Stagione 2012 – 2013 del Teatro Elfo Puccini di Milano

STAGIONE 2012/2013 TEATRO ELFO PUCCINI DI MILANO

10 – 28 ottobre | sala Fassbinder
Ferdinando Bruni, Alejandro Bruni Ocaña
ROSSO
di John Logan | regia Francesco Frongia
Teatro dell’Elfo

La pièce è ispirata alla biografia del pittore americano Mark Rothko, maestro dell’espressionismo astratto, che alla fine degli anni Cinquanta ottenne la più importante commissione della storia dell’arte moderna, una serie di murali per il ristorante Four Season di New York. John Logan dipinge il ritratto di un uomo ambizioso, egocentrico e vulnerabile, uno dei più grandi artisti-filosofi del ‘900, per il quale “la pittura è quasi interamente pensiero. Metter il coloro sulla tela corrisponde al dieci per cento del lavoro – sostiene – il resto è attesa”.

16 ottobre – 4 novembre | sala Shakespeare
Cristina Crippa, Edoardo Ribatto
Elena Russo Arman
LA DISCESA DI ORFEO
di Tennessee Williams | regia Elio De Capitani
Teatro dell’Elfo

La Discesa di Orfeo racconta l’incontro di tre fragili sognatori «che lasciano pelli dietro di sé, pelli pulite e denti e ossa bianche; sono segni che si trasmettono tra loro perché la razza di quelli sempre in fuga possa seguire le orme dei suoi simili». Val (Edoardo Ribatto) è un vagabondo, un uomo da marciapiede con chitarra giacca di pelle di serpente, Lady (Cristina Crippa) è figlia d’un emigrante italiano linciato dai razzisti, prigioniera di un matrimonio crudele con Jabe (Luca Toracca) che la considera sua “proprietà”. Infine Carole Cutrere (Elena Russo Arman), giovane milionaria, fragile ma ribelle che chiede a Val un’occasione di fuga: “Mi porti sulla collina dei cipressi a sentir parlare i morti. Lassù parlano, cinguettano come uccelli. Ma dicono una sola parola, e questa parola è: vivete, vivete, vivete! È l’unica cosa che hanno imparato, è l’unico consiglio che possono dare”.

26 – 27 ottobre | sala Bausch
AUDIODRAMMI IN TEATRO
IL GIARDINO DI GAIA
scritto da Massimo Carlotto
adattamento e regia di Sergio Ferrentino
produzione Fonderia Mercury

Per la seconda stagione la Fonderia Mercury presenta all’Elfo Puccini il progetto AUTOREVOLE, audiodrammi in teatro a cura di Sergio Ferrentino.
Un nuovo ciclo di appuntamenti ON AIR, ON STAGE, ON LINE.
La sala Bausch del teatro si trasformerà in uno studio di registrazione. Gli spettatori, muniti di cuffie, ascolteranno parole e suoni prodotti dagli attori sul palco. L’effetto che si crea è quello dell'”immagine acustica”, come alla radio.
Le registrazioni realizzate in questo modo diventeranno dei file scaricabili dal sito www.fonderiamercury.it.
Gaia Convento Bruni è una donna con le idee chiare. Si è creata una sorta di mondo perfetto dove gestisce con mano ferma marito e figlio e il ruolo della famiglia in paese. Si ritiene una persona di buon senso e non si ferma di fronte a nulla per impedire che qualcosa possa turbare la quiete della sua esistenza.

6 – 11 novembre | sala Fassbinder
L’UOMO DELLA SABBIA [recensione] di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
regia Gianni Farina
Emilia Romagna Teatro Fondazione
Festival delle Colline – Torino, Menoventi

L’uomo della sabbia di E. T. A. Hoffmann (1776 -1822) – padre dello smarrimento nel panorama della letteratura moderna – è il primo passo, la sua trama il primo filo del tessuto. Una lunga serie di altre suggestioni lo arricchiscono, ingrassano e completano».
Il risultato è un nuovo tessuto drammaturgico che segue l’eco dell’autore tedesco in culture e tempi differenti, attraversando gli incubi del romanzo russo, le visioni di Villiers de l’Isle Adam e di Kafka, fino a generare oltreoceano le distorte realtà di Philip Dick e di David Lynch.
«Cercando di seguire questo filo rosso che affiora inatteso, abbiamo individuato alcune tematiche ricorrenti, alcune esemplari figure cardine che vorremmo rigenerare per dare origine ad una fiaba nera dello smarrimento.»

