I due passi di Carullo-Minasi verso una fragile elegia della felicità

foto di Marco Caselli Nirmal

Vivono in una placenta immobile Cri e Pe, non possono muoversi, atterriti dalla paura di un fuori sconosciuto. Cosa sono i desideri? Di cosa ha bisogno l’uomo per essere felice? Se lo chiedono i due interpreti di Due passi sono con un’ingenuità dolcissima e disarmante che li fa essere sinceramente sullo stesso piano dei propri personaggi.

Lo spettacolo è in scena fino a stasera (1 novembre) al Teatro Due di Roma nell’ambito della storica manifestazione Le Vie dei Festival, con la quale l’Associazione Cadmo riesce ogni anno a portare un teatro che altrimenti rimarrebbe nascosto al pubblico capitolino.

I due passi sono quelli che Pe vorrebbe fare fuori di casa per incontrare il mondo e per guardare gli occhi delle persone, mentre si trova necessariamente impedito su una sedia, «vai tu – dice alla compagna – io ho le gambe molli». In scena ci sono solo i due protagonisti dalle fattezze minute, non entrerà nessuno a salvarli, nessun viandante busserà con la buona novella in tasca, il mondo esterno entra solamente tramite il giornale: utilizzato prima come attrezzo ginnico e poi come lettura a partire dall’estrema leggerezza e vacuità della pubblicità, che invece – come d’altronde sempre accade nella costruzione drammaturgica dei due – porta a soffermarsi sui moti dell’anima più struggenti, il matrimonio, le sue complicazioni, il desiderio di un bambino.

É naturale e immediato far combaciare quei nomignoli, Pe e Cri, con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, il lavoro funziona e appare sincero proprio per l’evidente portata autobiografica. I due autori e interpreti (vincitori proprio con questo spettacolo del Premio Scenario per Ustica 2011 e di In-Box 2012) hanno avuto la capacità di saldare la propria vicenda privata su una drammaturgia dell’attesa e della ripetizione – sì, probabilmente non ci libereremo mai del teatro dell’assurdo – che agilmente però si lancia in un quotidiano a noi prossimo. Certamente ci sono dei momenti nei quali la ripetizione non porta a nulla, se non a uno schema comico svelato prima che l’interprete arrivi al classico acme; ma l’ironia dei due, la forza scenica e la precisione ritmica della Minasi trascinano lo spettatore verso un finale che altro non può essere se non di speranza, sfidando la retorica a ogni passo, e arrivando in fondo proprio in virtù di quella sincerità con cui hanno cominciato.

Andrea Pocosgnich

in scena dal 30 ottobre al 1 novembre 2012
Teatro Due – nell’ambito de Le vie dei Festival [programma] Roma

Carullo-Minasi / Il castello di Sancio Panza (Messina)
DUE PASSI SONO
Selezione Scenario per Ustica 2011
Vincitore di In-Box 2012
regia, testi e interpretazione Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
aiuto regia Roberto Bitto
Ringraziamenti infiniti a Alessandro Arena, Giovanna La Maestra, Cinzia Muscolino e Roberto Bonaventura