Stagione 2013 – 2014 Viagrande Studios (Viagrande, CT)

STAGIONE 2013 – 2014
VIAGRANDE STUDIOS
VIAGRANDE (CT)

dal 28 Ottobre all’8 Novembre 2013
PROGETTO U.R.T.
IL BACIO DELLA VEDOVA
The widow’s blind date
di Israel Horowitz
traduzione di Mariella Minozzi
con (in ordine di apparizione) Davide Lorino, Luca Cicolella, Ilenia Maccarrone
regia di Jurij Ferrini
progetto di residenza creativa HomeSweetHome

Il bacio della vedova inizia come una commedia, per poi diventare, un vero e proprio thriller teatrale.
Arci Crisp e George Ferguson sono due operai di una imprecisata provincia americana e lavorano in una cartiera. Una sera Arci rivela a George di avere un appuntamento con una ex-compagna di scuola, Margi Palumbo, che ha incontrato per caso il giorno precedente; entrambi però sono a conoscenza del perchè lei sia tornata in città: Suidi, il fratello di Margi, cieco dalla nascita, sta morendo in ospedale. I due ricordano gli anni di scuola, parlano di lei e in particolare del suo successo come giornalista. All’improvviso Margi appare al deposito; è arrivata all’appuntamento. Fra i tre si instaura immediatamente un rapporto ambiguo nel ricordare “i vecchi tempi” e nel raccontarsi la vita dopo gli anni di scuola. In un crescendo di suspence si svela una storia al limite dell’incredibile…

10 Novembre 2013 ore 19
HATCHED E THEY LOOK AT ME AND THAT’S ALL THEY THINK (danza internazionale)
MAMELA NYAMZA (SUDAFRICA)
NELISIWE XABA (SUDAFRICA)
focus on South Africa dance female
nell’ambito del festival FranceDanse 2013
in collaborazione con Institut Francais Italia, Ambassade de France in Italia, Fondazione Nuovi Mecenati
durata 1h senza intervallo
opening act ore 18.30

Hatched: L’identità è il tema in questo pezzo di Mamela Nyamza. Un lavoro autobiografico, racconta la storia di una donna di fronte a una vita fatta di dualismi: una sudafricana che danza, ma anche una danzatrice allo stesso tempo madre. Nyamza è una donna alle prese con le ansie della vita domestica. Affronta anche un conflitto, quello di una sudafricana che si produce in Occidente. Lo affronta giustapponendo un vocabolario del movimento e l’accompagnamento di entrambe le culture, con riferimento sia alla musica classica occidentale che alla danza.
The look at me and that’s all they think: Il titolo di questo pezzo si riferisce alla storia di Sara Baartman conosciuta come la “Venere ottentotta”. Per Nelisiwe la storia di Sara Baartman è un’allegoria del suo percorso artistico da Soweto al mondo eurocentrico dell’arte odierna. In qualche modo il pubblico tende a fissare il corpo dei danzatori neri, maschi o femmine, in un modo che non è privo di voyeurismo esotico.
Mamela Nyamza è una danzatrice pluripremiata, coreografa, insegnante di danza, attivista dello sviluppo e speaker motivazionale. Annovera, tra i suoi numerosi riconoscimenti, lo Standard Bank Young Artist Award per la danza. Il lavoro di Mamela appare nel documentario Goddesses di Sylvie Cachin. Ha ricevuto il premio Standard Bank Ovation per l’eccellenza artistica al Grahamstown National Arts Festival. Mail and Guardian la annoverano tra i più importanti giovani sudafricani.
Nelisiwe Xaba ha lavorato con vari coreografi, artisti visivi e teatrali, in particolare con Robyn Orlin. Ha inoltre collaborato come coreografa e ballerina con designer di moda, produzioni operistiche, video musicali, produzioni televisive e progetti di performance multimediali.

