Stagione 2013 – 2014 Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

STAGIONE 2013/2014
TEATRO IL ROSSETTI
TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

dal 22 al 27 ottobre 2013 – Politeama Rossetti – Sala Assicurazioni Generali
MAGAZZINO 18
Di: Simone Cristicchi e Jan Bernas
Regia: Antonio Calenda
Con: Simone Cristicchi con la FVG Mitteleuropa Orchestra diretta da Valter Sivilotti

Al Porto Vecchio di Trieste c’è un “luogo della memoria” particolarmente toccante. Racconta di una pagina dolorosissima della storia d’Italia, di una vicenda complessa e mai abbastanza conosciuta del nostro Novecento. Ed è ancor più straziante perché affida questa “memoria” non a un imponente monumento o a una documentazione impressionante, ma a tante piccole, umili testimonianze che appartengono alla quotidianità.
Una sedia, accatastata assieme a molte altre, porta un nome, una sigla, un numero e la scritta “Servizio Esodo”. Simile la catalogazione per un armadio, e poi materassi, letti, stoviglie, fotografie, poveri giocattoli, altri oggetti, altri numeri, altri nomi… Oggetti comuni che accompagnano lo scorrere di tante vite: uno scorrere improvvisamente interrotto dalla Storia, dall’esodo.
Con il trattato di pace del 1947 l’Italia perdette vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, e quasi 350 mila persone scelsero – davanti a una situazione intricata e irta di lacerazioni – di lasciare le loro terre natali destinate ad essere jugoslave e proseguire la loro esistenza in Italia. Non è facile riuscire davvero a immaginare quale fosse il loro stato d’animo, con quale sofferenza intere famiglie impacchettarono tutte le loro poche cose e si lasciarono alle spalle le loro città, le case, le radici. Davanti a loro difficoltà, povertà, insicurezza, e spesso sospetto.

dal 24 al 31 ottobre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
UNA GIOVINEZZA ENORMEMENTE GIOVANE
Di: Gianni Borgna ispirato ai testi di Pier Paolo Pasolini
Regia: Antonio Calenda
Con: Roberto Herlitzka

Uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l’evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall’altro sancisca la grande capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.
Il progetto che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia costruisce su Pier Paolo Pasolini, si sviluppa attorno a questo nucleo concettuale, all’idea – condivisa dall’autore Gianni Borgna e dal regista Antonio Calenda, di riflettere, attraverso le parole di Pasolini, sul mondo attuale, che egli aveva in qualche modo già intuito e adombrato nei suoi scritti. Ne nasce una messninscena rievocativa ma anche profondamente evocativa della sua capacità di “vedere politicamente” la società ed i suoi mutamenti.
Un “vedere politicamente” di cui l’autore del monologo Gianni Borgna, è un vero testimone culturale. Egli infatti – da segretario della FIGC romana – ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini, di conoscerlo direttamente, di sperimentare la generosità con cui si dedicava ai giovani di sinistra, nei quali ravvedeva il virgulto di una realtà allora in forte divenire. Successivamente Borgna – che ha ricoperto la carica di Assessore alla Cultura del Comune di Roma per 12 anni ed è stato anche presidente dell’Auditorium della Musica nella capitale – si è dedicato con profonda attenzione allo studio della figura e del pensiero pasoliniano, di cui è profondamente competente (basti ricordare il saggio firmato a quattro mani con Adalberto Baldoni Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra e il suo impegno, recentemente, nel far riaprire il caso sulla morte dell’intellettuale presso la Procura della Repubblica di Roma).

dal 29 al 30 ottobre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
UN FLAUTO MAGICO
Di: di Wolfgang Amadeus Mozart
libero adattamento di Peter Brook, Franck Krawczyk e Marie-Hélène Estienne
Regia: Peter Brook
Con: Dima Bawab (Pamina), Malia Bendi-Merad (Regina della notte), Thomas Dolié (Papageno), Betsabée Haas (Papagena), Alex Mansoori (Monostato), Roger Padullès (Tamino), Vincent Pavesi (Sarastro), Abdou Ouologuem (mago), Jean Dauriac (extra)
al piano Vincent Planès

«Mozart si è ripetutamente reinventato, e questa è la direzione in cui stiamo cercando: con profondo rispetto per l’essenza dell’opera e l’intuizione che con Mozart non si tratta di dissimulare o attualizzare, ma semplicemente di lasciar emergere…» annotava Peter Brook, durante la preparazione del suo Un flauto magico a sottolineare che la sua messinscena dell’opera mozartiana sarebbe stata libera, incantata, nuova, memorabile.
Ed è proprio con questo lavoro che il grandissimo regista inglese, una delle personalità più affascinanti e significative che il teatro abbia espresso nell’ultimo secolo, farà il suo primo ingresso al Politeama Rossetti. Un grande privilegio, una presenza molto desiderata per il Teatro Stabile quella di Peter Brook, ancor più con uno spettacolo che unisce la meraviglia della musica e della concezione mozartiana alla poesia assoluta e alla funzionale, sottile, elegante espressività registica di questo irraggiungibile maestro.
Nella parte iniziale della sua luminosa carriera, Peter Brook ha frequentato molto il mondo della lirica, lavorando al Covent Garden e al Metropolitan di New York: ha sentito però presto angusti – rispetto alla propria energia – i limiti di conservatorismo e immobilità in cui, soprattutto le istituzioni e i sistemi della lirica, costringevano quest’arte. Così ha scelto di allontanarsene. Dopo 25 anni è ritornato al genere imponendo però schemi di libertà assoluta e un approccio completamente inedito al lavoro di preparazione e prova: il risultato è stato una lettura straordinaria della Carmen di Bizet, concepita per lo spazio del Bouffes du Nord, il teatro che è cuore pulsante dell’attività di Brook.

giovedì 31 ottobre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
FERITE A MORTE
Di: Serena Dandini
con la collaborazione ai testi di Maura Misiti
Regia: Serena Dandini
Con: Lella Costa, Orsetta de Rossi, Giorgia Cardaci e Rita Pelusio

Mogli, fidanzate, figlie, sorelle, ex, giovani, anziane. Picchiate, costrette a prostituirsi, violentate psicologicamente e sessualmente, donne Ferite a morte. È questo il titolo del progetto teatrale che Serena Dandini porta in scena al Politeama Rossetti.
Un tema di drammatica attualità. Un bollettino di guerra in costante aggiornamento: addirittura una vittima ogni due giorni. «Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistiti non è affatto casuale» spiega provocatoriamente l’autrice.
La Dandini ha scritto quattro brevi storie, in chiave teatrale, per altrettante donne, allo scopo di sensibilizzare sui drammatici temi della violenza sulle donne e del femminicidio le istituzioni e l’opinione pubblica italiane, ma non solo: infatti lo spettacolo è stato anche rappresentato al Parlamento europeo di Bruxelles. La scena teatrale è sobria: un grande schermo rimanda filmati ed immagini evocativi, la musica accompagna le donne a raccontare la loro storia assieme agli oggetti che hanno caratterizzato la loro tragica avventura. Le quattro donne si alternano a dare voce a queste storie, in uno spettacolo teatrale drammatico, ma giocato, a contrasto, attraverso un linguaggio leggero e con toni ironici e grotteschi.
Sul palco assieme a Orsetta de Rossi, Giorgia Cardaci e Rita Pelusio, la grande Lella Costa: una delle più note interpreti del teatro nazionale, di cui abbiamo applaudito molti intelligenti monologhi. Da sempre impegnata nel sociale, da due anni sale anche sul palco di Zelig per esibirsi in esilaranti soliloqui femministi.

dal 2 al 3 novembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
BAILANDO MI TIERRA… MUDÉJAR
Di: Miguel Ángel Berna
Regia: Miguel Ángel Berna
Con: Miguel Ángel Berna e i ballerini della Compañia Española de Danza

Non è flamenco, ma una danza più antica, popolare e preziosa quella che Miguel Ángel Berna pone al centro di Bailando mi tierra… Mudéjar.
Coreografo e direttore della Compagnia Stabile di Saragozza è un virtuoso della jota, viva da oltre mille anni in Aragona ma rimasta in ombra rispetto ad altre danze folkloriche. Berna la balla da quando aveva otto anni e da oltre trenta ne è un appassionato studioso: per portarla a teatro ha compiuto un dettagliato e difficile lavoro di ricostruzione.
«Della jota – spiega – non esistono filmati, tutt’al più qualche foto, la memoria degli anziani che l’hanno ballata in gioventù. Ho dovuto studiare a lungo per riportarla alla luce e diversamente dal flamenco non ha avuto una elaborazione teatrale. Il mio è un primo tentativo. Nei villaggi più sperduti vedevo gli anziani danzare senza mai sfiorarsi… Ci è voluto molto tempo per penetrare il senso di una danza nata dal dramma di procurarsi un tozzo di pane e rielaborarla stilisticamente, alla maniera di un poeta con i versi». Ed ora la jota diviene uno spettacolo coinvolgente e sensuale, drammatico e carnale che Berna ha portato a trionfare nel mondo e dal 2012 anche in Italia, assieme alla sua compagnia e a un gruppo di musicisti rigorosamente dal vivo (si tratta di una danza che “pretende” musica dal vivo e spesso un immediato dialogo, talvolta addirittura una sfida fra ballerino e musico).

dal 5 al 10 novembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
JACKIE
Di: Elfriede Jelinek
traduzione di Werner Waas e Luigi Reitani
Regia: Monica Conti
Con: Daniela Giovanetti, Monica Conti e Francesca Debri

Quarta opera della pentalogia Der Tod un das Madchen I-V (La morte e la fanciulla I-V) di Elfriede Jelinek, scrittrice e drammaturga austriaca, che ha meritato il premio Nobel per la letteratura nel 2004, Jackie porta in scena episodi della vita di Jacqueline Kennedy. Momenti che scorrono come le stazioni di un dramma personale che si rivela essere la grandiosa costruzione di un mito dei giorni nostri. Infatti la Jackie che parla non è la donna realmente esistita, ma piuttosto una voce ritagliata dall’immaginario collettivo, una figura che è puro involucro, “forma” appunto e quindi destinata a vita eterna.
Creatrice di figure archetipiche della nostra epoca, Elfriede Jelinek, senza alcun intento biografico, racconta il mito di una donna in cui persino i sentimenti erano asserviti alle ragioni di stato, e indaga dunque sul rapporto tra potere e femminilità. Ancora poco nota in Italia, l’autrice è dai più conosciuta per la sceneggiatura del film La pianista interpretato da Isabelle Huppert per la regia di Haneke. A interpretare il ruolo di Jackie sarà Daniela Giovanetti, che da anni calca con successo le scene del Politeama Rossetti e ha recitato, diretta da Antonio Calenda, Furio Bordon, Andres Morte nelle produzioni dello Stabile del Friuli Venezia Giulia. La scorsa stagione ha ripreso in tournée nazionale Lei dunque capirà di Claudio Magris, spettacolo che replica con successo in Italia e all’estero dal 2006. Con lei sul palcoscenico ci sarà Monica Conti, che firma anche la regia dello spettacolo (nel 2001 le è stato tributato, proprio come regista il Premio Hystrio) ed è al suo debutto al Teatro Stabile.

martedì 5 novembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
ALESSANDRO SIANI – SONO IN ZONA SHOW
Di: Alessandro Siani e Francesco Albanese
Con: Alessandro Siani, Francesco Albanese e Claudia Miele
con la partecipazione di Salvatore Misticone
Ballerini: Knef Crew

Saranno l’energia scoppiettante e la simpatia contagiosa gli ingredienti principali di “Sono in zona”, il nuovo spettacolo dell’attore comico napoletano Alessandro Siani. Monologhi nuovi di zecca conditi da sketch irresistibili, per sfatare e dissacrare i luoghi comuni che proprio perchè “comuni” riguardano un po’ tutto il popolo italico. Due ore di show, in cui Siani sarà protagonista di un’escalation di risate insieme a Francesco Albanese, Claudia Miele e Salvatore Misticone, in arte Scapece. Il tutto completato magicamente dalla musica orchestrata dal dj Frank Carpentieri insieme ad altri musicisti che saranno con lui sul palco, per un’atmofera live da non perdere. Con loro anche cinque scatenatissimi ballerini di breackdance che proporranno un vero e proprio spettacolo nello spettacolo.

dal 7 al 10 novembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
SPRING AWAKENING (RISVEGLIO DI PRIMAVERA)
Di: tratto dall’opera “Risveglio di Primavera” di Frank Wedekind
libretto e testi di Steven Sater
Regia: Emanuele Gamba
coreografie: Marcello Sindici
Con: Flavio Gismondi, Arianna Battilana, Federico Marignetti, Tania Tuccinardi
e con Noemi Baiocchi, Paola Fareri, Renzo Guddemi, Vincenzo Leone, Chiara Marchetti, David Marzi, Albachiara Porcelli, Andrea Simonetti
con la partecipazione di Gianluca Ferrato e Francesca Gamba

Risveglio di primavera è uno dei capolavori teatrali di Frank Wedekind: scritto nel 1891, venne messo in scena per la prima volta nel 1906 in una celebre edizione del regista Max Reinhardt, direttore del Deutsches Theater di Berlino. L’opera rimase a lungo nel cassetto, vittima della censura, in una Germania di fine Ottocento evidentemente non ancora pronta per la messinscena dei temi affrontati dalla pièce: nell’opera si parla esplicitamente di pubertà, di sessualità, di abuso sui minori, di omosessualità, di suicidio, di aborto. Troppo per la Germania di fine Ottocento, ma anche per l’America del primo Novecento: la prima versione in lingua inglese a New York rischiò la chiusura nel 1917 in quanto tacciata di pornografia, e riuscì ad andare in scena solo dopo una lunga battaglia in tribunale. Ancora nel 1963, in Inghilterra, la pièce andò in scena in versione censurata.

dal 13 al 17 novembre 2013 – Politeama Rossetti – Sala Assicurazioni Generali
THE ILLUSIONISTS – WITNESS THE IMPOSSIBLE
Con: Dan Sperry (the Anti-Conjurer), Jinger Leigh (the Enchantress), Andrew Basso (the Escapologist), Mark Kalin (the Gentleman), Kevin James (the Inventor), Philip Escoffey (the Mentalist), Jeff Hobson (the Trickster)

Sarà a Trieste in esclusiva per l’Italia (prima replicherà in Inghilterra, in Germania e a Praga) The Illusionists – witness the impossible, una straordinaria novità per il pubblico dello Stabile del Friuli Venezia Giulia, che fra il 13 e il 17 novembre avrà l’opportunità di assistere a un imponente e innovativo spettacolo di magia.
La magia non è mai stata inclusa nei cartelloni dello Stabile regionale e vi approda ora con un titolo d’altissimo livello: sette fra i migliori maghi del mondo ne sono i protagonisti.
Impostosi fin dall’esordio alla Sydney Opera House come un vero e proprio blockbuster show The Illusionists ha la capacità di combinare in un risultato di notevole incanto, la spettacolarità e la tradizione dei grandi illusionisti del passato, con l’altissima tecnologia, le trovate sceniche, il design dei costumi e delle luci più all’avanguardia.

