Stagione 2012 – 2013 Teatro Franco Parenti di Milano

STAGIONE 2012/2013 TEATRO FRANCO PARENTI DI MILANO

Settembre 2012
CAMPUS 2012

Per viaggiare con la fantasia trascorrendo l’estate in città cullati dalla magia del teatro!

3-7 ottobre 2012
SARABANDA
dall’omonimo testo di Salvatore Veca
drammaturgia di Salvatore Veca e Laura Pasetti
con nove interpreti da Marocco, Senegal, Zambia, Iran, Cuba, Equador e tre italiani
regia di Laura Pasetti

Mescoleranno canto, danza e racconto con musiche di liuto, tamburi persiani e senegalesi, flauto e contrabbasso, i nove artisti provenienti dall’Asia, dall’Africa, dal Centro America e i tre italiani protagonisti di Sarabanda. Un nuovo spettacolo fatto di storie personali di fughe alla ricerca della libertà, di confronto fra culture sui temi dell’ingiustizia, a cui si intrecciano domande alle quali l’Occidente non ha ancora dato risposte. Storie di sogni ai quali questo progetto vuole dare una possibilità di realizzazione.
Sarabanda nasce dal laboratorio che Laura Pasetti, attrice, regista ed esperta di didattica teatrale, ha tenuto sul testo di uno dei più autorevoli filosofi della politica, Salvatore Veca, che lo ha riascritto partecipando al laboratorio e modellandolo su quanto è emerso dai racconti dei partecipanti. In scena: Kacem El Attioui, Mohamed Ba, Ilunga Martin, Aram Ghasemi, Isabella Picchioni, Deniz Azhar Azari, Mavis Castellanos, Odelyse Cruz Perez, Yordi Cagua, Lisa Capaccioli, Davide Del Grosso, Nicola Ciaffoni e Rossella Raimondi

10-17 ottobre 2012
IL DIARIO DI MARIAPIA                   [recensione] testo e regia Fausto Paravidino
con Monica Samassa, Iris Fusetti, Fausto Paravidino
Produzione Fondazione Teatro Regionale Alessandrino

Fausto Paravidino, trentasei anni, fuori classe della scena, attore, regista e autore, è uno dei pochissimi italiani rappresentati alla Comédie Française. Il diario di Maria Pia è una commedia che trasforma il dolore di una storia comune e personale, quella della malattia terminale di sua madre, in una vittoria sul tabù della morte, che ci commuove e sorprendentemente ci diverte.

11-21 ottobre 2012
RADIO ARGO
di Igor Esposito
diretto e interpretato da Peppino Mazzotta
musiche inedite e progetto sonoro Massimo Cordovani
Produzione Rossosimona
Premio Nazionale della Critica 2011

Ha vinto il Premio della Critica 2011, l’Orestea pop di Peppino Mazzotta (noto al grande pubblico nel ruolo dell’ispettore Fazio del Montalbano televisivo), strepitoso racconto per microfono e dj trasformista, riscrittura aspra e profonda del drammaturgo e poeta napoletano Igor Esposito

17-28 ottobre 2012
L’INFINITA SPERANZA DI UN RITORNO
con Elisabetta Vergani
regia di Maurizio Schmidt
Produzione Farneto Teatro

Toccante spettacolo presentato la scorsa stagione, con Elisabetta Vergani che ci restituisce la vicenda umana e poetica di Antonia Pozzi, straordinaria giovane donna che, attraverso la poesia, declina i ricordi della sua vita, le paure, le sofferenze, le speranze. Un mirabile percorso in cui si intrecciano poesie, lettere e diari che si propone di interrogare con rispetto il mistero della sua breve esistenza. Attraverso le fotografie scattate da lei stessa e proiettate sulla scena, scopriamo anche il grande amore per la montagna e per le campagne lombarde che Antonia percorre in bicicletta e la dolorosa attenzione per le periferie di Milano alla vigilia della Seconda guerra mondiale.

23-31 ottobre 2012
ESEQUIE SOLENNI
di Antonio Tarantino
con Ivana Monti e Laura Pasetti
regia Andrée Ruth Shammah
scene Gian Maurizio Fercioni
Produzione Teatro Franco Parenti

L’amore, il rispetto della persona e dei sentimenti si contrappongono alle imposizioni del potere. Torna in scena dopo il successo della scorsa stagione lo spettacolo di Andrée Shammah: un ironico e avvincente gioco delle parti, dell’ intelligenza, della complicità fra Ivana Monti e Laura Pasetti che entrano, escono e commentano il dialogo immaginario fra Nilde Iotti e la vedova De Gasperi.