8 – 25 novembre | sala Shakespeare [ANNULLATO]
Mariangela Melato
IL DOLORE
di Marguerite Duras | regia Massimo Luconi
Teatro Stabile di Genova

Non si tratta di un testo teatrale, ma di un diario-romanzo che Marguerite Duras scrisse in prima persona, prendendo spunto da un drammatico periodo della sua vita. Entrata insieme con il marito Robert Antelme nella Resistenza antinazista (il loro gruppo era comandato da François Mitterand), la Duras trascorse, infatti, i lunghi mesi tra il giugno 1944 e il periodo immediatamente seguente la fine della guerra in attesa del marito, arrestato con la sorella dai nazisti e deportato a Dachau. È in questa cornice storica che si consuma una tragedia insieme personale e universale. In una Parigi primaverile, in festa per la fine del conflitto mondiale, Marguerite si aggira sconvolta, come molte altre donne dei prigionieri e dei deportati che attendono notizie dei loro uomini. Ansia e speranza, gioia e dolore; ma intanto l’esistenza di ogni giorno prosegue, perché – dice la Duras – si è costretti comunque a vivere.

3 – 31 dicembre | sala Fassbinder
Ferdinando Bruni, Ida Marinelli
Elena Russo Arman
ALICE UNDERGROUND
da Lewis Carroll | regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia
Teatro dell’Elfo

Ferdinando Bruni e Francesco Frongia si confrontano con i due romanzi di Lewis Carroll (alias Charles Lutwidge Dodgson 1832 – 1898) senza volerli interpretare analiticamente, ma assecondandone la struttura insensata e cercando di dare corpo, movimento, suono e voce a quella realtà sospesa e sovvertita che Alice incontra nel suo sogno.
Sarà un viaggio teatrale visivo e visionario attraverso il paese delle meraviglie e oltre lo specchio, che approfondisce la ricerca iniziata con Angels in America sulle potenzialità oniriche dei video. Un flusso di immagini continuo e avvolgente, una scatola magica dove sia possibile giocare con il Tempo e lo Spazio, contestare il senso delle parole, inscenare assurdi indovinelli, mettere in dubbio le nostre certezze.

4 – 16 dicembre | sala Shakespeare
UN MARITO IDEALE
di Oscar Wilde | regia Roberto Valerio

Tre gennaio 1895, Royal Theatre, Londra. Va in scena la prima di An Ideal Husband dell’acclamato Oscar Wilde, noto in tutti i salotti per il suo straordinario talento di conversatore, famoso per lo scalpore suscitato dalla pubblicazione cinque anni prima del romanzo Il ritratto di Dorian Gray, incontrastato padrone delle scene londinesi con i suoi “society dramas”: Il ventaglio di Lady Windemar, Una donna di nessuna importanza e L’importanza di chiamarsi Ernesto che sarebbe stata allestita il mese successivo. Soltanto cinque mesi dopo viene condannato ai lavori forzati per la sua omosessualità. Cinque anni più tardi morirà a Parigi in totale solitudine.
Roberto Valerio, assecondato da una compagnia capace di divertire, divertirsi e dare significato a tutte le sfumature di cui i testi di Wilde sono ricchi, ha portato in scena questa commedia poco rappresentata in Italia conquistando il pubblico dell’Elfo Puccini al debutto nel marzo 2011 e regalando uno spettacolo “di calviniana leggerezza, tra vaudeville, farsa e satira di costume”.

18 dicembre – 13 gennaio | sala Shakespeare
Paolo Poli
AQUILONI
due tempi di Paolo Poli da Pascoli
produzioni teatrali paolo poli

Aquiloni: allegoria del comporre poetico, giocattolo antico preindustriale che affettuosamente ci ricorda Giovanni Pascoli. Fino alla metà del Novecento la scuola italiana si nutrì della sua produzione. La critica letteraria a cominciare da Croce privilegiò le rime giovanili, fino a Contini che ne elogiò il plurilinguismo, a Pasolini che rilevò la dicotomia psicologica, per arrivare a Baldacci che ne curò la ricca antologia. Da Myricae e dai Poemetti lo spettacolo intende evocare la magia memoriale e la saldezza linguistica nelle figure contadine di un’Italia ancora gergale. I floreali motivi della Bella Epoque accompagneranno gli ascoltatori nel ricordo del volgere del secolo. Le scene sono sempre del grande Emanuele Luzzati, i costumi di Santuzza Calì, le musiche di Jacqueline Perrotin e le coreografie di Claudia Lawrence.