dal 14 al 24 novembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
20.000 LEGHE SOTTO I MARI
Di: Jules Verne
adattamento di Adriano Braidotti
Regia: Luciano Pasini
Con: gli allievi del Laboratorio StarTs Lab: Sara Aiello, Loris Alberti, Nassima Bakhti, Giulia Bernardi, Alessio Bernardi, Evita Bertolini, Enea Bordon, Daniele Bordon, Virgilio Bordon, Bianca Borghesi, Angela Cotterle, Federica Crulci, Sara Despotovic, Erin Dorci, Camilla Fabris, Nicole Fernandelli, Sara Filiputti, Beatrice Geletti, Margherita Girardelli, Sveva Grassi, Leonardo Iurada, Assil Kandil, Sofia Kravina, Virginia Lanza, Sofia Maiola, Elisa Manzin, Lorenzo Manzin, Matilde Marino, Valerio Marino, Giulio Marino, Petra Meneghetti, Costanza Monti, Sofia Rosie Myers, Gabriele Pacini, Giorgia Pandullo, Stefano Parmesan, Letizia Paschina, Nicolas Pecar, Francesca Radoicovich, Virginia Riolo, Francesco Rocchi, Davide Rossi, Carlotta Ruta, Elisabeth Scherlich, Martina Stasolla, Samuele Steindler, Jennifer Stigliani, Riccardo Tamaro, Caterina Trevisan, Angelica Valerio, Daniel Verzier, Giorgia Vinci, Anna Vlacci, Caterina Vogrig, Sara Volpe, Giulia Zerjal, Caterina Zoppolato, Filippo Zoppolato

Dopo l’entusiasmo suscitato da Le avventure di Gian Burrasca, ritornano in scena con uno spettacolo nuovamente ispirato alla letteratura per ragazzi gli allievi dell’Associazione StarTs Lab, scuola che opera in sinergia con il Teatro Stabile.
Questa volta Luciano Pasini, direttore della scuola e regista, si è ispirato a Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne e la messinscena – prodotta in collaborazione con la Provincia di Trieste – si preannuncia coloratissima, movimentata e fantasiosa. Il merito va anche alla inedita collaborazione con il Liceo Artistico “Enrico e Umberto Nordio” di Trieste, nel cui laboratorio della figurazione diretto da Daniela Pachys è nata una splendida scenografia. L’adattamento è di Adriano Braidotti e, come sempre, prevede una dimensione musicale (le partiture originali sono di Marco Steffé) e coreografica, oltre alla recitazione. Ciò perché la scuola “StarTs Lab” imprime ai ragazzi una formazione teatrale “a 360 gradi”: fondamentali, in tale preparazione, i contributi di Noemi Calzolari e Daniela Ferletta che insegnano educazione al linguaggio ed educazione musicale. Ed è così che con disinvoltura e una positiva carica emotiva, una sessantina di giovani fra i 6 e i 18 anni danno vita alla moltitudine di creature fantasiose immaginate da Verne. Ci saranno i “lupi di mare” a bordo del sottomarino sperimentale Nautilus comandato dal misterioso Capitano Nemo, ma anche sorprendenti pesciolini, sirene canterine, una tribù di selvaggi e altri misteriosi abitanti dei mari, protagonisti delle avventure narrate da questo anticipatore della letteratura fantascientifica.

lunedì 18 novembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
IUDESMAN & JO “A LITTLE NIGHTMARE MUSIC”
Con: Hyung-Ki Joo e Aleksey Igudesman

«Ho avuto il grande piacere di condividere il palcoscenico con i miei amici, Aleksey Igudesman e Hyung-ki Joo, e posso dirvi che anche di persona sono proprio così come nei loro show. Sono divertentissimi, estremamente originali, e come se non bastasse anche degli esperti musicisti. La loro miscela di musica classica e commedia è assolutamente unica».
Così il due volte candidato all’Oscar, John Malkovich, presenta il duo Igudesman e Joo, autori e interpreti di A little nightmare music, “Un piccolo incubo musicale”. Due musicisti che hanno travolto il mondo con i loro spettacoli, un’esilarante miscela di musica classica, commedia e cultura popolare. I loro show hanno spopolato su YouTube grazie agli oltre 28 milioni di contatti ricevuti. A loro agio in ogni situazione: in una camera da concerto, in uno stadio con 18 mila spettatori, nelle televisioni di molti Paesi. Il tutto continuando a coltivare il sogno di rendere la musica classica accessibile a un pubblico più giovane e numeroso. Una tournée, quella di A little nightmare music, che ha visto negli anni le collaborazioni di grandi nomi della musica classica come Emanuel Ax, Joshua Bell, Janine Jansen, Gidon Kremer, Mischa Maisky, Viktoria Mullova e Julian Rachlin e altri artisti che hanno fatto irruzione nei loro pazzi sketch, come l’ex James Bond, Roger Moore, e appunto John Malkovich.

dal 20 al 24 novembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
SERVO PER DUE
Di: Richard Bean
liberamente tratto da “Il servitore di due padroni” di Carlo Goldoni
tradotto e adattato da Pierfrancesco Favino, Paolo Sassanelli, Marit Nissen e Simonetta Solder
Regia: Pierfrancesco Favino e Paolo Sassanelli
Con: gli attori del Gruppo DANNY ROSE: Bruno Armando, Gianluca Bazzoli, Ugo Dighero, Pierfrancesco Favino, Anna Ferzetti, Giampiero Judica, Marit Nissen, Diego Ribon, Eleonora Russo, Fabrizia Sacchi, Luciano Scarpa, Thomas Trabacchi, Roberto Zibetti
il ruolo del servo è interpretato da Pierfrancesco Favino

Il servitore di due padroni, che Carlo Goldoni scrisse nel 1743 è uno dei capolavori assoluti della storia del teatro, un gioiello reso immortale dalla splendida edizione strehleriana del 1947, tuttora in repertorio al Piccolo Teatro di Milano, rappresentata in tutto il mondo e applaudita nel 2007 anche al Politeama Rossetti, con Ferruccio Soleri magistrale Arlecchino.
Ma ciò che rende sempre vivo e interessante il teatro è la possibilità di rileggere ogni capolavoro seguendo inediti percorsi creativi e generando nuove interpretazioni: nulla in quest’arte rimane dunque immobile. E così – grazie a Richard Bean, affermato commediografo inglese – anche il testo goldoniano diviene oggetto di una nuova riflessione e rivive in One Man, Two Guvnors accolto con clamoroso successo in Inghilterra, dove al debutto nel 2011 al National Theatre di Londra per la regia di Nicholas Hytner sono seguiti un tour nazionale, tante repliche nel West End, molti premi e l’anno successivo l’esordio a Broadway.
Grazie a Pierfrancesco Favino – uno degli attori di maggior talento impostosi negli ultimi anni anche a livello internazionale, vincente sul grande e sul piccolo schermo come sul palcoscenico, che sarà per la prima volta ospite al Teatro Stabile regionale – Servo per due arriva in Italia e diviene il fulcro di un progetto sulla Commedia dell’Arte rivisitata in chiave moderna.

dal 26 al 1° dicembre 2013 – Teatro Miela
NATALE IN CASA CUPIELLO
Di: Eduardo De Filippo
adattamento di Fausto Russo Alesi
Regia: Fausto Russo Alesi
Con: Fausto Russo Alesi

Solo in una stanza piena di crepe, dove tutto è pericolante, come gli affetti e le relazioni di chi la abita: qui incontreremo Fausto Russo Alesi, che con assoluto talento, ma anche con prodezza e professionalità altissime, trasforma il capolavoro eduardiano in un “assolo”. Una scelta ponderata, che ha richiesto un attento lavoro di adattamento: ne risultano un’incredibile fedeltà al testo originale e l’effetto straniante di un unico interprete “posseduto” da tutti i personaggi della commedia, che in effetti è commedia dell’autoillusione, della “non comunicazione” della solitudine, anche se ne è protagonista una famiglia.
Il padre, Luca Cupiello, è uomo mite e vive convinto che tutto, nella sua famiglia, vada bene. In realtà, complice la moglie Concetta, si impedisce di vedere una serie di dolorose catastrofi: il fallimento professionale dei suoi figli, il naufragio del matrimonio della figlia che ha un amante… Luca preferisce perdersi nel presepe, che ama preparare con cura, invece di reagire. Quando a Natale scoprirà il reale stato delle cose avrà un crollo, ne morirà addirittura, illudendosi ancora, nell’ultimo istante di vita, che tutto si sia ricomposto. «Nella famiglia di Luca Cupiello – spiega Alesi – il flusso di parole e di emozioni si è interrotto, si è creato un vuoto: non si dialoga più, si monologa». Ragionamenti che hanno indotto l’artista a questa rilettura ardita e attuale in cui si rappresenta una “moltitudine di solitudini” e in cui egli dà ad ognuna corpo, voce, dramma. È straordinaria la prova d’attore di Fausto Russo Alesi, protagonista di uno dei momenti di teatro più affascinanti, fra le novità dell’ultimo anno.

dal 28 novembre al 1° dicembre 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
BLAM!
Di: sceneggiatura di Kristján Ingimarsson & Jesper Pedersen
Regia: Kristján Ingimarsson & Simon K. Boberg
Con: Kristján Ingimarsson, Lars Gregersen, Didier Oberlé, Janus Elsig
Swing: Kasper Ravnhøj, Eos Karlsson

Vi è mai venuta la tentazione, durante un grigio pomeriggio in ufficio, di lanciare un aeroplano di carta per cercare di colpire – di nascosto dal capo – un collega concentrato sulla propria routine quotidiana? O vi è mai capitato di staccare la spina durante una noiosa riunione di lavoro e di incrociare gli occhi di chi è seduto di fronte a voi, capendo che sta pensando esattamente la stessa cosa, cioè di non essere minimamente interessato a quello di cui si sta animatamente discutendo… Allora Blam! è lo show che fa per voi, e vi farà vedere tutto quello che il vostro inconscio avrebbe voluto farvi fare in ufficio, ma che voi non avete mai avuto il coraggio di fare.
Applaudito da pubblico e critica per due stagioni a Copenaghen, Blam! ha conquistato la ribalta internazionale nell’agosto scorso, divenendo la rivelazione del Festival di Edimburgo 2013: la critica inglese lo ha definito “un capolavoro di comicità” (The Independent) e il pubblico ha tributato ai quattro scatenati artisti, capitanati dall’islandese Kristján Ingimarsson, delle vere e proprie standing ovation a ogni singola replica. Blam! arriva per la prima volta in Italia per un breve tour che segue di poche settimane una lunga tenitura al prestigioso Sadler’s Wells a Londra, e sarà senza dubbio una delle più gustose sorprese della nuova stagione del Rossetti.

martedì 3 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
SPELLBOUND CONTEMPORARY BALLET – LE QUATTRO STAGIONI
Di: coreografia e set concept: Mauro Astolfi
Con: Maria Cossu, Marianna Ombrosi, Alessandra Chirulli, Giuliana Mele, Gaia Mattioli, Sofia Barbiero, Mario Laterza, Giacomo Todeschi, Giovanni La Rocca

«Le “mie” Quattro Stagioni abitano fuori e dentro un piccolo spazio, che si innalza, trascina e soffoca a momenti… ma che ripara, unisce, protegge» spiega nelle sue note al balletto il coreografo Mauro Astolfi, direttore di Spellbound Contemporary Ballet. «Sembra una casetta, ma è una nave, un albero… un posto misterioso da cui osservare le stagioni che mutano, un posto da dove partecipare in prima persona al ciclo della natura che si rinnova… e l’autunno, non solo foglie che cadono, la primavera, non solo fiori che spuntano… ma una natura dentro di noi, un rituale magico primordiale…».
Sulle note degli archi vorticosi e trascinanti di Vivaldi, saranno queste le immagini evocate dai nove ballerini – tutti di eccellente preparazione tecnica – di questa compagnia, che per la prima volta si propone al pubblico dello Stabile regionale.
Fondato dallo stesso Astolfi nel 1994, lo Spellbound Contemporary Ballet si colloca attualmente fra le compagnie di danza italiane più competitive sul piano dell’offerta internazionale: ne è dimostrazione la sua attività all’estero con esibizioni in molti Paesi europei oltre a quelle inserite in cinque recenti settimane di tour negli Stati Uniti.

dal 3 all’8 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
CLÔTURE DE L’AMOUR
Di: Pascal Rambert
traduzione di Bruna Filippi
Regia: Pascal Rambert
Con: Luca Lazzareschi, Tamara Balducci

Pascal Rambert, autore, regista e attuale direttore del Théâtre de Gennevilliers – centro nazionale di produzione contemporanea – porta anche in Italia il suo Clôture de l’amour (Finale d’amore) adattandolo, con l’aiuto di un traduttore, alla lingua italiana per i due interpreti Luca Lazzareschi – che il pubblico ha apprezzato spesso diretto da Calenda e lo scorso anno in Rain Man – e Tamara Balducci. Siamo davanti a una rottura tra due amanti. Il confronto finale, quello in cui si cerca di capire le ragioni della fine della storia d’amore. Ma non, come spesso accade, urlandosi addosso, cercando di sovrastare la voce e le ragioni dell’altro. Prima parla l’uomo, che ha deciso di mettere una pietra sopra il loro rapporto nonostante i tanti anni passati insieme e i figli, e poi tocca alla donna. Due monologhi con il loro flusso ininterrotto di parole taglienti e sempre più ordinate e razionali. Una metafora ben riuscita della mancanza di dialogo che si era creata tra i due ex innamorati e che ha portato alla fine del loro rapporto. Più razionale il personaggio di Lazzareschi, che analizza e giustifica i suoi sentimenti. Mentre più veloce e concreto appare lo sfogo della Balducci. Lo stesso Pascal Rambert ha curato la regia, la drammaturgia e le luci, spiegando: «Non sono un regista che mette in scena testi di altri autori, da tantissimo tempo dirigo spettacoli con i miei testi, quindi per me fare un oggetto d’arte non è soltanto scrivere, non è solo fare le luci, fare la regia , per me fare un oggetto d’arte come una pièce teatrale, è concepire tutto dalla A alla Z, proponendo una coerenza formale ed energetica allo spettatore».

mercoledì 4 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
LA VERA STORIA DI TRAVIATA
Di: Corrado Augias
Regia: Stefano Mazzonis di Pralafera
Con: Corrado Augias (voce narrante) e Giuseppe Fausto Modugno (pianoforte e voce)

«È strano! È strano! In core/Scolpiti ho quegli accenti!/ Sarìa per me sventura un serio amore?/Che risolvi, o turbata anima mia?/Null’uomo ancora t’accendeva… O gioia/ Ch’io non conobbi, essere amata amando!/ E sdegnarla poss’io?/ Per l’aride follie del viver mio?»… C’è tutto il dramma di Violetta in questi versi di Francesco Maria Piave, magistralmente musicati da Giuseppe Verdi in Traviata. È il dilemma di una giovane donna, nata poverissima e giunta agli agi della meravigliosa Parigi dell’Ottocento, come mantenuta. Per una come lei, era questa la sola possibilità: soffocare i sentimenti per vivere e morire fra voluttà vuote. Ma non saprà resistere alla gioia rara di “essere amata amando” ed eccola cedere, toccante e inerme, a un amore che sarà il suo riscatto ma anche la sua sventura. L’opera verdiana appassiona e conquista con immutata potenza, fin dal suo discusso debutto nel 1853. E diviene oggetto di una riflessione – fra narrazione, musica e canto – del grande giornalista Corrado Augias (che già in passato ci ha conquistato con le sue “incursioni” teatrali) accompagnato da Giuseppe Fausto Modugno (pianoforte e voce). Il capolavoro verdiano giunge alla scena quasi direttamente “dalla vita”: quella dello scrittore Alexandre Dumas fils che racconta in un emozionante romanzo la propria tempestosa relazione con una giovane cocotte di lusso, morta giovanissima di tisi. Da qui nasce una riduzione teatrale che Verdi vede e assieme a Piave, fa propria. Una storia ispirata dalla vita ma – e questo affascina – doppiamente filtrata sul piano artistico: parabola commovente e terribile di un amore sullo sfondo del cinismo, del capriccio e del lusso del bel mondo parigino.

