Locus Solus – una rassegna firmata Compagnia Enzo Cosimi per indagare la pratica del solo

un dettaglio di “L’animatrice” di Ivana Petito

Ha inizio oggi, 6 Dicembre, presso gli spazi di Teatroinscatola di Roma, Locus Solus – indagini sul solo nella coreografia contemporanea. Ideato e realizzato dalla Compagnia Enzo Cosimi, il progetto, come esplicitato dal titolo, intende sondare, in una settimana di riflessioni, incontri, approfondimenti, presentazioni di performance, laboratori e masterclass. la specificità del linguaggio del solo nella danza e il significato che tale pratica acquisisce nella contemporaneità. Si legge sul comunicato stampa: «la creazione solistica implica uno studio della danza come campo di conoscenza, un’indagine immersiva del proprio io, attraverso “un’azione traumatica” che volutamente e violentemente mette a nudo il performer nella sua fragilità e forza».

Questa peculiarità del solo, affiancata ad un’indagine sui supporti multimediali (video, documenti, suono e testo), è il fulcro intorno al quale ruota l’intera rassegna. Dal 6 all’11 dicembre lo stesso Enzo Cosimi espone la propria indagine sul tema, presentando il final cut dello spettacolo La stanza del principe. Vista durante il festival Istantanee, al Kollatino Underground di Roma, la coreografia ispirata alla figura del principe Siegfrid del capolavoro Il Lago dei Cigni, e realizzata in collaborazione con le Associazioni di persone senza fissa dimora trova, ora, nuova formulazione, portando lo stesso coreografo in scena. Così nei panni di regista, videomaker, coreografo e interprete, Cosimi cerca uno sguardo che possa essere al contempo estetico (fonti visive dello spettacolo sono le opere di Joseph Beuys e Andy Warhol) e politico, per cambiare segno all’idea e all’immaginario comune che ruota intorno alla figura del principe e raccontare una favola dai risvolti realistici e, spesso, inquietanti.

NeraMamba è il titolo della coreografia di Elisabetta di Terlizzi (6-7 Dicembre), che cerca di istaurare ed indagare in scena il rapporto del proprio solo con il video. Cinque quadri, come spiega l’artista nel comunicato stampa, «testimoniano il percorso ad ostacoli e le contraddizioni di un individuo che si interroga sulle possibilità di costruire la propria identità declinata al femminile».

Ancora sulla fisicità femminile e sulle sue possibili declinazioni e trasformazioni gioca il solo della coreografa e danzatrice napoletana Ivana Petito dal titolo L’animatrice – colei che prende la parola (8-9 Dicembre). Una veste bianca partecipa alla continua trasformazione di un corpo, di una figura di donna, che da madre, madonna, santa, sposa, prende le forme nude di seduttrice, animatrice, strega.

Chiude il ciclo di performance, la coreografia di Maria Paola Zedda dal titolo RQ – omaggio a James Lee Byars (10-11 Dicembre). Rilettura raffreddata e spersonalizzata del precedente Requiem (visto ad istantanee e a Teatri di Vetro) e traendo ispirazione dalle opere dell’omaggiato e citato artista visivo, RQ indaga il rapporto con la morte (Death is the Question è il sottotitolo dello spettacolo), la relazione tra arte e accadimento e la ricerca della forma pura. Come spiega l’artista: «RQ è un gioco di specchi in cui l’immobilità della forma, l’astrazione del concetto, trovano il proprio alter ego nella fragilità dell’umano, nella resa assoluta della solitudine, nel suo stato perenne di caduta. L’esoterismo e il platonismo si sgretolano nell’azione, deflagrano nel tempo reale».

Completa infine il progetto Locus Solus un laboratorio sul solo seguito dagli artisti coinvolti nella rassegna che si svolgerà l’8 e il 9 Dicembre e che si articolerà intorno ad una sessione di training e una fase creativa di ricerca sulla composizione e sull’improvvisazione.

Matteo Antonaci

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