11 – 12 gennaio | sala Bausch
ORE 16:30 E 20:00
AUDIODRAMMI IN TEATRO
L’ETICA DEL PARCHEGGIO ABUSIVO
scritto da Elisabetta Bucciarelli
adattamento e regia di Sergio Ferrentino
produzione Fonderia Mercury

Cosa sta succedendo nel parcheggio sotto la grande quercia al centro della Metropoli? È il territorio del Mario, parcheggiatore abusivo che esercita la sua professione seguendo un’etica del tutto particolare. Il diritto a sostare nelle linee blu va meritato e per ottenere la possibilità di lasciare ferma la vettura non basta un gratta e sosta, è necessario superare una prova. Oggi però oltre al traffico d’auto di tutti i giorni c’è anche una concentrazione umana insolita. La giovane Olga dalle grandi forme, sarta alla Scala, il Bancario cialtrone, che tiene per il guinzaglio la vita di molti, la Bellezza Ordinaria, sempre a dieta anche cerebralmente e il Proprietario del suv, alto un metro e cinquantacinque ma con un cane alano il doppio di lui. Un poliziotto li sta interrogando, proprio lì, nel grande posteggio dove il Mario segue logiche meritocratiche anziché solamente economiche. A qualcuno però le regole vanno strette, nella vita come sulla strada…

15 -20 gennaio 2013 | sala Shakespeare
OSCURA IMMENSITÀ
di Massimo Carlotto tratto dal romanzo L’oscura immensità della morte
regia Alessandro Gassman
con Giulio Scarpati, Claudio Casadio
produzione Teatro Stabile del Veneto in coproduzione con Accademia Perduta/Romagna Teatri

Giustizia, vendetta, perdono, pena. Questi sono i temi universali dell’Oscura immensità, un progetto narrativo nato come romanzo e che ora trova una sua articolazione naturale come testo teatrale. Quando venne pubblicato in Italia, il romanzo provocò, nel senso migliore del termine, un intenso e lacerante dibattito tra autore e lettori. In questa pièce, a differenza del romanzo, sono fortemente presenti i sentimenti contrastanti che ho potuto cogliere negli anni. Oscura immensità non lascia scampo. Alla fine ognuno è costretto a prendere posizione, a non eludere le domande che i due personaggi, Raffaello Beggiato e Silvano Contin, carnefice e vittima, pongono con la forza disarmante dei destini contrapposti e ineluttabili.
Chi deve perdonare chi ha commesso un delitto e che sta scontando una pena detentiva o è rinchiuso nel braccio della morte? I familiari della vittima o lo Stato? O entrambi? La ragione, la politica, la religione, la filosofia non sono ancora riuscite a dare una risposta esauriente.

16 -20 gennaio 2013 | sala Fassbinder
CORSIA DEGLI INCURABILI
di Patrizia Valduga
uno spettacolo di Valter Malosti
costumi Federica Genovesi
scelte musicali, luci, spazio scenico Valter Malosti
con Federica Fracassi
suono e programmazione luci G.u.p. Alcaro
una produzione Teatro di Dioniso / Residenza Multidisciplinare di Asti
in collaborazione con Teatro i / Festival delle Colline Torinesi

Dalla feconda collaborazione tra Teatro di Dioniso e Teatro i e tra Teatro di Dioniso e Festival delle Colline Torinesi, nel 2010 è nato questo progetto che ha visto Valter Malosti dirigere per la prima volta Federica Fracassi.
Corsia degli incurabili, pubblicato nel 1996, è un atto unico scritto in versi da Patrizia Valduga, una delle voci più significative della poesia contemporanea italiana. Il/la monologante si esprime in una lingua che si nutre del rapporto-divario tra linguaggio alto e linguaggio basso, “qui spinto fino ad impastare in una sola ipotesi tonale gli estremi del sublime e della più trita umiliante attualità”.

22 – 27 gennaio 2013 | sala Fassbinder
GUERRA
Puglia in scena a Milano
di Lars Norèn
traduzione Annuska Palme Sanavio
regia Marinella Anaclerio
scene Pino Pipoli
costumi Stefania Cempini
con Bruno Armando, Antonella Attili e con Pietro Faiella, Cristina Spina, Ornella Lorenzano
disegno luci Pasquale Mari
Produzione Compagnia del Sole con Mittelfest 2011 ed il sostegno del Comune di Bari

