La Tempesta 8 – Tra i maestri e il pubblico

tempesta 8Le parole, i temi. Le suggestioni. Potere di un maestro è l’imposizione del proprio pensiero, quasi involontario e distratto esercizio di sapienza culturale, saggezza enciclopedica. Una caratteristica comune a tutte le edizioni di questo quotidiano La Tempesta, diretto da Andrea Porcheddu per la Biennale Teatro 2013, è la capacità di trarre dalle dichiarazioni dei maestri – attraverso esplicitazioni teoriche o attraverso gli spettacoli – lo spunto di riflessione adatto a un ragionamento più ampio, affiancando la propria capacità d’analisi – per tramite della curiosità – all’espressione di chi già ne fa mestiere. Lo stesso è accaduto nei giorni scorsi per gli incontri tematici svolti in redazione con colleghi di maggiore esperienza, Antonio Audino e Massimo Marino, cui è stata posta sì attenzione per le loro dissertazioni ma anche condivisione della propria novella figura di critici in maturazione.

Tra i “virgolettati” di oggi spicca quello illustrato da Mariagiulia Colace e dedicato al laboratorio di Romeo Castellucci, raccontato da Vincenza Di Vita in apertura: «Non significare nulla ma suggerire tutto». Oh yes, viene da dire. E proprio alla “Lezione dei maestri” si dedica un articolo in seconda pagina di Martina Melandri, riannodando queste suggestioni nelle parole di Lauwers o Donnellan, Tolcachir o Cassiers, Mouawad o Lupa. Dopo il piccolo ma molto denso pezzo di Diego Pizzorno che rintraccia la derivazione shakespeariana di questo festival, lo spazio recensione è questa volta affidato a Marianna Masselli di ritorno dal Ritter, Dene, Voss di Krystian Lupa (visibile nel grande ritratto di scena di Futura Tittaferrante), cui si affiancano le interviste di Rossella Menna a Justo Barranco del quotidiano catalano La Vanguardia e la solita rubrica “Che ci faccio qui?” a cura oggi Lietti/Pizzorno. Ma c’è uno spazio nuovo in questo giornale, una dedica finalmente al grande escluso di festival e piazze teatrali di vario genere: che pubblico c’è in questa Biennale? Quale il suo spazio? Se ne occupa Sergio Lo Gatto nell’editoriale, ce ne occupiamo tutti a fasi troppo alterne, animati da stimoli e deduzioni da grandi lezioni di maestria. Ma, certo, è bene che ci sia qualcuno ad ascoltarle. Oltre noi.

Scarica il pdf – La Tempesta numero 8  – venerdì 9 agosto 2013 

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