Incontri a La Sapienza Dimore delle voci (14-28 maggio 2013)

CENTRO TEATRO ATENEO
Centro di Ricerca sullo Spettacolo
SAPIENZA Università di Roma
in collaborazione con RAI RADIO3
DIMORE DELLE VOCI
Laboratorio di Drammaturgia Sonora
quarta edizione
14-16-22-23-28 maggio 2013
Auditorium Sala A
Via Asiago, 10 Roma – ore 17.00

A cura di
Valentina Valentini
Con
Mariangela Gualtieri, Chiara Guidi, Roberto Latini, Ermanna Montanari, Franco Scaldati
Con la collaborazione di
Laura Palmieri

Gli incontri sono aperti al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili.
L’entrata è consentita dalle ore 16.30 e non oltre le ore 17.00.
Per informazioni: teatro3@rai.it / ctaorganizzazione@uniroma1.it

14 maggio, ore: 17
Franco Scaldati
Lucio

Presentazione: studenti del corso di “Teorie e pratiche dello spettacolo contemporaneo” (Sapienza Università di Roma)

Franco Scaldati legge Lucio: l’autore  sostiene il peso di una partitura a più voci – Lucio e Illuminata, Pasquale e Crocifisso, Ancilù e Ancilà.

La performance dello scrittore-attore,  scandisce il ritmo con il   corpo-voce-gesto, come  un antico aedo. Come l’aedo, Franco Scaldati drammatizza il racconto, dà voce ai personaggi di Lucio e Illuminata: la voce, il ritmo del suo corpo ci fanno seguire la storia come se fosse una favola con sospensioni, pause, suspense, sollevandola in un mondo che è terrestre e aurorale (Valentina Valentini).

Franco Scaldati, scrittore-attore-regista palermitano, rappresenta esemplarmente il concetto di autore di teatro nell’incarnarne la pratica, propria del teatro del Novecento, di un processo unitario e integrale che corre dalla elaborazione alla realizzazione dello spettacolo, dalla scrittura al suono di questa, incarnata dalla presenza della sua voce in scena. Tra le pubblicazioni: Franco Scaldati, Il teatro del sarto (Ubulibri 1990). Valentina Valentini (a cura di), Franco Scaldati (Rubbettino 1997). A. Di Salvo e V. Valentini (a cura di), Totò e Vicè (Rubbettino 2003) Il teatro all’Albergheria, Ubulibri, Milano 2009.

16 maggio, ore: 17
Mariangela Gualtieri
“Mantenere il passo conquistato”

Presentazione: Mauro Petruzziello e Walter Paradiso (dottorandi, Sapienza Università di Roma)

In questo incontro proferirò i versi che ho scritto per il teatro, accanto ai versi dei poeti che li hanno ispirati. Amelia Rosselli è stata molto spesso mia compagna di viaggi, ma anche Dante Alighieri, Dino Campana, Antonin Artaud, Dylan Thomas, Milo De Angelis, Jiri Orte ed altri.

Ogni volta che debbo scrivere il testo di un nuovo spettacolo, decido da quali versi di altri farmi influenzare. Questa influenza la scelgo, o sarebbe meglio dire: aspetto che si mi si riveli colui o colei che mi sarà maestro e che terrò vicinissimo nell’atto della scrittura. Si vedrà così di che cosa mi sono nutrita e come questo nutrimento di parole ha cercato di obbedire all’imperativo di Rimbaud “Il faut être absolument moderne. Point de cantiques: tenir le pas gagné”. Si vedrà come ho fiutato e seguito orme di altri per poi perdermi e così forse tracciare un sentiero che prima non c’era – o che forse c’è sempre stato. Tutto ciò con larga gratitudine a questi “coetanei che mi hanno preceduto”, e con piena umiltà (Mariangela Gualtieri).

