Se il teatro racconta il lavoro. Un bando per uno spettacolo da far circuitare nel Lazio

Il secolo scorso è stato anche il secolo nel quale il teatro ha incontrato il lavoro, l’esperienza operaia ha incrociato la propria strada con la militanza artistica e, dalla Russia post-rivoluzionaria alla Germania di Brecht, fino alle avanguardie americane ed europee degli anni ’60 e ’70, è stato il secolo in cui gli artisti hanno guardato al mondo del lavoro come uno degli orizzonti privilegiati del proprio sguardo.

Ora, in questa prima decade di nuovo millennio, archiviata la militanza politica totalizzante, terminata la spinta innovativa del teatro di narrazione, focalizzando il campo d’indagine in un sistema-paese dove la distanza tra l’artista e l’operaio sembra essere diventata incolmabile – grazie a trent’anni di tv commerciale e all’onnipresente equazione/equivoco: contemporaneo=incomprensibile – qual è il ruolo dell’artista in relazione ai temi del lavoro? Ci sono ancora lo spazio e il tempo per colmare quella distanza? Se, in un momento storico in cui l’azzeramento di interi comparti produttivi è all’ordine del giorno e il lavoratore vede declassare la propria qualità di vita a livelli nettamente peggiori rispetto ai decenni precedenti, la necessità di quella domanda ancora esiste, allora è ancora auspicabile la comprensione dei nuovi linguaggi performativi e il loro ruolo nel racconto di questa situazione in continuo declino.

Importanti possono essere perciò quelle iniziative legate a premi e concorsi che hanno come obiettivo la ricerca di nuove drammaturgie e forme sceniche utili per rappresentare con le parole e i gesti del contemporaneo il mondo del lavoro. Tra questi vi è la prima edizione del bando “Storie di lavoro”, proposto L’Officina Culturale della Tuscia in collaborazione con l’Associazione Culturale VentiChiaviTeatro, l’Associazione Culturale ARCI Percorsi, l’Officina Culturale della Bassa Sabina e l’Officina 10/11 di Triangolo Scaleno Teatro.

La giuria, formata da un esponente di ciascun ente promotore più un comitato critico, selezionerà i materiali pervenuti entro il 5 settembre e sceglierà uno spettacolo (senza limitazioni di genere, linguaggio o data di debutto) al quale andranno 3000 euro in contratti di lavoro. Lo spettacolo infatti verrà ospitato proprio al festival Storie di Lavoro, alla rassegna 4 spettacoli per un Teatro e a Inventa/officina 1011.

Andrea Pocosgnich

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