giovedì 5 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
LUDOVICO EINAUDI “IN A TIME LAPSE
Con: Ludovico Einaudi con i violinisti Alice Costamagna, Svetlana Fomina, Federico Mecozzi e Caterina Boldrini; alle viole Antonio Leofreddi e Laura Riccardi; al violoncello Marco Decimo e Redi Hasa; alle percussioni Riccardo Laganà.
I live electronics saranno a cura di Alberto Fabris con l’ausilio del multistrumentista Francesco Arcuri

Ludovico Einaudi, compositore e pianista italiano, largamente conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, tornerà in Friuli Venezia Giulia con il fortunato In a Time Lapse Tour, tournée mondiale partita lo scorso febbraio, che ha visto l’artista protagonista sui palchi di tutto il mondo, registrando quasi ovunque il tutto esaurito, dall’Olympia di Parigi alla Philarmonie di Monaco, passando per il doppio sold out agli Arcimboldi di Milano. A maggio il suo viaggio musicale ha toccato con successo anche Usa, Canada e Cina in alcuni fra i teatri più prestigiosi del mondo, da Montreal a Toronto, da New York a San Francisco, passando per Los Angeles e arrivando fino a Pechino per quattro attesissimi concerti. A quasi tre anni dall’ultima apparizione Ludovico Einaudi si prepara ora a tornare in Friuli Venezia Giulia, con questo nuovo raffinato concerto, che sicuramente incanterà il pubblico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

dal 6 all’8 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
THE COUNTRY
Di: Martin Crimp
traduzione di Alessandra Serra
Regia: Roberto Andò
Con: Laura Morante, Gigio Alberti e Stefania Ugomari Di Blas

«Leggendo The Country, dapprima nella bella traduzione di Alessandra Serra, poi nell’originale inglese – scrive Roberto Andò nelle sue note di regia – ho avuto la conferma di un autore di prima grandezza, col dono di una scrittura magistrale. Nella casa in campagna in cui ha convocato i tre personaggi della sua commedia, Corinne, Richard e Rebecca, Martin Crimp muove il mistero a partire da un incidente che fa da antefatto all’azione. Richard ha trovato una giovane donna svenuta per strada e l’ha portata in casa, la moglie Corinne ha il dubbio che lui la conoscesse già e da qui, passo dopo passo, lo spettatore verrà informato che la coppia è da tempo ostaggio di un altro ospite inquietante. Una storia di menzogne, di persone legate da inesplicabili sottomissioni, da torbide attrazioni sbilanciate, una storia d’amore tra un uomo e una donna in attesa di redenzione».
Fin da questa sintesi raccontata dal regista, The Country si preannuncia intrigante e sorprendente, come tutta la drammaturgia di Crimp, autore inglese emerso negli anni Ottanta e ascritto a buon diritto nel Gotha dei drammaturghi contemporanei. I suoi scritti hanno influenzato autori come Sarah Kane e tengono conto della fondamentale lezione di Harold Pinter e Samuel Beckett…

martedì 10 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
SLOVAK NATIONAL BALLET – LÙČNICA
Di: direttore artistico e coreografo Prof. Štefán Nosál’
direttore Mgr. Art. Marian Turner
Assistente coreografo e maestro di ballo: Mikuláš Sivý Maestri di ballo: Ivana Majerová, Stanislav Marišler

Sono grandi l’amore e l’attenzione che, soprattutto nei Paesi dell’Est dell’Europa, vengono dedicati alle tradizioni canore, musicali e folcloristiche che rappresentano un patrimonio inestimabile sia sul piano artistico che culturale.
Una punta di diamante in quest’ambito è il Balletto Nazionale Slovacco Lúcnica che è ufficialmente l’emblema della cultura della Repubblica Slovacca nel mondo ed è stato applaudito a Broadway, alla Royal Opera House ed anche nell’ambito delle recenti Olimpiadi di Londra. Sarà un’occasione imperdibile quella di poterlo ammirare sul palcoscenico del Politeama Rossetti.
La formazione è veramente notevole: composta da giovani artisti che si distinguono per la tecnica brillante e le straordinarie abilità interpretative, affronta un repertorio molto vario e complesso improntando ogni esecuzione alla perfezione, alla leggiadria e all’entusiasmo.
Ma non sono soltanto le articolatissime coreografie, filologicamente restituite, a calamitare l’attenzione del pubblico: lo spettacolo del Balletto Nazionale Lúcnica possiede un’ulteriore dimensione molto affascinante. Si tratta dei costumi, preziosi e fedeli alla tradizione, che incantano per la ricchezza dei colori, dei ricami finissimi, dei dettagli decorativi molto graziosi.
Il gruppo di danzatori esegue balli molto dinamici su musiche dal vivo: li accompagna infatti l’orchestra “Il violino d’oro”, composta da otto brillanti professionisti che si esprimono in accesi virtuosismi con i più tipici strumenti musicali slovacchi.

dall’11 al 15 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
LA TORRE D’AVORIO
Di: Ronald Harwood
traduzione di Masolino d’Amico
Regia: Luca Zingaretti
Con: Luca Zingaretti, Massimo de Francovich, Peppino Mazzotta, Gianluigi Fogacci, Francesca Ciocchetti, Caterina Gramaglia

L’atto di resa incondizionata della Germania, è datato 8 maggio 1945: dopo i bombardamenti, dello splendore di Berlino restano soltanto macerie e desolazione. Il 26 maggio però i Berliner Philharmoniker tengono in città il loro primo concerto del periodo postbellico: una commovente metafora della volontà di rinascita, di armonia, di bellezza dopo la voragine più buia della storia… Forse il celebre direttore d’orchestra Wilhelm Furtwängler percepiva questo sentimento, quando sceglieva ostinatamente di non seguire, durante la guerra, l’esodo di molti illustri intellettuali e di tenere accesa in patria – seppure in tempi opprimenti – la fiaccola dell’arte e della cultura.
«Sapevo che la Germania era in una situazione terribile – dichiarò l’artista in propria difesa – io mi sono sentito responsabile per la musica tedesca, ed è stato mio compito farla sopravvivere a questa situazione, per quanto ho potuto. La preoccupazione per il fatto che la mia musica potesse essere usata dalla propaganda ha dovuto cedere alla preoccupazione più grande di conservare la musica tedesca, di farla ascoltare al popolo tedesco. Questo popolo, compatriota di Beethoven, Mozart e Schubert…».

dall’11 al 13 dicembre 2013 – Teatro Miela
BENIAMINO
Di: Steve J. Spears
Regia: Giancarlo Sepe
Con: Ennio Fantastichini
voce al telefono di Pino Tufillaro

Due temi di grandissima attualità quelli affrontati da Ennio Fantastichini in Beniamino: l’omofobia e la pedofilia. Lo spettacolo vanta la regia di Giancarlo Sepe, regista molto attento all’ambito della drammaturgia internazionale. Nell’opera che ha reso celebre Steve J. Spears – The elocution of Benjamin Franklin il titolo originale – un professore di eloquenza shakespeariana per vivere toglie le pronunce sbagliate, i difetti come la “zeppola” o la “esse sibilante” e la balbuzie alle signore e ai ragazzi del suo paesino australiano, Toorak. Quello che nessuno sa è che il professore è omosessuale, ma è stato sempre molto abile a nasconderlo grazie a una vita privata inesistente; solo il suo caro amico Bruce, anche lui omosessuale, ne è a conoscenza e raccoglie i suoi sfoghi al telefono (voce di Pino Tufillaro). Tutto però cambia quando un dodicenne di chiare tendenze omosessuali, chiede al professore di aiutarlo con il suo difetto… la balbuzie. Tra il professore e Beniamino, questo il nome del giovane, nasce l’amore. Ma nel 1976, data della pubblicazione dell’opera e in cui si svolge la vicenda, come purtroppo accade ovunque ancora oggi, l’omosessualità non è compresa dalla gente di Toorak, e la minore età del ragazzo appare un’ulteriore aggravante. Così il professore subisce l’umiliazione dell’accusa, del linciaggio e del carcere a causa di un presunto abuso sessuale ai danni dell’allievo… Il caso vuole che Ennio Fantastichini abbia vinto nel 2010 il Nastro d’Argento come migliore attore non protagonista nel film di Ferzan Özpetek Mine vaganti, in cui recitava nei panni di un padre di famiglia che caccia di casa il figlio appena dichiaratosi omosessuale.

lunedì 16 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
GALA’ DELL’OPERETTA E DEL MUSICAL

Una grande festa con gli interpreti dell’operetta. Così si presenta il gala che a dicembre rinverdirà i ricordi dell’epoca d’oro e d’argento dell’operetta viennese ed ungherese. Cantanti vecchi e nuovi, assieme per rendere omaggio alla piccola lirica, che Trieste ha nel cuore e lo ha dimostrato, partecipando calorosamente ai tanti concerti, celebrati al Caffè degli Specchi da maggio ad ottobre di quest’anno, sotto il titolo di A Trieste con l’Operetta, e che hanno visto una partecipazione attiva di numerosi turisti in visita alla città di diverse nazionalità.
A dirigere l’orchestra il maestro Romolo Gessi che intende ricalcare i grandi successi di Gold und Silber, concerti di grande successo che nei primi anni del nuovo millennio hanno riempito la platea del Politeama Rossetti e di altri teatri regionali.

martedì 17 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
ANGELO PINTUS – 50 SFUMATURE DI PINTUS
Con: Angelo Pintus

Siamo forse davanti a un altro capitolo della trilogia di romanzi erotici di E. L. James, di grande successo, il cui primo libro – Cinquanta sfumature di grigio – diventerà a breve un film? Certo che no, ma sicuramente Angelo Pintus ne ha tratto spunto per il suo nuovo tour teatrale intitolato proprio 50 Sfumature di Pintus.

mercoledì 18 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
GABER SE FOSSE GABER
Regia: Andrea Scanzi
Con: Andrea Scanzi

Gaber, se fosse Gaber è scritto è interpretato dal giornalista e scrittore Andrea Scanzi. In 90 minuti il pubblico assiste allo scorrere d’immagini e filmati – spesso inediti – ai quali si alterna l’analisi di Scanzi, fino a diventare protagonista.
Così il Signor G continua ad emozionare chi lo ha conosciuto e amato, ma soprattutto coinvolge quel pubblico giovane che non lo ha potuto conoscere. Gaber se fosse Gaber è valso a Scanzi – firma eclettica del Fatto Quotidiano e MicroMega, autore per la Feltrinelli e volto televisivo su La7 – il premio Lunezia 2013, riconoscimento che viene assegnato ogni estate a Carrara al valore letterario-musicale delle canzoni italiane. Uno spettacolo in cui l’autore sceglie, nella vasta produzione dell’artista milanese, di soffermarsi maggiormente sul Teatro-Canzone, da cui trae brani come “Quando è moda è moda”, “Qualcuno era comunista”, “Io se fossi Dio”, analizzando, quasi come in una “lezione teatrale”, le cifre di Gaber. Lo spettacolo è prodotto e proposto dalla Fondazione Gaber al fine di contribuire a mantenere vive le coscienze, scuotendole e diffondendo il messaggio gaberiano fra le nuove generazioni. Dopo Far finta di essere G… messo in scena la scorsa stagione dal duo Scuda-Calabrese, E pensare che c’era il pensiero con Maddalena Crippa e Un certo Signor G con Neri Marcorè, lo Stabile del Friuli Venezia Giulia ancora una volta ha deciso di celebrare una serata all’insegna di Giorgio Gaber visto l’apprezzamento e il legame che unisce l’artista a Trieste e ai triestini, tanto da intitolargli un tratto di via proprio davanti al Politeama Rossetti.

dal 19 al 22 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
PENSO CHE UN SOGNO COSI’…
Di: Giuseppe Fiorello e Vittorio Moroni
Regia: Giampiero Solari
Con: Giuseppe Fiorello

È stato dirompente l’incontro fra Giuseppe Fiorello e Domenico Modugno sbocciato, lo scorso febbraio, nel trionfo della miniserie televisiva Volare – La grande storia di Domenico Modugno.
Due personalità che continueranno in qualche modo a “parlarsi” anche sui maggiori palcoscenici italiani, che in questa stagione ospiteranno Penso che un sogno così… uno show di parole, canzoni e naturalmente di musica dal vivo, concepito come «(…) un semplice omaggio personale e affettuoso – scrive Giuseppe Fiorello – ad un ragazzo del Sud che come me ha inseguito sogni e passioni, il cinema e la musica. Ma non sarà soltanto un viaggio nella vita di Mimì, sarà anche l’occasione per raccontare fatti, storie e personaggi di un tempo passato felice».

dal 20 al 22 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
TOTÒ E VICÉ
Di: Franco Scaldati
Regia: Enzo Vetrano e Stefano Randisi
Con: Enzo Vetrano e Stefano Randisi

Un grande attore. Un grande poeta. Un grande drammaturgo. Franco Scaldati a giugno ha lasciato un vuoto nel mondo del teatro italiano. Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia sceglie di ricordare l’autore palermitano con una delle sue opere più poetiche: Totò e Vicé. A rappresentare i due clochard sono, rispettivamente, Stefano Randisi ed Enzo Vetrano, legati da una collaborazione artistica trentennale sui palcoscenici, sia come attori che come registi.
Da una forte amicizia sono uniti anche i due protagonisti, Totò e Vicé, che, passati a miglior vita, con addosso i loro cappotti sgualciti di clochard, e in mano le loro valigie di cartone, si incontreranno su una panchina di legno a filosofeggiare su questioni banali…
Entreranno in uno spazio e in un tempo indefiniti, tra cielo e natura, vivranno dei frammenti di sogni, in uno spettacolo che in ogni momento evoca i sentimenti dell’amicizia e della solidarietà, quelli più puri, quelli che mai fanno sentire una persona sola, né in vita né dopo la morte. Così Rodolfo Di Giammarco ha commentato sulle colonne di Repubblica la rappresentazione: «Il teatro, il vero teatro che ti toglie il fiato, il teatro che non distingue tra vivi e morti, il teatro che ti sfugge di mano e intanto però ti insegna il mistero dell’amore, il teatro che mette in scena due poveri cristi in una penombra di lumini e modeste luminarie e di fatto ti fa sentire l’insopportabile luce della felicità (…) che ti riempie l’anima fino alla commozione più rara, questo teatro l’abbiamo conosciuto come un miraggio con Enzo Vetrano e Stefano Randisi».

lunedì 23 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
WALT WHITMAN AND THE SOUL CHILDREN OF CHICAGO

“Educate the minds, elevate the spirits, and illuminate the souls of our youth”. Questo il motto del Walt Whitman & The soul children of Chicago. “Educare le menti, elevare gli spiriti, e illuminare le anime dei nostri giovani” è proprio la missione che Whitman si è dato trent’anni fa, quando iniziò a coinvolgere i bambini di Chicago in un progetto di recupero e di speranza.
Una missione che porta avanti con orgoglio e convinzione ancora oggi in America, in un’epoca di violenza, droghe e povertà. Un’epoca in cui una ragazza su quattro resta incinta prima dei 20 anni; tempi in cui un bambino nato in una famiglia monoparentale è più probabile che vada in prigione piuttosto che all’università; un mondo in cui il suicidio è la terza causa di morte dei giovani tra i 19 e 24 anni. Walt Whitman & The soul children of Chicago, un coro di giovani di Chicago, tra i 7 e i 17 anni, riescono, con la loro musica, voci ed energia, a incoraggiare i giovani, a dar loro speranza e ispirazione in un mondo pieno di sfide e disperazione. Un programma per la gioventù dell’estesa area della città statunitense che ha già influito positivamente sulle vite di migliaia di ragazzi attraverso la musica.

