Teatri del tempo presente. L’iniziativa del Mibact e il federalismo delle politiche culturali

teatri del tempo presenteTeatri del Tempo presente, progetto abbandonato con la chiusura dell’Eti e fatto resuscitare nel 2012 dal Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) con la complicità delle regioni aderenti, è arrivato al secondo step, ovvero la diffusione degli spettacoli nelle stagioni invernali. Il Ministero chiedeva alle regioni di raddoppiare i 30mila euro messi sul piatto e di cercare sul territorio quelle entità che potessero occuparsi di sostenere i giovani artisti della scena teatrale. L’obiettivo è quello di produrre nuovi progetti partoriti da compagnie e artisti under 35. Insomma non veniva chiesto alle regioni di ideare un progetto, perché questo era già esistente, ma solo di trarne i benefici con un lavoro minimo e una spesa di 30mila euro. Dieci regioni hanno scommesso sull’idea del Ministero. Cominciando dal nord troviamo la Lombardia, con Danzarte come soggetto attuatore e Fattoria Vittadini con la produzione Ad Hoc/To this Purpose only. Il Veneto di Arteven si propone con il progetto Giovane danza d’autore a sostegno del lavoro di Marco D’Agostin. La fondazione Piemonte dal Vivo è il soggetto attuatore per il Piemonte e ha affidato la creazione all’Associazione CodedUomo. L’Emilia Romagna passa la palla all’Ert che sceglie i Pathosformel come realtà under 35. Un consorzio formato da realtà molto diverse, Teatro Stabile della Toscana – Metastasio, Aldes e Compagnia CapoTrave si occuperà per la Toscana della distribuzione di Mal Bianco, spettacolo della compagnia Zaches Teatro. Marche Spettacolo, soggetto attuatore dell’istituzione marchigiana valorizza il lavoro di Mara Cassiani e  Compagnia 7-8 chili. Lo Stabile d’innovazione Fontemaggiore lavorerà per l’Umbria con l’attrice e autrice Carolina Balucani. La compagnia Fibre Parallele con lo spettacolo Lo splendore dei supplizi rappresenta la Puglia tramite Il Teatro Pubblico Pugliese. La Campania trova come soggetto attuatore la Rete Piccoli Teatri Metropolitani e il CollettivoNaDa quale destinatario finale del progetto. Il Teatro Stabile della Calabria valorizza quattro giovani talenti (Marco Pupa, Antonia Gualtieri, Andrea Cosentino, Claudio Esposito Scarpa) che stanno lavorando a una nuova produzione musicale sulla figura di Dorian Gray.

Dove sono finite le altre regioni? Perché hanno scelto di non partecipare? I problemi economici della nostra Regione Lazio sono noti e gli artisti che operano in questo spazio geografico conoscono (e subiscono) anche i lunghi ritardi nei pagamenti, ma possibile che i responsabili di allora non siano stati capaci di trovare 30mila euro e di organizzare un bando al quale avrebbero potuto partecipare i numerosi soggetti teatrali del territorio? D’altronde nel 2012 del governo Polverini ce lo ricordiamo tutti, l’anno degli scandali e dei tagli alla cultura per 38 milioni di euro. Chiedersi insomma per quale motivo quella giunta dimissionaria non abbia firmato il protocollo col Mibact per il progetto Teatri del Tempo Presente è pleonastico e la giunta Zingaretti, ci è stato confermato dagli uffici del neo assessore alla cultura Lidia Ravera, ormai non poteva recuperare.

Eppure nel Lazio non mancano le compagnie rilevanti al di sotto dei 35 anni, e vi sono anche le capacità produttive che avrebbero potuto partecipare singolarmente oppure consorziandosi – come è avvenuto in Toscana – per valorizzare le nuove creazioni.

Per una volta si trattava di un finanziamento finalizzato a una precisa progettualità, destinato non ai soliti beneficiari del Fus o degli altri contributi istituzionali, ma legato anche a una obbligata collaborazione tra generazioni. Naturalmente Teatri del Tempo Presente non è esente da problematiche varie ed eventuali (attendiamo i contributi e i commenti degli artisti coinvolti): sarà interessante capire in quali situazioni la catena tra stato-regione-soggetto attuatore-giovane artista è stata efficace e funzionale e dove si è allentata lasciando l’ultimo anello, quello più debole, nella solitudine del lavoro; anche perché la criticità sembra risiedere proprio nelle diverse modalità che ogni regione può mettere in campo. Alcune hanno scelto di ideare e promulgare un bando, mentre altre ne hanno fatto a meno. In questo senso sarebbe forse opportuno in futuro stilare dei criteri omogenei per non suscitare disparità tra i diversi luoghi di attuazione.

Andrea Pocosgnich
twitter @andreapox

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