ORE 18.30 OPENING ACT Foyer
LIFE IS BEAUTIFUL?
a cura di Isola Quassud / Emanuela Pistone
CENA DOPO SPETTACOLO
Bistrot del Teatro – foyer

10 e 11 Dicembre 2013 ore 9.30 e ore 11.30
STORIA DI UN UOMO E DELLA SUA OMBRA
Principio Attivo Teatro
con Giuseppe Semeraro, Dario Cadei, Leone Marco Bartolo
luci Otto Marco Mercante
scenografie Dario Rizzello/Officine KataPelta
musiche originali Leone Marco Bartolo e Raffaele Vasquez
eseguite dal vivo da L. M. Bartolo
regia Giuseppe Semeraro
età consigliata dai 5 anni in poi e per un pubblico di famiglie
tecnica: spettacolo muto con musica dal vivo

Un sogno, un incubo forse un gioco. Un cartone animato in bianco e nero, un film muto con due attori in carne e ossa. Intorno a un quadrato bianco, sintesi di una casa invisibile, si danno battaglia un uomo,
il suo fedele palloncino e un dispettoso uomo nero. La singolarità di questo lavoro è la sua essenzialità e l’assenza totale di un testo. Un racconto semplice e diretto sull’eterna lotta tra bene e male,
morte e vita, luce e ombra, amore e odio, tutto con leggerezza e ironia. Una favola muta sulla possibilità di far incontrare questi eterni contrari. Una fiaba noir accompagnata dalle diavolerie acustiche, eseguite dal vivo, da un musicista che scolpisce lo spazio scenico con ritmo e poesia. Definito come “una creazione di grande e raffinata fattura che senza una parola costruisce un conflitto antico come il mondo” in cui le divertenti dinamiche tra i due protagonisti diventano pian piano una danza liberatoria e coinvolgente.

15 Gennaio 2014 ore 20.45
LO SFASCIO
con NICOLAS VAPORIDIS, PRIMO REGGIANI, SIMONE CORRENTE, ALESSIO DI CLEMENTE
di Gianni Clementi
regia di Saverio Di Biagio e Gianni Clementi
opening act ore 20.30

Lo sfascio è un titolo non casuale, avendo in sé la doppia valenza di luogo di rottamazione fisica ma soprattutto morale. Un po’ quello che è successo nel nostro meraviglioso paese. Il successo facile, il degrado morale, la corruzione, la volgarità, il ritorno al clichè della donna oggetto. Questi sono stati i modelli di comportamento che negli anni hanno mutato geneticamente i nostri cervelli. Fortunatamente ci sarà sempre il lamento di un bambino appena nato a donarci una speranza.

6 Febbraio 2014 ore 20.45
LENTO
C.IE NUUA (FINLANDIA)
autori e performers Olli Vourinen e Luis Sartori do Vale
progetto Dorsale orientale_teatri per le nuove generazioni
durata 1h senza intervallo
opening act ore 20.30

All’interno di un bosco di palloncini, un piccolo palloncino segue uno degli artisti, come se fosse un uccellino al guinzaglio, che impara a volare. Sullo sfondo, fissato al polso come un bouquet di palloncini, qualcuno sembra essere sollevato in aria.
Dentro un universo immaginario e peculiare, popolato da palloncini, due artisti dialogano tra loro e con i loro oggetti. Uno spettacolo di ricerca sul controllo, il possesso e il dialogo attraverso la combinazione di manipolazione di oggetti, giocoleria, teatro fisico, acrobatica e danza, burattinai, con un pizzico di magia.

7 Marzo 2013 ore 20.45
L’AUTRE
C.IE CLAUDIO STELLATO (BELGIO)
con Claudio Stellato e Mark Firket
in esclusiva regionale
progetto di residenza creativa HomeSweetHome
durata 1 h senza intervallo
opening act ore 20.30

Attraverso questa performance l’artista mette in scena la possibilità che una parte nascosta di sé prenda una forma umana, si liberi da costrizioni e arrivi a distruggere la sua parte cosciente e razionale della realtà. Questa parte interiore è chiamata “L’Altro”. Sul palco, Claudio Stellato incarna entrambe le parti, che coesistono nello stesso corpo, diviso da due modi di essere cosciente, uno immaginario e uno conscio. L’Altro vive in un mondo fatto di oggetti (mobili, o altri oggetti inventati) che prendono vita uno dopo l’altro, manipolati e scoperti nel più profondo silenzio,. L’unico suono percepito è quello del respiro e degli oggetti stessi.