Torna anche quest’anno la vetrina promossa dalla Regione Puglia (grazie all’attivazione di fondi PO Fesr Puglia 2007_12) e organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese con l’Elfo Puccini. In scena nelle sale Fassbinder e Bausch quattro tra le migliori compagnie pugliesi, per dare l’opportunità al pubblico di Milano di vedere spettacoli che difficilmente approdano nei grandi centri.
Lars Nóren è sempre più presente sulle scene italiane come su quelle di tutta Europa. Nella scorsa stagione il pubblico dell’Elfo aveva applaudito Freddo, una produzione di Emilia Romagna Teatro. Quest’anno è una compagnia pugliese a confrontarsi con questo grande autore svedese, radicato nel tempo presente. Guerra prova a raccontare cosa accade quando un conflitto finisce e arriva la tanto sognata pace. Una famiglia cerca di lasciarsi alle spalle le angosce e di guardare al futuro: le ferite aperte sono i loro personali danni collaterali, laconica definizione con cui si licenzia tutto ciò che resta e spesso non ha voce. Eppure qualcosa di vitale è rimasto. “Dove fanno il deserto, quello chiamano pace” Tacito

29 gennaio – 3 febbraio 2013 | sala Fassbinder
FURIE DE SANGHE [recensione] Emorragia cerebrale
Puglia in scena a Milano
di Riccardo Spagnulo
regia e spazio Licia Lanera
con Sara Bevilacqua, Corrado la Grasta, Licia Lanera, Riccardo Spagnulo
voce del Capitone Demetrio Stratos
collaborazione spazio luci Vincent Longuemare
special art effects Leonardo Cruciano Workshop
progetto “Esercizi di lingua violenta” presentato con il Teatro Kismet Opera e con la collaborazione di Ravenna Teatro/Teatro delle Albe e del Teatro Pubblico Pugliese, vincitore del bando Nuove Creatività pubblicato dall’Ente Teatrale Italiano.

Furie de sanghe significa, in dialetto barese arcaico, emorragia cerebrale. È un pensiero, è un verme, anzi un capitone che cresce nella testa, si agita nervoso, cerca una via d’uscita. È sangue che si versa, è dolore, scompiglio, cattiveria, amplificazione della piccola violenza quotidiana.
Con questo spettacolo i protagonisti di Fibre Parallele hanno imposto la loro presenza nei cartelloni più coraggiosi del teatro italiano. Capaci di sperimentare diversi linguaggi e suggestioni, dotati di grande forza espressiva e di una spettacolarità che, pur non rinunciando a visioni perturbanti, è rimasta fedele al testo e alla parola, qui hanno scelto una lingua sincopata, tagliente e prepotente, una comunicazione primordiale che descrive un interno di famiglia: tre persone, un capitone e una nuora indesiderata e allo stesso tempo molto desiderata.

29 gennaio – 24 febbraio 2013 – sala Shakespeare
ROMEO E GIULIETTA
di William Shakespeare
regia e traduzione di Ferdinando Bruni
scene di Andrea Taddei
costumi di Ferdinando Bruni
maschere di Giovanni De Francesco
duelli e risse a cura di Beniamino Caldiero
con Alejandro Bruni Ocaña, Camilla Semino Favro, Ferdinando Bruni, Ida Marinelli, Luca Toracca, Mercedes Martini, Fabiano Fantini, Nicola Stravalaci, Alessandro Rugnone, Emanuele Turetta, Francesco Folena Comini, Mauro Lamantia, Giacomo Marettelli Priorelli
luci di Nando Frigerio
suono di Giuseppe Marzoli
produzione Teatro dell’Elfo in collaborazione con Estate Teatrale Veronese e AMAT

Ferdinando Bruni considera infatti la più tragica storia d’amore della letteratura teatrale un’opera di contrasti e di forte attualità, quasi un inno alle tante giovani vittime inconsapevoli di un cinico potere adulto: «contrasti e contraddizioni abbondano ad ogni livello in questo testo che forse proprio perché mitico è in fondo poco conosciuto nella sua struttura. Contrasti nel tema (eros-morte), nei personaggi (giovani–vecchi), nel linguaggio (poetico-quotidiano), persino nella spiegazione che si vuole dare della catastrofe finale (destino-incidente). Ma quello portante, che coinvolge chi assiste fosse anche l’ennesima rappresentazione di Romeo e Giulietta e che la rende sempre tragicamente attuale, è quello tra un amore assoluto, di una purezza che proprio la sua brevità e il suo destino di morte rendono totale, e un odio altrettanto assoluto, in quanto cieco, e ormai immemore delle ragioni della sua nascita».

