Porno Mondo. In teatro alla ricerca dell’osceno

Recensione di Porno Mondo, spettacolo di Dario Aggioli in scena al Teatro Orologio di Roma

 

porno mondo teatro
foto Jacopo Quaranta
Sarà la primavera, oppure semplicemente il caso, comunque è periodo di sesso, pornografia e perversioni varie: oggi esce nelle sale Nymphomaniac, attesissima e splendida pellicola di Von Trier con la quale il regista danese scava nell’animo umano utilizzando la sessualità per sondarne le profondità, al Teatro Argentina debutterà invece Pornografia di Luca Ronconi dal romanzo di Witold Gombrowicz (che naturalmente si muove su altre piani) e al Teatro Orologio, più in sordina e lontano dai clamori nazionali, vi è anche un altro esperimento sul tema: Porno Mondo, spettacolo-documentario di Dario Aggioli. Progetto sui generis, show difficilmente categorizzabile, che mixa media e linguaggi con un’ironia capace spesso di trasformarsi in pura cialtroneria demenziale.

La formula vede un attore e due attrici dividersi nei ruoli di presentatore, valletta e testimone, quest’ultimo sarà poi giocato a turno; la valletta in apertura (tacchi alti e corpetto nero) spiega in inglese (con traduzione simultanea eseguita da un’altra attrice dietro le quinte) la finalità documentaristica dello show, l’uso delle mascherine e altre regole del gioco. Sarà invece il presentatore a chiedere agli spettatori di non rivelare l’identità degli attori nel caso in cui vengano riconosciuti. Il gioco, perché anche di questo si tratta viste le regole imposte, funziona perché spettatore e attore sono allo stesso livello: entrambi indossano una mascherina bianca; il pubblico inoltre è continuamente sollecitato e coinvolto direttamente. Arma a doppio taglio per qualsiasi spettacolo, l’interazione con lo spettatore diventa qui necessaria e funzionale proprio per il carattere anti-teatrale del lavoro.

porno mondo teatro
foto Jacopo Quaranta

Al gioco e all’attitudine documentaristica va però aggiunto un altro fattore, quello del “fake”: è il conduttore a metterci in guardia sulla falsità del porno e a dichiarare false le interviste messe in scena, che dunque irrimediabilmente diventano teatrali; la mistress racconta il proprio lavoro, le perversioni dei clienti che amano farsi sottomettere fisicamente e psicologicamente, la camgirl svela l’attitudine all’esibizione trasformata in lavoro redditizio e un dimesso e sincero uomo sposato confessa la riscoperta della sessualità tramite la frequentazione di prostitute transessuali.

Ed è proprio qui uno dei nodi irrisolti dello spettacolo, sì divertente ma incapace di affondare oltre la superficie. Il porno è uno spazio tematico che risulta troppo vasto per un percorso di un’ora e mezza: si passa dalle interviste alle professioniste del sesso al mondo nascosto e assurdo dei forum online (vere e proprie comunità intente a scambiarsi informazioni sulle prostitute), fino ai nuovissimi media come le App per smartphone in grado di intercettare possibili partner e ai siti con donne e uomini in diretta h24. In questo vasto orizzonte al confine tra intrattenimento, commercio del corpo e perversioni varie, il fake è un fantasma sempre presente. E allora verrebbe da pensare che proprio in quella teatralità apparentemente rinnegata  Porno Mondo troverebbe la possibilità di scoprire quello che ancora non è stato detto, in un’epoca in cui il sesso e le sue più pittoresche espressioni non sono più tabù: è negli abissi dell’anima che andrebbero cercati i resti di questo banchetto a base di carne umana.

Andrea Pocosgnich
Twitter @andreapox

guarda il video su e-performance.tv

Al Teatro Orologio fino al 13 aprile 2014

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PORNO MONDO
DI:Dario Aggioli
REGIA:Dario Aggioli
Dal martedì al sabato ore 21.30, domenica ore 18.00
Biglietti:Euro 10

SPETTACOLO V. M. 18