6-11 novembre 2012
AMLETO²
Uno spettacolo di e con Filippo Timi
e con Lucia Mascino, Marina Rocco, Luca Pignagnoli, Elena Lietti
Luci Marcello Jazzetti
Assistente alla Regia Fabio Cherstich
Secondo Assistente alla Regia Raphael Tobia Vogel
Direttore dell’Allestimento Emanuele Salamanca
Direttore di Scena Armando Tortora
Elettricista Mirco Segatto
Fonico Matteo Simonetta
Sarte Simona Dondoni e Ginevra Danielli
Produzione Esecutiva Federico Parenti
Produzione Teatro Franco Parenti

Filippo Timi, artista innovativo che il Teatro Franco Parenti produce da tre stagioni, è tra i più apprezzati interpreti del cinema e del palcoscenico. Timi presenta una nuova edizione di Amleto: una rilettura dove ogni gesto o parola diventa gioco e voce personale, provocazione intelligente, “helzapoppin” ad alta gradazione di divertimento. Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, folle e colorato. Di fronte alla tragedia hai due possibilità: soccombere o esplodere nel massimo della vitalità. Filippo Timi ha scelto la seconda trasformando la tragedia in commedia.

7-18 novembre 2012
FLATLANDIA [recensione] lettura drammatica e musicale di Chiara Guidi
dall’omonimo racconto fantastico a più dimensioni di Edwin Abbott Abbott
tradotto da Masolino D’Amico
Produzione Socìetas Raffaello Sanzio

A Flatlandia esistono solo due dimensioni e quando un quadrato incontra una sfera intuisce, con sospetto, che possa esistere un altro mondo. Pubblicato anonimamente come satira del mondo vittoriano da Edwin Abbott Abbott (1838-1926), Flatlandia è un racconto fantastico, una metafora della condizione umana con le sue gerarchie sociali sociali, al quale Chiara Guidi dà voce immergendo il pubblico nella magia e lasciando correre l’immaginazione di ognuno tra suoni e colori.

15 novembre-6 dicembre 2012
NASCOSTO DOVE C’È PIÙ LUCE
GIOIOSE, SPUDORATE, RABBIOSE, SOFFERTE OPINIONI DI UN COMICO
scritto e interpretato da Gioele Dix (e un’interprete in via di definizione)
Produzione Bananas s.r.l.

Sotto la luce dei riflettori l’attore trova il suo rifugio. Parte da questo paradosso il nuovo spettacolo di Gioele Dix. Cronache esilaranti e amare, in perenne altalena fra riso e pianto, fra minuzie e massimi sistemi che si trasformano a vista nel copione di una commedia.

20 novembre-2 dicembre 2012
BUCHETTINO
da Le petit poucet di Charles Perrault
scene e ambientazione sonora Romeo Castellucci
narratrice Silvia Pasello
regia Chiara Guidi
Produzione Socìetas Raffaello Sanzio

Un vero e proprio classico per adulti e bambini nel repertorio della Socìetas Raffaello Sanzio, Buchettino invita i più piccoli a essere protagonisti, prima spaventati poi sollevati dall’immancabile lieto fine, e concede agli adulti di tornare quei bambini che una camera da letto bastava a rassicurare. Vi si assiste a letto, in un allestimento che ricostruisce una camerata. E la favola avviluppa l’ascoltatore, lo trascina, lo emoziona e spaventa. In un gioco di rumori e voci cui la stanza di legno fa da risuonatore armonico, la narratrice si fa anche protagonista, presta il suo corpo ai personaggi: diventa il padre e la madre, l’orco… E si sta lì, nascosti dalle coperte, ad ascoltare. Protetti. In solitudine, in comunione. Alla fine si esce emozionati da questa geniale creazione che ha profondamente rinnovato il teatro ragazzi.

07-19 dicembre 2012
SUONIEMOZIONI DA BATTISTI-MOGOL A MARIA CASSI
di e con Maria Cassi
Produzione Teatro del Sale in collaborazione con Change Performing Arts
Produzione esecutiva CRT Artificio

Torna con il suo nuovo spettacolo Maria Cassi. Da mattatrice della scena, tra teatro, clownerie e canto, rilegge insolente, emozionante e comica, musica e testi del mito Battisti-Mogol.

