Focus Puglia: Il cesso del potere per Vico Quarto Mazzini

Foto di Ufficio Stampa

Un appuntamento importante con la giovane scena teatrale pugliese è arrivato quasi a conclusione della stagione del Teatro Kismet Opera diretta da Teresa Ludovico, con Diss(è)nten della compagnia Vico Quarto Mazzini. Lo spettacolo finalista Premio Kantor 2010 del Teatro CRT di Milano e selezionato per la rassegna ArgotOff 2011 nello storico Teatro Argot Studio di Roma è scritto da Gabriele Paolocà. Sul palco dell’Opificio per le arti, i bravi interpreti e autori della regia Michele Altamura, Riccardo Lanzarone, Gabriele Paolocà, hanno elaborato un proprio linguaggio artistico per svelare e raccontare le tensioni e le violazioni che caratterizzano la nostra vita quotidiana, ben celata in una spessa coltre d’ambiguità e finzione.

In un non-luogo ideale sono installati tre water, ognuno dei quali è lo spazio d’azione di altrettanti non ben identificati individui. Solo una situazione e un luogo figurativi possono infatti fare da cornice e contenere parole troppo vere, esplicite e taglienti come quelle sputate dai protagonisti. Due uomini fuoriescono dal buio, l’uno nervoso e impaziente, l’altro forse inconsapevole del suo ruolo. Ciascuno chiuso in questa sorta di cella, cominciano le procedure che regolano quel particolare habitat: guanti di lattice e perlustrazione per fugare il sospetto di essere spiati. Dai loro discorsi che si articolano in maniera serrata, cifrata e quasi all’unisono, si comprende che il primo regola l’attività di un’organizzazione creando leggi all’occorrenza e l’altro le promuove attraverso i mezzi d’informazione.

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Ma questa volta i due non sono soli. Una terza entità si appresta ad occupare la cella centrale rimasta vuota, il cesso del potere. L’organizzazione si sente minacciata da forze esterne che si stanno organizzando per far declinare il suo potere. Per combattere questa minaccia il consiglio direttivo dell’organizzazione decide di avviare una grande iniziativa: ogni persona dovrà imparare a vivere sola. Per far ciò basterà una linea d’azione sottile, sotterranea e impositiva che svuota le parole del loro senso e le rende pura forma. Più si sale nel livello dell’organizzazione, più diminuisce la dignità di coloro che ne fanno parte e per questi moderni padroni delle vite altrui, abili manovratori e detentori del potere, la felicità collettiva sta nell’annullamento di qualsiasi tipo di relazione.

Trucco e costumi sottolineano un’estrema caratterizzazione dei personaggi che diventano emblemi dello schiacciamento dell’individualità e della personalità. Si deve abdicare alla propria personalità, alla propria volontà e si finisce per buttare nel cesso anche la propria libertà. Una sperimentazione quella della compagnia Vico Quarto Mazzini che ha il merito di ridare peso alle parole rinchiudendole in un angusto spazio sotterraneo per non contaminarle con quella superficialità e quella strumentalizzazione che troppo spesso le caratterizzano nella quotidianità. Una originale riflessione critica sulla realtà del nostro paese e non solo, sempre meno incline a lasciare spazi di privacy e sempre più orientata a svuotare di senso la comunicazione. Con orgoglio la compagnia pugliese vuole continuare ad affondare le radici nella storia e nell’attualità dello sbiadito tricolore italiano, noi attendiamo di vederne i prossimi risultati.

Luana Poli

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Teatro Kismet Opera, Bari

DISSÈNTEN
Spettacolo finalista al “Premio Kantor 2010”- Teatro CRT Milano
drammaturgia
Gabriele Paolocà
diretto e intrepretato da Michele Altamura, Riccardo Lanzarone, Gabriele Paolocà
sound design Dario Tatoli
light design Valentino Logorio
scenografia Michele Ferrieri