Il Teatro Valle chiede 10 giorni per incontri e proposte

Il Teatro Valle Occupato rilancia e chiede 10 giorni per iniziare a pensare insieme alle istituzioni un progetto di teatro partecipato

 

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foto Teatro Valle
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Dopo gli incontri avvenuti negli scorsi giorni con l’Assessore alla Cultura Giovanna Marinelli, la Presidente della commissione Cultura Michela Di Biase e i vertici del Teatro di Roma, il presidente Marino Sinibaldi e il direttore Antonio Calbi, nei quali è emersa la volontà di aprire la gestione sul futuro del Teatro Valle alla Fondazione Teatro Valle Bene Comune, i lavoratori del Valle hanno dichiarato in conferenza stampa alla Camera dei Deputati di essere disposti a lasciare il teatro il 10 di agosto  e di voler utilizzare questo tempo per una serie di incontri con le istituzioni e i mediatori. (Redazione TeC)

 

LA NOTTE DEI DESIDERI

COMUNICATO STAMPA

Roma 31 Luglio 2014

Siamo disponibili ad accettare i termini della proposta avanzata dal Teatro di Roma.

Siamo disponibili ad indicare la data della nostra uscita dal Teatro Valle per il 10 agosto – La Notte dei Desideri – affinché si abbia il tempo per una serie di incontri con l’Assessorato e il Teatro di Roma per la Convenzione che ci è stata proposta.

In particolare ci interessa definire il concetto di Teatro Partecipato. Da due giorni lavoriamo alla definizione di un documento che raccolga alcuni principi fondamentali che costituiranno la nostra proposta per una elaborazione condivisa del Teatro Partecipato, su cui il presidente del Teatro di Roma Marino Sinibaldi – nell’ultima assemblea cittadina – ha dato la disponibilità e manifestato il suo interesse.

Siamo disposti ad uscire dal Teatro Valle perché non è nostra intenzione gestire questo teatro. Tre anni di impegno e di resistenza artistica hanno scongiurato la privatizzazione del Teatro Valle e ora vogliamo che i principi che hanno generato questa esperienza rimangano nel dna del nuovo progetto di Teatro Partecipato.

Se il Teatro Valle ha ottenuto dall’Assessore alla Cultura e dal Teatro di Roma il riconoscimento del valore artistico, culturale e politico di questa esperienza, ci sono tutti i ragionevoli presupposti per discutere e sottoscrivere insieme i principi ispiratori della futura Convenzione.
Crediamo sia necessario impegnarci vicendevolmente nella costruzione di un teatro per la città che sarà unico in Italia e una opportunità di innovazione per tutto il sistema culturale.

In attesa di una risposta dalle istituzioni coinvolte, il Teatro Valle resterà aperto alla città, con i laboratori, le performance e gli eventi culturali che erano già stati programmati.

Se oggi siamo qui a dirlo . dentro la sala stampa della Camera dei Deputati (ringraziando il gruppo parlamentare di SEL per la disponibilità della sala) – è perché in questi anni al Teatro Valle si è prodotto un percorso di elaborazione giuridica che ha generato un sistema di alleanze forte intorno all’idea e alla pratica dei beni comuni, coinvolgendo anche parte delle istituzioni.

La Fondazione Teatro Valle Bene Comune

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