5 – 24 febbraio 2013 | sala Fassbidner
LA DONNA CHE SBATTEVA NELLE PORTE
di Roddy Doyle © Roddy Doyle, 1996 © Ugo Guanda Editore
drammaturgia e regia Giorgio Gallione
scene e costumi Guido Fiorato
con Marina Massironi
luci Aldo Mantovani
produzione Teatro dell’Archivolto

Dal romanzo dell’irlandese Roddy Doyle, La donna che sbatteva nelle porte, il regista Giorgio Gallione ha tratto un intenso monologo per l’attrice Marina Massironi. Conosciuta al grande pubblico per la sua lunga collaborazione artistica con Aldo, Giovanni e Giacomo, Marina qui si confronta con un ruolo drammatico e con un tema tra i più delicati e attuali, gli abusi subiti dalle donne tra le mura domestiche, ma senza rinunciare del tutto alle armi dell’ironia e “disegnando un ritratto di donna difficile da dimenticare”.

26 febbraio – 10 marzo 20134 | sala Shakespeare
IL NIPOTE DI RAMEAU
di Denis Diderot adattamento Edoardo Erba e Silvio Orlando
regia Silvio Orlando
scene Giancarlo Basili
costumi Giovanna Buzzi
con Silvio Orlando, Amerigo Fontani, Maria Laura Rondanini
produzione Cardellino srl

Il nipote di Rameau di Denis Diderot, capolavoro satirico della seconda metà del settecento è la parabola grottesca di un musico fallito, cortigiano convinto, amorale per vocazione avvolto in un lucido cupio dissolvi.
Nella sua imbarazzante assenza di prospettive edificanti, nella riduzione della vita a pura funzione fisiologica riesce in maniera paradossale a ribaltare la visione del bene e del male, del genio e della mediocrità, della natura umana e delle possibilità di redimerla.
Rameau si è offerto attraverso i secoli come un nitido archetipo di libero servo, innocua foglia di fico per padroni a tolleranza variabile.

27 febbraio – 10 marzo 2013 | sala Fassbinder
EXIT
testo e regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
musiche Giorgio Mirto
con Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Angelica Leo, Davide Lorino
luci Lorenzo Carlucci
produzione Teatro Stabile di Bolzano

Exit, la nuova commedia di Fausto Paravidino debuttata il 10 maggio nel Teatro Studio del Comunale di Bolzano è un pièce profonda, delicata e divertente che vede i protagonisti alla ricerca di una via d’uscita da una fitta rete di legami, o da una vita che non calza più alle loro aspettative. Tra azione e narrazione diretta al pubblico, i loro percorsi avanzano simultaneamente, incrociandosi nella maniera più inaspettata, fino alla resa dei conti.

5 – 17 marzo 2013 | sala Bausch
IL BAMBINO SOTTOVUOTO
di Christine Nöstlinger
traduzione di Clara Beccagli Calamai
adattamento di Cristina Crippa
regia Elio De Capitani
disegno del fondale di Ferdinando Bruni
con Cristina Crippa
luci Rocco Colaianna
produzione Teatro dell’Elfo

Torna in scena Cristina Crippa con la riduzione teatrale del famoso romanzo per ragazzi Il bambino sottovuoto, che nella passata stagione ha saputo coinvolgere spettatori grandi e piccini. Un pubblico trasversale e di ogni età come quello che segue da sempre Christine Nöstlinger, tra le più note autrici di letteratura per l’infanzia (vincitrice del prestigioso Premio Internazionale Hans C. Andersen). Una scrittrice austriaca scanzonata e surreale che ama scardinare luoghi comuni e aspettative con l’ironia graffiante di una bambina “cattiva”, ma anche con intensa partecipazione e solidarietà.

12 – 24 marzo 2013 | sala Shakespeare
LE RANE
di Aristofane
scene Alberto Favretto, costumi Marzia Paparini
musiche Alessandro Nidi
interpretato e diretto da Roberto Abbati, Paolo Bocelli, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Gigi Dall’Aglio, Luca Nucera,Tania Rocchetta, Marcello Vazzoler
luci Luca Bronzo
produzione Fondazione Teatro Due

In un momento quanto mai difficile per il nostro paese e per la nostra città, il nucleo storico dell’Ensemble di attori di Teatro Due affronta attraverso questo classico della commedia greca la cruciale questione del ruolo politico della cultura, dell’arte, della poesia e del teatro nella società civile. E lo fa con comicità e leggerezza, al ritmo di un sirtaki, lanciando frasi in un megafono, inscenando un duello poetico, affidando al voto del pubblico il responso.

