Stagione 2012 – 2013 Fonderie Limone Moncalieri (Stabile di Torino)

STAGIONE 2012/2013 LIMONE FONDERIE TEATRALI MONCALIERI

20 novembre – 2 dicembre 2012 l Prima nazionale

LO STUPRO DI LUCREZIA
di William Shakespeare
adattamento teatrale di Valter Malosti dalla traduzione di Gilberto Sacerdoti
uno spettacolo di Valter Malosti
con Valter Malosti
e un cast di giovani attori diplomati dalla Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino
Teatro di Dioniso
con il sostegno del Sistema Teatro Torino

La lunga frequentazione di Valter Malosti con l’opera in versi di Shakespeare ha prodotto nelle passate stagioni piccoli
gioielli teatrali come Venere e Adone, premio Associazione Nazionale Critici di Teatro 2009. Lo Stupro di Lucrezia venne pubblicato nel 1594, l’anno successivo alla stampa del poemetto gemello Venere e Adone (committente e dedicatario il medesimo Duca di Southampton). I due lavori sembrano formare una specie di dittico simmetricamente
contrappuntato, in cui la seconda tavola rovescia la prima. E questo lungo monologo è forse uno dei più alti esempi
di meditazione sulle conseguenze dello stupro visto dalla parte di una donna. Shakespeare qui dispiega la sua
potentissima lingua e la capacità geniale di mescolare l’orrore all’anti-tragica parodia, con una specie di equilibrio
incantatore che inghiotte nella musica delle parole senza concederci una qualche sospensione liberatoria. Una
lingua tesa, turgida che sarà resa in italiano attraverso l’adattamento teatrale di Valter Malosti tratto dalla recente
traduzione in endecasillabi di Gilberto Sacerdoti. Con questo spettacolo prende l’avvio un progetto di lavoro con alcuni
degli allievi appena diplomati alla Scuola per attori, diretta da Malosti, una sorta di investimento utopico sul talento
e sulle possibilità di futuro di questi giovani.

5 – 10 febbraio 2013

RICORDA CON RABBIA
di John Osborne
con Stefania Rocca, Daniele Russo
regia Luciano Melchionna
Bellini Teatro Stabile di Napoli

La comparsa sulla scena dei testi di John Osborne ha rappresentato uno dei momenti più intensi e rivelatori del
teatro inglese del secondo Novecento. Rappresentata per la prima volta nel maggio 1956, Ricorda con rabbia è accolta
da un successo tale che le sue trasposizioni in Europa e nel mondo sono quasi immediate. Con questa pièce l’autore
diventa il portavoce degli Angry Young Men (Osborne, il primo Pinter, Edward Albee), i giovani arrabbiati che senza
mezzi termini esprimono disagi, aspettative, rabbia delle classi medio-basse. Inquietudine e senso d’impotenza sono
i sentimenti che vivono i quattro protagonisti: una giovane coppia di estrazione sociale molto diversa, un loro amico
nonché coinquilino e la giovane attrice che per un attimo sembra spezzare i fragili equilibri dei due sposi.
In questa nuova edizione di un testo chiave della drammaturgia britannica, Stefania Rocca e Daniele Russo sono i due
fragili eroi di una commedia amara ma ancora oggi ambiziosamente urtante. A sessant’anni di distanza dal bruciante
esordio, Ricorda con rabbia è ancora il grido di dolore di chi non riesce a vedere il futuro.

12 – 17 marzo 2013

A SANTA LUCIA
versi, prosa e musica di Raffaele Viviani
con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli
regia Geppy Gleijeses
Teatro Stabile di Calabria/Teatro Quirino Vittorio Gassman

Dopo il successo de Lo scarfalietto di Eduardo Scarpetta, Geppy Gleijeses e Marianella Bargilli portano in scena A Santa Lucia (Santa Lucia Nova) testo inedito di Raffaele Viviani. «Vediamo in scena sempre le stesse, pur meravigliose, commedie di Viviani – spiega Gleijeses -, da La Musica dei ciechi a Pescatori e Zingari. Questo genio (con Eduardo, ma su sponde opposte) del Teatro Napoletano, uno dei più grandi al mondo, ci ha regalato perle straordinarie. Eppure scopriamo che A Santa Lucia è un testo inedito!». La vicenda si sviluppa al Borgo Marinari, sotto Castel dell’Ovo e, con precisione, al Ristorante Starita. Qui cocottes, prostitute e nobili decaduti e ubriaconi, poeti in bolletta, “vastasi” di provincia che vengono sfruttati in città, si incontrano e si scontrano con i “luciani” gli abitanti del Quartiere di Santa Lucia, arrostiti dal sole, “nzuarati” dal mare, che vivono vendendo ostriche e spighe di grano arrostite, ma non la loro dignità. «Un capolavoro assoluto – continua Gleijeses – pensate al cocainomane Bebè che, quasi scrutando il futuro, col monocolo incastrato nell’orbita e il doppiopetto stretto fino all’asfissia, pensando al prossimo “viaggio”, dice: “E così viene assopita la miseria della vita…”».

