Le acrobazie della critica teatrale in un festival

Critica teatrale  e formazione. Intervista a Stratagemmi prospettive teatrali 

 

critica teatrale francesca dell orto disegno circo
disegno di francesca Dell’Orto

Stratagemmi è un osservatorio sulle pratiche e le teorie teatrali con sede a Milano e caratterizzato da molteplici modalità di intervento. Alla rivista universitaria trimestrale e alla webzine di critica teatrale da qualche tempo si sono aggiunti anche vari progetti di formazione sul pubblico. Stratagemmi per la seconda volta ha avuto accesso ai finanziamenti della Fondazione Cariplo. Comincia oggi il Festival di critica teatrale per le nuove generazioni, cuore di Acrobazie critiche. Il progetto, che coinvolge oltre 700 studenti dai 14 ai 18 anni in collaborazione con Fondazione Cariplo Skenè, Segni d’infanzia e Circo e Dintorni, è un vero e proprio percorso formativo e partecipativo che porterà i giovani spettatori in alcuni dei più importanti spazi teatrali milanesi accompagnandoli con una serie di incontri formativi. Un esempio di come la critica possa distendere il proprio sguardo oltre la pagina scritta intervenendo direttamente sul campo. Abbiamo raggiunto telefonicamente due delle redattrici di Stratagemmi, Maddalena Giovannelli e Francesca Serrazanetti, per farci raccontare questa prima edizione di Acrobazie critiche

Stratagemmi è una rivista nata prima come pubblicazione universitaria cartacea e poi approdata sul web, il vostro progetto Acrobazie critiche può dunque essere visto come un ulteriore sforzo di apertura verso l’esterno. Come si raccorda questa iniziativa con la vostra origine accademica?

Maddalena Giovannelli La connessione è forte ed è rappresentata dalla formazione. Io tengo un laboratorio di teatro antico sulla scena contemporanea all’ Università degli Studi di Milano, molti dei partecipanti poi ci seguono anche in percorsi di critica altrove.

Francesca Serrazanetti Per noi è un’evoluzione. Siamo nati come rivista di studi, di approfondimento sul teatro, per poi trovare degli strumenti che ci permettessero di utilizzare quell’approfondimento con l’intento di avvicinarci al pubblico e ai linguaggi contemporanei. In questo nuovo progetto utilizziamo gli strumenti dell’approfondimento e della formazione nelle lezioni con gli studenti, ma allo stesso tempo curiamo una dimensione più vicina all’incontro fisico col teatro.

Perché “Acrobazie critiche”? Spiegateci come funziona il festival e l’intero progetto.

M. G. È innanzitutto un percorso e prevede prima un momento di approfondimento sulla visione, un doppio incontro che avvicini gli studenti alla critica teatrale come filtro per guardare la scena; poi la sera dello spettacolo è previsto un incontro col regista; l’ultimo passaggio è rappresentato dalla partecipazione al concorso di critica. Dunque la settimana di festival (che comincia oggi 18 marzo e termina il 28 ndr.) è una tappa di un processo molto lungo. Anche se non è una rassegna di spettacoli programmati ad hoc, ma un percorso all’interno di una stagione teatrale, abbiamo voluto ragionare sul fatto che il teatro non sia rappresentato solamente dalla serata a teatro, ma anche da ciò che c’è intorno, quei momenti particolari e fuori dall’ordinario che ci avvicinano al concetto di festa. Organizziamo gli incontri, l’aperitivo, le performance degli acrobati e in alcuni casi una festa dopo gli spettacoli. Tutto questo secondo noi dovrebbe aiutare a superare quella percezione un po’ scivolosa dell’evento teatrale, il quale rischia di perdersi nella memoria degli spettatori.

F. S. Sì per noi era importante creare questa festa all’interno di un contesto quotidiano e cittadino del teatro anche per far mescolare i pubblici. Acrobazie critiche perché? Sono acrobazie della mente per la difficoltà con la quale spesso ci si avvicina a uno spettacolo, ma sono anche acrobazie fisiche per la vicinanza col circo, che rappresenta l’aspetto più fisico del teatro. Alessandro Serena, nostro partner con Circo e dintorni, ci ha raccontato di come il circo dai giovanissimi venga percepito come una forma meno noiosa di teatro. Da qui l’idea di coinvolgere lo spettatore (prima di alcuni spettacoli, durante la festa di chiusura e in laboratori scolastici) con interventi e performance di artisti circensi.

Chi sono i destinatari del progetto? Mi pare di capire che lavorate in due direzioni: nell’università e nella scuola superiore

F.S. Il festival è rivolto agli studenti delle scuole superiori che hanno fatto richiesta di partecipare a questo percorso: sono una quindicina di scuole di Milano e dintorni, di qualunque tipo (dai licei agli istituti tecnici) posizionati in luoghi molto differenti tra loro. Parallelamente invece c’è anche il giornale di Acrobazie critiche che segue tutto il festival con una redazione composta da studenti universitari o neolaureati selezionati tramite bando.

Per realizzare Acrobazie Critiche avete vinto un bando della Fondazione Cariplo. Cosa vuol dire per una piccola realtà come Stratagemmi affacciarsi a un mondo economico e produttivo come quello innescato dalla Fondazione

F.S. Vincere un bando Cariplo è un’occasione soprattutto per dare una struttura alla propria realtà già esistente. Bisogna sottolineare che non si può realizzare l’intero progetto con quei finanziamenti, dato che coprono solo il 50%, perciò bisogna attivarsi per trovare delle risorse, probabilmente la scelta di Cariplo è fondata proprio su questo concetto. Comunque è un grande aiuto per partire e trovare le motivazioni per darsi una struttura associativa ed economica con cui presentarsi all’esterno. Ma se hai bisogno ti seguono, ti danno gli strumenti tramite degli incontri di formazione, per farti capire come portare avanti dal punto di vista economico il progetto. È una grande opportunità di crescita che ti porta necessariamente a prenderti delle responsabilità e a intraprendere anche un percorso di progettazione economica.

Andrea Pocosgnich
Twitter @andreapox

info: www.acrobaziecritiche.it – www.stratagemmi.it