Stagione 2013 – 2014 Teatro Stabile delle Marche

STAGIONE 2013/2014
TEATRO DELLE MUSE E SPERIMENTALE DI ANCONA
TEATRO STABILE DELLE MARCHE

dal 7 al 10 novembre | Teatro delle Muse
LA GRANDE MAGIA
di Eduardo De Filippo
con e regia di Luca De Filippo
Teatro Stabile dell’Umbria / Elledieffe / La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

Tra le meno rappresentate, messa in scena in passato solo in due occasioni, da Eduardo stesso e da Strehler al Piccolo, la Magia, spiega il regista, “ci consegna l’immagine di un’Italia immobile, un Paese che si lascia scivolare in un insensato autoinganno. […] È palesemente dichiarato anche il gioco del metateatro, un espediente drammaturgico che è giusto ricordare al pubblico ma che mai sovrasta la finalità principale della commedia: raccontarci una storia, appassionarci a una vicenda umana, filtrata dalla lente di una straordinaria poesia”.
“La grande magia” è, tra le opere del repertorio di Eduardo, quella in cui anche lo sguardo ironico che ha sempre sorretto le sue commedie lascia il posto ad un sottile ma inevitabile pessimismo. Sorprende quanto la figura del mago Otto Marvuglia sia simile a quella degli imbonitori imbroglioni delle nostre televisioni, capaci di convincere i propri interlocutori a seguirli anche nelle iniziative più inverosimili. In questo caso Marvuglia riesce a persuadere Calogero Di Spelta, ossessionato dalla gelosia, che la moglie, scomparsa durante una “grande magia” e mai più riapparsa, sia racchiusa in una scatola. Marta, in realtà ha approfittato dell’esperimento per fuggire con l’amante: tutti lo sanno, tranne il marito che, “manipolato” da Marvuglia, continua a vivere in una perenne illusione ammantata di follia. Meglio credere che Marta sia rinchiusa in una scatola, piuttosto che accettare la verità.

dal 20 al 24 novembre | Teatro delle Muse
ANTIGONE
di Valeria Parrella
con Gaia Aprea, Anita Bartolucci
regia di Luca De Fusco
Teatro Stabile di Napoli/Fondazione Campania dei Festival

Antigone è il nuovo spettacolo firmato da Luca De Fusco, che, per il Napoli Teatro Festival Italia e la Stagione 2012-13 dello Stabile, ha commissionato alla scrittrice Valeria Parrella una drammaturgia originale, pubblicata lo scorso settembre da Einaudi.
“I temi principali che Antigone da sempre porta davanti al pubblico, lasciandoli insoluti, e di cui chiede il giudizio al Legislatore – scrive l’autrice – sono la liceità della sepoltura anche ove essa non sia ammessa per legge e la carcerazione. Ella muove dunque continuamente da un mondo dei vivi, il nostro, a quello dei morti: quello di suo fratello e quello dell’orrenda “sepoltura” in vita delle carceri. Antigone e Creonte si fronteggiano determinati, tragici e costanti, senza mai perder terreno l’uno verso l’altro: anche se uno comanda e l’altro dovrà obbedire, poi la storia invertirà le parti lasciando colui che comanda senza scampo.
Ѐ questo il momento storico per una riscrittura dell’Antigone. Non un esame dell’opera sofoclea o una modernizzazione della stessa, o una nuova traduzione: è questa l’epoca storica per mettere le mani nelle nervature della classicità e, così come Steiner si chiedeva perché l’Antigone fosse l’opera classica più riscritta di tutti i tempi, ecco: darsi una risposta.(…) Un discorso sulla vita, sul coraggio, sull’autodeterminazione, su cosa significhi essere partecipi del Diritto, oggi”.

dal 27 al 30 novembre e 1 dicembre | Teatro Sperimentale
LA SOCIETÀ
tre atti di umana commedia
scritto e diretto da Lino Musella e Paolo Mazzarelli
con Fabio Monti, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Laura Graziosi
Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Compagnia MusellaMazzarelli

