SMartIt: intervista a Giulio Stumpo

A poco più di sei mesi dalla nascita di SMartIt Teatro e Critica ha intervistato l’amministratore delegato Giulio Stumpo

 

smart it presidente giulio stumpo
in foto Giulio Stumpo

Per i giovani artisti e le piccole compagnie (come d’altronde per i professionisti in genere) le difficoltà maggiori da affrontare riguardano l’ambito burocratico; l’auto-produzione è simbolo di libertà, ma a volte può diventare un pesante fardello e, quando i pagamenti ritardano, una vera e propria gabbia. Poi ci sono i costi: non è difficile infatti trovare piccoli gruppi teatrali che si appoggiano a strutture più grandi per non aprire un nuovo soggetto giuridico, oppure si può pensare alla prassi di iscrivere la propria compagnia ad associazioni di teatro amatoriale pur di essere alleggeriti dal peso degli obblighi amministrativi  e occuparsi così solo dello spettacolo da mettere in scena.

Ci siamo incuriositi della proposta di SMartIt proprio perché propone un’idea semplice ma innovativa allo stesso tempo. Ancora una volta l’unione fa la forza.

SMartIt Italia è appena nata, ci spiegheresti di cosa si tratta?

SMartIt fa parte di un progetto europeo, Smart eu, nato in Belgio nel ’98 con il compito di facilitare il lavoro degli artisti. Hanno cominciato con pochi iscritti e ora sono arrivati ad avere 58mila soci. Parliamo dunque di una comunità, artisti che con uno spirito mutualistico hanno deciso di mettersi insieme e aiutarsi reciprocamente. Dopo qualche anno questo percorso ha portato alla creazione di un fondo di garanzia costituito dagli stessi soci belgi che serviva a garantire la puntualità dei pagamenti indipendentemente dal committente. In questo modo SMartIt è diventato una sorta di super-produttore con le disponibilità finanziarie per pagare con una certa puntualità. Hanno poi deciso di investire in Francia dove ora sono una realtà importante, anche perché gli artisti belgi andavano facilmente a lavorare in Francia e avevano bisogno di un supporto sul luogo. Oggi SMartIt è presente in 10 paesi: Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Olanda, Danimarca, Austria, Ungheria e Italia. Noi siamo nati il 7 ottobre 2013 e ora stiamo adattando il business model alla realtà italiana.

In Italia il progetto è nato in seno a C.Re.S.Co. (Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea),  quali vantaggi o peculiarità ha portato questa collaborazione?

Abbiamo fatto uno studio di fattibilità durato circa 7 mesi in cui abbiamo analizzato diversi settori dello spettacolo dal vivo, lo studio è stato promosso e finanziato da C.Re.S.Co., dalla Fondazione Smart Belgio e dalla Fondazione Cariplo. Oggi questi sono i nostri 3 stakeholder di riferimento ai quali abbiamo riservato ruoli specifici nello statuto di SMartIt. C. Re. S. Co ha gestito dunque lo studio di fattibilità ed è a oggi uno dei nostri soci. La cosa è avvenuta anche al contrario, infatti SMartIt a sua volta è diventato socio di C. Re. S. Co. Vorremmo essere uno strumento in più per i membri di C.Re.S.Co, per facilitare il loro lavoro e allo stesso tempo cercare di farli partecipare attivamente alla vita democratica di SMartIt.

Avete partecipato anche al premio CheFare: è stata un’esperienza utile?

Non pensavamo di arrivare nei primi 40, come invece è accaduto. Abbiamo cercato di comunicare il nostro progetto, non siamo arrivati tra i primi nove e forse non era immaginabile, però abbiamo avuto la possibilità di farci conoscere a una comunità di persone attenta a fenomeni come il nostro. Il progetto ha ricevuto 872 voti, ringrazio tutti coloro che si sono espressi a nostro favore, ma al di là del risultato, di cui siamo molto soddisfatti, è stato uno stimolo per farci costruire relazioni.

