Authors directing Authors. LaBute/Calvani al debutto romano

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AdA sta per Authors directing Authors, progetto istituito da Mixò, Titania Produzioni, Spoleto Festival, La Mama (New York) e Indipendent Enghlish Theatre, nel quale ogni autore coinvolto dirige un testo di un collega proveniente da un’altra nazione. In questa edizione si sono confrontati l’americano Neil LaBute e l’italiano Marco Calvani, campo di sperimentazione è proprio Spoleto. Due i testi concepiti, Robe dell’altro mondo, scritto da Calvani e diretto dall’autore di Detroit e Lovely Head composto da LaBute e messo in scena dall’altro; tema comune: la famiglia. Le due pièce hanno debuttato al Teatrino delle Sei di Spoleto. Ora a Roma fino al 2 giugno, presso il Teatro dei Conciatori, vi è l’opportunità di assistere a Lovely Head (nella traduzione di Luca Calvani prende il titolo di  Incantevole), atto unico per due personaggi con l’interpretazione di Urbano Barberini e Elisa Alessandro. La drammaturgia porta con sé alcuni dei tòpos della scrittura di LaBute, quella che con fortuna alterna abbiamo visto anche sul grande schermo – l’americano ha scritto e diretto pellicole come Nella società degli uomini, Amici e vicini, Betty Love, La terrazza sul lago, molte delle quali nate da testi per il palcoscenico: un immaginario dove dominano relazioni malate, sesso mercificato e incomunicabilità generazionale, ma anche molta ironia, cinica e sprezzante.

Nel piccolo spazio testaccino troviamo un accogliente divano in pelle bianca al centro, un mobiletto a cassetti sulla sinistra, un frigorifero pieno di sole acque minerali sulla destra e una musica d’ambiente – diegetica in quanto programmata nei volumi e nelle scelte dal protagonista. Tutti elementi di una moderna middle class. Egli, il protagonista, affermerà d’altronde molte volte il desiderio di passare più tempo con la sua concubina, ma nonostante la paghi più di quanto dovrebbe non può permettersi di fare di meglio. Lei è una giovane donna, stretta in un vestito nero e corto, doppi sensi e battute sempre pronti, lui è un goffo signore di mezza età. La aspetta con ansia, come fosse il primo appuntamento galante, basta poco per capire il ruolo della ragazza e altrettanto facilmente veniamo indirizzati verso il più ovvio degli snodi drammaturgici: i due sono imparentati. L’uomo, esperto di acque minerali, gentile e ingenuo, è lo zio della sboccata Lolita. I due si incontrano abitualmente, ufficialmente l’obiettivo dell’uomo è quello di tenere i contatti con la ragazza e portare notizie alla famiglia.

imageLa pièce nella sua concentrazione dura meno di un’ora, abilmente costruisce un percorso negandolo in un finale che vorrebbe sorprendere lasciando in sospeso il dubbio. Se i due attori contribuiscono amabilmente a questo gioco e la regia di Calvani lavora, a ragione, su un piano piuttosto invisibile cercando nella costruzione dei personaggi quella credibilità indispensabile per giustificare la linea narrativa, il testo sembra però poco più di un simpatico divertissement teatrale, un gioco appunto sin troppo facile per un autore come LaBute, capace di approfondimenti ben più complessi. La morbosità sessuale dell’uomo nei confronti di una ragazza molto più giovane, alla quale viene chiesto di inscenare una commedia quasi fosse una citazione dei Sei personaggi, rimane un timido cenno che lascia lo spettatore improvvisamente affamato. Il rischio è che questo atto unico venga ricordato per una paludata battaglia tra i sessi condita di quelle pungenti e ironiche battute tipiche di certa scrittura mainstream americana, quando invece è nel vuoto del non detto finale, nella sospensione della verità che dovremmo perderci dolorosamente.

Andrea Pocosgnich

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In scena fino al 2 giugno
Teatro dei Conciatori [cartellone 2013/2014] Roma

Mixò / Compagnia Urbano Barberini / Spoleto55 Festival dei 2Mondi
in collaborazione con
La MaMa Theatre New York / Fringe Madrid / I.E.T Independent English Theatre / MTM
con il sostegno di HYDROWATT S.P.A.
INCANTEVOLE
Lovely Head
di Neil LaBute
traduzione di Luca Calvani
con Urbano Barberini e Elisa Alessandro
regia di Marco Calvani
scenotecnica Paul Bouchard costumi Lucy Hellier luci Flavio Mainella
aiuto regia Lydia Biondi assistente alla regia Tullia Raspini
organizzazione generale Viviana Broglio
ufficio stampa Benedetta Boggio