Dopo DUE CANI, FIGLIDIUNBRUTTODIO, CRACK MACHINE, trilogia di meccanismi teatrali costruiti a misura sul gioco 2 attori/4 personaggi, la Compagnia MusellaMazzarelli decide con LA SOCIETA’ di affrontare un modello più classico, più ambizioso, più libero: una commedia in tre atti scritta e pensata per 4 attori e 4 personaggi.
Protagonisti della vicenda sono tre amici ed una donna straniera, che si trovano a dover gestire, in SOCIETA’, un locale lasciato loro in eredità. I migliori ideali, l’amicizia, il sogno di una gestione condivisa, non basteranno però ad evitare che LA SOCIETA’ finisca nel peggiore dei modi, assieme ai rapporti e agli ideali coltivati dai quattro per l’intera vita. L’aspetto tragico e quello comico saranno, come nei precedenti lavori del gruppo, in costante equilibrio fra loro, e sveleranno il volto infido e beffardo di un nemico intimo e invisibile, quel seme della discordia che si nasconde in ogni tentativo di SOCIETA’, e prima ancora in ogni uomo che dica “io”.

dal 4 all’8 dicembre | Teatro Sperimentale
LA PURGA
di Georges Feydeau
con Arturo Cirillo, Sabrina Scuccimarra, Luciano Saltarelli,
Rosario Giglio, Giuseppina Cervizzi
regia di Arturo Cirillo
Teatro Stabile delle Marche

George Feydeau appartiene a quegli autori di cui si pensa di conoscere tutto, autori che non potranno più sorprenderci. Ho l’impressione invece che il nostro abbia varie cose dentro al suo cilindro, e nella sua testa, e di conseguenza nel suo teatro. Intanto parlerei di una certa “pericolosità” presente nei suoi testi, dove mi sembra che sì è sempre al limite del non senso e della tragedia, dell’esplosione, del meccanismo esasperato e portato al parossismo. Mi sembra che la sua scrittura anticipi quel teatro dell’assurdo, come schematicamente è stato definito, dove l’impasse, il concetto che non riesce ad esprimersi, l’azione che non riesce a compiersi, l’incidente, diventano elemento sostanziale del farsi teatrale.
La purga inizia con una lunga scena in cui il centro sfugge continuamente, dove la conversazione devia ossessivamente, se di conversazione si può parlare e non invece di una sequela d’inventive intercalate da lamenti, sospiri e rimpianti; perché inaspettatamente i personaggi di questa commedia sono molto emotivi. Tutti tranne forse il bambino Totò, o Bebè come avvolte è anche chiamato, questo criminale in nuce mi ha fatto pensare al protagonista del testo di Roger Vitrac (tanto amato da Antonin Artaud) Victor o i bambini al potere, e ho incominciato ad immaginare il piccolo Totò interpretato da un attore grande, un bambino-adulto come dovrebbe essere Victor secondo il suo autore: ragazzetto di nove anni ma alto un metro e novanta.

dal 12 al 15 dicembre | Teatro delle Muse
IL VISITATORE
di Éric-Emmanuel Schmitt
con Alessandro Haber, Alessio Boni, Francesco Bonomo
regia di Valerio Binasco
Goldenart production s.r.l.

Ritroviamo la coppia Haber-Boni, più volte ospite del nostro teatro, in questa commovente, dolce ed esilarante pièce di Éric-Emmanuel Schmitt, tradotta e rappresentata in 15 lingue e in oltre 25 paesi.
Vienna 1938. Haber è Freud nel suo studio, dove irrompe un inaspettato visitatore. Fin dai primi scambi di battute lo psicanalista si renderà conto di avere di fronte nientemeno che Dio (Alessio Boni). Una conversazione sui massimi sistemi e con grandi interrogativi. Freud non crede in Dio, Dio non crede a Freud, ma entrambi guardano dalla stessa finestra la malattia dell’uomo, la pazzia del mondo.
Credono ancora che l’uomo possa curarsi.

