Prospettiva 150 in trasferta a Short Theatre 2011: la riunione degli Stranieri in patria

Visioni dall’albero – Foto di Futura Tittaferrante

C’è un albero solitario di fianco al palco esterno, lungo il muro che delimita la ghiaia a circondare il Teatro India. È un albero raccolto, muto osservatore di passaggi frettolosi da una sala all’altra, sotto lo sguardo assorto del fiume Tevere qui in uno dei suoi corsi più appartati. Su quel palco con l’albero di lato Mario Martone, direttore dello Stabile di Torino e innestatore di alberi in un giardino periferico di lungofiume, ha presentato durante Short Theatre 2011 diretto da Fabrizio Arcuri, il nuovo festival d’autunno Prospettiva 150. Stranieri in patria, una sorta di stagione nella stagione per i teatri torinesi dall’11 ottobre al 3 novembre 2011, diretta dallo stesso Arcuri e dedicata ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Come non dirsi suggestionati, dunque, quando il padre di questo teatro, che l’ha fatto costruire nel 1999 negli spazi ch’erano di uno stabilimento dismesso, dopo più di dieci anni ritorna a misurare quell’albero che lui stesso ha piantato, quanto è cresciuto, chi gli ha fatto mancare acqua, chi l’ha potato e come, e chi infine ha cercato di estirparne anche la radice, perché un albero che esista di per sé stesso è sempre in debito di frutti. L’India è l’ultimo teatro aperto a Roma nel secolo Novecento, pensarci oggi che stiamo per vivere la prima stagione orfani del Teatro Valle e della sua storia che stava lì dal 1727 è davvero un brivido infelice di ritrazione, ma forse la vitalità si sposta, genera e segue il movimento e in esso si alimenta, così adesso è di Torino che si parla, mentre Short e il teatro contemporaneo in pochi giorni toglieranno il disturbo da una città funestata e compiaciuta di esserlo. Di Torino si parla con i suoi direttori e con una schiera di osservatori (tra di loro Paolo Ruffini, Lorenzo Pavolini, Graziano Graziani, Viviana Gravano, Ilaria Godino ch’erano presenti), autori con altri di un volume proprio dal titolo Prospettiva. Materiali attorno alla rappresentazione della realtà contemporanea, che lo Stabile per quest’anno (e spero da, quest’anno) ha deciso di sostituire al classico catalogo festival perché, come dice lo stesso Arcuri, “ci è sembrato più opportuno raccogliere piccoli saggi degli artisti passati al festival e gli sguardi di altre persone in grado di cercare un senso più profondo delle cose”, quindi fornire approfondimento come apparato di conoscenza, ossia lo snodo importantissimo che finalmente scavalca la comunicazione e la promuove espressione; così è nata questa pubblicazione, edita Titivillus, che reca in sé una pluralità di visioni e di spunti riflessivi in grado di stimolare un dibattito fortissimo attorno al valore del teatro e della ricerca culturale.

Di fronte a Martone, seduto in platea, uno dei protagonisti del festival che, con lo stesso spettacolo, aprirà la stagione proprio del Teatro India (leggi la stagione): Giorgio Barberio Corsetti, autore quest’anno de Il Castello di Franz Kafka. Non è un caso che sia lì. In questo gioco della memoria lo stesso Martone torna alla fine degli anni Settanta quando, proprio guardando gli attori di Corsetti che volavano a Piazza Cavour a Roma, ha avuto idea che “tutto è possibile, anche costruire un teatro in un posto dove c’erano cani randagi e scenari desolati”. Ecco allora come tutto torna, ciclico come le cose naturali, come la biologia di quell’albero che di fianco tutto veglia, che ha visto questi dieci anni di vita culturale romana cedere al bolso blasone degli Stabili anche lo spazio nato per il teatro indipendente, che ha visto Martone emigrare a Torino, Arcuri seguirlo e fermarsi anche alla Tosse di Genova, Corsetti arrivare alla pensione con ancora i galloni di giovane proposta per dirigere questo teatro e prendersi all’estero gli allori che l’Italia non gli concede: ne ha viste tante quest’albero, speriamo che questi tra coloro che vede oggi siano gli ultimi, davvero, degli Stranieri in Patria.

Simone Nebbia

Leggi il programma del Festival Prospettiva 2011