15-18 dicembre 2012
GIOÀNN BRERA
L’INVENTORE DEL CENTRAVANTI
di Sabina Negri
con Bebo Storti – voce narrante e recitante
e con Luca Garlaschelli – contrabbasso, tromba, voce
Simone Spreafico – chitarra, voce
musiche Enzo Jannacci
regia Bebo Storti
In collaborazione con Gershwin Spettacoli

Interpretato da Bebo Storti, artista che riesce a far ridere e a commuovere coniugando comicità e tragedia, lo spettacolo scritto da Sabina Negri con musiche dal vivo e canzoni di Jannacci, è dedicato a Gianni Brera, il più grande giornalista sportivo italiano di sempre, colui che ha inventato un linguaggio per raccontare il calcio, il ciclismo e l’atletica come “epos”. La pièce fa riemergere la sua personalità complessa inserendo la sua vicenda umana e professionale nella storia italiana del Novecento, riletta attraverso le imprese, i trionfi, i drammi sportivi di Coppi e di Bartali, di Meazza e del Grande Torino.

20 dicembre-6 gennaio 2012
SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA ANCORA PIÙ GROSSA
di Ray Cooney
con Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Miriam Mesturino, Ninì Salerno
e con la partecipazione di Raffaele Pisu
regia Gianluca Guidi
Produzione Artù in coproduzione con Ente Teatro Cronaca

Miglior commedia dell’anno a Londra, successo in tutto il mondo. Una vorticosa serie di bugie tra scandali, tradimenti, cadaveri ingombranti, triangoli amorosi.


8-13 gennaio 2013
NEL NOME DEL PADRE
Reading/Spettacolo di Luigi Lunari
con Margherita Buy e Patrick Rossi Gastaldi
a cura di Patrick Rossi Gastaldi
Produzione Antheia

Commedia sentimentale per due personaggi che poco alla volta svelano se stessi. E’ il testo di Luigi Lunari portato in scena come reading-spettacolo da Margherita Buy e Patrick Rossi Gastaldi, che ne cura anche la regia. Rosemary ed Aldo provengono dai poli opposti della nostra società: lei figlia del vecchio Kennedy (e sorella del presidente assassinato), lui figlio di Togliatti. Due figli schiacciati dall’ombra dei propri genitori, che in questo incontro catartico tentano di liberarsi del loro peso per trovare una propria misura di vita e una normalità in risposta a disumani progetti e laceranti ambizioni.

11-20 gennaio 2013
UNA NOTTE IN TUNISIA [recensione] di Vitaliano Trevisan
con Raffaella Azim, Alessandro Haber, Pietro Micci, Roberto Trifirò
regia Andrée Ruth Shammah
Produzione Teatro Franco Parenti

Andrée Shammah ha voluto mettere in scena il bellissimo testo di Trevisan, fra gli autori più interessanti del panorama italiano, come un atto d’amore e di fiducia verso il teatro. Dalla cronaca e dalla storia, dalla trama degli ultimi giorni di vita di Craxi – X è il suo nome nel testo – una metafora del potere e della sua caduta. Applauditissimo dal pubblico e dalla critica, lo spettacolo ha per protagonista un Alessandro Haber in stato di grazia, calato in un corpo a corpo con un personaggio degno di Bernhard.

23 gennaio- 3 febbraio 2013
QUI E ORA
di Mattia Torre
diretto e interpretato da Valerio Mastrandrea
Produzione BAM Teatro / Vasquez y Pepita

Valerio Mastandrea, uno dei nuovi protagonisti del nostro cinema (ricordiamo Romanzo di una strage di Tullio Giordana, La prima cosa bella e Tutta la vita davanti di Virzì) torna in scena con una novità assoluta di Mattia Torre, giovane autore della serie cult Boris e, per il teatro, di 456 andato in scena la scorsa stagione. Fra grottesco, malinconia e ironia, lo spettacolo comincia con un incidente appena avvenuto in una strada secondaria di un’isolata periferia romana, completamente deserta, senza passanti, né case. Un incidente spettacolare: a terra, a pochi metri l’uno dall’altro, due uomini sulla quarantina…