21 e 22 dicembre | Teatro delle Muse | fuori abbonamento
FRANKENSTEIN JUNIOR
Il nuovo musical di Mel Brooks
testo di Mel Brooks e Thomas Meehan
musica e liriche Mel Brooks
regia e coreografie originali Susan Stroman con Giampiero Ingrassia
regia Saverio Marconi – regia associata Marco Iacomelli
produzione Compagnia della Rancia

Considerato una delle migliori cento commedie americane di tutti i tempi, girato nel 1975 con uno stile ispirato agli anni ’20 (omaggio ai classici horror della Universal), Frankenstein Junior è una parodia del celebre Frankenstein di J. Whale e delle numerose pellicole dedicate alla creatura di Mary Shelley. Il film, premiato dal pubblico che lo ha consacrato come il cult movie per eccellenza e le cui battute sono entrate nella memoria degli spettatori – con oltre 500.000 copie vendute – è il “classico” in DVD di maggior successo della storia dell’home video in Italia. Il genio di Mel Brooks – dopo Per favore non toccate le vecchiette/The Producers – torna così dal cinema al teatro con una commedia musicale in scena a Broadway per 485 repliche all’Hilton Theatre dal 2007 al 2009.
La versione italiana sarà diretta da Saverio Marconi con la regia associata di Marco Iacomelli e, tra momenti di irresistibile comicità proprio come nel film, ne riproporrà l’atmosfera della straordinaria fotografia “in bianco e nero” del film con il tocco colorato di numeri esilaranti, su tutti quello tra Frankenstein e il Mostro sulle note di Puttin’ on the Ritz di Irving Berlin.

dal 15 al 19 gennaio | Teatro Sperimentale
PAROLE INCATENATE
di Jordi Galcerán
con Claudia Pandolfi , Francesco Montanari
regia di Luciano Melchionna
Artù

“Parole incatenate” di Jordi Galceran, con Claudia Pandolfi e Francesco Montanari e la regia Luciano Melchionna. Con tocchi di crudeltà e perversione e il susseguirsi di colpi di scena, “Parole incatenate” non è solo un thriller, ma una vicenda profonda e complessa: un duello senza esclusioni di colpi in cui verità e finzione, desideri e bugie parlano della parte oscura e torbida che c’è in noi e delle violenze nei confronti delle donne all’interno di una coppia.

dal 13 al 16 marzo | Teatro delle Muse
LA TORRE D’AVORIO
di Ronald Harwood
traduzione di Masolino d’Amico
con Luca Zingaretti, Massimo De Francovich
regia di Luca Zingaretti
Zocotoco/Teatro Eliseo

Berlino, 1946. Al termine della guerra iniziano i processi ai sostenitori del regime nazista. Un ufficiale dell’esercito americano, il maggiore Steve Arnold (Luca Zingaretti), è chiamato ad indagare su un famoso direttore d’orchestra, Wilhelm Furtwängler (Massimo De Francovich). L’artista non ha mai abbandonato la Germania: pur non avendo mai sostenuto il nazismo né preso la tessera di partito, ha continuato la propria attività in patria. Nella sua mente, il musicista era utopisticamente convinto che l’arte e la cultura dovessero essere mantenute vive per contrastare le atrocità della politica. Ma fino a che punto l’Arte può considerarsi libera dai condizionamenti del Potere? Non è forse vero che continuare ad esibirsi sotto un regime dittatoriale sottintende l’appoggio al sistema?

dal 20 al 23 marzo | Teatro delle Muse
QUANDO LA MOGLIE È IN VACANZA
di George Axelrod
traduzione di Edoardo Erba
con Massimo Ghini, Elena Santarelli
regia di Alessandro D’Alatri
Associazione Culturale La Pirandelliana

Il testo di Gorge Axelrod debuttò a Broadway nel 1952 con un notevole successo di critica e pubblico. Ma la sua vera consacrazione internazionale avvenne nel 1955 attraverso l’adattamento cinematografico di Billy Wilder. E’ una commedia che nel 2000 è stata inserita, dall’American Film Institute, al 51° posto tra le cento migliori commedie americane di tutti i tempi. Praticamente un classico della modernità. Il titolo originale “The seven year itch” (Il “prurito” del settimo anno) contiene forse più informazioni della seppur felice traduzioni italiana “Quando la moglie è in vacanza. E’ una commedia sulle manie erotiche dell’uomo medio e al tempo stesso una feroce satira di costume contro il perbenismo di una certa “middle class” che sembra non avere epoche e che viene messa a confronto con le ambizioni di una ragazza che cerca di ridisegnare una propria personalità attraverso l’impegno nel mondo patinato della pubblicità, della moda o dello spettacolo in generale. Fa da detonare la prorompente fisicità della ragazza che come un uragano entra nella banale quotidianità di un maschio irrisolto. Un maschile che più che subire l’attrazione femminile sembra essere spaventato da quell’apparentemente irraggiungibile opportunità. Considerando che sono passati più di sessant’anni dal suo debutto, il testo mantiene ancora intatta la freschezza di uno sguardo sui comportamenti e le relazioni tra maschi e femmine. Anche se sorprendente, la drammaturgia, oltre che divertire, inquieta anche un po’…