18 marzo – 14 aprile 2013 | sala Fassbinder
VIVA L’ITALIA
Le morti di Fausto e Iaio
di Roberto Scarpetti
regia di César Brie
con Massimiliano Donato, Andrea Bettaglio, Alice Redini, Umberto Terruso, Federico Manfredi
luci Nando Frigerio
produzione Teatro dell’Elfo

Un testo inedito, un nuovo autore e un teatrante di lungo corso come César Brie (regista e attore argentino di casa a Milano) ci raccontano un fatto di cronaca del passato, uno degli episodi più oscuri ed emblematici della storia del nostro paese. Perché il teatro sia sempre un’esperienza necessaria e al centro della scena ci sia sempre l’essere umano.
L’ambizione è quella di far rivivere al pubblico il passato come fosse presente, con tutte le emozioni, i sentimenti, la disperazione di persone reali, persone che sono state coinvolte in qualcosa più grande di loro, mentre la vita di tutti i giorni andava avanti, come se non fosse successo niente. La storia raccontata da Viva l’Italia è quella delle morti di Fausto e Iaio, due diciottenni milanesi frequentatori del centro sociale Leoncavallo, uccisi a colpi di pistola la sera del 18 marzo 1978, due giorni dopo il rapimento di Aldo Moro da parte delle BR.

2 – 14 aprile 2013 | sala Shakespeare
IL VENTAGLIO
di Carlo Goldoni
regia Damiano Michieletto
scene Paolo Fantin
costumi Carla Teti
con Alessandro Albertin, Silvio Barbiero, Daniele Bonaiuti, Katiuscia Bonato, Giulia Briata, Nicola Ciaffoni, Emanuele Fortunati, Matteo Fresch, Manuela Massimi, Giuseppe Nitti, Silvia Paoli, Pierdomenico Simone
disegno luci Alessandro Carletti
produzione Teatro Stabile del Veneto, Teatri e Umanesimo Latino SpA, con la distribuzione di ARTEVEN Circuito Teatrale Regionale

«Ho fatto una commedia di molte scene brevi, frizzanti, animate da una perpetua azione, da un movimento continuo. Vi vorrà una quantità grande di prove, vi vorrà pazienza e fatica ma vuò vedere se mi riesce di far colpo con questo metodo nuovo. Così Goldoni presenta Il ventaglio.
Mi piace questo testo perché è una storia d’amore sospesa nel tempo e nello spazio: non è collocata da Goldoni in uno spazio preciso, e non ci sono elementi sociali che forzano i personaggi in una determinata cornice storica. Tutto questo mi affascina perché lascia libera l’immaginazione, degli interpreti prima e dello spettatore poi.

3 – 21 aprile 2013 | sala Bausch
NEL BUIO DELL’AMERICA – DISSONANZE
di Joyce Carol Oates
traduzione di Luisa Balacco
regia di Francesco Frongia
musiche Gionata Bettini
con Corinna Agustoni, Luca Toracca
voce Ferdinando Bruni
luci Rocco Colaianna
produzione Teatro dell’Elfo

Tra i testi di Joyce C. Oates meno noti al pubblico italiano vi sono due pièce teatrali pubblicate con il titolo Nel buio dell’America dall’editore Sellerio. La prima, Dissonanze – vicina alla produzione più noir dell’autrice, che spesso non risparmia analisi spietate della famiglia occidentale – ritrae una coppia del New Jersey, i coniugi Gulick, la cui vita è sconvolta dall’arresto del figlio, accusato dell’omicidio di una giovanissima vicina di casa.
Francesco Frongia aveva scelto questo testo nel 2010 per inaugurare la sala Bausch e il suo intimo spazio scenico, trasformandolo in una sorta di ring o scacchiera, delimitato da un rosso baldacchino.
I due personaggi, scritti con una finezza che ne fa risaltare tutta la complessità, sono interpretati da due volti storici dell’Elfo, Corinna Agustoni e Luca Toracca.

15 – 21 aprile 2013 | sala Fassbinder
MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITÀ
di Francesco Piccolo
regia Valerio Aprea
con Valerio Aprea
disegno luci Luca Barbati

Possono esistere felicità trascurabili? E allora come chiamare quei piaceri intensi e volatili che punteggiano le nostre giornate, accendendone i minuti come fiammiferi nel buio?
Valerio Aprea porta in scena la versione teatrale del clamoroso successo letterario di Francesco Piccolo, e del suo perfido, irresistibile catalogo dell’allegria di vivere.
Attraverso una regia essenziale, imperniata su un’alternanza di monologhi e immagini video, senza un’apparente consequenzialità narrativa, lo spettacolo tenta dunque di ricomporre, mattone dopo mattone, questa specie di piccola, grande, esilarante, mappatura della gioia.