Mariangela Gualtieri. Poeta, drammaturga e interprete. Fonda nel 1983 a Cesena il Teatro Valdoca con il regista Cesare Ronconi.
Sin dai primi spettacoli la ricerca drammaturgica manifesta un lavoro rigoroso nell’utilizzo del testo poetico.. Legata all’attività della compagnia è la Scuola Nomade, luogo di incontro e di formazione di giovani attori che ha portato alla realizzazione di spettacoli importanti come Ossicine (1994), Fuoco centrale (1995), e la Scuola di Poesia, che ha visto la partecipazione di alcuni tra i maggiori poeti italiani (Luzi, Fortini, De Angelis, Cucchi…).
Ha pubblicato diverse raccolte di versi, fra cui: Antenata (Crocetti 1992), Fuoco centrale (Einaudi 2003), Senza polvere senza peso (Einaudi, 2006), Bestia di gioia (Einaudi 2010) e Caino (Einaudi 2010).
Cfr. il sito http://www.teatrovaldoca.org

22 maggio, ore: 17
Roberto Latini
Radiovisioni – Il teatro amplifica il silenzio

Presentazione: di Luigi Avantaggiato (dottorando, Sapienza Università di Roma)

L’ incontro muove da un’indagine sull’uso dei microfoni, della motion capture, fino alla tecnica per l’ascolto denominata “aurofonia”, attraverso lo sguardo sul lavoro artistico svolto dalla compagnia Fortebraccio Teatro, e in particolare dalla relazione produttiva di Roberto Latini e Gianluca Misiti.

Le grammatiche sonore aumentano la scena e moltiplicano la visione (Roberto Latini).

Roberto Latini, si forma presso lo Studio di Recitazione e di Ricerca Teatrale “Il Mulino di Fiora” diretto da Perla Peragallo dove si diploma nel 1992. Attore, autore e regista, combina la sua attività di produzione alla direzione artistica del Teatro San Martino di Bologna che guida dal 2007. È il fondatore e direttore artistico di FORTEBRACCIO TEATRO, compagnia riconosciuta dal 1999 dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. È laureato in Metodologia e Critica dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Tra le pubblicazioni: a cura di Katia Ippaso, Io sono un’attrice. I teatri di Roberto Latini, Editoria e Spettacolo, Roma 2009 Cfr. il sito http://www.fortebraccioteatro.com/

23 maggio, ore: 17
Chiara Guidi
Relazione sulla verità retrograda della voce

Presentazione: Maria Cristina Reggio, Romina Marciante (gruppo àcusma)

Nell’arco di due ore Chiara guidi legge un racconto sulla pratica vocale di tipo molecolare, mostrando le connessioni di tipo sinfonico con alcuni brani musicali e proponendo esercizi agli spettatori.

La vastità enciclopedica di tutti i fenomeni sonori della terra la percepisco e la tratto come un insieme di note e di intervalli di una sinfonia che quotidianamente mi sforzo di ascoltare, imitare e trascrivere su una personale partitura musicale, con notazioni di nuovo conio, utili a fare ordine nella memoria e a essere riprodotte.
La tecnica l’ho chiamata “molecolare”, perché soltanto un approccio microscopico consente di delimitare il profilo sonoro degli elementi presi in esame. La piallatura culturale ed emotiva operata su tutte le inflessioni e i significati della voce umana, colloca quest’ultima accanto a tutte le frequenze del suono.
Il vocabolario si arricchisce di nuove parole e la scala melodica oratoria riproduce voci tratte dalle più piccole particelle sonore della terra. Qui ha inizio il cammino a ritroso verso la verità della voce umana, e verso la potenza classica della parola. (Chiara Guidi).