10 – 14 aprile 2013 | prima assoluta

LA BELLEZZA SALVATA DAI RAGAZZINI
progetto diretto da Gabriele Vacis
ideato da Antonia Spaliviero e Gabriele Vacis

Un progetto di teatro, cinema, arte e vita quotidiana, con le ragazze ed i ragazzi di Alessandria, Vercelli e Novara.
Grazie ad uno speciale finanziamento del Dipartimento per le politiche giovanili con Regione Piemonte, Comuni di
Alessandria, Vercelli, Novara, Il Teatro Stabile di Torino sperimenta una nuova modalità di proporre, partecipare
e realizzare teatro e cinema-documentario. Un set cinematografico itinerante ed una serie di incontri in forma
laboratoriale con maestri d’arte nei luoghi abitualmente frequentati dai giovani (Scuole, Università, Informagiovani,
associazioni locali…) metteranno in atto un processo di osservazione e ricerca, sul tema Bellezza come la vedono e
la vivono (o non la vedono o non la vivono) i ragazzi, oggi. Il percorso, che li vedrà protagonisti in prima persona,
prevede la realizzazione di tre momenti teatrali (uno per ogni Città), un film-documentario ed infine, approderà con
uno speciale allestimento Bellezza, alle Fonderie Limone nel 2013. Con incontri, set, osservazioni, ascolti, laboratori,
messinscene, scritture, i giovani partecipanti potranno mettersi in gioco in prima persona o semplicemente
partecipare ad uno più momenti o proposte. Artisti locali e non delle varie discipline d’arte e artigianato, con la
direzione artistica di Gabriele Vacis, guideranno i giovani in un percorso il cui esito si prevede ricco di sorprese e spunti
di riflessioni.

23 – 28 aprile 2013

GIOCHI DI FAMIGLIA
di Biljana Srbljanovic
drammaturgia Željka Udovičič
con la Compagnia Stabile del Teatro Metastasio:
Valentina Banci, Mauro Malinverno, Francesco Borchi, Fabio Mascagni, Elisa Langone
regia Paolo Magelli
Teatro Metastasio Stabile della Toscana

Scappare dai luoghi in cui si è nati e cresciuti, sfuggire ad un’identità che non si è scelta e con la quale si è costretti a
confrontarsi: questo è uno dei temi preferiti dalla scrittrice serba Biljana Srbljanovic, autrice di Giochi di Famiglia. La sua pièce ha luogo nella periferia degradata di una qualsiasi città europea e racconta di quattro bambini che giocano a fare gli adulti; ed è proprio aderendo alla cattiveria del mondo che li circonda che questi fanciulli arrivano a commettere atti estremi, espressione della brutalità insita in ogni uomo. Biljana Srbljanovic è divenuta una firma nota in Italia grazie al diario scritto durante i terribili bombardamenti della città di Belgrado e apparso sul quotidiano La Repubblica. Paolo Magelli a metà degli anni Settanta è al Teatro Nazionale di Belgrado e da lì inizierà una carriera che lo porterà a numerosi riconoscimenti nelle principali città jugoslave. Dopo una lunga esperienza al fianco di Pina Bausch, nel 2010 è diventato direttore artistico del Teatro Metastasio Stabile della Toscana. Nelle parole di Magelli, Giochi di famiglia è «un testo che crea discussione, disagio e un dolore sorridente, che ti lascia un punto di domanda nella mente e nello stomaco».

21 – 26 maggio 2013

TAKING CARE OF BABY [recensione] di Dennis Kelly
con Isabella Ragonese, Francesca Mazza, Matteo Angius, Francesco Bonomo, Pieraldo Girotto,
Sandra Soncini
regia Fabrizio Arcuri
video Lorenzo Letizia
scene Gianni Murru
musiche originali Subsonica
Accademia degli Artefatti/Napoli Teatro Festival Italia/Fondazione del Teatro Stabile di Torino

Una donna viene accusata di aver assassinato i suoi due bambini: la storia è tratta dalla cronaca delle vicende giudiziarie
di Sally Clark e Angela Cannings, i corrispettivi inglesi del caso Cogne. Il testo è costruito su interviste e documentazioni
dei casi; una voce fuori scena introduce gli sviluppi del caso e i personaggi: verità e finzione si sovrappongono, e ancora
una volta la realtà mediatica è diversa dalla vita. L’innocenza della protagonista non è il nocciolo della questione:
l’autore è molto più interessato al modo in cui la vicenda viene trasformata in occasione di profitto per i coprotagonisti,
mentre la verità si trasforma in un accessorio che ciascuno modella a proprio vantaggio.
Per Accademia degli Artefatti Taking care of baby costituisce un’ulteriore tappa di indagine nelle forme della drammaturgia contemporanea: il testo di Dennis Kelly e le interpretazioni, oltre ai membri stabili della compagnia, di Isabella Ragonese e Francesca Mazza, ricreano l’atmosfera di una docu-fiction, riproducendo lo stesso meccanismo perverso che mistifica le informazioni, allontanando dai fatti per entrare dentro l’universo del soggettivo e organizzando la realtà per essere manipolata e controllata.