16 – 21 aprile 2013 | sala Shakespeare
ITALY – SACRO ALL’ITALIA RAMINGA
musica di Gianmaria Testa (voce e chitarre)
Giuseppe Battiston legge Italy di Giovanni Pascoli
produzioni Fuorivia

Scritto da Pascoli nel 1904, Italy è un poema composto da due canti per un totale di 450 versi. Ispirato a una vicenda realmente accaduta a un amico del poeta, ha come sottotitolo Sacro all’Italia raminga e narra le vicende di una famiglia di emigranti. Protagoniste sono una bimba nata oltreoceano (in America) e portata in Italia, a Caprona, dagli zii per curare la tisi, e sua nonna che la accudisce. Vicenda personale a parte, Pascoli racconta le condizioni di un’Italia lontana nella storia e nella memoria; un’Italia che sotto la morsa della povertà lascia andare i suoi figli in cerca di fortuna e li manda lontano a edificare un nuovo mondo, a confrontarsi con una società che non li vuole e che li vede stranieri in ogni luogo, “orfani del mondo”. Un’Italia personificata, che si arrabbia, piange, si dispera e talvolta riesce a provare pena.

23 aprile – 1 maggio 2013 | sala Shakespeare
NOME DI BATTAGLIA LIA
testo e regia Renato Sarti
musiche originali Carlo Boccadoro
con Marta Marangoni, Rossana Mola, Renato Sarti
video BUZZ 2001
produzione Teatro della Cooperativa con il patrocinio di Associazione Nazionale Partigiani Italiani, Associazione Nazionale Ex Deportati, Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione Italiano, Federazione Italiana Associazioni Partigiane, Laboratorio Nazionale per la Didattica della Storia

Forse a volte ci si dimentica delle storie apparentemente periferiche. Ci si dimentica che al di là dei momenti alti e celebrativi, esiste una quotidianità ai più sconosciuta, ma dal valore estremamente significativo.
All’interno della grande pagina della Resistenza, il quartiere di Niguarda a Milano, e le donne dei suoi cortili, ebbero un ruolo particolare. Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano. E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città: colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva – incinta di otto mesi – Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia.

3 – 8 maggio 2013 | sala Fassbinder
PANTANI
di Marco Martinelli, ideazione Marco Martinelli e Ermanna Montanari
regia Marco Martinelli
ideazione spazio scenico Alessandro Panzavolta-Orthographe
con Ermanna Montanari, Luigi Dadina, Alessandro Argnani, Roberto Magnani, Michela Marangoni, Francesco Mormino, Laura Redaelli
direzione tecnica Enrico Isola
itinerari in Romagna Luigi Dadina
coproduzione Teatro delle Albe – Ravenna Teatro, le manège.mons – Scène Transfrontalière de création et de diffusion asbl (Belgio), MONS 2015

14 febbraio 2004: Marco Pantani viene ritrovato senza vita in un residence di Rimini. Aveva appena compiuto 34 anni. Dopo i trionfi al Giro d’Italia e al Tour de France, le accuse di doping, rivelatesi poi infondate, lo hanno condotto a un lento ma inevitabile crollo psicologico fino a una morte forse tragicamente annunciata. Tra il campione adulato, l’icona di chi ha fatto rinascere il ciclismo come sport dell’impresa e della fantasia, e il morto di Rimini, che giaceva in mezzo alla cocaina nei panni di un vagabondo, vi è tutta la complessità di un’epoca al tempo stesso sublime e crudele che si esercita senza pudore. Senza vergogna.

9 -10 maggio 2013 | sala Fassbinder
RUMORE DI ACQUE
di Marco Martinelli, ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari
regia Marco Martinelli
musiche originali eseguite dal vivo Fratelli Mancuso
in scena Alessandro Renda
spazio, luci, costumi Ermanna Montanari, Enrico Isola
coproduzione Ravenna Festival, Teatro delle Albe-Ravenna Teatro, “Circuito del Mito” della Regione Siciliana, Sensi Contemporanei – con il patrocinio di Amnesty International

Rumore di acque, debuttato nel luglio 2010 al Ravenna Festival, è la seconda tappa del trittico Ravenna-Mazara – a cura di Marco Martinelli, Ermanna Montanari e Alessandro Renda – ovvero tre opere che in maniera differente prendono Mazara del Vallo come simbolico luogo di frontiera e punto di partenza per un affresco sull’oggi.
Uno spettacolo capace di trasfigurare in grottesca e malinconica poesia la cronaca tragica dei barconi alla deriva nel Mediterraneo.

