Label – Martin Romeo a Kilowatt Festival 2013

Danza, movimento e video-arte: un connubio che spesso negli ultimi tempi viene utilizzato come mezzo di sondaggio delle opportunità nella scena. Se è vero poi che non di rado tale fusione rischia di generare zone fumose e dimostrazioni deludenti, più evidente appare in circostanze d’espressione opposte l’esattezza compositiva. È il caso di Label, performance che nasce dalla collaborazione fra Martin Romeo e Nicoletta Cabassi, il primo responsabile e creatore delle proiezioni e l’altra ideatrice della parte coreografica. L’assetto intero è giocato sulla dicotomia equilibrata delle antitesi di generazione: bianco-nero, orizzontale-verticale, stasi-dinamica. Il corpo strisciante, trascinato, poi sospeso per qualche attimo sembra costantemente impegnato nella lotta di sottrazione al suolo, alla sua calamità, perennemente imbrigliato nella volontà di non farsi sopraffare dal baratro turbinante delle visioni sintetiche impresse al chiarore del tappeto da danza, veicolate da suoni elettronici e bande di distorsione tonale. Seppur astratto per essenza e vocazione, lo spettacolo segue uno sviluppo concluso, ipnotico e limpido nella visione, distinguibile all’impressione per quel percorso che decreterà la vittoria ineluttabile dell’immagine binaria sulla forma autonoma, inevitabile resa dell’anatomia inghiottita da un baratro digitale. (Marianna Masselli)

 

La ricerca essenziale di Label trova la sua compiutezza nell’incontro-scontro tra le immagini video interattive di Martin Romeo, che è programmatore del software oltre che ideatore, e la coreografia di Nicoletta Cabassi. Nella lotta continua tra i due piani, tridimensionalità e bidimensionalità finiscono per cedere il posto l’una all’altra, l’immagine reiterata acquisisce corporeità incombente, s’innalza dal pavimento e sembra quasi diventare ologramma; la danza si trasforma invece in disegno di arti e ombre che tentano di uscire allo scoperto, di imporsi nello spazio d’azione e conquistare nella visibilità la propria esistenza, salvo poi arrendersi alla supremazia dell’immagine e della luce. La reiterazione delle forme e delle linee – supportate dall’originale tappeto sonoro di Enrico Bozzato – crea, pur nella sua astrazione, la possibilità di una narrazione, interpretabile liberamente e leggibile proprio nell’evidenza di questo conflitto. La vittoria è schiacciante: l’orma sembra creata dal corpo, ma nell’oscuramento improvviso – in cui la danza continua il suo dispiegamento – o nell’evidenza di un’orma dai contorni non coincidenti s’insinua la volontà precisa di ridefinizione della realtà a partire dal video. (Viviana Raciti)

Queste brevi recensioni fanno parte di “Cartoline da Kilowatt 2013″

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LABEL
ideazione e programmazione / concept and programming Martin Romeo
coreografie e danza / choreographer and performer Nicoletta Cabassi
con / with Martin Romeo
compositore / music Enrico Bozzato
durata / lenght 30’