12 e 13 Marzo 2014 ore 9.30 e ore 11.30
SPOSA SIRENA
C.R.E.S.T.
drammaturgia Katia Scarimbolo
con Valentina Franchino, Salvatore Marci, Lucia Zotti
costumi Maria Pascale
consulente alla drammaturgia Giovanni Guarino
tecnici di scena Marco Di Turo e Walter Mirabile
scenografia, luci e regia Michelangelo Campanale
età consigliata: dai 7 anni | tecnica: teatro d’attore e danza aerea

La bella sposa di un marinaio spesso assente si lascia sedurre da un giovin signore che poi l’abbandona; il marito al ritorno pensa che la donna meriti la morte, sicché la getta in mare, dove le Sirene, affascinate dalla sua bellezza, la conducono nel loro palazzo, la chiamano Schiuma e le insegnano a cantare ed incantare i marinai di passaggio che si buttano in mare a capofitto. Però Schiuma non riesce a scordare il marito, il quale una notte, compiendo l’usuale gesto dei marinai, si lancia tra le onde; le Sirene lo vogliono trasformare in corallo, ma Schiuma, innamorata ancora, ottiene una dilazione della sorte crudele e con uno stratagemma lo salva facendolo tornare solo a terra. L’uomo, pentito, non potendo vivere senza di lei, affronta la classica prova magica di coraggio pur di riavere la sposa: ruba un fiore-talismano custodito dalle sirene. L’impresa riesce e la sirena torna donna e sposa che… aspetta il suo uomo forse perito o forse ancora marinaio giramondo. Perché le storie si ripetono e le fiabe ripetono le storie a beneficio di grandi e bambini affinché… gli errori non si continuino a ripetere.

12 Aprile 2014 ore 20.45
THE DEAD
CITTA’ DI EBLA
regia e light design di Claudio Angelini
con Valentina Bravetti e Luca Ortolani
real time photography di Luca Ortolani
sound design di Franco Naddei
in esclusiva regionale
durata 1h senza intervallo
opening act ore 20.30

Creare un racconto teatrale per immagini fotografiche è la nuova e atipica prova di Città di Ebla, nel suo lavoro ispirato a I morti di James Joyce. Dopo La metamorfosi da Kafka, la compagnia torna a confrontarsi con un altro classico del Novecento: l’ultimo dei racconti contenuti in Gente di Dublino, dove Joyce crea una inquieta tensione letteraria attraverso l’immaginaria presenza di una persona morta. Il risultato è uno spettacolo dalla forte carica visiva che rilegge in chiave contemporanea il racconto grazie anche agli scatti fotografici realizzati dal vivo. Restituite su uno schermo di tulle semitrasparente, le immagini creano un contrappunto con i suoni e le azioni reali, generando un processo che dal testo si slancia verso l’immagine, la scena e ritorno.

11 Maggio ore 20.45
HANNO TUTTI RAGIONE
IAIA FORTE
tratto dal testo di Paolo Sorrentino
opening act ore 20.30

Lo spettacolo è concepito come un concerto, in cui i pensieri del cantante Tony Pagoda nascono nell’emozione di esibirsi davanti a Frank Sinatra, al Radio City Music Hall. In una sorta di allucinazione del sentire provocatagli dall’ alcool e dalla cocaina, Pagoda, mentre canta, è attraversato da barlumi di memoria, illuminazioni di sé, “struggenze” d’amore, sarcastiche considerazioni partorite tra le note delle canzoni, dove la musica che accompagna la performance dialoga con le parole stesse usate come una partitura.
Questo cantante cocainomane, disperato e vitale, è una creatura così oltre i generi che può essere, a mio avviso, incarnato anche da una donna. E poi, semplicemente, il teatro è, per fortuna, un luogo dove il naturalismo può essere bandito, ed i limiti della realtà espandersi.

info su www.viagrandestudios.com