Startup. Due giorni di teatro e incontri, tanto per cominciare…

L’agnello – foto di Altre Visioni

È bello constatare che la vita del teatro sta proprio nel suo non avere confini definiti. Tra le istantanee quotidiane di Teatro e Critica due sono stati i focus geografici in queste settimane, rispettivamente su due regioni del Sud Italia le cui faglie culturali hanno cominciato a premere. La Sicilia è stata in scena a Roma in questa passata settimana dell’Arsenale al Teatro Valle Occupato, ma ora è in Puglia che torniamo per presentare un altro progetto di grande interesse: l’apertura di Puglia Showcase ha infatti fatto spazio a Startup Teatro – il teatro delle nuove generazioni, in scena a Taranto il 25 e 26 maggio 2012. Non solo spettacoli, anzi, il tentativo di spalancare le porte a un ragionamento intorno al produrre, fruire e comprendere il teatro, un attraversamento ragionato del territorio cittadino, programmaticamente orientato all’attenzione di un pubblico sempre più vasto, alla chiamata di un orizzonte di visione sempre più popolare. Ne è testimonianza il laboratorio Allenare lo sguardo, diretto dal critico e docente Massimo Marino, che scava un «percorso di accompagnamento alla visione degli spettacoli teatrali rivolto al pubblico». Il laboratorio, che avrà avuto una settimana di durata, vedrà un incontro pubblico alle 18.30 di sabato 26 dal titolo Sguardi e parole sugli spettacoli.

Si parte venerdì 25 con lo shakespeariano Sogno di una notte di mezza estate per la regia di Raffaele Romita (Fatti d’Arte), in scena al Cantiere Maggese della Città Vecchia, per poi spostarsi alla Chiesetta San Francesco per venti minuti sull’artista e collezionista spagnolo Mariano Fortuny con Con la virtù come guida e la fortuna per compagna di Anagoor. Nel quartiere Tamburi sorge il teatro TaTÀ, dove venerdì alle 18 si raccoglie la prima tavola rotonda, Il mestiere critico – forze e debolezze di un ruolo in esilio. Interverranno Roberta Ferraresi, Massimo Marino e Nicola Viesti per parlare di quanto necessario sia recuperare l’autorevolezza di una posizione. Da grande opportunità, il Web rischia di trasformarsi in arma a doppio taglio, fino a quando non riusciremo a emancipare il discorso critico da indici di gradimento e da sterili dissertazioni di carattere esclusivamente estetico e metodologico. Proviamo a ripartire dallo sguardo necessario, quello dello spettatore.

La protesta – locandina

Nel patio del TaTÀ replica poi lo studio di Giulio Costa Giro solo esterni con aneddoti, vincitore del premio alle arti sceniche Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2011, mentre in sala L’Agnello si prepara al sacrificio. Questo il titolo dello spettacolo scritto da Francesco Ghiaccio e diretto da Gaetano Colella, anche direttore artistico di Startup, che si interroga sulla dinamica del capro espiatorio e la discute come ultima e non unica soluzione. Di striscioni bianchi con lo slogan scritto in un nero aggressivo se ne sono visti tanti in questi ultimi mesi. Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno mettono a punto La protesta, azione prevista alle 22.30 nello spazio Off del TaTÀ e che tenta proprio di capire se esista una frase in grado di esprimere un disagio.

La due giorni prosegue nella mattinata di sabato con il secondo incontro d’approfondimento, L’orto d’arte – occasioni d’impresa teatrale. Dino Sommadossi, direttore Centrale Fies; Franco D’Ippolito, coordinatore Interventi Asse IV Linea 4.3 della Cabina di Regia regionale progetti strategici; il presidente dell’Associazione Scenario Stefano Cipiciani e la giornalista e critica Mariateresa Surianello, insieme alle Residenze teatrali pugliesi, discutono un tema che in questi tempi di austerità economica e di crollo del sostegno pubblico è divenuto centrale, quello di immaginare una nuova imprenditoria, un’uscita di sicurezza da ogni circolo vizioso che parte da Dro e giunge ai Teatri Abitati pugliesi, che hanno reso possibile l’evento. Quattro spettacoli arricchiscono la giornata di sabato: il vincitore del Premio Scenario 2011 InFactory di Matteo Latino/teatrostalla occupa il Cantiere Maggese; la prima regionale di Lupòroom di Paolo Gubello riscrive la favola di Cappuccetto Rosso all’Ipogeo Bellacicco della Città Vecchia. La “tragedia” di Aldo Morto porta Timpano nella sala del TaTÀ; Ima®gini invadono lo spazio Off con Di terra #1_Embodied di Roberto Marinelli, diretto da Massimo Di Michele e si chiude con le Sincronie di errori non prevedibili di Santasangre, di nuovo nella sala.
Una scorpacciata di teatro, dunque, ma da affrontarsi con lo sguardo consapevole di chi sa che, al giorno d’oggi, anche queste sono grandi occasioni, frutto non solo della fortuna ma della voglia di fare, non solo di mostrare.

Sergio Lo Gatto

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