

Il suo lavoro, che dal 2008 abita nello spazio di SPAM! rete per le arti contemporanee in provincia di Lucca, è frutto di una creatività che si distingue attraverso il suo essere “zona franca”: uno spazio del possibile che va costantemente conquistato. A condividere questa missione, intorno a ALDES hanno gravitato e gravitano alcuni tra i più interessanti artisti della scena nazionale: Irene Russolillo, Giselda Ranieri, Francesca Zaccaria, Giorgia Nardin, Caterina Basso, Francesca Foscarini, Aline Nari e Davide Frangioni, Giacomo Verde, Ambra Senatore, Stefano Questorio, Claudia Caldarano, Silvia Alfei, Massimiliano Barachini e il trio foscarini:nardin:dagostin.
Il documentario di Graziano Graziani consente di viaggiare dentro questo mondo attraverso interviste, conversazioni e numerosi estratti video tratti dagli spettacoli e dalle prove. Si tratta di un modo accessibile e allo stesso tempo accurato per entrare nel vivo dell’universo di una delle più importanti realtà della danza contemporanea italiana a cavallo tra la fine del Novecento e gli anni Duemila.

CAPITOLO 1

CAPITOLO 2

CAPITOLO 3

CAPITOLO 4

CAPITOLO 5

CAPITOLO 6

CAPITOLO 7

capitolo 7 / DANZE NEL PRESENTE from ALDES on Vimeo.

CAPITOLO 8

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Gaia Clotilde Chernetich ha ottenuto un dottorato di ricerca europeo presso l’Università di Parma e presso l’Université Côte d’Azur con una tesi sul funzionamento della memoria nella danza contemporanea realizzata grazie alla collaborazione con la Pina Bausch Foundation. Si è laureata in Semiotica delle Arti al corso di laurea in Comunicazione Interculturale e Multimediale dell'Università degli Studi di Pavia prima di proseguire gli studi in Francia. A Parigi ha studiato Teorie e Pratiche del Linguaggio e delle Arti presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales e Studi Teatrali presso l'Université Paris3 - La Sorbonne Nouvelle e l'Ecole Normale Supérieure. I suoi studi vertono sulle metodologie della ricerca storica nelle arti, sull’epistemologia e sull'estetica della danza e sulla trasmissione e sul funzionamento della memoria. Oltre a dedicarsi allo studio, lavora come dramaturg di danza e collabora a progetti di formazione e divulgazione delle arti sceniche e della performance con fondazioni, teatri e festival nazionali e internazionali. Dal 2015 fa parte della Springback Academy del network europeo Aerowaves Europe, mentre ha iniziato a collaborare con Teatro e Critica nel 2013.