Lab121: una scrittura scenica per Agota Kristof

Lab121 con L’Insonne, da Ieri di Agota Kristof. Recensione in taccuino critico

 

foto Valeria Palermo
foto Valeria Palermo

Riduttivo sarebbe iniziare a parlare di uno spettacolo partendo dalla sua cartella stampa. Sarebbe, condizionale. Non lo è quando in quelle formali pagine si percepisce la volontà di comunicare la cura pratica di un’idea teorica sulla quale poggia l’intera struttura de L’Insonne, vincitore del Premio In-Box 2015 e della selezione Visionari Kilowatt Festival, sempre 2015. Scritto da Raffaele Rezzonico e Claudio Autelli, anche regista, con Alice Conti e Francesco Villano; il lavoro è il «tentativo di restituire scenicamente la potenza» del romanzo Ieri di Agota Kristof ungherese di nascita ma espatriata in Svizzera nel 1956, dopo l’intervento dell’Armata Rossa volto a spegnere l’insurrezione ungherese contro il dominio sovietico. Lo studio del testo originale inizia nel 2012 all’interno degli spazi del Lab121: associazione culturale con sede a Milano diretta dallo stesso Autelli, ente indipendente di produzione (nel 2013 ha prodotto Ritratto di donna araba che guarda il mare di Davide Carnevali), formazione e, dal 2014, anche di residenza artistica. «Una prosa secca e tagliente» caratterizza la letteratura di Kristof che si tramuta in corposo linguaggio visivo col disegno luci di Simone De Angelis: la memoria dell’autrice diventa allora una scatola quadrata di “proiezioni di vita” dove i protagonisti Sandor e Line danno sostanza a quei vuoti che hanno bucato la biografia di esule della scrittrice. Innamorato, drammatico e teneramente ingenuo è il rapporto tra i due fratelli impersonato dagli attori che, nonostante la densità carnale della prova, rischiano di isolarsi in quello spazio circoscritto dai velatini a causa dello straniamento insito nel testo originale, dal quale scaturisce una sensazione di distanza e confusione. Difficoltà equilibrata tuttavia dalla precisa scrittura scenica che dona ampio respiro al testo letterario e ne aumenta l’immaginario essenziale, attraverso una drammaturgia interamente tesa verso l’anelito di un luogo mentale quanto fisico che possa essere sinonimo di stabilità e calore umano, ieri che è già oggi.

Lucia Medri

Visto al Teatro Vascello, Roma – Novembre 2015

Questa recensione fa parte del Taccuino Critico. Clicca qui per leggere le altre

L’INSONNE
regia Claudio Autelli
drammaturgia Raffaele Rezzonico e Claudio Autelli
con Alice Contie Francesco Villano
assistente alla regia Piera Mungiguerra e Andrea Sangalli
voce registrata Paola Tintinelli
scene e costumi Maria Paola Di Francesco disegno
luci Simone De Angelis
suono Fabio Cinicola
responsabile tecnico Giuliano Bottacin
coproduzione CRT Milano e LAB121

Gli articoli di Teatro e Critica, che sono frutto di un lavoro quotidiano di ricerca, scrittura e discussione approfondita, sono gratuiti da 8 anni.
Se ti piace ciò che leggi e lo trovi utile, che ne dici di sostenerci con un piccolo contributo?
SHARE
Previous articleAndrea Cosentino e Roberto Castello. L’arteconomia
Next articleMenoventi e la calda indifferenza di Roma
Laureata al DAMS presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi magistrale in Antropologia Sociale, sceglie di dedicarsi alla scrittura critica partecipando a workshop e seminari presso la Fondazione Romaeuropa. Dal 2013 è redattrice presso la testata online Teatro e Critica e approfondisce parallelamente la sua formazione editoriale in contesti quali agenzie letterarie e case editrici (Einaudi). Negli ultimi anni si specializza in web editing prendendo parte a master e stage dedicati al Social Media Management presso aziende operanti nel settore culturale (Fondazione Cinema per Roma).