Programma Danza Urbana in piazza a San Gimignano (SI) – 15-17 luglio 2012

Interventi di DANZA URBANA
15, 16 e 17 luglio 2012
Piazza Duomo – San Gimignano (Siena)

Domenica 15 LUGLIO ore 18.30
KHORAKHANÉ DANZA
SIRENE
coreografia Luciano Firi
danzatori Giulia Meloni, Eleonora Nespoli, Arianna Berton
musiche originali Sandro Varisco

Prendendo spunto dal mito, il mare-grembo della sua città natale ha ispirato a Luciano Firi la
coreografia di Sirene, una creazione in cui l’esplorazione dell’eterno femminino va di pari passo con una sorta di drammatica “discesa alle madri”. Lo spettacolo si dipana con l’energia di sentimenti primordiali e ci conduce in un cangiante territorio di luci e di acque che è anche territorio dell’anima.

Domenica 15 LUGLIO ore 21.30
BORDERLINE DANZA
BRAINSTORMING – studio 2
concept, coreografia, regia Claudio Malangone
autori / interpreti Vincenzo Capasso, Claudio Malangone
musiche Dario Casillo, J.S. Bach
video Ugo Petillo
disegno luci Francesco Ferrigno
testi Federico Bruno, Cesare D’Arco, Marco Di Gregorio, Cristina Mazzaccaro
responsabile organizzativo Maria Teresa Scarpa
produzione Borderline Danza 2012, MIBAC, Regione Campania

In uno spazio-tempo indefinito due danzatori viaggiano in instabile equilibrio tra la luminosità e il suo contrario, il movimento e la quiete, il suono e il silenzio, la presenza e l’assenza. Due danzatori all’unisono, non semplicemente sincroni, ma capaci di intrecciare infinte variazioni sullo stesso movimento, di rompere e di ritrovare continuamente le simmetrie, di apparire l’uno e il suo doppio, di perdersi l’uno nell’altro tra competizione e sensualità.

Lunedì 16 LUGLIO ore 18.30
COMPAGNIA NUT
LACRIME ANTICHE
drammaturgia, coreografia, interpreti Barbara Geiger, Franco Reffo
musiche e suono Stefano De Ponti, Eleonora Pellegrini
costumi Stefania Barreca
produzione NUT, Campo Teatrale

Lacrime Antiche é un lavoro sull’ androgino diviso, su quell’ Uno che eravamo e apre la strada al richiamo di altri miti d’ amore, Lilith la Luna Nera, Amore e Psiche, Dafne e Febo.
La scena si apre con un divano sotto una luce lunare e il risveglio di una donna, un delicato “uccello bianco” che vola e tasta il terreno attorno al suo giaciglio. La comparsa di un uomo, forse il marito, e il divano si stringe a una gabbia, “la gabbia di Dafne”. Un rapporto squilibrato: lei esclusivamente esposta al volere del suo uomo. Lacrime antiche sono quelle versate da sempre dalle innumerevoli donne date spose senza il loro consenso.

Martedì 17 LUGLIO ore 18.30
FRANÇOISE PARLANTI
PENSIERO LIQUIDO
coreografia e danza Françoise Parlanti
scenografia Françoise Parlanti, Saida Sorini
musiche Armand Amar, Shahar
editing musiche Fabio Marrazza
costumi Oretta Ciani

Pensiero Liquido nasce come riflessione sul tema dell’acqua.
Fin da sempre considerata l’elemento più femminile e infido, l’acqua ci culla, ci porta, ci dondola, ci addormenta, ma allo stesso tempo ci sommerge, ci soffoca, ci uccide.
L’acqua è utilizzata in moltissimi riti religiosi come elemento di purificazione dal peccato, dalle impurità o come atto di conversione, vedi l’immersione nel Mikvè, per coloro che si convertono alla religione ebraica. Ogni atto purificatorio è legato a una ritualità.
In Pensiero Liquido, la ritualità e la ripetizione del gesto diventano l’atto preparatorio che porta il corpo di una donna all’incontro con il “corpo” dell’acqua e l’atto di purificazione è visto non solo nell’accezione classica dei vari riti purificatori, ma come purificazione estrema che porta alla morte; come Ofelia che nell’acqua ritrova il suo elemento, realizzando, paradossalmente, la pienezza della sua esistenza, proprio nella morte. La filosofia di molte religioni, infatti, considera la morte del corpo terreno, necessaria per la rinascita dello spirito e dell’anima a un’altra vita. La performance diventa quindi, un lento cammino di purificazione, dove il corpo di una donna incontra il corpo dell’acqua. Una spirale di gesti e rituali che attraverso la morte della materia, condurrà alla rinascita dell’anima.

Martedì 17 LUGLIO ore 21.30
GRUPPO SAN GIMIGNANO DANZA
RIFLESSI NEGATI

coreografia Luisa Guicciardini
con Sara Bocci, Paola Fiorini, Elisa Lapi, Silvia Lavecchia, Chiara Mazzoni, Elena Restivo
La perfomace è ispirata alla figura della Contessa di Castiglione Virginia Oldoini. Irrequieta,estremamente consapevole della propria bellezza e intrigata fin da giovanissima da storie galanti, ma anche ambiziosa e intelligente, diventata per un certo periodo l’amante di Vittorio Emanuele II. Nei suoi ultimi anni Virginia era incapace di accettare l’inesorabile scorrere del tempo che la condannava ad abbandonare il suo ruolo di “più bella donna del secolo”. Rancorosa, sempre più accartocciata su se stessa, si chiuse nel lutto per la propria bellezza in disfacimento velando tutti gli specchi di casa per non vedere il suo riflesso.
“È troppo tardi per ricominciare a vivere, quando si comincia a morire. Non una patria, non una famiglia, non un amore, non un amico, né affetti, né salute, né denaro, nulla più della bellezza, che ora non c’è più, mi è stato fatale. Ricordate voi che amate la storia, la mia è una curiosa e accidentata storia di cose diversissime. Fatalità o provvidenza non so, in questo gioco di vita e di morte non so più distinguere e io non desidero che il silenzio e l’oblio.”

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