Bando del Teatro Villino Corsini: La risposta di Veronica Olmi

Teatro Scuderie Villino Corsini e il bando di Concorso Incubatrici: riceviamo e pubblichiamo la risposta della direttrice Veronica Olmi in merito all’articolo qui pubblicato in data 3 dicembre.

 

Gentile Andrea Pocosgnich,
ho letto il suo articolo del 3 dicembre.
Grazie per l’attenzione che ha voluto riservare al nostro Bando “Incubatrici” dedicato alla drammaturgia contemporanea. Vi sono tuttavia riportate alcune inesattezze, alcuni dubbi e alcune conclusioni che necessitano di maggiori informazioni e chiarimenti.
Cominciamo dalla fine:
1- Non dobbiamo tappare nessun buco. Anzi, non sappiamo come accogliere e soddisfare le tante e validissime proposte che arrivano quotidianamente.
2- Non c’è nessun tranello né ci sono agnelli sacrificali.
3- Non è nostra abitudine chiedere agli artisti, né ai tecnici, né allo staff organizzativo (giovane e meno giovane) di lavorare gratuitamente. Le risorse sono poche (e sono poche per tutti senza distinzioni,) chi lavora gratuitamente (io, ad esempio) lo fa per libera scelta e perché crede che esista qualcosa altro oltre al denaro e alla retribuzione immediata.
4- Non si tratta di un’ offerta di lavoro, il paragone con la proposta del Ministro di lavorare gratis nei Musei ci sembra non sia calzante. Si tratta di un Bando di Concorso.

Teatro Scuderie Villino Corsini lo abbiamo immaginato fin dall’inizio come un Centro di Orientamento ai Mestieri delle Arti e, dopo il primo anno di lavoro, possiamo dire che l’intuizione era giusta e in questa direzione proseguiamo il percorso culturale.
Teatro Scuderie Villino Corsini ha una direzione artistica e la gestione è affidata a Teatro Verde e Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, ma sin dall’inizio abbiamo optato per una gestione condivisa, partecipata, coinvolgendo alcune persone/realtà in maniera stabile e aprendoci quotidianamente alle proposte e alle istanze delle realtà territoriali e cittadine. Esiste un comitato artistico che valuta e decide sulla programmazione, sulle modalità organizzative, sul budget a disposizione.
Per questo Teatro Scuderie Villino Corsini ospita/accoglie nei suoi spazi associazioni culturali, artistiche, teatrali, musicali, artigianali, sociali, ambientali, sportive, di solidarietà, di quartiere professionali e non, che necessitano di uno spazio, di un luogo di ritrovo, di una base, di una “Casa”.

Anche la decisione di indire il Bando Drammaturgia – insieme al bando Teatro ragazzi e al bando nuova produzione – è stata presa collegialmente, dal comitato artistico e dall’ascolto continuo di chiunque bussi alla nostra porta (parliamo di centinaia di realtà). Abbiamo fatto una ricerca sui bandi dedicati alla drammaturgia esistenti in Italia, abbiamo avuto conferma che spesso il premio è una stretta di mano, a volte è previsto un rimborso spese. Ci siamo resi conto che non potevamo e non volevamo offrire un premio in denaro. Ci siamo chiesti (e abbiamo chiesto ad un vasto campione di artisti e addetti) se avesse senso la “gara” e quale fosse un riconoscimento apprezzabile da un drammaturgo .
Le risposte e le sollecitazioni sono state tante e varie, ma tutte suggerivano le stesse indicazioni: la gara e il confronto; vedere in scena il proprio lavoro.
Abbiamo pensato e deciso collegialmente che il “premio” non dovesse essere una stretta di mano e, disponendo di finanziamenti esigui, convinti che esistano riconoscimenti diversi dal denaro, abbiamo deciso di offrire al vincitore la possibilità di utilizzare gratuitamente il Teatro Scuderie Villino Corsini per 10 giorni, completo di dotazione tecnica audio/luci e di un tecnico professionista a disposizione.
Molti degli artisti/realtà che incontriamo ogni giorno ci hanno fatto notare che la totale assenza di luoghi “adatti” per provare, creare, sperimentare “produrre” è uno degli ostacoli più grandi per chi vuole lavorare e fare spettacolo, produrre cultura e che troppo spesso ci si riduce nel salotto di casa o nella saletta ammuffita e spoglia di qualche amico, parente, conoscente e che avere un posto adeguato, adatto e non oneroso è un’apprezzabile opportunità.
Da qui la decisione, che non pretende e non chiede nulla all’artista, ma che offre un spazio e offre anche la possibilità di debuttare (cimentarsi cioè con un pubblico vero), di veder pubblicizzato e considerato il proprio lavoro.

Cosa c’è di strano e di indecente in tutto questo? Non è forse quello che gli spazi culturali (maggiormente se spazi pubblici) dovrebbero fare? Dov’è il tranello? Dov’è il finto bando di concorso? Perché un teatro finanziato da un ente pubblico non dovrebbe pubblicare un concorso del genere? Perché la logica deve essere: o “mi paghi tutto e mi agevoli su tutto” , o “mi stai sfruttando”? Ultimo punto: nel bando si richiede di adempiere agli obblighi di legge previsti quando si va in scena (pubblico spettacolo). Dov’è l’anomalia? Dov’è il sacrificio? In questo caso vogliamo rivolgerci a professionisti e a persone/realtà che vogliono operare professionalmente. In altre occasioni ci rivolgiamo a realtà amatoriali e dilettantesche. Tra professionale ed amatoriale esistono delle differenze e queste riguardano anche gli aspetti burocratici e amministrativi (giusti o sbagliati che siano, dovrebbero essere uguali per tutti, no?). Certamente provando nel salotto di casa o nella saletta ammuffita tutto questo non è preso in considerazione. In un Teatro Pubblico crediamo che sia un aspetto imprescindibile.

Il bando scade il 15 gennaio 2015, aspettiamo di vedere se e quanti riterranno decente o indecente partecipare. A quel punto tireremo le conclusioni e saremo i primi, se necessario, ad analizzare errori, condividendo pareri e punti di vista.
30 anni di esperienza ci consentono di dire che le ricadute culturali quando si offrono spazi, professionalità, attrezzature, comfort, sono tante e valide; quando si offre la possibilità agli esseri umani di incontrarsi e di esprimersi si offre la possibilità di creare cultura e armonia. Il denaro arriva di conseguenza.
Se 30 anni fa, al primo debutto, mi avessero offerto uno spazio teatrale “vero”, istituzionale, per provare, produrre, per presentare il nostro lavoro a un pubblico vero, l’avrei colta come una grande opportunità e non mi sarei sentita affatto sfruttata, né offesa. Se me l’offrissero oggi, idem.
La ringrazio per lo spazio che ci vorrà dedicare

Veronica Olmi

info: www.casadeiteatri.roma.it/incubatrici-bando-di-drammaturgia

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