1-10 febbraio 2013
IL RACCONTO DELL’INCENDIO DI VIA KEPLERO
di Carlo Emilio Gadda
con Anna Nogara
percussioni Marco Scazzetta
Produzione Teatro Franco Parenti

Vero e proprio “gioiello” prodotto nel ‘96 in cui Anna Nogara, affiancata dal percussionista Marco Scazzetta esalta, come raramente accade, la forza espressiva e il ritmo travolgente del racconto gaddiano. Al centro dell’azione il caseggiato di una via milanese con una serie di folgoranti protagonisti, la spaventata, ridicola umanità che Gadda coglie, con impietoso umorismo, nelle sue occupazioni tipiche, sconvolte dall’incendio. Nella tragicità dell’ evento tutto risulta di una comicità irresistibile e alla fine arriva la consapevolezza di ciò che conta davvero.

4-10 febbraio 2013
REPORT DALLA CITTÀ FRAGILE
di e con Gigi Gherzi dal suo romanzo Atlante delle norme e dei salti
regia di Pietro Floridia
Produzione Olinda e Teatro dell’Argine

“Report dalla città fragile nasce grazie a una lunga residenza all´ex Paolo Pini (…) ex manicomio con il suo presente di spazio civile. Habitat perfetto per questo lavoro che più o meno funziona così: Gherzi accoglie il pubblico all´ingresso e lo invita a percorrere lo spazio disseminato di oggetti: sono le preziose tavole tridimensionali create da Pietro Floridia con materiali recuperati. A ciascuna corrisponde una domanda, o meglio un´immagine alla quale si può rispondere scrivendo su block notes messi a disposizione. E tutti (o quasi) danno il loro contributo, tasselli di una drammaturgia collettiva che poi Gherzi reinterpreta improvvisando sulle diverse risposte.(…)

5-17 febbraio 2013
C COME CHANEL
di Valeria Moretti
con Milena Vukotic e David Sebasti
regia Roberto Piana
Produzione E20INSCENA di Stefano Mascagni

Dotata di una classe che da sempre la contraddistingue, Milena Vukotic ha attraversato il cinema e il teatro italiani (e non solo), dai primi anni Sessanta fino ad oggi, scelta da registi come Bunuel, Strehler, Zeffirelli e premio Eleonora Duse alla carriera. L’attrice si confronta oggi con la figura leggendaria di Coco Chanel che ha attraversato quasi un secolo di storia dal dramma della Prima guerra mondiale, agli anni ruggenti al periodo oscuro dell’Occupazione. Non un racconto biografico, ma un mosaico raffinato, scritto dalla giovane autrice Valeria Moretti e interpretato con David Sebasti, per ricreare l’identità di Gabrielle detta “Coco” e insieme quella di un mondo, del quale Chanel era protagonista, in cui recheggiano i nomi di Cocteau, Stravinskij, Picasso.

7-17 febbraio 2013
DE PRETORE VINCENZO
di Eduardo De Filippo
con Enzo Moscato, Pietra Montecorvino, Ernesto Lama
e con al partecipazione di Maria Luisa Santella e Enzo Gragnaniello
regia Armando Pugliese
Produzione Komiko Production

Vincenzo De Pretore è un figlio di nessuno costretto ad arrangiarsi per sopravvivere nel mondo della fame, dei santi di cui si abusa la protezione e di un paradiso che non esiste se non nella testa di chi lo ha sognato. Considerata un classico del ‘900, la commedia di Eduardo, nella nuova messinscena di Pugliese, diventa uno spettacolo musicale la cui vita nasce dal buio e sfocia negli ultimi quadri del paradiso. Una compagnia di attori-cantanti distanti dal teatro di tradizione: Enzo Moscato, riferimento della drammaturgia napoletana contemporanea, con una dimensione onirica e sospesa per i ruoli che furono di Eduardo, una vulcanica Pietra Montecorvino, Ernesto Lama, peculiare protagonista, Enzo Gragnaniello, autore anche delle musiche e Maria Luisa Santella, icona dell’avanguardia teatrale napoletana.

