Nessuna nomina al Teatro di Roma. Il comunicato dei lavoratori

Scalinata del Teatro Argentina
Scalinata del Teatro Argentina

Notate bene la firma, perché in questo caso sottolinea la gravità della situazione: “i lavoratori del Teatro di Roma”. Non c’è un direttore, un presidente o un ufficio stampa a firmare, ma i lavoratori tutti. Stavolta Comune, Regione e Provincia hanno passato il segno. L’assemblea dei soci del Teatro di Roma è stata ancora rimandata, a data da destinarsi (ormai nel 2014?). È naturale che ora non si trovi un accordo se per mesi il problema è stato ignorato, i protagonisti di questa ridicola querelle pensavano forse di dover scegliere la marca di un panettone? Con le sofferenze finanziarie dovute al mancato introito proprio dei finanziamenti degli enti locali, in un momento nel quale la politica è attraversata da crisi trasversali e da qualche presunta rivoluzione, anche il più ingenuo avrebbe capito da subito che su queste nomine serviva un accordo di massima mesi fa. Invece eccoci a due giorni da Natale con un pugno di mosche e, come osservano i lavoratori del TdR, con un serio pericolo per la programmazione futura del teatro. (Andrea Pocosgnich)

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IL COMUNICATO

Roma, 23 dicembre – Oggi, per la quarta volta, era prevista l’Assemblea dei Soci del Teatro di Roma – Comune, Regione e Provincia – e, ancora una volta, non è stato trovato un accordo sui nomi per le cariche ai vertici del Teatro. Dal 2 dicembre si rincorrono ipotesi e supposizioni che non trovano riscontro. L’Assemblea di oggi è stata aggiornata “a data da comunicare”.I lavoratori del Teatro di Roma, riuniti in Assemblea, esprimono tutta la loro preoccupazione, non per le posizioni lavorative, ma per la colpevole mancanza di responsabilità nei confronti di una struttura che merita attenzione e progetti di sviluppo sul piano nazionale e internazionale.

In un contesto difficile come quello attuale per lo spettacolo dal vivo, siamo consapevoli della rilevanza che il Teatro di Roma rappresenta per storia, collocazione e qualità artistica e professionale espressa. Ci piace ricordare che il Teatro di Roma ha virtuosamente gestito le proprie risorse chiudendo sempre i propri bilanci in pareggio, che il Teatro di Roma rappresenta con i suoi 40 dipendenti una struttura agile che garantisce ogni anno almeno 400 assunzioni tra personale artistico e tecnico. Allo stato attuale, con un CdA in proroga, i contratti per le compagnie, i tecnici, gli artisti e i servizi del teatro, non possono essere garantiti.

Ad un allarme sul tempo breve, si aggiunge il timore di non riuscire a lavorare ai progetti, alle produzioni e ai programmi per le prossime stagioni nei tempi adeguati. Per questo ci aspettavamo un’appropriata soluzione soprattutto alla luce della riforma prevista dal Mibact per la ripartizione del Fus, che ci vede naturalmente proiettati verso la collocazione tra i Teatri Nazionali.

Si parla di eccellenze della cultura e noi siamo convinti di farne parte. Pensiamo che le Istituzioni chiamate a decidere per le sorti degli organismi dedicati alla produzione e alla promozione della cultura debbano dare le necessarie garanzie in tempi certi.

I lavoratori del Teatro di Roma

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