Teatro di Roma: trovato l’accordo su nomi intramontabili

Laurence Olivier con il teschio di Yorick Hamlet, film del 1948
Laurence Olivier con il teschio di Yorick Hamlet, film del 1948

Dopo settimane di tentennamenti, finalmente ci siamo, Roma Capitale e Regione Lazio hanno trovato un accordo sulle nomine del Teatro Stabile di Roma, la più importante istituzione teatrale cittadina e uno dei centri nevralgici della produzione performativa nazionale avrà finalmente una guida.
Nelle scorse settimane tanti sono stati i nomi che avrebbero dovuto prendere posto in via dei Barbieri 21, ripercorrendo velocemente le indiscrezioni dei giornali e delle agenzie troviamo coppie come Ninni Cutaia e Giovanni Borgna (direttore artistico e presidente), Cutaia e Alessandro Gassman, e ancora Gassman e Antonio Calbi. Le istituzioni si sono impegnate, gliene diamo atto: non trovando un accordo hanno avuto anche l’acume di chiedere aiuto a una testa di cuoio, un consulente esterno. Pare infatti, secondo voci di corridoio, che a una delle estenuanti riunioni dei giorni scorsi abbia partecipato il campione italiano di Ruzzle, tale Anton Giulio Scarabei, conosciuto negli ambienti underground come “Er parolaro”. Obiettivo della riunione trovare una sintesi anagrammando il più possibile, mischiando insomma le carte. I tentativi non hanno però soddisfatto il Sindaco Ignazio Marino il quale puntava su “Cussman” come direttore artistico ma non sopportava “Gnorbaia” come presidente, Nicola Zingaretti difendeva il cognome affermando “è simpatico, fa’ ride, mette allegria”. Uscita dalla riunione l’Assessore alla Cultura del Comune,  Flavia Barca,  per non rispondere ai cronisti li ha distratti con un petardo, molti dicono che ne ha sempre uno in tasca per le evenienze.

Stamattina il lampo di genio. Lidia Ravera, Assessore alla Cultura della Regione Lazio, ha incontrato molto presto il Sindaco per proporgli un nome definitivo, il primo cittadino indaffarato a ingrassare la catena della bicicletta d’ordinanza ascoltava in silenzio, finché si è alzato e con un sorriso ha sentenziato «Genio! Lidia sei un genio. Perché non ci ho pensato subito?». Mentre con un abbraccio insozzava la scrittrice di bianco vestita «era chiaro che non potevamo puntare su Mazzinga, Goldrake e Kenshiro, certo mi dispiace per Ken Lidia. Quella per noi è stata una frattura, non avete compreso la sapienza orientale che avrebbe portato. La scuola di Hokuto e tutto il resto. Poi vuoi mettere, parliamo di uno che ha resistito in un periodo difficilissimo per l’umanità, uno che si è fatto da solo. Ma va bene, va benissimo Amleto, mi trovi d’accordo».

Questa discussione registrata per filo e per segno dai ragazzi della ciclo-officina di largo Temistocle, che spesso danno una mano al Sindaco con piccole riparazioni quotidiane, è subito trapelata provocando soddisfazione tra cittadini, appassionati e studiosi. Lo stesso Kenshiro ha risposto ai giornalisti, che gli hanno chiesto di fare un augurio al nuovo presidente del Teatro di Roma, «Omae wa moo shindeiru», ovvero un lapalissiano “Sei già morto”. L’intramontabile personaggio shakespeariano ha ringraziato e accettato rimandando al mittente le accuse di chi lo vede come un semplice trapassato o di chi ha affermato «C’è più marcio a Roma che in Danimarca…». L’edicolante di Largo Argentina, osservatore attento delle dinamiche di palazzo, ha dichiarato «Je la fa, je la fa, è giovane, ma c’ha esperienza… io c’ho solo paura che se mette a fa er matto. Oppure quella era Ofelia? Mo’ nun me ricordo, vabbè…»

Alla direzione artistica confermato invece Jean-Claude Van Damme. Flavia Barca non ha avuto un tentennamento nel proporlo quando ha visto che nel curriculum dell’attore francese in piccolo era riportato anche un “seminario con Danio Manfredini”*

Andrea Pocosgnich
twitter @andreapox

* cit. Andrea Cosentino

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