Francesco Montanari e i (Cattivi) ragazzi

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Francesco Montanari interprete principale dello spettacolo Cattivi Ragazzi in scena al Teatro della Cometa. Recensione in taccuino critico

Foto di Patrizia Cocco
Foto di Patrizia Cocco

Una sala stracolma quella del Teatro della Cometa. Non siamo alla prima anche se la presenza in scena di Francesco Montanari, noto soprattutto per il suo “Libanese” nella serie tv Romanzo Criminale, giustificherebbe le giovani fan accalorate in pellicce fuori stagione che applaudiranno a ogni cambio scena. In questo Cattivi Ragazzi, tuttavia, non è lui a indossare la maschera del delinquente, quanto sette giovani ragazzi rinchiusi in un riformatorio, ai quali Montanari, in veste di insegnante ingenuo ma generoso, saprà indicare un percorso educativo. Sono proprio loro, questi giovanissimi provenienti da una scuola di recitazione e ora confluiti nell’omonima Compagnia Omnes Artes che, alternanandosi in due cast, fanno da reale traino per l’entusiasmo in platea e per l’energia sul palco. Giocano a calcio, si azzuffano, lanciano sedie e banchi su un proscenio guardato alle spalle da celle sopraelevate che a volte diventano spazio di scherno, altre di confessioni dette a mezza voce. I personaggi definiti geograficamente da atteggiamenti e accenti dislocati tra Italia e bacino Mediterraneo, reggono bene la scena; nonostante il rischio dello stereotipo, vediamo storie e sentimenti reali: i drammi di chi non è riuscito a trovare sé stesso, ingabbiato in regole che non comprende, non sa ancora distinguere la passione dall’imposizione. Neomelodica e rap (ideato appositamente da Gemitaiz e Frenetik & Orange) sostengono il buon ritmo della recitazione, mentre fanno da contraltare lacrime e a volte un eccessivo uso di urla e posture da piccolo gangsta. Rimane confinato Montanari nel suo professore siciliano (probabilmente la scelta di una caratterizzazione dialettale che non guarda al proprio bacino di provenienza non sempre risulta efficace), è messo in ombra, l’impossibilità del personaggio a gestire il branco con regole diverse da quelle immaginate si riflette sull’attore non lasciandolo incolume da alcune cadute. Probabilmente la volontà paternalistica del maestro svela un patetismo difficile da evitare con una certa continuità.
Scritto e diretto da Veruska Rossi e Guido Governale, il testo si inserisce in quel filone di opere nelle quali le vicende di ragazzi border line mettono in luce violenze e fragilità, soltanto che in questo caso la narrazione rischia di rimanere troppo lineare e il realismo dipinto (come i colori dell’ultima scena sui fogli e volti dei ragazzi) da un evitabile buonismo. Soprattutto se a intraprendere un percorso di crescita, umana e attoriale, sono ragazzi.

Viviana Raciti

visto al Teatro della Cometa, Roma – Ottobre 2015
In scena fino all’8 novembre

Questa recensione fa parte del Taccuino Critico. Clicca qui per leggere le altre

CATTIVI RAGAZZI
Testi e Regia: Veruska Rossi e Guido Governale.
Con: Francesco Montanari
e con: Andrea Amato, Veronica Benassi, Federico Bizzarri, Francesco Buccolieri, Giovanni Crisanti, Ileana D’Ambra, Manfredi Di Placido, Niccolò D’Ottavio, Gabriele Berti, Daniele Felici, Riccardo La Torre, Giovanni Nasta, Alessio Selli, Diego Tricarico, Lorenzo Vigevano e Lorenzo Zurzolo.
Musiche originali: Gemitaiz e Frenetik & Orange.
Aiuto regia: Fabiana Bruno e Leonarda Imbornone
Assistente alla regia: Ignazio Raso
Scene: Lisa De Benedittis
Scenotecnica: EMMECI
Luci: Luca Carnevale
Costumi: Lisa Sorone
Direttore di Scena: Ornella Leone
Acting Coach: Laura Maresca
Foto e Grafica: Patrizio Cocco
Ufficio Stampa: Claudia Ragno
Organizzazione: Alessandra Bracaglia, Eugenia Guarin

 

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Comments
  • Andrea 8 novembre 2015 at 09:38

    Avevo visto i loro spettacoli precedenti come “cuore di neve”. Purtroppo gli ultimi non sono all’altezza. Forse proprio da quando due registi hanno incominciato a voler fare le cose “da grandi” hanno perso originalità e spontaneità, Questo ultimo spettacolo è retorico e mal recitato
    Peccato davvero!

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