12-28 febbraio 2013
L’ORIGINE DEL MONDO, RITRATTO DI UN INTERNO                    [recensione] spettacolo in quattro episodi scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Daria Deflorian, Federica Santoro, Lucia Calamaro
Produzione Produzione: ZTL-pro 369gradi, PAV

Spettacolo rivelazione che cattura e porta in un mondo fatto di azioni quotidiane e di paure: una famiglia di donne con le loro ossessioni più profonde e momenti di disperata allegria, e una lingua teatralissima e avvolgente. L’interno è la casa, dove vivono una madre e una figlia, dove arrivano altri personaggi della costellazione familiare, dove aleggia il “fantasma” di una psicanalista, dove gli elettrodomestici sono simili a ingombranti, monumentali divinità. Ma quell’interno è ancora di più un universo interiore, rovistato, messo in piazza, ferito, accarezzato.

14-24 febbraio 2013
LEONILDE. STORIA ECCEZIONALE DI UNA DONNA NORMALE
di Sergio Claudio Perroni
con Michela Cescon nel ruolo di Nilde Iotti
regia Roberto Andò
Produzione Teatro Stabile di Catania

Uno spettacolo dedicato a Nilde Iotti in cui si fondono pubblico e privato, slancio lirico e rigore documentaristico nell’interpretazione Michela Cescon, interprete teatrale (Premio Ubu per Giulietta degli spiriti) e cinematografica (Primo amore di Matteo Garrone). “La prima impressione che, a contrasto, ci lascia questa «Leonilde» che ripropone la figura di Nilde Iotti, è quella della miseria di gran parte della politica odierna. Al centro una spinta etica, un impegno in prima persona in nome degli altri che segnò tutta la vicenda umana e politica della Iotti che portò avanti battaglie storiche per cambiare la vita quotidiana delle persone e delle donne innanzitutto. Un testo secco, senza un filo di retorica, che è racconto in prima persona di una vita non facile ma ricca, la cui teatralità è tutta nella regia di Roberto Andò e nella interpretazione di Michela Cescon che coinvolge con una recitazione tesissima.” Paolo Petroni – Corriere della Sera

19 febbraio-3 marzo 2013
PARADOSSI E PARASTINCHI
CRISI, SEPARAZIONE, GUERRA, MORTE E ALTRE STORIE A LIETO FINE
di e con Corrado Nuzzo e Maria Di Biase
regia di Massimo Navone
Produzione Bananas

“La scienza studia i pazzi, noi indaghiamo i disastri che fanno le persone normali”. E’ sull’osservazione della normalità che Nuzzo e De Biase hanno negli anni costruito il loro mondo surreale, che mette in scena situazioni con una forte carica d’ironia e autoironia, un farneticante furore barocco e uno sregolato umorismo divertente e allarmante allo stesso tempo. Coppia che spazia dal teatro comico a quello drammatico, alla tv (Zelig, i programmi della Gialappa’s, Bulldozer), alla radio, in Paradossi e parastinchi Corrado e Maria inneggiano all’apoteosi della banalità e si scusano fin da subito con gli spettatori se lo spettacolo, tra conflitti di coppia, tradimenti, amori impossibili, insoddisfazioni personali, sedute psicologiche, mutui inaccessibili, recessione, cultura allo sbando e fede che vacilla, dovesse suscitare, oltre che tante risate, anche qualche intelligente riflessione

27 febbraio-24 marzo 2013
IL DON GIOVANNI
OVVERO L’AMORE ABBASSATO AL LIVELLO DEI BARBONCINI
di e con Filippo Timi
Compagnia in via di definizione
Produzione Teatro Franco Parenti/Teatro Stabile dell’Umbria

Né secondo Molière, né secondo Mozart, semplicemente secondo Filippo Timi: il mito di Don Giovanni riscritto dal più irriverente dei giovani artisti italiani.

5-28 marzo 2013
SANGUE IMPAZZITO
LE PRIME 24 ORE DA MITO DI J.B.
di Nicola Nocella e Omar Pedrini
con Nicola Nocella
Produzione Teatro Franco Parenti

John Belushi secondo Nicola Nocella, uno tra i più talentuosi attori italiani del momento, esploso con Il figlio più piccolo di Avati, interpretazione che gli è valsa ben sei premi, tra cui il Nastro d’Argento come miglior attore esordiente. Poi altri film, corti e, in televisione con Fabio Volo. Novità assoluta, scritto con l’amico cantante e chitarrista Omar Pedrini, lo spettacolo inizia con John Belushi stroncato da una dose letale di speedball. Il suo corpo. Ma la sua anima? Eccessiva, geniale e ribelle, non ha concesso al cielo il tempo per decidere quale posto destinarle. E ora tocca a un angelo, il migliore nel suo campo, armato di chitarra acustica e grande esperienza, scendere a chiudergli gli occhi e segnare, con la parola fine, anche la collocazione nell’eternità.