sabato 28 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
BALLETTO DI MOSCA “LA CLASSIQUE” – LO SCHIACCIANOCI (fuori abb.)
Di: musiche di Pëtr Il’ic Ciajkovskij coreografie di Marius Petipa
rivisitate da V.Kovtun
Con: E. Shalyapina, N.Ivanova, E. Migunov, A.Tarasov, S.Kuptsov, D.Smirnov, e i ballerini del Moscow Ballet “La Classique”

Come da tradizione, lo Stabile del Friuli Venezia Giulia chiude l’anno solare con un balletto russo… anzi due. Ancora una volta sarà il Balletto di Mosca “La Classique” a portare la magica atmosfera del Natale sul palco del Politeama Rossetti.
La compagnia russa da diverse stagioni porta in scena titoli del grande repertorio classico: quest’anno la scelta cade su Lo Schiaccianoci e La bella addormentata di Pëtr Il’ic Ciajkovskij. Fondato nel 1990 da Elik Melikov, che ne è tuttora il direttore artistico, e da Nadeja Pavlova, il Balletto di Mosca “La Classique” si pone come un baluardo della secolare tradizione della danse d’école che viene però liberata dai più obsoleti formalismi per ritrovare un feeling profondo con il gusto del pubblico attuale. La compagnia è composta da circa cinquanta elementi di elevato talento provenienti dalle migliori accademie e scuole come il Bolshoi di Mosca, il Kirov di San Pietroburgo, i Ballets Theatres di Kiev e Odessa.
È un classico natalizio Lo Schiaccianoci: il magico sogno di Clara e il suo Schiaccianoci soldato che si animerà per lottare contro il Re Topo e poi accompagnarla nel Regno della fata Confetto. L’incanto del Valzer dei Fiori, della Danza dei Fiocchi di Neve e della Danza Russa, emblema della tradizione sia per i costumi che per le sonorità, si scioglieranno nel gran finale che promette gioia e stupore attaverso la grazia sublime e la perfezione del grand pas de deux che resta la summa dell’arte e del talento dei raffinati solisti.

domenica 29 dicembre 2013 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
BALLETTO DI MOSCA “LA CLASSIQUE” – LA BELLA ADDORMENTATA (fuori abb.)
Di: musiche di Pëtr Il’ic Ciajkovskij coreografie di Marius Petipa
Con: E. Shalyapina, N.Ivanova, A.Tarasov, S.Kuptsov, D.Smirnov, e i ballerini del Moscow Ballet “La Classique”

La bella addormentata è una delle più famose partiture di balletto che Ciajkovskij compose fra il 1888 e il 1889. Fin dal debutto lo spettacolo fu accolto con entusiasmo e a tutt’oggi lo si considera come un’apoteosi del repertorio classico perchè la musica offre alla coreografia l’opportunità di autentici pezzi di bravura che richiedono abilità virtuosistica e purissima tecnica accademica: un banco di prova per ogni corpo di ballo.
La storia s’ispira all’omonima favola di Perrault e racconta della principessa Aurora che per un incantesimo della maga Carabosse, si punge con un fuso e cade in un sonno profondo assieme a tutto il suo regno. Passano oltre cent’anni prima che qualcuno venga attratto dalla buona fata dei Lillà nel castello addormentato. È il principe Desiré che appena vede la bella principessa se ne innamora perdutamente e la bacia, spezzando così il sortilegio di Carabosse. La festa di nozze fra Aurora e Desiré è uno dei momenti più belli e gioiosi che il balletto possa offrire: vi partecipano in una meravigliosa sfilata di passi complicati e piroette molti personaggi delle favole di Perrault.

dall’ 8 al 12 gennaio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
LA SCENA
Di: Cristina Comencini
Regia: Cristina Comencini
Con: Angela Finocchiaro, Maria Amelia Monti e Stefano Annoni

«Ho sempre pensato di scrivere per il teatro. La mia esperienza di regista-scrittrice mi ha fatto riflettere sulle distanze e le vicinanze tra le parole del cinema, della letteratura, del teatro, sulla possibile contaminazione tra queste diverse forme di drammaturgia» ha dichiarato Cristina Comencini, figlia d’arte, scrittrice incisiva, regista sensibile.
Il suo esordio sul palcoscenico da autrice e regista di Due partite – un viaggio nell’universo femminile interpretato da Margherita Buy, Isabella Ferrari, Marina Massironi e Valeria Milillo – ha rappresentato nel 2006 uno degli eventi di quella stagione. Ed ora è nuovamente il mondo della donna ad attrarre il suo sguardo, che ne La scena si concentra sui sentimenti e le inquietudini di due amiche mature e sulla comica e un po’ stonata “immersione” nella loro realtà di un trentenne, che svelerà inattese pulsioni e fragilità.
Un testo che diverte e coinvolge, toccante e attualissimo, che vede nuovamente uniti nel progetto di produzione – dopo il successo di Hedda Gabler – il Teatro Stabile e la compagnia Enfi Teatro. La piéce trova in Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti due interpreti accordate alla perfezione, in grado di dipingere i rispettivi personaggi con profondità, ma anche con la necessaria dose di umorismo. A scompaginare il loro orizzonte, è la presenza di Stefano Annoni, spiritoso e credibile nei panni del giovane “intruso”.
La Comencini immagina che le due amiche s’incontrino una domenica mattina: Lucia, attrice, ripete aiutata da Maria un monologo che reciterà l’indomani.

dal 9 al 12 gennaio 2014 - Politeama Rossetti, Sala Bartoli
IL TORMENTO E L’ESTASI DI STEVE JOBS
Di: Mike Daisey
traduzione e adattamento di: Enrico Luttmann
Regia: Giampiero Solari
video: Cristina Redini
luci: Paolo Giovanazzi
Con: Fulvio Falzarano

Un pubblico eterogeneo ha affollato – nella passata stagione – ogni replica de Il tormento e l’estasi di Steve Jobs di Mike Daisey, che lo Stabile ha affidato alla regia di Giampiero Solari e all’interpretazione di Fulvio Falzarano.
Un ritratto per nulla agiografico di un’icona del XXI secolo, che con il proprio ingegno, risolutezza, egocentrismo è riuscito a cambiare la vita sul pianeta… Oltre all’estetica e agli agi della sua tecnologia è stata determinante l’utopia di Jobs: una scarica di adrenalina per la nostra civiltà, basti pensare al suo celebre discorso alla Stanford University, «Siate affamati. Siate folli» esortazioni a non omologarsi, ad osare. Come accade sempre per figure tanto straordinarie, anche quella di Jobs – e ancor più della sua Apple – presenta però dei lati oscuri e Mike Daisey, coraggioso drammaturgo americano, li evidenzia in un testo dinamico e acutamente critico. Il suo debutto italiano a Trieste ha suscitato interesse ed ora il lavoro replicherà in tour a Roma e Milano: prima però una partenza “in sede”, anche per dare nuovamente l’opportunità di “partecipare” a un tipo di teatro, che si fa strumento di discussione viva e che ha suscitato notevoli reazioni polemiche al seguito delle quali sia Apple, sia l’autore hanno dovuto fare qualche precisazione. L’assunto infatti è delicato e affianca gli straordinari risultati della nuova tecnologia al “prezzo da pagare” per essi. Altissimo, se si guarda alle disumane condizioni di lavoro nelle fabbriche di Shenzen in Cina dove i pezzi dei nostri i-phone e i-pad vengono assemblati da un vero e proprio “ingranaggio” umano.

dal 14 al 18 gennaio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
MARATONA DI NEW YORK
Di: Edoardo Erba
Regia: Cristian Giammarini e Giorgio Lupano
Con: Cristian Giammarini e Giorgio Lupano

Per il terzo anno consecutivo va in scena al Politeama Rossetti un testo di Edoardo Erba. Dopo Roman e il suo cucciolo (2011) e Trote (2012), viene riproposto il suo celebre Maratona di New York, già a Trieste nel 2006. A correre e sudare sul palco saranno i due registi e protagonisti Cristian Giammarini e Giorgio Lupano: interpretano due amici, o fratelli, che di notte corrono in campagna, allenandosi per la gara amatoriale più famosa del mondo. All’inizio solo poche frasi, giusto per ingannare la fatica. Ma quando il ritmo si fa più intenso e il fiato comincia a mancare, ecco che le parole prendono il sopravvento. Due stili diversi di corsa che trasmettono due modi di essere e atteggiamenti diversi verso la vita: Mario (Giammarini) più scoordinato, meno elegante, ma libero; Steve (Lupano) preciso, rigido e sicuro di sè. Sullo sfondo si succederanno prima immagini di New York, la loro meta, poi quelle di ricordi che vanno sempre più a sfumare. Ricordi comuni e comuni incomprensioni di due maratoneti, ma alcuni piccoli particolari che non tornano rapiscono ancora di più l’attenzione del pubblico. Pian piano prendono forma i frammenti delle loro vite. Continuando a correre si giunge a un momento drammatico, e non per la fatica dovuta allo sforzo fisico. Le immagini sfocano nel buio, presagio di una tragedia da cogliere nelle frasi spezzate, nell’affanno del respiro, in un’immagine di lamiere che si accartocciano. Training di sport e assieme lavoro artistico sul palcoscenico, Maratona di New York è drammaturgia in tempo reale, agonismo formato scena, metafora di una vita da vivere come competizione, rabbia da consumare in fretta.

dal 15 al 19 gennaio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
CIRQUE ÉLOIZE “iD” in collaborazione con CIRQUE DU SOLEI
Regia: Jeannot Painchaud
Con: Ignacio Adarve, Lisa Eckert, Nicolas Fortin, Nadia Lumley, Justine Méthé-Crozat, Baptiste Montassier, Samuel “Sam Sung” Nadai, Conor Neall, Thibaut Philippe, Angel Sanchez, Ryan Shinji Murray, Jérémy St-Jean, Kim Sung Jin, Emi Vauthey, Kone Thong Vongpraseuth

Éloize è una parola che deriva dalle isole della Maddalena (Quebec, Canada) che significa “lampi di caldo all’orizzonte”. Una fonte d’ispirazione per i membri fondatori del Cirque Éloize: questi lampi infatti simboleggiano il calore e l’energia che alimentano lo spirito della compagnia. Protagonista del rinnovamento delle arti circensi, il Cirque Éloize dal 1993 crea performance cariche di magia. A 20 anni dalla sua fondazione, e dal suo omonimo show, resta sempre alla ricerca della perfezione artistica ed è una delle compagnie più importanti nelle arti circensi contemporanee. Una compagnia che fonda le sue basi sulla multidisciplinarietà dei suoi talentuosi artisti, esprimendo la sua natura innovatrice attraverso la teatralità e l’umanità, combinando le arti circensi con la musica, la danza e il teatro. Sono ben nove le produzioni firmate dal Cirque Éloise, nelle quali sono state presentate al pubblico più di 4.000 performance in più di 436 città di 36 Paesi, tanto da stregare anche il pubblico di Broadway. Dal 2010 la compagnia ha siglato un accordo di partnership con il Cirque du Soleil, la celebre compagnia canadese che ha prodotto alcuni degli spettacoli di maggior successo a livello internazionale.

dal 21 al 24 gennaio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
IO PROVO A VOLARE!
Di: Gianfranco Berardi
Regia: Gabriella Casolari
Con: Gianfranco Berardi, Davide Berardi (voce solista e chitarra), Giancarlo Pagliara (fisarmonica)

Ecco un nuovo omaggio a Domenico Modugno che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha voluto inserire nel cartellone di quest’anno. Dopo Penso che un sogno così… con protagonista Beppe Fiorello, anche Gianfranco Berardi celebra Domenico Modugno in Io provo a volare! Una drammaturgia originale, la sua, che a partire da cenni biografici del cantautore italiano e dalle suggestioni delle sue canzoni, racconta la vita di uno dei tanti giovani cresciuti in provincia e pronti, sull’onda del mito, ad affrontare ogni peripezia per realizzare il sogno di diventare artisti. In scena lo spirito di un custode di un teatrino di provincia, interpretato da Gianfranco Berardi, che, come un vecchio capocomico, torna in scena ogni notte, a mezzanotte. Accompagnato dai suoi musicisti – Davide Berardi, voce solista e chitarra, e Giancarlo Pagliara, fisarmonica – vaga all’interno del teatro su cui mosse i primi passi e nel quale rivivrà episodi della sua vita: sogni, incontri, stage, prove, fughe, la scuola, i lavori e poi l’amaro rientro al suo paese. Il testo è dello stesso Gianfranco Berardi che così introduce allo spettacolo: «Il sogno, la realtà, la percezione dell’uno e dell’altra che ognuno ha e di cui si convince giorno dopo giorno sempre di più. La presunzione, il cieco perseguimento delle proprie idee, la dura e spesso ipocrita realtà con cui scontrarsi. L’errore, base della ricerca, grande assente in una società che riconosce i prodotti finiti e competitivi piuttosto che i processi con i suoi naturali tempi di evoluzione (…) L’io, il sé, il sogno, la realtà, il teatro portale del sentire, dell’intuire, canale per diagnosticare e guarire»

dal 24 al 26 gennaio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
QUI E ORA
Di: Mattia Torre
Regia: Mattia Torre
Con: Valerio Mastandrea e Valerio Aprea

Nel 2007 Valerio Mastrandrea nel ruolo di protagonista e Mattia Torre come autore del testo ottennero alla Sala Bartoli una serie notevolissima di calorose accoglienze e di “sold out” con Migliore, un monologo cinico e sorprendente.
Qui e Ora, il lavoro che propongono quest’anno, possiede tutti i presupposti per ripetere quel trionfo: si tratta infatti di un dialogo fitto e ritmatissimo, in cui Torre parte da un evento purtroppo molto quotidiano per costruire una sorta di ritratto corrosivo e disincantato della nostra realtà. Ai due interpreti, il cui talento è fuori discussione (Valerio Mastrandrea è uno fra i più ricercati attori teatrali e cinematografici della sua generazione e Valerio Aprea, anch’egli già apprezzato al Rossetti, possiede accenti ironici e drammatici degni di attenzione) l’autore dedica una drammaturgia sottile, densa di battute, vibrazioni, colpi di scena su cui costruire ammirevoli prove di bravura.

mercoledì 28 gennaio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
PAOLO MIGONE – GLI UOMINI VENGONO DA MARTE LE DONNE DA VENERE
Di: Paul Dewandre
dal libro di John Gray
Con: Paolo Migone

Una cosa è sicura, gli uomini e le donne vivono su due pianeti diversi. Di certo, ognuno di noi si è già scontrato e irritato per i comportamenti incomprensibili dell’altro sesso. Le ragioni? Si pensa troppo spesso che l’altro funzioni come noi, dimenticando che è fondamentalmente diverso. «L’uomo è sequenziale. Quando cuoce la pasta, spesso attende dinanzi alla pentola fino a quando l’acqua bolle senza fare nient’altro; la donna, invece è multifunzionale, farà dieci cose allo stesso tempo, con il rischio di lasciare che l’acqua evapori…»
Il “professor” Paolo Migone ci spiega questa diversità nell’adattamento teatrale divertente ed educativo del best seller di John Gray, Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere (un testo tradotto in quaranta lingue, che ha venduto oltre 50 milioni di copie e fa parte dei libri più venduti al mondo). L’originalità dello spettacolo sta nel fatto che ricorda le principali differenze di funzionamento tra uomo e donna, sostenendosi su situazioni quotidiane che conosciamo tutti e tenendo presente il confronto fra ogni generazione.