Un meeting internazionale di Smartit
Un meeting internazionale di Smartit

Per quale motivo avete scelto il sistema cooperativistico? C’è un legame anche con i valori etici e politici di SMartIt?

L’acronimo SMartIt sta per “società mutualistica per artisti”, quindi la forma della cooperativa è la prima che ci è venuta in mente, e probabilmente è l’unica in grado di prevedere al suo interno meccanismi statutari con  modalità mutualistiche. È uno strumento che ci dà la possibilità di lavorare con tutti gli artisti allo stesso modo; questa è una caratteristica molto interessante di SMartIt: che tu sia famoso o alle prime armi per noi è la stessa cosa, l’arte è un valore indipendentemente dal fatturato. Inoltre la cooperativa ci permette di adottare un sistema di governo nel quale ogni testa vale un voto. In alcuni dei paesi dove lavora SMartIt hanno scelto forme diverse dalla cooperativa senza però mai rinunciare alla vocazione no profit.

Per quale motivo a un artista o compagnia converrebbe associarsi a SMartIt e come dovrebbe procedere per contattarvi e iscriversi?

All’artista conviene perché SMartIt gli consente di dedicarsi solo all’arte. Gestendo tutta la parte amministrativa, contabile e finanziaria abbatte notevolmente l’impegno di lavoro non prettamente creativo. Per diventare soci basta andare sul nostro sito (vedi indirizzo in fondo all’articolo ndr) e compilare un modello dopo aver letto lo statuto, cosa che permette anche di capire come noi vogliamo realizzare il progetto. È prevista una quota associativa di 50 euro, ed è una quota di capitale di proprietà del socio, il quale se domani volesse rinunciare avrebbe indietro i suoi 50 euro. La seconda condizione mutualistica lega il lavoro del socio con Smart: la cooperativa trattiene sul fatturato l’8,5% del ricavo, di questa cifra il 2% viene accantonato in un fondo di garanzia che nel tempo assicurerà una distanza sempre più breve tra la fine della prestazione lavorativa e l’avvenuto pagamento. Oggi per il fondo di garanzia ci sta aiutando Smart Belgio e naturalmente stiamo cercando anche altri finanziamenti da parte di fondazioni bancarie. Tra l’altro noi siamo cooperativa e impresa sociale allo stesso tempo, ciò vuol dire che abbiamo scelto di inserire nel nostro statuto una serie di vincoli riguardanti la trasparenza, la remunerazione degli amministratori, l’eticità dell’impresa, la sobrietà di gestione. Ad oggi sono poche le cooperative in Italia che adottano questa formula, nel settore teatrale ne conosco solo un paio, penso sia un’importante innovazione.

Uno dei problemi con cui devono confrontarsi quotidianamente gli artisti è quello riguardante la riscossione dei crediti verso le amministrazioni: SMartIt si occuperà di gestire anche questo complicato rapporto?

Da questo punto di vista abbiamo dei vincoli: essendo SMartIt un produttore deve intestarsi l’agibilità della compagnia e pagare i contributi, quindi se una compagnia viene finanziata dalla Regione, ad esempio, è ovvio che i contributi devono essere versati dalla compagnia perché deve dimostrare di aver lavorato. Comunque anche le compagnie finanziate dalle istituzioni possono rivolgersi a SMartIt, in questo caso la cooperativa ha un ruolo diverso, ci stiamo lavorando. Sarà importante anche il lavoro advocacy nel quale ci impegneremo, ovvero un percorso di sensibilizzazione verso le amministrazioni per cambiare certe regole ormai obsolete.

E questo insieme al lavoro che sta già facendo C.Re.S.Co.  può diventare un processo importante…

Certo, poi non dimentichiamoci che il nostro è un soggetto di livello europeo. Saremo sull’ordine dei centomila soci e potremo diventare la prima organizzazione culturale d’Europa per numero di membri, tra l’altro, tutti artisti.

Andrea Pocosgnich
Twitter @andreapox

Per info www.smart-it.org