6-17 marzo 2013
BERLINGUER. I PENSIERI LUNGHI
testo e regia di Giorgio Gallione
con Eugenio Allegri
video Francesco Frongia
ProduzioneTeatro dell’Archivolto
in collaborazione con Teatro Stabile di Genova

“Vedo l’utopia. Sta all’orizzonte. Io mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi verso l’orizzonte, e l’orizzonte si allontana dieci passi più in là. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve allora l’Utopia? A questo serve: a camminare”. Interprete di uno dei maggiori successi teatrali degli ultimi anni, Novecento, scritto per lui da Baricco, Eugenio Allegri è protagonista di questo racconto teatrale né biografico, né celebrativo. Uno spaccato di storia italiana e di un’epoca dove l’idea di politica come sacrificio, abnegazione, servizio, sembrava ancora possibile. Le parole di Gramsci, Pasolini, Saramago, Allende mettono a fuoco ciò che abbiamo rimosso, perduto, trasformato, negato.

23-24 marzo 2013
L’AMORE IL VENTO E LA FINE DEL MONDO
PAROLE DA QOÈLET, CANTICO DEI CANTICI, APOCALISSE
con Francesco Colella, Silvia D’Amico, Leonardo Maddalena
regia Francesco Lagi
Produzione Teatrodilina

Un gruppo di talenti che si divide fra cinema e teatro (fra cui Francesco Colella, ronconiano, Premio UBU 2010 e Francesco Lagi, applaudito con Missione di pace all’ultimo Festival di Venezia) in uno spettacolo che riunisce tre testi della Bibbia ai quali restituire il loro valore di ricerca di senso del nostro stare al mondo. Una partitura sonora e visiva, tra film e materiale audiovisivo, che va dal found footage, alle canzoni, all’opera lirica, al frammento sonoro. Qoèlet, una riflessione sui fondamentali della vita e dei comportamenti che costringe a confrontarci con le nostre ambizioni e desideri. Il Cantico dei Cantici, un dialogo sull’amore fra un uomo e una donna, che parla del desiderio erotico come via di salvezza verso qualcosa che possieda un senso. L’Apocalisse, resoconto di un’esperienza ultraterrena, lucida visione sul destino degli uomini verso una fine e un inizio nuovo.

2-7 aprile 2013
L’OTTIMISTA
IL CANDIDO DI VOLTAIRE E LA RICERCA DELLA FELICITÀ
scritto e interpretato da Leonardo Manera
Produzione Bananas

Ginevra, 1759: questo è l’anno di pubblicazione del Candido, subito condannato al macero dal Consiglio reggente della città. Condannato perché irriverente, goliardico, dissacratorio; dopo più di duecentocinquant’anni, ancora di straordinaria attualità. Irriverente e dissacratorio perché sbeffeggia gli abusi del potere, il fanatismo religioso, l’ottusità diffusa. Goliardico per il modo in cui centra l’obiettivo con una profonda leggerezza. Leonardo Manera, figura di punta della grande banda di Zelig, interpreta e reinterpreta il racconto di Voltaire dando voce e vita ai personaggi che ne costituiscono il cuore narrativo ed evidenziando gli elementi comici e grotteschi che fanno parte anche del nostro vivere di uomini e donne del ventunesimo secolo. Proponendo, infine, una possibile via per la felicità lontana da integralismi e dogmi di ogni tipo, senza pretendere che il nostro sia a tutti i costi il “migliore dei mondi possibili”.

3-7 aprile 2013
ACQUA DOLCE
drammaturgia di Marco Andreoli
con Michele Riondino e Maria Sole Mansutti
regia Michele Riondino e Marco Andreoli
Produzione Associazione Culturale Artisti Riuniti e Palomar
in collabroazione con PAV

Cinema, teatro e recentemente la ribalta televisiva nel ruolo del giovane Montalbano. Michele Riondino dirige, e interpreta con Maria Sole Mansutti Acqua dolce. La cucina, ambiente quotidiano per eccellenza, è il teatro della lotta amorosa, al tempo stesso spietata e dolcissima fra i due protagonisti. A ispirare il confronto è la teoria dei giochi – la scienza che analizza le situazioni di conflitto e studia le decisioni individuali dei soggetti coinvolti. Ognuno applicherà strategie differenti per perseguire lo scopo.