Chiara Guidi, con Romeo e Claudia Castellucci fondatrice della Socìetas Raffaello Sanzio nel 1981, sviluppa una ricerca sulla voce come chiave drammaturgica nel dischiudere suono e senso di un testo, come corpo, azione, disegno, nell’ascolto della sua grana e nella costruzione, attraverso essa, di un tempo e di uno spazio. Rivolge la propria tecnica vocale sia a produzioni per un pubblico adulto, sia elaborando una specifica concezione di teatro per l’infanzia, premio Ubu nel 1998. Assumendo la musica come paradigma, a partire dal 2008 dirige Màntica. Esercizi di voce umana, un programma di teatro e musica al Teatro Comandini di Cesena, nel 2009 dirige il Festival Internazionale del Teatro in Piazza di Santarcangelo di Romagna, e nel 2011 inaugura al Teatro Comandini Puerilia, festival di puericultura teatrale.
Del percorso di ricerca vocale fanno parte il concerto Madrigale appena narrabile (2007), Flatlandia (2008), lettura drammatica e musicale del racconto di E. Abbott, e i progetti L’ultima volta che vidi mio padre e Ingiuria, con Alexander Balanescu, Blixa Bargeld e Teho Teardo. Esito di un dialogo di lungo corso e della volontà di mettere alla prova sul palco l’incontro fra due diversi e autorevoli approcci alla tecnica vocale, nel 2012 Chiara Guidi ha prodotto con Ermanna Montanari lo spettacolo Poco lontano da qui. Fra le pubblicazioni, Cantar recitando in a cura di Valentina Valentini, Drammaturgie sonore. Teatri del secondo novecento, Bulzoni , Roma 2013.Chiara Guidi,. Sulla tecnica molecolare della voce. Appunti di esperienze in luogo di una teoria. Culture teatrali. Teatri di Voce ( a cura di L. Amara e P. Di Matteo), n. 20 2010. Quaderni del Battello Ebbro, 2011
Cfr. il sito http://www.raffaellosanzio.org/

28 maggio, ore: 17
Ermanna Montanari
La camera da ricevere

Presentazione:
Leili Galehdaran (dottoranda, Sapienza Università di Roma e poeta) e Ida Vinella (gruppo àcusma)

Dalla stanza dei travestimenti le arie e le figure degli spettacoli e del repertorio di una grande attrice: Fatima asina parlante, Rosvita dalla squillante voce, Madre Ubu che squittisce le sue invettive, l’instupidimento di Alcina, l’afasia di Arpagone, la spudoratezza di Tonina Pantani.

Nel casolare in cui vivevo da bambina c’era una stanza al pianterreno che si teneva sempre chiusa, chiamata la cambra da rizèvar, che per comprarla il nonno vendette la più preziosa mucca da latte della sua stalla. La camera si apriva solo due volte l’anno, a Pasqua e a Natale, per accogliere i parenti: i nonni materni, le zie vedove, i cugini dalla Francia, tutti abbigliati nei loro goffi vestiti della domenica.
La cambra da rizèvar, con l’andare del tempo, era diventata il nascondiglio dove, senza essere vista dagli abitanti della casa, potevo confidare le mie avventure canterine e i miei travestimenti che da lì iniziarono a prendere forma. Un luogo fragile, buio, non percorribile, denso di insidie (Ermanna Montanari).

Fonda nel 1983 il “Teatro delle Albe” con Marco Martinelli, Luigi Dadina e Marcella Nonni lavorandobcome autrice, attrice e scenografa, in un percorso che caratterizza la compagnia attraverso il filo doppio della ricerca e della tradizione, invenzione di linguaggi contemporanei e attenzione al proprio patrimonio etnico.
Nel 1986 è autrice e unica interprete di Confine, spettacolo ispirato ai racconti di Marco Belpoliti. Nel 1991, il Teatro delle Albe fonda “Ravenna Teatro”, “Teatro Stabile di Innovazione”, per il quale dal 1991 al 1995 Ermanna Montanari cura la direzione artistica del progetto Il linguaggio della dea.
Ha pubblicato sulle riviste Lapis, Riga, Il semplice, The Open Page, Lo Straniero.
Nel 2009 le viene assegnata la direzione artistica del Festival di Santarcangelo, assieme a Chiara Guidi (Socìetas Raffaello Sanzio), Enrico Casagrande (Motus) nell’ambito del progetto triennale “Santarcangelo 2009-2011.
Vincitrice del Premio Ubu come miglior attrice nel 2000, 2007, 2010.
Cfr. Laura Mariani, Ermanna Montanari, fare-disfare-rifare nel Teatro delle Albe, Titivillus Mostre Editoria 2012. Il sito http://www.teatrodellealbe.com/