dal 29 gennaio al 2 febbraio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
R III – RICCARDO TERZO
Di: di William Shakespeare
traduzione e adattamento di Vitaliano Trevisan
Regia: Alessandro Gassmann
Con: (in ordine di apparizione) Alessandro Gassmann (Riccardo), Mauro Marino (Edoardo, Stanley, Margherita), Giacomo Rosselli (Rivers, Catesby), Manrico Gammarota (Tyrrel), Emanuele Maria Basso (Carceriere, Richmond, Vescovo), Sabrina Knaflitz (Anna), Marco Cavicchioli (Clarence, Hastings, Messaggero), Marta Richeldi (Elisabetta), Sergio Meogrossi (Buckingham)
e con la partecipazione di Paila Pavese (Duchessa di York)

Fondamentale – spiega Gassmann nelle sue note – è stato l’apporto di Vitaliano Trevisan che ha curato una nuova traduzione e l’adattamento del testo: «Ci siamo trovati concordi nell’idea di trasmettere i molteplici significati di questo capolavoro attraverso una struttura lessicale diretta e priva di filtri, che liberasse l’opera da ragnatele linguistiche e ne restituisse tutta la complessità, la forza, la bellezza e la sua straordinaria attualità. Il “nostro” Riccardo, col suo violento furore, la sua feroce brama di potere, la sua follia omicida, la sua “diversità” dovrà colpire al cuore, emozionare e coinvolgere il pubblico di oggi (mi auguro in gran parte formato da giovani), trasportandolo in un viaggio affascinante e tragico, attraverso le pieghe oscure dell’inconscio e nelle “deformità” congenite dell’animo umano».
Una messinscena dunque autonoma, vitale che proclama in qualche modo fin dal titolo – RIII – Riccardo Terzo – questa sua sete di dialogo con il pubblico di oggi. Un intento in cui Alessandro Gassmann di certo riuscirà, ricorrendo alla creatività e alla freschezza del suo linguaggio registico. Le sue innovative soluzioni e chiavi di lettura infatti sono state molto gradite nelle sue prove più recenti, sempre dedicate alla drammaturgia contemporanea – e tutte ospitate al Rossetti – da La parola ai giurati, a Roman e il suo cucciolo, a Oscura immensità.
Come protagonista darà corpo a una figura dalla statura scenica gigantesca, cui Shakespeare affida la parte più estesa che abbia mai scritto (a parte quella di Amleto) e per cui concepisce un ruolo da eroe e antieroe insieme, manipolatore del destino altrui e del proprio, cattivo assoluto ma carismatico, vero emblema – come lo definisce Trevisan – del Teatro.
Scritto nel 1593 il dramma narra la fase finale della Guerra delle Due Rose e le insidie ordite da Riccardo di York, fratello del re Edoardo IV, per salire al trono d’Inghilterra.

dal 29 gennaio al 2 febbraio 2014 – Teatro Miela
IL REGISTRO DEI PECCATI
Regia: Moni Ovadia
Con: Moni Ovadia

È forte il legame tra Trieste e Moni Ovadia, poliedrico artista nato in Bulgaria da una famiglia ebraico-sefardita. Un legame tanto forte che Ovadia, nel 1998, scrisse, diresse e recitò Trieste, ebrei e… dintorni, un itinerario semiserio in forma di spettacolo sulla presenza ebraica in città, prodotto proprio dallo Stabile del Friuli Venezia Giulia.
E finalmente, a cinque anni dall’ultima apparizione al Rossetti con Le storie del signor Keuner ora vi fa ritorno. Scrittore, musicista e attore, Ovadia nel recital-reading Il registro dei peccati da lui ideato e interpretato, usa racconti, melopee, narrazioni e storielle per condurre lo spettatore dentro un mondo straordinario che è stato estirpato dal nostro paesaggio umano e spirituale. Il linguaggio più autentico con cui si espressero gli ebrei della diaspora ebraica fu quello del khassidismo, che è la celebrazione della fragilità umana e della sua bellezza. Sarà questo l’universo al centro del nuovo spettacolo.
Come sempre Ovadia ha deciso di alleggerire il peso dei contenuti con l’umorismo che lo caratterizza e che lui stesso ha definito in una recente intervista di Francesco Bellu, per Sassari Notizie «come un bagliore di luce che ci illumina. Ed è da qui che scaturisce la risata, perché ci sentiamo liberati. L’umorismo ebraico è paradossale in questo senso e serve a sconfiggere le brutalità e le arroganze del mondo che ci circonda».
Moni Ovadia è stato premiato nel 2012 dal Presidente della Repubblica Napolitano per la carriera artistica dedicata ai temi della pace e dell’integrazione delle culture.

dal 4 al 5 febbraio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
OBLIVION – OTHELLO, LA H E’ MUTA
Di: testi di Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
arrangiamenti musicali di Lorenzo Scuda
Con: gli Oblivion: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli
al piano Denis Biancucci

Anno domini 2013: Verdi compie 200 anni, Wagner compie 200 anni, gli Oblivion compiono 10 anni; 410 anni in totale che sottratti a 2013 ci portano nel 1603, quando Shakespeare scrisse il suo Othello. La prima opera di Verdi in cui si avverte chiaramente l’influsso di Wagner è proprio l’Otello.
Ecco che nel loro decimo anniversario gli Oblivion hanno deciso di accogliere la sfida lanciata dalla numerologia, dando vita a un evento eccezionale: Othello, la h è muta. Il doppio bicentenario Verdi-Wagner viene così “profanato” comicamente da una rivoluzionaria scoperta: la differenza tra l’Otello verdiano e quello shakespeariano, la “h”.
La classica vicenda shakespeariana prenderà pieghe del tutto inattese. Da Otello a BalOtello in tutti i Mori, in tutti i laghi… Potrà capitare che i personaggi verdiani si dimentichino i testi di Arrigo Boito per usare quelli di Mogol o di Zucchero. Un progetto speciale per i cinque eclettici attori e cantanti, diventati in poche stagioni beniamini del pubblico teatrale.

giovedì 6 febbraio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
GIOELE DIX – NASCOSTO DOVE C’E’ PIU’ LUCE
Di: Gioele Dix
Collaborazione ai testi: Andrea Midena
Con: Gioele Dix e Cecilia Delle Fratte

Dopo tre anni di fortunate tournée con il suo Dixplay (anche al Politema Rossetti nella stagione 2010-2011) e le felici regie di Oblivion Show, Oblivion Show 2.0 – Il sussidiario, Sogno di una notte di mezza estate e Oblivion Show 2.5 – Il gran finale (coproduzione dello Stabile regionale in scena a Trieste a maggio 2014), Gioele Dix si propone con il suo nuovo spettacolo Nascosto dove c’è più luce. Vi immagina un comico che addormentatosi sulla scena del suo spettacolo, si sveglia di soprassalto nel bel mezzo di un movimentato incubo e si ritrova catapultato in uno strano luogo, a cavallo fra immaginazione e realtà. Lì lo accoglie, per fargli da guida nel transito tra vita terrena e aldilà, un impertinente e gioioso angelo custode, che sarà interpretato dalla giovanissima attrice Cecilia Delle Fratte, al suo debutto teatrale. In questo curioso luogo tra le nuvole è custodita la “memoria esterna” dell’intera esistenza del comico. Come temeva (anche se in parte se lo augurava) tutto è stato archiviato e tutto ha un peso: le azioni, i pensieri, persino le intenzioni.

sabato 8 febbraio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
JE SUIS ELEONORA ABBAGNATO
Di: galà internazionale di danza a cura di Daniele Cipriani
video artisti: Ginevra Napoleoni e Massimiliano Siccardi
Con: Eleonora Abbagnato

È iniziato tutto con una favola: Roland Petit l’ha vista danzare bambina e l’ha voluta come interprete della “giovane Aurora” nella sua La Bella Addormentata nel bosco. E da qui come se attraversasse una favola, Eleonora Abbagnato ha percorso il mondo della danza, toccandone le vette più alte, fino alla recentissima proclamazione – “per acclamazione”, come è in uso nel teatro francese – ad Ètoile dell’Opéra di Parigi, il grado più alto che si possa raggiungere nella carriera di danzatrice. È il coronamento di un percorso straordinario, costruito con entusiasmo e tenacia, che «l’ha portata proprio dove voleva essere», come ha confidato nella sua autobiografia edita nel 2009.
Le bellissima e bravissima ballerina sarà al centro di un evento atteso e di grande rilievo nella stagione della Danza: il Gala Je suis Eleonora Abbagnato. Uno spettacolo concepito come una celebrazione della grande danza attraverso il talento di una delle sue protagoniste eccellenti, che per l’occasione si attornierà di alcuni fra i primi ballerini più ammirati nell’universo tersicoreo.

dal 11 al 16 febbraio 2014 (dal 18 al 20 febbraio presso il Teatro Miela) – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
LA COSCIENZA DI ZENO SPIEGATA AL POPOLO
Di: Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi, Paolo Rossi
Regia: Paolo Rossi
Con: Laura Bussani, Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi

Agli inizi del secolo scorso un pugno di uomini si ritrovò a scrivere la letteratura più moderna del loro tempo da Trieste. E proprio da Trieste parte l’ardita operazione di rilettura da parte di Paolo Rossi e del Pupkin Kabarett delle vite e delle opere di Svevo, Saba, Joyce e di molti altri scrittori e poeti irregolari e “ai confini di ogni Impero”. Solo loro, forse, potevano cimentarsi nella spericolata impresa di mescolare il vecchio e il nuovo e di unire il jazz e il blues alla letteratura e al cabaret. Preparatevi a un entusiasmante viaggio nelle scandalose pagine di Joyce, nella poesia e nel cinico umorismo di Saba e in quell’irresistibile vademecum delle nevrosi dell’uomo moderno che è La Coscienza di Zeno di Italo Svevo. Attori e musicisti sul palco e Paolino “Little King” Rossi in cabina di regia saranno agli occhi del pubblico, le guide in un elettrizzante e provocatorio itinerario tra cultura alta e cultura bassa, tra mito e realtà e in cui sarà sempre consigliabile perdere la rotta con scanzonata spregiudicatezza. Protagonisti della “spericolata impresa” saranno quelli del Pupkin Kabarett – Laura Bussani, Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi – diretti in questa occasione da Paolo Rossi, che da sempre li apprezza: «Quelli del Pupkin – commenta infatti – fanno il cabaret come lo intendo io: un luogo che, più che una trovata seriale di tre minuti con battute-tormentone, è una palestra di originalità e di follia dal gusto mitteleuropeo». Lo spettacolo è scritto e ideato da Stefano Dongetti, Alessandro Mizzi e dallo stesso Rossi e si avvarrà del prepotente contributo musicale – una vera e propria colonna sonora – suonata e composta dal Pupkin Kabarett Blues Jazz Explosion Band.

dal 12 al 16 febbraio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
LA COSCIENZA DI ZENO
Di: Tullio Kezich
dal romanzo di Italo Svevo
Regia: Maurizio Scaparro
Con: Giuseppe Pambieri, Nino Bignamini, Giancarlo Condé e con (in ordine alfabetico) Silvia Altrui, Livia Cascarano, Guenda Goria, Marta Ossoli, Antonia Renzella, Raffaele Sincovich, Anna Paola Vellaccio, Francesco Wolf

In un nitido nuovo allestimento concepito da Maurizio Scaparro e nell’ormai classico ed efficace adattamento teatrale firmato nel 1964 da Tullio Kezich, ritorna in scena La coscienza di Zeno. Non poteva mancare nella stagione del maggior teatro regionale, il capolavoro di Italo Svevo, un autore la cui Weltanschaung e la cui scrittura sono emblema di una Trieste europea, intuitiva e antesignana, cosmopolita e colta. Dopo le storiche interpretazioni di Renzo Montagnani (nel 1978), di Giulio Bosetti (dieci anni dopo) e quella più recente di Massimo Dapporto (2003), tutte molto apprezzate dalla platea del Rossetti, è ora Giuseppe Pambieri a dare vita al simpatico – ma anche molto complesso e moderno – personaggio di Zeno Cosini.
Una prova importante e molto attesa dal pubblico che ha sempre mostrato affetto e particolare attenzione per quest’attore: ancor più da quando – diretto da Antonio Calenda nel 2008 – è stato anima del fortunato spettacolo di produzione To be or not to be, al fianco di Daniela Mazzucato. Pambieri sarà uno Zeno raffinato, duttile, perfettamente in equilibrio fra introspezione e umorismo, in grado di regalare al proprio personaggio – a detta anche della critica più difficile da conquistare – una leggerezza un po’ amara e molto poetica, tratto del tutto personale che ha donato al personaggio. Una cifra che evidenzia ancor più il profilo universale e interessante di Zeno, tramite il cui sguardo Italo Svevo compie un viaggio nella mente umana, un itinerario nella dialettica fra malattia e cura…

dal 19 al 23 febbraio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
L’IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO
Di: Oscar Wilde
traduzione di Masolino D’Amico
Regia: Geppy Gleijeses
Con: Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli e con la partecipazione di Lucia Poli

Chissà quali sviluppi avrebbe avuto la drammaturgia inglese del primo Novecento, quali inimmaginabili capolavori sarebbero stati in possesso dell’umanità, se Oscar Wilde avesse scritto ancora serenamente, dopo il 1895, dopo L’importanza di chiamarsi Ernesto… La domanda lascia senza pace gli studiosi di letteratura inglese e molti appassionati del geniale ed eccentrico scrittore, cui il 14 febbraio 1895 – data del debutto al St. James’s Theatre di Londra di questa sua deliziosa commedia – sembrava schiudersi un futuro di soli allori e successi.
L’importanza di chiamarsi Ernesto fu infatti accolta in modo straordinariamente positivo: uno degli interpreti, Allan Aynesworth, dichiarò «in cinquantatre anni di teatro non ricordo un trionfo maggiore, il pubblico si alzò tutto in piedi e non cessava di acclamare…». Ciononostante, lo spettacolo chiuse dopo solo 6 repliche a causa di una mossa temeraria di Wilde: querelò per diffamazione Lord Queensberry che lo aveva pubblicamente tacciato di sodomia, uscendo poi perdente dalla diatriba e travolto dallo scandalo. Se l’esordio dello spettacolo fu rovinato da questi fatti mondani, non fu sempre cupo il destino di The importance, definita “la più bella commedia di tutti i tempi”.

dal 25 al 26 febbraio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
PASIONES 2014 – TANGO Y MUSICAL
Di: coreografie di Adrian Aragon e Erica Boaglio
Con: Adrian Aragon, Erica Boaglio e Pasiones Company

Erica Boaglio e Adrian Aragon sono due stelle di prima grandezza nel mondo del tango argentino: hanno lavorato ad alto livello, partecipando a eventi quali il film Tango di Carlos Saura e gli spettacoli Perfumes de Tango e Una noce de Tango con la celeberrima compagnia “Tango x 2” di Miguel Angel Zotto, di cui sono poi divenuti assistenti. Costantemente impegnati in tournée e seminari in Europa come in America Latina, protagonisti assoluti di festival e grandi eventi, ammaliano da tempo le platee di tutto il mondo interpretando come pochi tutta la passione di questo intramontabile ballo. A Trieste sono noti sia come prestigiosi maestri, sia per i due bellissimi spettacoli che sono stati molto applauditi al Politeama Rossetti nel 2005 e poi nel 2008. A grande richiesta i due ritornano con una compagnia di grande preparazione ed energia – composta da cinque impeccabili coppie di danzatori – con una riedizione del loro primo successo (oltre 150.000 spettatori in Italia) intitolato Pasiones.
Pasiones 2014 Tango y Musical ricalcherà quella formula ma sarà assolutamente rinnovato nei contenuti e nelle coreografie.

dal 25 febbraio al 9 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
UNA
Di: Enrico Luttmann
Regia: Marco Casazza
Con: Maria Grazia Plos

