Teatro di Roma. La dichiarazione di Ninni Cutaia

 Le dichiarazioni di Ninni Cutaia dopo il blocco della nomina a Teatro di Roma

 

Foto di ufficio stampa
Foto di ufficio stampa

In seguito agli ultimi sviluppi sul blocco della nomina del prossimo Direttore del Teatro di Roma, e alle numerose petizioni che stanno partendo, pubblichiamo una nota di Ninni Cutaia che ha come scopo quello di portare chiarezza in una situazione complessa e preoccupante.

In riferimento alle notizie apparse in questi giorni su vari quotidiani sento la necessità di chiarire solo due questioni per offrire un quadro più preciso rispetto alle vicende del Teatro di Roma.
La prima.
L’iter che stava svolgendo il Ministero non era quello di un’aspettativa; ma piuttosto quello del protocollo di intesa previsto dall’art . 23 bis comma 7 della legge 165 del 2001 che avrebbe dovuto superare alla radice ogni ipotesi di incompatibilità. Questa strada è stata individuata sin da subito, evidentemente prima della nomina, come è facile riscontrare dagli atti, ed avendo scartato l’ipotesi della aspettativa prevista dalla stessa legge che ho citato, perché si è ritenuto che vi fosse in quest’ultimo caso una probabile incompatibilità tra i due incarichi, quello da me ricoperto al MIBACT e la direzione di un Teatro finanziato dallo Stato. Recentemente gli uffici competenti del Ministero hanno formulato un parere negativo anche sull’ ipotesi del protocollo d’intesa sostenendo che vi fosse incompatibilità anche in questo caso.
La seconda.
È stato più volte affermato che di fronte alla impossibilità di ricoprire l’incarico di direttore del Teatro di Roma io avrei potuto dimettermi scegliendo così liberamente di poter esercitare l’incarico da privato cittadino. Ecco, non è così. Le stesse norme che mi impedirebbero di fare il direttore del Teatro di Roma mi impediscono di fare il direttore di qualunque Teatro finanziato dal Fondo Unico dello Spettacolo per i tre anni successivi dalle mie eventuali dimissioni dal Ministero.
In ultimo.
Tante persone mi consigliano di impugnare dinanzi alle autorità competenti le decisioni di cui ho parlato ma non vedo che utilità ci sarebbe per il Teatro della Capitale che ha il diritto di operare in serenità e da subito.
Questo per me è il momento di ringraziare le tante persone, artisti, intellettuali, operatori; che hanno accolto; favorevolmente la mia nomina. Ho ancora davanti agli occhi il calore e la tensione positiva che si respiravano in quel 24 gennaio, giorno in cui i nuovi organi del Teatro di Roma si presentavano alla Città.
Ringrazio Marino Sinibaldi e tutto il consiglio di amministrazione, i soci fondatori del Teatro e soprattutto i lavoratori del Teatro di Roma, risorsa fondamentale per la Città.

Ninni Cutaia

 

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