Cinque allegri ragazzi morti – A teatro un fumetto cult

Cinque allegri ragazzi morti
Foto Ilaria Magliocchetti Lombi

Se i Cinque allegri ragazzi morti disegnati da Davide Toffolo sono diventati un fumetto cult c’è un motivo: poche altre opere di illustrazione, in Italia, sono state in grado di mescolare mondi e ingredienti in modo così spontaneo. Uno di questi crossover è quello musicale, incarnato dallo stesso Toffolo, musicista e fondatore della band Tre allegri ragazzi morti, alla cui linea espressiva il fumetto è fortemente connesso. Toffolo è oggi considerato uno degli autori di punta del fumetto e della graphic novel (è appena uscita per Rizzoli una sua autobiografia molto anticonvenzionale), ma il suo nome resta legato a questa invenzione dove i temi caldi dell’adolescenza – la crescita, la trasformazione, la solitudine, il senso di impotenza, il sentirsi “diversi” e non accettati – vengono declinati in salsa dark, attraverso un mondo fantastico che non smette mai di raccontarci la realtà intima dei protagonisti. Sono storie che possono collocarsi, con una precisa carambola immaginifica oggi credibile solo per il fumetto, tanto nello spazio profondo dell’immaginario quanto dietro casa nostra.

Ora le avventure dei cinque ragazzi trasformati in zombie da una strega a causa dell’umiliazione subita da una loro compagna di classe, diventano protagoniste di un “musical lo-fi”, diretto dalla regista Eleonora Pippo. Pippo – originaria di Pordenone come lo stesso Toffolo – ha messo su un gruppo di grande talento musicale e ritmico, per quanto giovanissimo, composto da Mimosa Campironi, Maria Roveran, Libero Stelluti e Matteo Vignati, a cui si aggiunge lo stesso Toffolo che assieme ai ragazzi canta e interpreta le canzoni del gruppo. A coadiuvare la regista nelle scelte coreografiche c’è Simona Rossi, che abbiamo già avuto modo di apprezzare con una formazione del calibro di Kinkaleri.
Lo spettacolo ruota attorno ad alcuni passaggi nodali del fumetto, dalla genesi degli allegri ragazzi morti alla loro riluttanza nel mangiare carne umana, passando per la storia di Sabina, la donna-lupo che rappresenta la rabbia femminile e ha chiuso il cuore agli uomini a causa di chi tratta le donne come meri oggetti sessuali. Il tutto scandito dal ritmo delle canzoni di Toffolo: rendono epidermico l’approccio a quell’universo tra l’intimista e il dark fumettaro che è quanto più vicino all’immaginario burtoniano ci sia in Italia, pur con un carattere del tutto indipendente e fortemente nostrano.

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Foto Ilaria Magliocchetti Lombi

Al Teatro Litta di Milano, dove è andato in scena lo spettacolo per cinque sere, si respirava una bella atmosfera. Nella sala stracolma, dove il pubblico era disposto in modo informale lungo tutte e quattro le pareti, la gente si è lasciata trascinare da un lavoro dalla carica fortissima. Qualcuno (pochi) conosceva a memoria tutte le canzoni, ma praticamente tutti hanno cantato, magari a bassa voce, quando ha attaccato Occhi bassi, uno dei pezzi più vecchi e conosciuti, caricando l’aria del teatro di quella speciale elettricità che si sprigiona solo durante i concerti. Bella poi l’intuizione del “musical lo-fi”: luci sparate senza alcun effetto, accese come se nella sala ci fosse un raduno o una festa, strumenti acustici o con semplici amplificatori, voci nude. C’è tutta la carica dei live casalinghi condita di professionismo musicale. Scelta a cui fa eco un gusto “artigianale”, quasi posticcio, nel trucco e nei costumi, che da un lato stempera le tematiche dark e dall’altro sabota scientemente e dall’interno ogni deriva glamour che la parola “musical” sembra, di questi tempi, debba necessariamente portarsi dietro. Recuperando il mélange tra musica e teatro a una più sana etica del rock.

Lo spettacolo replicherà a Roma il 30 gennaio alle Carrozzerie n.o.t., nuovo e interessantissimo spazio che ha aperto di recente. Il sottotitolo riporta la dicitura Episodio 1: l’alternativa, ed è già tutto un programma: a dire della regista, il progetto è di mettere in scena tutti i volumi della saga. Insomma, gli amanti dell’universo toffoliano hanno di che fregarsi le mani.

Graziano Graziani

Visto al Teatro Litta di Milano in gennaio 2014

CINQUE ALLEGRI RAGAZZI MORTI
Basato sull’omonima graphic novel di Davide Toffolo
Musiche – Tre Allegri Ragazzi Morti
Movimenti coreografici – Simona Rossi
Adattamento e Regia – Eleonora Pippo
Con
Davide Toffolo | Mimosa Campironi | Maria Roveran | Libero Stelluti | Matteo Vignati
una produzione Pubblico Teatro (Elena Arcuri & Eleonora Pippo) | LA TEMPESTA DISCHI | Centro cult. mobilità delle arti / Corrado Russo
con il sostegno di Regione Siciliana – Ass.to Turismo, Sport e Spettacolo

CAST
Davide Toffolo – chitarra e voce (Dylan)
Mimosa Campironi – tastiere e voce (Mimosa, Elisa)
Maria Roveran – voce (Maria, Sabina)
Libero Stelluti – voce (Mario)
Matteo Vignati – chitarra e voce (Il Ragazzo)
Il Pubblico – voce

PERSONAGGI
Dylan – Un suicida
Mario – Allegro ragazzo morto
Elisa – Spirito di una ragazza in coma
Sabina – Una ragazza lupo
Un ragazzo – Un ragazzo dal cuore troppo debole
Mimosa, Maria – Fans