16-21 aprile 2013
MURI. PRIMA E DOPO BASAGLIA                      [recensione] scritto e diretto da Renato Sarti
con Giulia Lazzarini
Produzione Teatro della Cooperativa in coproduzione con Mittelfest

Franco Basaglia rivoluzionò i manicomi e l’approccio con la malattia mentale. E di un’ infermiera di Basaglia che ha vissuto il prima, il durante e il dopo, parla Muri.
Uno spettacolo civile che non vuole essere facile agiografia di un uomo eccezionale e ha in sé un insegnamento etico potente che tutti i medici dovrebbero tenere ben presente: considerare il paziente un uomo nella sua integrità, non una malattia. Magda Poli – Corriere della Sera
Un percorso di formazione plasmato da una generosità didattica d’altri tempi affidato alla strepitosa bravura di Giulia Lazzarini. Un lunghissimo applauso finito in una standing ovation per Lazzarini e per Renato Sarti. Toni Jop – L’Unità

23-24 aprile 2013
IL SUONO GIALLO
musiche di Alfred Schnittke
su drammaturgia di Vasilij Kandinskij
regia Susanna Beltrami e Fabio Zannoni
Compagnia Susanna Beltrami

«Il giallo è dotato di una follia vitale, prorompente; di un’irrazionalità cieca viene paragonato al suono di una tromba, di una fanfara…». Così Vassilij Kandinskij definisce il colore che dà il titolo alla più completa delle sue “composizioni” sceniche, considerate capolavori dell’avanguardia artistica del primo Novecento. Dodici ballerini per uno spettacolo multimediale dalle atmosfere astratte e grande tensione spiriturale. Un’opera totale che libera dalgi schemi della tradizione, capace di unire movimento sonoro (musica e voce), movimento plastico (danza e scultura in movimento) e movimento cromatico

3-5 maggio 2013
GLI INDIFFERENTI
PAROLE E MUSICHE DA UN VENTENNIO
un’idea di Fabrizio Gifuni – voce recitante
Monica Bacelli – voce cantante
Luisa Prayer – pianoforte

Quali furono le parole scritte e quale “musica” fu suonata nel Ventennio? Quale fu il ruolo della stampa ufficiale e di quella clandestina? E’ concesso agli artisti, in nome di un’autonomia dell’Arte, essere indifferenti a ciò che li circonda? Come reagirono o come si accomodarono gli intellettuali del nostro paese mentre in Italia e in Europa si produceva una catastrofe delle coscienze prima ancora che politica? Che musica veniva eseguita mentre venivano promulgate le “Leggi razziali”? Monica Bacelli (cantante), Luisa Prayer (pianista) e Fabrizio Gifuni (attore) affrontano la materia – ognuno con il proprio strumento – mettendo insieme materiali dell’epoca: articoli di giornale, diari privati, documenti storici, telegrammi, musiche e canzoni. Da Gobetti a Montanelli, da Toscanini a Mascagni, passando per Tosti, Pizzatti, Gadda, Calamandrei, Casella, Respighi, Castelnuovo Tedesco. Un concertato civile contro l’indifferenza, che rinnovi il valore e il significato dell’esperienza del ricordo.

8-19 maggio 2013
L’AFFAIRE MORO
di Leonardo Sciascia
diretto e interpretato da Roberto Trifirò
Produzione Teatro Franco Parenti

Dopo aver messo in scena e interpretato con rara sensibilità e capacità di penetrazione Cechov, Beckett, Pirandello, Roberto Trifirò affronta Leonardo Sciascia, fra i più grandi scrittori e coscienze civili del nostro Paese. Scritto a caldo nel 78, a due mesi dall’assassinio, L’affaire Moro è un’indagine appassionante delle lettere che Moro scrisse prima di essere assassinato dalle BR e che Sciascia era il solo a considerare autentiche, non annebbiate dall’angoscia o dalle pressioni psicologiche in cui l’uomo Moro si trovava. La verità si configura come imprendibile perché si assiste ad una “scomparsa dei fatti” nella quale la realtà si trasfigura in letteratura.
Lasciato al proprio destino, Moro si oppone a un intero sistema, il suo, e se da un lato deve essere giudicato per le sue responsabilità, dall’altro è semplicemente un personaggio, un uomo, e come tale andava salvato.