11 -12 maggio 2013 | sala Fassbinder
OUVERTURE ALCINA
testo Nevio Spadoni
ideazione Ermanna Montanari e Marco Martinelli
spazio, luci, regia Marco Martinelli
musica Luigi Ceccarelli
Alcina Ermanna Montanari
produzione Teatro delle Albe – Ravenna Teatro, Ravenna Festival

A Nevio Spadoni, poeta in lingua romagnola, abbiamo chiesto di scrivere il canto di questa nostra Alcina, pietrificata nella “pena”, nel lamento e nella maledizione. A Luigi Ceccarelli, compositore di musica elettroacustica, di comporre una partitura capace di dare forma al terremoto interiore che squarcia la fata.
Ouverture Alcina è il combattimento tra la potenza della voce e quella della musica, un’alchimia che disegna la figura della maga ferita d’amore nella sua immobilità iconica, un fantasma che grida un dolore immedicabile. Un “canto” in dialetto romagnolo, lingua “ultralocale”, aspra e arcaica, che fa della propria incomunicabilità un punto di forza, musica oggettiva.

14 – 19 maggio 2013 | sala Fassbinder
THE END [recensione] di Valeria Raimondi e Enrico Castellani
collaborazione artistica Vincenzo Todesco
scene Babilonia Teatri/Gianni Volpe/Luca Scotton
costumi Babilonia Teatri/Franca Piccoli
con Valeria Raimondi e con Enrico Castellani, Luca Scotton, Ettore Castellani
luci e audio Babilonia Teatri/Luca Scotton
produzione Babilonia Teatri/CRT Centro di Ricerca per il Teatro in collaborazione con Operaestate Festival Veneto e Santarcangelo 40 e con il sostegno di Viva Opera CIrcus
Premio Hystrio 2012 alla drammaturgia

Un’invettiva incandescente contro la rimozione medicalizzata della morte. Con The End i Babilonia Teatri affondano un colpo straordinario dentro il tabù per eccellenza. Valeria Raimondi, presenza scenica formidabile, officia un rito profano all’ombra di un cristo in croce con le teste mozzate del bue e dell’asinello: una natività al contrario che ferisce e commuove prima di un finale memorabile in cui la vita ricompare in un’immagine di struggente bellezza. Sara Chiappori, la Repubblica

21 – 26 maggio 2013 | sala Fassbinder
PINOCCHIO
di Valeria Raimondi ed Enrico Castellani
scene, luci e audio Babilonia Teatri
con Valeria Raimondi, Enrico Castellani e la compagnia “Gli amici di Luca”
collaborazione Stefano Masotti e Vincenzo Todesco
produzione in via di definizione

Perché Pinocchio? Perché farlo con persone uscite dal coma?
Ci è stato dato un indirizzo: via Altura, 3 – 40139 Bologna.
Siamo arrivati. Davanti a noi un ospedale.
Abbiamo chiesto se era lì la sede della compagnia “Gli amici di Luca”.
In fondo al corridoio sulla sinistra: Sala del Durante.
Domanda nostra: perché fate teatro?
Risposta loro: ci è stato dato un calcio nel culo, fare teatro è l’unica possibilità per restituirlo.
Ci siamo innamorati di loro. Della loro autenticità. Della loro imperfezione. Della loro sporcizia.
Abbiamo trovato in loro uno specchio della società reale.

3 – 29 giugno 2013 | sala Fassbinder
SHOPPING & FUCKING
di Mark Ravenhill
traduzione di Barbara Nativi
regia di Ferdinando Bruni
con Ferdinando Bruni, Alessandro Rugnone, Camilla Semino Favro, Vincenzo Giordano, Gabriele Portoghese
luci Nando Frigerio
suono Luca De Marinis
produzione Teatro dell’Elfo con il contributo di Next – Laboratorio delle idee per Oltre il Palcoscenico

«S&F descrive un mondo dove il denaro è tutto e gli individui sono solo consumatori, commenta Ferdinando Bruni. I giovani personaggi passano gran parte del loro tempo facendo shopping (quando non sono occupati in attività sessuali di varia natura) in un vuoto totale di memoria, di senso della storia, persino di caratteristiche individuali, in un vuoto disperato e irritante come una puntata del Grande Fratello. Personaggi senza passato, senza padri e senza madri, stupidi e vulnerabili, vittime perfette per il primo orco di passaggio, assurdi, ma tragicamente reali, specchio di una generazione che troppo spesso rinunciamo a capire.