dal 27 al 30 marzo | Teatro delle Muse
IL MERCANTE DI VENEZIA
di William Shakespeare
traduzione e adattamento di Giorgio Albertazzi
con Giorgio Albertazzi
regia di Giancarlo Marinelli
Teatro Ghione

Il Mercante di Venezia narra la storia dell’ebreo Shylock che presta dei soldi ad un cristiano suo nemico, Antonio al quale i ducati servono per aiutare il suo amico Bassanio (verso cui si evidenzia un rapporto omosessuale) a conquistare Porzia, la bella e ricca signora di Belmonte.
Shylock che presta per mestiere denaro a credito, non chiede interessi sul denaro, ma solo una libra di carne di Antonio nel caso questi non fosse capace di restituirgli i soldi entro tre mesi. Così, mentre Bassanio riesce a conquistare Porzia, le navi di Antonio che dovevano portare mercanzie e soldi per sdebitarsi con Shylock naufragano. L’ebreo, che nel frattempo aveva perso la figlia fuggita con un cristiano, chiede la penale e porta Antonio davanti al Doge per chiedere di potergli prendere, come da contratto, la libra di carne. Ma è proprio il contratto a tradire Shylock; infatti, Porzia travestita da avvocato, trova l’appiglio per salvare Antonio: Shylock potrà prendere una libra di carne da Antonio ma, come da contratto, non una goccia del suo sangue. L’ebreo è battuto. L’ebreo resta solo seduto davanti al portone di casa a buttare via gli ultimi ducati.

dal 10 al 13 aprile | Teatro delle Muse
ENRON
di Lucy Prebble
traduzione e regia Leo Muscato
scrittura fisica Michela Lucenti
Fondazione Teatro Due in collaborazione con Balletto Civile

Il testo, composto dall’inglese Lucy Prebble, ha debuttato al Chichester Theatre Festival nel 2009 ed è stato poi rappresentato al Royal Court Theatre, al Noël Coward Theatre di Londra, e nei maggiori teatri europei, per poi sbarcare oltre oceano, a Broadway. Lucy Prebble, scrittrice di successo e autrice della serie tv Diario segreto di una squillo per bene, amante degli scandali e degli intrighi, ha qui ricomposto, in quattro anni di ricerche, il complesso puzzle dell’ascesa e del tracollo del colosso dell’energia texano Enron, protagonista nel 2001 della più grande bancarotta della storia degli Stati Uniti. La truffa, capitanata dal presidente Kennet Lee Lay e dall’amministratore delegato Jeffrey Skilling, fu un terremoto finanziario che travolse circa ventinovemila dipendenti della società e milioni di piccoli risparmiatori. Diventato il volto e il simbolo dell’avidità capitalista, dell’euforia finanziaria, di un sistema dopato e corrotto, il caso Enron viene indagato in scena attraverso la voce e i volti dei suoi protagonisti, scavando nella psicologia e nelle dinamiche della “corporate culture” che sottese le loro azioni. La musica sarà il linguaggio con cui tradurre al meglio il senso di euforica perdita di controllo che ha caratterizzato la fase di espansione e di crescita delle aziende in quel periodo. – See more at: http://www.teatrodue.org/6581/stagione-20122013/enron/#sthash.1XRKixlZ.dpuf

inizio spettacoli: ore 20,45
sabato: ore 16,30 (Teatro Sperimentale) e 20,45
domenica: ore 16,30

info su www.stabilemarche.it