Quante donne riconosceremo in UNA, nata dalla penna di Enrico Luttmann, autore triestino che spesso è entrato nelle stagioni dello Stabile (ricordiamo Sonno e 5 x Una), narrando storie contemporanee. Darà vita a questo ritratto femminile Maria Grazia Plos, attrice di rara profondità e delicata leggerezza, diretta da Marco Casazza. Sola nella sua cucina una donna qualunque, mai stata bella, mai stata appariscente (semplicemente UNA, appunto), stira la biancheria che ha appena ritirato dal terrazzo condominiale. Parla da sola, o meglio col pubblico di un suo piccolo teatro interiore dove gli episodi della sua vita assumono dimensioni epiche: ripiegare gli slip del diafano consorte – tutti griffati – la spinge a sospettare una scappatella gay su cui indagare, magari travestita come un agente segreto; i mini-abiti della figlia scorbutica la riportano alle feste in cui, ancora adolescente, UNA si confondeva, letteralmente, con la tappezzeria… Riconoscendo i suoi limiti, con una buona dose di auto-ironia, si dice contenta così. Di tanto in tanto si concede un goccetto, giusto per tenersi su, così cresce la vivacità e l’audacia delle sue fantasie, indistinguibili ormai dai ricordi autentici. Circondata da panni vuoti, secchi e incolori, UNA inumidisce e stira le grinze della sua vita, come a cercare di renderle più interessanti, vivide. Con innato istinto teatrale popola il vuoto bianco che la circonda di figure memorabili, trasformando un paio di mutande in una rêverie erotica, una macchia di rossetto in una sceneggiata liberatoria, la federa di un cuscino in una bandiera bianca sventolata in nome di tutti i perdenti della terra. E nel finale trova persino il coraggio di tentare una sortita dal suo piccolo universo claustrofobico…

dal 28 febbraio al 2 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
IL PADIGLIONE DELLE MERAVIGLIE
Di: di Ettore Petrolini
drammaturgia di Elio Pecora e Massimo Verdastro
Regia: Massimo Verdastro
aiuto regista: Giuseppe Sangiorgi
Con: Manuela Kustermann (Sirena, Titina), Massimo Verdastro (Tiberio), Emanuele Carucci Viterbi (Lalli), Gloria Liberati (Zenaide, Donna), Giuseppe Sangiorgi (Amalù), Luigi Pisani (Tigre, Arturo), Chiara Lucisano (Evelina)

«Potremmo dire che Petrolini è un discendente di Petronio, che nell’opera dell’enigmatico autore latino vi sia già in nuce l’anima di Petrolini, o ancora meglio che il Satyricon contenga quell’humus che a distanza di secoli ha permesso la creazione artistica del grande attore romano. E se il Satyricon è un’opera mondo, in quanto racchiude in sé l’esperienza umana, lo stesso potrebbe dirsi dell’opera di Petrolini. Lo prova il fatto che la peculiarità di entrambi sia l’incontro dei due estremi, il tragico e il comico, componenti irrinunciabili della natura umana».
Con queste parole Massimo Verdastro – regista e interprete de Il padiglione delle meraviglie – spiega il valore di Ettore Petrolini, autore non troppo frequentato (curiosamente al Teatro Stabile regionale sono state ospitate solo due sue opere, l’ultima negli anni Ottanta) ma di grande forza espressiva: lo si comprenderà grazie a questo dramma, datato 1924 e considerato fra le sue opere più crudeli.

dal 5 al 9 marzo 2014 - Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
ERANO TUTTI MIEI FIGLI
Di: Arthur Miller
traduzione di Masolino D’Amico
Regia: Giuseppe Dipasquale
Con: Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini, Ruben Rigillo, Silvia Siravo, Filippo Brazzaventre, Barbara Gallo, Enzo Gambino, Annalisa Canfora, Giorgio Musumeci

Scrittore eccellente e coraggioso, nonché sottile analista del proprio tempo, Arthur Miller non ha mai evitato di prendere una chiara posizione rispetto alle problematiche della società a lui contemporanea, quella società capitalistica di cui volle occuparsi fin dal suo esordio teatrale, nel 1944 con The Man who had all the Luck. Erano tutti miei figli (All My Sons, 1947) arrivò poco dopo e lo rivelò al mondo aprendo la fase dei suoi maggiori successi.
In una struttura che evoca la drammaturgia ibseniana, dove sono gli errori del passato a determinare i traumi del presente, Miller immagina e costruisce il dramma di una famiglia della classe media americana, rivelando battuta dopo battuta la dura verità che si nasconde dietro una facciata apparentemente inappuntabile. Dei due figli maschi di Joe e Kate Keller, uno – arruolato nell’aviazione – risulta purtroppo disperso in guerra e benché la madre non se ne dia ragione, sembrano non esserci speranze di riabbracciarlo. Tanto che la fidanzata accetta addirittura il corteggiamento dell’altro fratello…

martedì 11 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
BALLETTO DI ROMA – FUTURA
Di: Giampiero Solari e Francesco Freyrie
Regia: Giampiero Solari
Coreografie di Roberto Castello

A due anni dalla sua scomparsa e a una settimana da quello che sarebbe stato il giorno del suo 70esimo compleanno (il 4 marzo), a tre anni dalla sua ultima apparizione sul palco del Politeama insieme a De Gregori con Work in Progress tour, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha deciso di celebrare Lucio Dalla ospitando Futura, uno spettacolo-tributo al grande musicista e cantautore italiano. Non un concerto o un susseguirsi di canzoni del grande maestro. Qualcosa di più romantico, più emozionante.
I ballerini e le ballerine del Balletto di Roma, una compagnia di danza contemporanea tra le più importanti e attive del panorama internazionale, danzano sulle note di un’originale colonna sonora: con la collaborazione di Sony Music e degli studi di registrazione storici di Dalla, non ultimo il suo personale di via D’Azeglio a Bologna, Roberto Costa, storico musicista e amico di Lucio, riassemblerà le tracce dei brani scelti per lo spettacolo, senza dimenticare di utilizzare anche dei “parlati originali” dell’artista.

dal 12 al 16 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
L’ISPETTORE GENERALE
Di: Nikolaj Vasil’evic Gogol’
adattamento drammaturgico di Damiano Michieletto
Regia: Damiano Michieletto
Con: (in ordine alfabetico) Alessandro Albertin, Luca Altavilla, Alberto Fasoli, Emanuele Fortunati, Michele Maccagno, Fabrizio Matteini, Eleonora Panizzo, Silvia Paoli, Pietro Pilla, Alessandro Riccio, Stefano Scandaletti

Una regia di Damiano Michieletto non può lasciare indifferenti, né passare inosservata. L’artista è fra i più ispirati e degni di attenzione che siano emersi negli anni recenti e si è conquistato una notevole fama anche sulla scena internazionale.
Risalgono ad esempio a qualche mese fa le notizie di un suo discusso Ballo in maschera accolto con gran clamore al Teatro alla Scala e quelle dello straordinario successo ottenuto al prestigioso Festival di Salisburgo (dove è l’unico regista italiano ad essere stato invitato, dopo Giorgio Strehler e Luca Ronconi) con la sua messinscena del Falstaff.
A Trieste il pubblico ha conosciuto le linee fantasiose e incisive del suo linguaggio artistico, quando nel 2010 il Teatro Verdi ha ospitato Romeo et Juliette di Gounod, che Michieletto aveva ambientato in una discoteca (il palcoscenico era stato trasformato in un enorme giradischi) dove la spiritualità dell’amore fra i protagonisti, li astraeva dal frastuono degli altri giovani…
Ma anche il teatro di prosa è ambito amato dal regista che affronta ora un classico ottocentesco, L’ispettore generale di Gogol’. Un testo immaginifico, divertente, livido che offrirà valida materia alla sua creatività. Gogol’ trasse l’ispirazione per la commedia da un fatto di cronaca, perfetto per la satira sociale con cui intendeva denunciare una società sempre più volgare e corrotta, popolata di figure grottesche, in cui probabilmente appariranno significative assonanze con la nostra.

dal 12 al 14 marzo 2014 – Teatro Miela
MURI – PRIMA E DOPO BASAGLIA
Di: Renato Sarti
Regia: Renato Sarti
Con: Giulia Lazzarini

Tutto “funziona” al millimetro, in Muri – prima e dopo Basaglia: a partire dal testo di Renato Sarti che si dedica con consapevolezza al teatro politico e sociale. E poi le luci efficaci, le scene essenziali, le musiche… E al centro di tutto un’attrice semplice e sublime come Giulia Lazzarini, in grado di stupire e commuovere con piccoli studiatissimi gesti, con un modo di essere in scena raffinatissimo e assieme vivo di spontaneità. Interprete amatissima da Strehler, che – a detta della critica – a questo lavoro ha donato tutta sé stessa, scavando in ogni piega con sensitività, senza mai ricorrere a facili, retorici effetti ma partecipando al messaggio del testo con immensa generosità: «non recita, ma vive il personaggio» hanno scritto di lei. In scena darà voce alle testimonianze di alcune infermiere – e soprattutto di Mariuccia Giacomini – che hanno vissuto il fondamentale periodo a cavallo dell’approvazione della legge Basaglia all’Ospedale Psichiatrico di Trieste. Il passaggio che finalmente sostituì il rispetto, il dialogo, la dignità, alle vessazioni e alla violenza verso i malati. Non più solo “folli” ma persone, che grazie a quella legge apparivano divisi dagli operatori e dai medici – dai “normali” – solo da una sottile e labilissima distinzione. Una legge che ha trasformato cura e coercizione in complicità, in condivisione dell’umana sofferenza e che – sostiene l’autore e regista – «rimane uno dei punti più alti della storia della nostra democrazia. È stata una delle grandi conquiste di carattere sociale, umano e civile del nostro Paese. Dobbiamo conoscerla, difenderla, perché bisogna sempre riaffermare con forza che le lancette della storia non si possono – non si devono – riportare indietro».

dal 19 al 23 marzo 2014 – Politeama Rossetti – Sala Assicurazioni Generali
CATS
Di: liriche di Thomas Stearns Eliot
Regia: Trevor Nunn
Regia associata e coreografie: Gillian Lynne

Due misteriosi occhi gialli su fondo nero… La semplice e riconoscibilissima icona di Cats, campeggia già da qualche mese al Politeama Rossetti, da quando è stato annunciato il ritorno del “musical dei musical”, nuovamente in scena nell’edizione originale inglese, scritto da Andrew Lloyd Webber e Thomas Stearns Eliot per la regia di Trevor Nunn, prodotto da Cameron Mackintosh and The Really Useful Group e portata in tour da David Ian Productions.
La prima volta di Cats a Trieste, nel 2008, ha rappresentato una pietra miliare per il Teatro Stabile: un fondamentale punto d’arrivo – e un altrettanto significativo stimolo a nuove sfide – sul piano del confronto con le grandi produzioni internazionali, della qualità artistica, dei livelli di professionalità tecnica… Fu un evento clamoroso anche per il pubblico che ne riconobbe l’importanza e rispose con un entusiasmo senza precedenti, affollando ogni replica e ritornando addirittura a vederlo più volte.
A distanza di sei anni, è sembrato interessante offrire agli spettatori la possibilità di applaudire ancora i “gatti più famosi del mondo”. Ed in effetti Cats vanta dei record di tutto rispetto: 21 anni e 8.950 repliche a Londra e 18 di tenitura a New York, 7 Tony Award, tra cui quello per miglior musical, miglior colonna sonora e miglior regia, un Grammy per il miglior album, un’aria divenuta celeberrima, Memory e incisa da almeno 150 star della musica (fra cui Barbara Streisand)…

dal 19 al 22 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
GRISU’, GIUSEPPE E MARIA
Di: Gianni Clementi
Regia: Nicola Pistoia
Con: Paolo Triestino, Nicola Pistoia e con Franca Abategiovanni, Sandra Caruso, Diego Gueci

Muratori, Ben Hur, lo scorso anno Trote… Chi ha visto questi spettacoli non mancherà di assistere al ritorno sul palcoscenico di Paolo Triestino e Nicola Pistoia. La chiave di lettura attraverso cui interpretano la realtà contemporanea ha fatto dei due artisti dei veri beniamini del pubblico, capaci di toccare argomenti delicati e attuali (negli anni scorsi l’integrazione, lo sfruttamento, la malattia) e trattarli con sensibilità, regalando però al pubblico un grandissimo divertimento. Gag, battute, interpretazioni calibrate al respiro, un’intesa che in scena diventa tangibile e un gusto – ormai raro – per far ridere tanto, ma attraverso meccanismi intelligenti e mai volgari: sono queste le loro “armi” vincenti, assieme alla scelta di sempre efficaci testi contemporanei. Il nuovo spettacolo è scritto da Gianni Clementi (l’autore di Ben Hur) e dietro al curioso titolo Grisù, Giuseppe e Maria, cela una piéce che ci riporta all’Italia degli anni Cinquanta, povera, ingenua e speranzosa, da guardare con tenerezza. I due bravissimi attori incarnano questa volta un parroco, Don Ciro (Paolo Triestino) e il suo strampalato sagrestano (Nicola Pistoia, anche regista dello spettacolo). Sullo sfondo di una Pozzuoli umile e appassionata cercano di far quadrare piccoli drammi e sogni dei paesani: il desiderio di un ragazzino di andare a Milano per farsi strada nel mondo del calcio, la nostalgia di una donna il cui marito è emigrato a Marcinelle per lavorare in miniera, lo scandalo di una brava ragazza in attesa di un bimbo per aver ceduto alle avances del farmacista sposato. Una serata di teatro ben fatto per ritrarre con colori esilaranti e dolceamari un’Italia che non c’è più.

martedì 25 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
MICHAEL FLATLEY’S LORD OF THE DANCE (fuori abb.)
Di: Michael Flatley
Regia: Michael Flatley

«Da più di dieci anni Lord of the Dance emoziona il pubblico di tutto il mondo. Il vostro continuo sostegno è fonte d’ispirazione per tutti noi che lavoriamo instancabilmente, sia sul palco che dietro le quinte, per portarvi “il più grande spettacolo di danza del mondo”».
Così Michael Flatley, creatore, produttore e direttore di Lord of the Dance presenta il suo spettacolo. Ritorna al Politeama Rossetti in esclusiva per l’Italia, con nuovi numeri e scene rispetto a due anni fa, quando ci fu un sold out a sole tre ore dall’inizio delle prevendite, una tale approvazione da parte del pubblico da indurre lo Stabile del Friuli Venezia Giulia a programmare una seconda replica il giorno dopo.
L’uomo dei record, Michael Flatley, nel 1989 è entrato nel Guinnes dei Primati per aver prodotto con i propri piedi 28 percussioni diverse in un secondo: undici anni più tardi ha migliorato il record portando il numero di percussioni a 35. «Everyone in the world will tell you, “No, it can’t be done”. Every time I hear that, I know I’m close to success» è il motto di Flatley, che afferma «Tutti al mondo diranno “Non si può fare”. Ogni volta che lo sento, so che sono vicino al successo».

dal 26 al 27 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
DOPO IL SILENZIO
Di: Francesco Niccolini e Margherita Rubino
tratto dal libro di Pietro Grasso “Liberi tutti”
Regia: Alessio Pizzech
aiuto regia di Vincenzo Borrino
Con: Sebastiano Lo Monaco, Mariangela D’Abbraccio, Turi Moricca

