Gli ultimi consigli di stagione: da Latella all’India fino all’Angelo Mai con Bluemotion

Don Chisciotte – regia di Antonio Latella

Uno dei primi articoli di questa stagione era un viaggio attraverso le più interessanti proposte della programmazione teatrale romana (leggi articolo), voleva essere un consiglio alla visione, un aiuto alla scelta consapevole. Così, cosciente del fatto che già nell’atto di consigliare e scegliere vi è una inevitabile espressione critica, scrissi o meglio disegnai quella mappa di avvicinamento alle multiformi espressioni del teatro romano. Ora che la stagione, di cui al termine andrebbe fatto un altro discorso valutativo, sta per finire e gli spazi preparano la naftalina con cui chiudere scenografie e costumi, diamo un’occhiata agli ultimi segnali, tracciamo lo schema di un insieme di appuntamenti che potrebbero rivelarsi imperdibili prima di fare le valige per i festival estivi.

Cominciamo con le rassegne: terminata l’esperienza di Teatri di Vetro, siamo invece in pieno Argot Off, da menzionare qui nei prossimi giorni gli spettacoli di Odemà e Hoboteatro. Sempre sul fronte rassegne come non parlare anche di Garofano Verde, l’ormai storico evento curato da Rodolfo di Giammarco dedicato alle tematiche omosessuali. In periodo di Europride il Teatro Belli ci proporrà tra le altre cose un reading con Giuliana Lojodice (La donna dello scandalo, dal romanzo di Zoe Heller - 7 giugno) e una serata, sempre di letture, con addirittura Peter Stein (Diario del ladro di Jean Genet – 8 giugno). Interessante anche l’ipotesi di drammatizzazione del romanzo di Isabella Santacroce, Zoo (Fazi, 2006), uno spietato dramma familiare per la regia di Alessia Innocenti e Corrado Russo. Sempre al Teatro Belli la rassegna dedicata al mondo gay terminerà, in una circolare sintonia con il suo incipit,  con un reading di Isabella Ferrari il 22 giugno, Gender, testi e autobiografie di storie transessuali.

Lasciando da parte gli eventi all’aperto e fuori porta, dei quali torneremo a parlare durante la consueta Estate Romana (imperdibile sarà il Festival di Villa Adriana, tra gli altri Victoria Chaplin a Alain Platel, Eimuntas Nekrosius, Vinicio Capossela, Pippo Delbono ), distendiamo lo sguardo sulle ultime locandine dei teatri ancora aperti e tra tutti emerge con forza il Teatro India. La sala periferica del circuito diretto ora da Gabriele Lavia, vivrà un mese di qualità e ricerca che si spera possa essere una delle direzioni sulle quali il neo direttore fonderà il proprio lavoro per la stagione 2011/2012. Eccoli allora questi ultimi bagliori dal Lungotevere Vittorio Gassman: fino a domenica 5 giugno potrete assistere al successo teatrale di Giuseppe Battiston, Orson Welles’ Roast; a seguire il ritorno di Antonio Latella, proprio lui che la stagione l’aveva aperta con Lear. Il direttore artistico del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli rimane perciò a Roma, dopo le repliche del suo [H] L_Dopa all’Eliseo, portando in scena (dal 5 giugno) il Don Chisciotte (recensione), spettacolo con la drammaturgia di Federico Bellini e due attori (Francesco Manetti e Stefano Laguni), rimarrà all’India fino al 12 di questo mese. Ma nello spazio a due passi dal gazometro si prosegue per tutto giugno con spettacoli come La canzone di Nanda per la regia di Gabriele Vacis, Lavori in corso diretto da Ninni Bruschetta e soprattutto il finale affidato all’Accademia degli Artefatti di Fabrizio Arcuri che si cimenterà con il dramma didattico di Bertold Brecht Orazi e Curiazi presentandolo anche con queste parole: “[…]La messa in scena, nel pieno rispetto del testo e delle indicazioni che lo accompagnano, rifiuta in qualche modo ogni tipo di spettacolarizzazione, realizzando la trama relazionale, dialogica, e la ragnatela dialettica che Brecht tesse, e in cui fa muovere cose e persone, fatti e pensieri.”

Adrenaline di Claude Brumachon

Mentre il Valle ha ormai chiuso definitivamente con il defunto Eti (quest’anno era l’ultimo cartellone dell’ente) e si attende di sapere quale sarà il suo futuro (un bando a salvarlo, ma quando?),   all’altro spazio anch’esso ex-Eti, il Quirino, dopo il finale della rassegna Off  “Autogestito” si chiude con il Don Giovanni di Mozart (Orchestra Anello Musicale e Corale San Gregorio Magno), in scena stasera 4 giugno.  Qualche fermento si muove ancora alla Casa delle Culture, dal 14 al 19 giugno debutta La malattia dell’aMorTe, adattamento e regia di Natachà Daunizeau liberamente ispirato ai “Testi Segreti”, raccolta di racconti di Marguerite Duras dell’89. Un salto al Teatro allo Scalo a via dei Reti nel quartiere san Lorenzo dall’8 all’11 giugno ci dà la possibilità di assistere al debutto di Psicosi 4:48, ultimo testo di Sarah Kane diventato ormai un classsico della drammaturgia contemporanea, qui portato in scena da Federico Ruscito

Tra gli altri spazi che ancora non vanno in vacanza troviamo lo storico teatro nel quartiere Monteverde: il Vascello. Qui potrebbe essere interessante ritrovare uno sguardo verso la danza d’autore, Claude Brumachon del Centro Coreografico di Nantes debutterà (dal 30 giugno al 2 luglio) in anteprima mondiale con la ricerca coreografica Adrenaline realizzata insieme alla compagnia Imperfect Dancers .
Ma si sa ogni congedo va benedetto con una festa, e qui gli specialisti dei party dopo teatro sono quelli del centro culturale di via Caracalla, con loro saluteremo la stagione, l’appuntamento è l’11 giugno all’Angelo Mai a seguire di Sola (in scena dal 10), creazione collettiva di Bluemotion con la regia di Giorgina Pilozzi, progetto che parte da The love of the Nightingale di Timberlake Wertembaker, con il quale il gruppo vuole porsi domande vitali: “Ma cos’è un mito? L’immagine obliqua di una verità indesiderata che si riverbera attraverso il tempo. Cosa vuole una donna? E un uomo? Possiamo noi, ancora, parlarci tra uomini e donne?

Andrea Pocosgnich

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