Di madonne e di madri – Teatri Alchemici per TeatriInScatola

Chiude la quinta edizione del festival TeatrInScatola, diretta da Straligut Teatro, la compagnia siciliana Teatri Alchemici con lo spettacolo Ergo non sei, progetto finalista del premio Fringe2Fringe 2010.

Su una scena completamente nuda Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi, membri fondatori della compagnia, raccontano la storia di Michele, un quarantenne, assistente della cattedra universitaria di storia e filosofia, solitario, celibe e ateo, improvvisamente coinvolto in una bizzarra quanto inspiegabile rivelazione: un conclave di madonne, sotto suggerimento della Madonna del Ponte, ha scelto Michele come eletto per diffondere il nuovo vangelo e parlare al mondo con animo illuminato. A fare da sfondo alla vicenda è il rapporto che il protagonista instaura con la madre, donna con la quale convive da sempre.

In bilico tra l’ironia dissacrante di Angels in America e un dramma tinteggiato dai caratteri simbolici ed iconici di un sud Italia permeato dalla cultura cattolica, tra madonne en travesti, comari e preti impiccioni, Teatri Alchemici indaga il tema del libero arbitrio. Siamo davvero liberi di prendere delle decisioni? Cosa cambia o porta avanti la nostra vita? Quanto siamo responsabili delle nostre scelte, o, ancor più della nostra incapacità di scelta?

Madre e figlio, madonne e immaginari morali improvvisamente distrutti, bizzarre allucinazioni, costruiscono Ergo non sei, la cui matrice sembra essere proprio un rapporto irrisolto, un’impossibilità di crescita. Rituali domenicali, fritture di peperoni e abbondanti colazioni, plasmano il rapporto di Michele con la donna che lo ha messo al mondo. E il cibo, l’atto stesso del cucinare – meravigliosamente costruito in una divertentissima coreografia per corpo e onomatopee -, del prendersi ossessivamente cura dell’altro, appaiono come meri mezzi di controllo. Per Michele il modo più appropriato per fuggire le proprie responsabilità, per la madre il dolce atto egoistico attraverso cui non tagliare quei fili che la legano indissolubilmente alla vita del figlio. Tra un personaggio e l’altro, la bizzarra madonna e l’ironica rivelazione costruiscono un ponte attraverso il quale, anche se solo per un attimo, le dinamiche del morboso rapporto familiare vengono distrutte e il protagonista può rendersi finalmente consapevole delle sue responsabilità, dei meccanismi fallimentari, da lui stesso messi in moto, che, cigolando, guidano la sua intera esistenza.

Sulla scena completamente spoglia, nella totale assenza di oggetti scenici, lo spazio si costruisce tramite tagli di luce, che rinchiudono e dischiudono le visioni, abbagliano i caratteri dei protagonisti, lasciano in ombra i nodi irrisolti. Corpo e voce perimetrano le stanze di un appartamento invisibile, dividono il tuo dal mio, il corpo materno da quello filiale, l’allucinazione dalla realtà, l’ironia dal dramma. Tutto il buio è interiore e metafisico, spazio insondabile, attraversato dai colori celestiali dell’apparizione. Ed è in questo buio che Teatri Alchemici lascia scorrere la propria drammaturgia, eliminando orpelli e ornamenti, in uno spettacolo che, per più di un’ora e mezzo, fa del corpo e dei fiochi disegni di luce essenziali frammenti di materia galleggiante attraverso i quali costruire narrazioni ed esercitare la propria immaginazione.

La scena, allora, appare come un buco nero nel quale lo sguardo è “libero” di vagare fino all’ultima rivelazione: una sedia, unico oggetto scenico utilizzato nello spettacolo, improvvisamente, porta con sé un oscuro e amarissimo sapore di morte.

Matteo Antonaci

visto il 25 novembre 2011
Sala Lia Lapini – TeatrInscatola 2011
Siena

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Questo contenuto è parte del progetto Situazione Critica
in collaborazione con Il Tamburo di Kattrin

Ergo non sei
drammaturgia di Luigi Di Gangi, Julio Garcia, Ugo Giacomazzi
costumi di Fabrizio Lupo
musiche di Gianluca Porcu
disegno luci di Luigi Biondi
disegno del suono di Francesco De Marco
diretto e interpretato da Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi
produzione Teatrialchemici e Palermo Teatro Festival