Il silenzio omertoso è una delle armi della mafia: il teatro invece è parola, comunicazione, presa di coscienza.
Sarà per questo motivo che Pietro Grasso ama il teatro e per la seconda volta vi approda, dopo la significativa esperienza di Per non morire di mafia – molto apprezzato allo Stabile che lo ha ospitato nel 2010 e nel 2012 – con un nuovo testo, Dopo il Silenzio, che Francesco Niccolini e Margherita Rubino traggono dal suo libro Liberi tutti.
A dare voce al suo fondamentale messaggio, è nuovamente Sebastiano Lo Monaco, accompagnato questa volta in scena da Mariangela D’Abbraccio – che incarna i vari personaggi femminili del testo – e Turi Moricca che vestirà invece i panni del mafioso. Lo Monaco, che già abbiamo ammirato coraggioso e misuratissimo nel precedente spettacolo scritto da Grasso, si offre nuovamente alla lezione del grande magistrato, alla sua lotta contro il silenzio, al suo desiderio di coinvolgere le giovani generazioni, di dialogare con esse, di far passare alla storia le figure oscure di chi ha contribuito ai delitti di mafia, ma – soprattutto – l’esempio limpido ed eroico di coloro che contro quest’orrore hanno combattuto, a rischio della vita.

dal 26 al 29 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
VARIAZIONI ENIGMATICHE
Di: Éric-Emmanuel Schmitt
traduzione di Saverio Marconi e Gabriela Eleonori
Regia: Gabriela Eleonori
Con: Saverio Marconi e Gian Paolo Valentini

Éric-Emmanuel Schmitt è fra gli autori francesi più affermati al mondo, sia nel campo della narrativa (il recente Concerto in memoria di un Angelo ha ottenuto il Premio Goncourt de la Nouvelle), sia in quello del teatro e del cinema (un titolo fra tutti, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, interpretato da un memorabile Omar Sharif). Il Teatro Stabile ne ha fatto più volte oggetto dei propri spettacoli di produzione (Il Visitatore, con Turi Ferro e Kim Rossi Stuart diretti da Antonio Calenda e Piccoli crimini coniugali con Andrea Jonasson e Giampiero Bianchi) e in questa stagione ripropone – dopo il bell’allestimento della compagnia Mauri-Sturno di oltre dieci anni fa – l’emozionante Variazioni Enigmatiche. È un testo di sofisticata costruzione drammaturgica e di grande tensione, amato in tutta Europa – dove ne sono stati protagonisti artisti della statura di Delon, Sutherland, Brandauer. Dell’interessante nuova edizione è interprete – in un apprezzato ritorno al palcoscenico, dopo tante regie – Saverio Marconi, in un confronto acceso e disperato con Gian Paolo Valentini. La regista Gabriela Eleonori assicura una prospettiva femminile a una piéce dove protagonista è l’assenza di una donna, il cui vero profilo sembra inafferrabile, proprio come la melodia su cui sono composte le Enigma Variations di Elgar. Abel Znorko, scrittore celebre e misantropo, vive in solitudine su un’isola norvegese, legato al mondo solo attraverso il rapporto epistolare con la donna amata. Lo raggiunge sull’isola Erik Larsen sedicente giornalista: con la scusa di intervistarlo inizia con il letterato un dialogo sempre più pressante e inquisitore che condurrà a una ridda di sconvolgenti rivelazioni.

dal 28 al 30 marzo 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
AAA CERCASI CENERENTOLA (fuori abb.)
Di: Saverio Marconi e Stefano D’Orazio
Regia: Saverio Marconi e Marco Iacomelli
Con: Paolo Ruffini, Manuel Frattini e un cast in via di definizione

«Divertente, emozionante, sentimentale. Uno spettacolo che piacerà senza dubbio ai bambini, ma soprattutto ai grandi». Così presentano la loro AAA Cercasi Cenerentola Saverio Marconi, anche regista, e Stefano D’Orazio, autore dei testi delle canzoni. Gli ingredienti del classico della Disney ci sono tutti: la carrozza, i rintocchi di mezzanotte, la matrigna e le sorellastre, il principe e l’immancabile scarpetta di cristallo, che calza a pennello solo a una misteriosa e bellissima fanciulla… Ma il tutto sarà condito con qualche sorpresa: inediti e divertentissimi imprevisti che prenderanno forma grazie alla tipica ironia della penna di D’Orazio e al trascinante ritmo della regia di Marconi e Iacomelli. Le scene di Gabriele Moreschi e le musiche originali di Stefano Cenci, tra rock e fantasy, accompagneranno le coreografie di Gillian Bruce in uno spettacolo pieno di colore, allegria, magia e sentimento.

dal 31 marzo al 1°aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
UNA NOTTE IN TUNISIA
Di: Vitaliano Trevisan
Regia: Andrée Ruth Shammah
Con: Alessandro Haber e con Maria Ariis, Pietro Micci e Roberto Trifirò

«Neanche da morto vuol tornare in Italia» viene detto fin dall’apertura del sipario dai personaggi che attorniano Craxi (nel testo si chiama semplicemente X): eppure lo spettacolo è introdotto da una conversazione fra la moglie e il fratello di X, preoccupati per la sua salute precaria, e decisi – soprattutto la moglie – a tentare di condurlo in patria per avere cure migliori… S’intuisce così che la “notte in Tunisia”, potrebbe essere l’ultima di X e sicuramente ultima è la cena a cui ha chiamato i familiari, per affidare loro il proprio testamento politico. Un monologo obiettivo, ma in molti passaggi appassionato, mai banale, molto coinvolgente: vi si compone l’affresco complesso di un momento politico italiano che non è ancora univocamente giudicato da chi lo ha vissuto, ma che magari i più giovani, che non ne sono stati testimoni, hanno sete di conoscere e capire… Il male che divora X è un traslato di quello che ha divorato l’Italia. La questione è: averlo rimosso sarà stato sufficiente a salvare X, a salvare il Paese? Con la cognizione dei posteri, quale sarà la risposta? E per X? Uno spettacolo coraggioso, quello della Shammah, nient’affatto celebrativo ma amaro e umanissimo, irto di spunti e domande che lo rendono capace di addentrarsi in una delle figure e dei periodi più controversi della nostra storia recente.

dal 1° al 3 aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
BALKAN BURGER – E’ LA STORIA DI RAZNA CHE VISSE PIU’ VOLTE
Di: Stefano Massini
Con: Luisa Cattaneo

Sullo sfondo di una Bosnia straordinariamente complessa, in un miscuglio ricchissimo e assortito di religioni, alfabeti e modi di vivere, nel periodo in cui l’ex-Jugoslavia era sede di inesauribili scontri etnici e culturali… In sottofondo le musiche e il canto di Enrico Fink, dai ritmi di una ballata klezmer, le musiche tradizionali ebraiche accompagnate da violino e clarinetto. Al centro del palco, spesso seduta a terra come in un parco a raccontare una storia agli amici, una ragazza ebraica, Razna. È un testo dalla tragica ironia, Balkan Burger, che fa prima sorridere e subito dopo pentire di aver sorriso. Una storia surreale, in cui il monologo recitato da Luisa Cattaneo e scritto da Stefano Massini (di cui ricordiamo, alla Sala Bartoli, il monologo Processo a Dio interpretato da Ottavia Piccolo), ci racconta le morti e le rinascite di una fanciulla che cambierà quattro volte vita e religione. Roze diventa Razna, impara preghiere cattoliche e litanie ortodosse; lei, figlia di rabbino, frequenterà preti, monache, un iman e un pope. Così Mario Brandolin sulle pagine del Messaggero Veneto: «Favola del valore di un’autentica “moralità”, folgorante apologo sull’assurdo di ogni fondamentalismo, ragione prima di ogni razzismo. Una parabola che si fa denuncia della pericolosa ottusità di ogni fanatismo mascherato da religione. La favola “nera” di Massini racconta della macelleria dei Balcani, cui sinistramente allude il titolo. E lo fa a tratti anche con ironia e leggerezza, virando dallo stupore che guida il dire di Razna bambina alla durezza, drammatica e disarmante, di Razna ormai donna alle prese con una delle tante carneficine della recente guerra dei Balcani».

dal 2 al 6 aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
BALLATA DI UOMINI E CANI – DEDICATA A JACK LONDON
Di: Marco Paolini
Regia: Marco Paolini
Con: Marco Paolini

Marco Paolini ha iniziato a lavorare su Ballata di uomini e cani raccontando storie nei boschi, nei rifugi alpini, nei ghiacciai: e in effetti – è stato notato da un critico – il suo teatro ha il sapore di un’ascesa in montagna. L’osservazione del paesaggio, la fatica dell’avvicinarsi alla meta, l’assenza di fretta, il ritmo, la meditazione, l’entusiasmo per aver raggiunto il traguardo dopo un itinerario forse tortuoso, ma di certo arricchente…
Il work in progress che è alla base degli spettacoli dell’amatissimo artista veneto possiede proprio questo spirito che si respira anche nell’ultimo lavoro, un tributo a Jack London. «A lui devo una parte del mio immaginario di ragazzo – spiega Paolini – ma Jack non è uno scrittore per ragazzi, la definizione gli sta stretta. È un testimone di parte, si schiera, si compromette, quello che fa entra in contraddittorio con quello che pensa. È facile usarlo per sostenere un punto di vista, ma anche il suo contrario: Zanna Bianca e Il richiamo della foresta sono antitetici. La sua vita è fatta di periodi che hanno un inizio e una fine e non si ripetono più. Lo scrittore parte da quei periodi per inventare storie credibili dove l’invenzione affonda nell’esperienza ma la supera».

dall’ 8 al 9 aprile 2014 – Teatro Miela
LA SEMPLICITA’ INGANNATA
Di: Marta Cuscunà
Liberamente ispirato alle opere letterarie di Arcangela Tarabotti e alla vicenda delle Clarisse di Udine
Con: Marta Cuscunà

Lo studio del saggio storico Lo spazio del silenzio, di Giovanna Paolin e delle testimonianze della monaca Arcangela Tarabotti (1604-1652), hanno rappresentato per Marta Cuscunà – versatile artista corregionale – il punto di partenza per proseguire nel progetto sulle “Resistenze femminili in Italia”. Progetto che ha avuto una fase iniziale in È bello vivere liberi e prosegue con La semplicità ingannata, uno spettacolo che armonizza temi acutamente sviscerati e umorismo, teatro d’attore di grande energia e tecniche di figura. La recitazione di Marta Cuscunà è infatti “totale” e coinvolgente e – sul piano della tecnica – sorprendente per la pulizia e la velocità dei passaggi fra ruoli diversi, e dalla funzione di attrice a quella di animatrice. La accompagnano infatti in scena soltanto alcune “pupazze” mosse da lei stessa. Il suo racconto evoca il passato per farci riflettere sul presente: parte quindi dal Cinquecento e ci indica come la nascita di una figlia femmina fosse allora sinonimo di perdita economica (la dote). Per rimediare a esborsi eccessivi si ricorse alla monacazione forzata delle fanciulle. Al convento Santa Chiara di Udine accadde allora qualcosa di unico e coraggioso: le clarisse resero il loro convento un’alternativa, uno spazio di contestazione, di libertà di pensiero, con un fervore culturale impensabile per l’universo femminile dell’epoca, un universo escluso dalla sfera politica, sociale e da ogni decisione esistenziale… In un periodo in cui la figura femminile è molto controversa, c’è bisogno di conoscere tali “resistenze”: come dice l’attrice, per avere la possibilità di farsi “coro” e cambiare il destino collettivo di generazioni di donne.

dal 9 al 13 aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
SLAVA’S SNOWSHOW (fuori abb.)
Di: SLAVA
Regia: SLAVA

È buffo se a teatro improvvisamente iniziano a danzare nell’aria alcuni fiocchi di neve… è insolito che cadano addirittura in platea… e se poi diventano una copiosa tormenta… allora è arrivato lo SLAVA’S SNOWSHOW! Lo spettacolo è fra i più applauditi e amati degli ultimi anni, non solo a Trieste – dove è andato in scena nel 2007 per ritornare con ancora maggiore successo nel 2009 ed ora nuovamente in questa stagione – ma nei più prestigiosi teatri internazionali: dal 2004 è attrazione fissa off-Broadway, da cinque anni il Piccolo Teatro di Milano lo mette in cartellone ogni stagione, e alcuni dei suoi numeri sono stati inglobati dal Cirque du Soleil nello spettacolo Alegria.
Il suo geniale ed eccentrico ideatore, il russo SLAVA, pluripremiato (ha meritato l’Olivier e il Time Out Award a Londra, il Drama Desk a New York, lo Stanislavskij a Mosca e il Festival Critics Award a Edimburgo) e considerato “il miglior clown del mondo”, afferma di amare «(…) un teatro che nasce inesorabilmente dai sogni e dalle fiabe; un teatro ricco di speranze e sogni, di desideri e di nostalgie, di mancanze e disillusioni. Un teatro che sfugge a qualsiasi definizione, all’interpretazione unica delle sue azioni e da qualsiasi tentativo di limitazione della sua libertà».

dal 16 al 17 aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
ENRON
Di: Lucy Prebble
traduzione di Leo Muscato
Regia: Leo Muscato
aiuto regia Laura Cleri
Con: Roberto Abbati, Alessandro Averone, Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Cristina Cattellani, Andrea Coppone, Francesco Gabrielli, Francesca Lombardo, Michela Lucenti, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Emanuela Serra

Lo spettacolo – grazie alle approfondite ricerche dell’autrice, protrattesi per quattro anni – ricostruisce la truffa sistematica perpetrata dai vertici della Enron, che hanno costruito la cosiddetta “corporate culture”, incarnazione dell’avidità capitalista, dell’euforia finanziaria, di un sistema dopato e corrotto. Da ogni euforia però ci si scuote: e al risveglio il sistema si è rivelato fallimentare, insostenibile. È pleonastico sottolineare che il danno non è ricaduto soltanto su quelle menti sconsiderate: lo stiamo pagando tutti, anche adesso.
Scrive Leo Muscato, che firma oltre alla regia anche la traduzione del testo: «Dopo aver ascoltato questa storia, ricordo di aver pensato che se l’avesse dovuta raccontare Shakespeare, l’avrebbe scritta esattamente come Lucy Prebble. È un’opera di grande respiro, scritta con una marcata vena ironica e un forte senso per lo spettacolo; un’epopea che prevede un arco narrativo di quattordici anni (1992-2006) durante i quali si ripercorrono il sexgate Clinton/Lewinsky, le contestate elezioni presidenziali di Bush ai danni di Al Gore, i serial televisivi come Friends e Baywatch, i blackout in California, l’arrivo del nuovo millennio, fino alla caduta delle Torri Gemelle».

il 16 e il 18 aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
LA NOTTE DEGLI ULIVI
Regia: Christian Poggioni
Con: Christian Poggioni

«Cresciuto ateo in una famiglia di atei, laureatomi in filosofia in una Parigi diventata completamente materialista, non avevo mai prestato attenzione a quella strana storia di un falegname morto su una croce. Un giorno mi persi nel deserto del Sahara. Vicinissimo alla morte, quella notte di fuoco vissi un’esperienza mistica. Al mattino, come una traccia, un’impronta, deposta nel più intimo di me, si trovava la fede. (…) Tornato in Europa mi immersi nei poeti mistici di tutte le confessioni: una notte lessi per la prima volta i quattro vangeli. Quella notte iniziai a credere a Cristo e a non crederci. Sono stato ossessionato dalla figura di Cristo. Alcuni anni dopo, ho deciso di chiamare questa ossessione il mio cristianesimo» racconta Éric-Emmanuel Schmitt, pluripremiato scrittore di cui Christian Poggioni – talentuoso attore e regista – mette in scena La notte degli ulivi e Il Vangelo secondo Pilato. Le due pièce si potranno fruire singolarmente oppure, in una serata, in cui il dittico viene intervallato da una cena ebraica: in un’unica, suggestiva meditazione su Dio e sull’uomo. Il primo spettacolo racconta Gesù da un’angolazione provocatoria: il suo è un volto profondamente umano e sul Monte degli Ulivi è il primo a dubitare di sé e a vivere con angoscia la terribile morte ormai vicina. Il secondo testo invece ha lo stile avvincente della spy-story: Ponzio Pilato si ostina a decifrare razionalmente il mistero della Resurrezione. La sparizione del cadavere di Gesù non può restare senza soluzione e creare pericolosi miti in Palestina: il governatore romano indaga, ma alla fine è un uomo che drammaticamente interroga sé stesso.

dal 17 al 18 aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
IL VANGELO SECONDO PILATO
Regia: Christian Poggioni
Con: Christian Poggioni e Simone Mauri

«Cresciuto ateo in una famiglia di atei, laureatomi in filosofia in una Parigi diventata completamente materialista, non avevo mai prestato attenzione a quella strana storia di un falegname morto su una croce. Un giorno mi persi nel deserto del Sahara. Vicinissimo alla morte, quella notte di fuoco vissi un’esperienza mistica. Al mattino, come una traccia, un’impronta, deposta nel più intimo di me, si trovava la fede. (…) Tornato in Europa mi immersi nei poeti mistici di tutte le confessioni: una notte lessi per la prima volta i quattro vangeli. Quella notte iniziai a credere a Cristo e a non crederci. Sono stato ossessionato dalla figura di Cristo. Alcuni anni dopo, ho deciso di chiamare questa ossessione il mio cristianesimo» racconta Éric-Emmanuel Schmitt, pluripremiato scrittore di cui Christian Poggioni – talentuoso attore e regista – mette in scena La notte degli ulivi e Il Vangelo secondo Pilato. Le due pièce si potranno fruire singolarmente oppure, in una serata, in cui il dittico viene intervallato da una cena ebraica: in un’unica, suggestiva meditazione su Dio e sull’uomo. Il primo spettacolo racconta Gesù da un’angolazione provocatoria: il suo è un volto profondamente umano e sul Monte degli Ulivi è il primo a dubitare di sé e a vivere con angoscia la terribile morte ormai vicina. Il secondo testo invece ha lo stile avvincente della spy-story: Ponzio Pilato si ostina a decifrare razionalmente il mistero della Resurrezione. La sparizione del cadavere di Gesù non può restare senza soluzione e creare pericolosi miti in Palestina: il governatore romano indaga, ma alla fine è un uomo che drammaticamente interroga sé stesso.

dal 22 al 25 aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
POEMA A FUMETTI
Di: testi e disegni di Dino Buzzati
Con: Paolo Valerio

«Capita nella vita di fare cose che piacciono senza riserve, cose che vengono su dai visceri. Poema a fumetti è per me una di queste, come Il deserto dei Tartari, come Un amore».
Così Dino Buzzati presentava ai suoi lettori il suo libro – troppo a lungo sottovalutato – dal quale è tratto l’omonimo spettacolo Poema a fumetti. Paolo Valerio reciterà il testo, accompagnato dalle musiche scritte da Antonio Di Pofi e suonate dal vivo al pianoforte da Sabrina Reale.
L’attore interpreta e ci trasporta dentro la storia. Sembrerà quasi di guardare un film grazie alle 208 tavole originali del poliedrico artista Buzzati, scrittore, giornalista, drammaturgo e pittore, che potrebbe essere – e da molti è già definito – come il padre della moderna “graphic novel”. L’opera originale, a cui la rappresentazione teatrale resta fedele, è una rilettura in chiave moderna del mito di Orfeo e Euridice, che raccoglie tutti i temi più cari all’artista, a partire dal dialogo tra la vita e la morte.
«Buzzati amava il fumetto, al punto di farne una vera e propria arte in un contesto in cui esso era invece considerato di seconda categoria rispetto agli altri generi figurativi» spiega Paolo Valerio. «Con il fumetto – prosegue – l’artista ci regala una chiave per comprendere moltissime sue opere, ed in esso emergono con straordinaria immediatezza aspetti di lui, quali l’amore per la musica ed il fascino per il mistero. È una vera e propria sintesi delle sue passioni svelata attraverso un racconto affascinante e surreale ispirato al mito».

mercoledì 23 aprile 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
TOMÁŠ KUBINEK – CERTIFIED LUNATIC & MASTER OF THE IMPOSSIBLE (fuori abb.)
Di: Tomáš Kubinek
Con: Tomáš Kubinek

Nel percorso dedicato all’antica arte del circo e della clownerie che accompagna il pubblico del Rossetti nella stagione 2013-14 non poteva mancare Tomáš Kubinek, artista americano di origine ceca che si è formato alla scuola del Physical Theatre con i maestri di questo genere, Boleslav Polivka e Frank van Keeken. Il suo one-man show Certified Lunatic & Master of the Impossible (Lunatico certificato & Maestro dell’Impossibile) ha ottenuto riconoscimenti da pubblico e critica in tutto il mondo: i suoi divertenti show sono una combinazione di grande comicità, mimica, vaudeville virtuoso e simpatia irresistibile.
Specializzato in improvvisazione e clownerie, ha al suo attivo diversi tour internazionali oltre che masterclass e workshop in Teatri, Festival – è stato ospite all’International Mime Festival di Londra – e università in Europa, Nord America e Asia. Da sempre infatti accompagna la sua attività artistica a laboratori e stage per studenti e professionisti dello spettacolo dal vivo. Autore e regista, questo comico dai molteplici talenti diventa, durante lo spettacolo, un autentico “poeta visivo”.

lunedì 5 maggio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
GIUSEPPE GIACOBAZZI – UN PO’ DI ME
Di: Giuseppe Giacobazzi
Regia: Giuseppe Giacobazzi
Con: Giuseppe Giacobazzi

Apocalypse, portato in scena al Politema Rossetti la scorsa stagione, è stato un grande successo di Giuseppe Giacobazzi, che dopo due anni di successi in tournée, ha deciso di pensare a nuovo spettacolo.
Nasce così Un po’di me, con cui, naturalmente, il comico ritorna sul palcoscenico dello Stabile del Friuli Venezia Giulia. La nuova rappresentazione è un “one man show” in cui Giacobazzi oltre ad impegnarsi come interprete cura direttamente anche la messinscena.
Il comico emiliano ha alle spalle oltre vent’anni d’esperienze teatrali, televisive e radiofoniche che lo hanno portato dal 2005 ad esibirsi in seconda serata a Zelig Off, per poi passare in prima serata a Zelig Circus, programma cui prende parte tutt’ora.
Nella sua carriera figurano anche delle belle e fortunate esperienze cinematografiche: nel 2011 ha recitato in Baciato dalla fortuna con Vincenzo Salemme e Alessandro Gassman, lo scorso Natale ha fatto parte del cast del cinepanettone con Cristian De Sica e Sabrina Ferilli, Natale a Cortina. Nel frattempo il suo spettacolo teatrale Apocalypse ha fatto registrare il sold out in tutte le serate dei due tour del 2012 e 2013.

dal 7 all’11 maggio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
PILOBOLUS – SHADOWLAND
Di: Steven Banks, Robby Barnett, Renée Jaworski, Matt Kent, Itamar Kubovy, Michael Tracy
in collaborazione con Josie M. Coyoc, Mark Fucik, Christopher Grant, Molly Gawler, Damon Honeycutt, Renée Jaworski, Beth Lewis, Roberto Olvera, Derek Stratton, Lauren Yalango

Fin dal suo debutto nel 2009 Shadowland ha conquistato il pubblico dei più prestigiosi teatri del mondo con il suo magico alternarsi di giochi d’ombre, danza e circo, raccontando in maniera surreale il sogno di una ragazzina che vuole diventare troppo presto adulta. Creato in collaborazione con Steven Banks, autore del cartone animato Spongebob Squarepants, lo spettacolo è costruito su musiche originali di David Poe, musicista, produttore e compositore americano, le cui creazioni per Shadowland spaziano da romantiche ballate a pezzi hard-rock.
Lo spettacolo è stato concepito e creato dai Pilobolus dopo diversi anni di sperimentazione con le ombre: il risultato viene conseguito grazie all’innovativo uso delle tecnologie multimediali e al sapiente utilizzo dell’arte teatrale tradizionale (tutti i movimenti di scena vengono realizzati a vista). Uno schermo si abbassa e la coreografia danzata in scena diventa un inedito gioco d’ombre.

martedì 13 maggio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
ATERBALLETTO – WORKWITHINWORK/ROSSINI CARDS

Composta da danzatori solisti in grado di affrontare tutti gli stili, Aterballetto è stata la prima realtà stabile di balletto in Italia che non rientrasse in una Fondazione lirica. Istituita nel 1979 è stata a lungo diretta da Amedeo Amodio, poi da Mauro Bigonzetti – tuttora coreografo principale della compagnia – e attualmente da Cristina Bozzolini, già prima ballerina stabile del Maggio Musicale Fiorentino. Oggi Aterballetto concentra il suo interesse sul mondo della danza contemporanea, impegnandosi a sostenere e sviluppare l’arte della coreografia e il linguaggio assoluto della danza, intesa come dinamica e forma nello spazio, incarnazione di risonanze espressive e estetiche, dialettica con la musica. Sarà questa la chiave secondo cui leggere i quattro balletti proposti in due diverse serate al Politeama Rossetti. Nella prima serata – in abbonamento Danza – saranno in programma la coreografia di William Forsythe su musiche di Luciano Berio intitolata workwithinwork, a cui succederà Rossini Cards di Bigonzetti. Nella seconda serata – che gli abbonati potranno seguire ad un prezzo speciale – la compagnia farà omaggio agli appassionati di Trieste, offrendo altri due splendidi brani,nuovamente di Bigonzetti, tratti dal proprio repertorio: Come un respiro su musiche di Georg Friedrich Händel e Absolutley Free.

dal 13 al 16 maggio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Bartoli
L’ONDA DELL’INCROCIATORE
Di: dal romanzo di Pier Antonio Quarantotti Gambini
adattamento teatrale di Maria Grazia Plos e Maurizio Zacchigna
Regia: Maurizio Zacchigna
Con: Massimiliano Borghesi(Eneo), Elke Burul(mamma di Berto e Lidia), Roberta Colacino (Ario giovane), Adriano Giraldi (Ario adulto), Maria Grazia Plos (mamma di Ario), Paola Saitta (Lidia), Maurizio Zacchigna (papà di Berto e Lidia) e Lorenzo Zuffi (Berto)
voce radiofonica registrata di Guido Penne

«L’onda dell’incrociatore – scrive Tullio Kezich a proposito del romanzo dello scrittore triestino Pier Antonio Quarantotti Gambini – si può considerare come una foto di gruppo scattata alla vigilia di una serie di catastrofi; ed è fatale chiedersi, arrivati alle pagine finali, che cosa accadrà dopo a protaganisti e comprimari». Parte da quest’intuizione la riscrittura teatrale che Maria Grazia Plos e Maurizio Zacchigna hanno concepito per la messinscena dell’opera, avvenuta con ottimo esito quest’estate nell’incantevole scenografia naturale della terrazza della Società Triestina della Vela. Lo spettacolo approda ora alla Sala Bartoli, in un’edizione invernale che lascia inalterato il bravo cast e ricorre invece alle nuove tecniche della scenografia virtuale per evocare la magia del panorama della Sacchetta, dove – si immagina – faccia ritorno da chissà quale esistenza trascorsa, il protagonista del romanzo, Ario. Davanti a quel mare, Ario ricorda e il suo teatro della memoria si popola dei personaggi e delle storie del suo passato: gli amici con cui aveva trascorso l’infanzia sui pontoni galleggianti ormeggiati in Sacchetta, la madre, la sorella Lidia, il rivale Eneo, sé stesso bambino… L’uomo sembra cercare in tale dimensione emotiva un’assoluzione da qualcosa di ancora non rivelato. La piéce, avvincente e poetica, è diretta da Maurizio Zacchigna, anche interprete assieme ad una compagnia di professionisti triestini – riuniti nella Casa del Lavoratore Teatrale – che seguono un percorso artistico interessante. Sarà un piacere per il pubblico apprezzarne le doti nell’ambito della nuova stagione dello Stabile.

mercoledì 14 maggio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
ATERBALLETTO – COME UN RESPIRO/ABSOLUTELY FREE (fuori abb.)

Nella seconda serata ci attende una sorta d’induttiva opposizione: da un lato il poetico Come un respiro composto di brani händeliani ricchi di forza evocativa, che trascinano in un vortice che sembra trasmettere una eco di spazi infiniti: una materia fatta di tensioni e di movimento che sembra voler raccogliere il respiro dell’ universo. Nella seconda parte della serata con Absolutley Free invece ci si abbandonerà a un vitalismo attuale e molto diverso per ritmi e atmosfere: l’intera compagnia si esprime con il massimo di libertà e di generosità interpretativa. Il risultato è un balletto ironico e fuori dagli schemi, che mostra in questo sforzo giocoso la più vera forza di un collettivo di danza.

dal 15 al 18 maggio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
THRILLER LIVE (fuori abb.)
Di: concetto originale e direzione esecutiva di Adrian Grant
Regia: Gary Lloyd
Coreografie: Gary Lloyd

L’esordio nazionale di Thriller Live è avvenuto nel novembre del 2009, proprio al Politeama Rossetti, davanti a un pubblico fitto e calorosissimo, incapace alla fine di trattenersi dal ballare assieme agli artisti. Lo spettacolo è un grande, ipertecnologico ed energico omaggio al genio artistico di Michael Jackson, il Re del Pop che era scomparso allora da pochi mesi.
Thriller Live però non è una celebrazione “a posteriori” della star: nasce ben prima e si potrebbe dire che la personalità e l’approvazione di Jackson ebbe un ruolo nello spettacolo, in cui il suo talento e la sua graffiante energia si sentono fortemente.
Una lunga gestazione infatti ha preceduto il debutto dello show, avvenuto nel gennaio 2009 al Lyric Theatre nel West End di Londra. Il suo ideatore, Adrian Grant, biografo di Michael Jackson, stava lavorando al progetto di Thriller Live fin dal 1991, quando organizzò la prima edizione della “Michael Jackson Celebration”, alla quale accorsero più di un migliaio di fan da tutta l’Inghilterra. Una festa-spettacolo impostasi come appuntamento fisso: nel 2001 fu lo stesso Michael Jackson, a prendervi parte dimostrando molto entusiasmo per l’iniziativa.

dal 23 al 24 maggio 2014 – Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
OBLIVION SHOW 2.5 “IL SUSSIDIARIO – IL GRAN FINALE”
Di: Davide Calabrese e Lorenzo Scuda
Regia: Gioele Dix
Con: gli Oblivion: Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda e Fabio Vagnarelli

Due spettacoli nella stessa stagione al Politeama Rossetti dimostrano il grande feeling che si è creato tra gli Oblivion e lo Stabile regionale che, con la Malguion srl, ne ha prodotto i successi Oblivion Show, Oblivion Show 2.0 – Il sussidiario, il nuovissimo OtHello, l’H è muta, e questa ultima evoluzione del loro spettacolo: Oblivion Show 2.5 – Il gran finale. Cosa differenzia il 2.0 dal 2.5? La nuova versione, sempre diretta da Gioele Dix, presenta il trenta percento di sketch inediti e appunto un gran finale a sorpresa…
Quasi impossibile per il pubblico di Trieste non conoscere gli Oblivion: il loro Oblivion Show è ritornato in scena più e più volte, segnando una serie di sold out, prima alla Sala Bartoli e poi nella grande platea della Sala Assicurazioni Generali. Ma in città hanno presentato in anteprima anche il loro esilarante libro sui Promessi sposi, hanno tenuto una memorabile (sicuramente tale per i ragazzi delle scuole) Lectio dementialis sullo stesso argomento, hanno intervistato a modo loro Eric Idle, hanno effettuato una fugace e gustosissima incursione nell’ultimo Festival dell’Operetta…

info su www.ilrossetti.it