Stagione 2011 – 2012 Teatro Cavallerizza Reale (Stabile di Torino)

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8-9 gennaio 2012
So much younger than today
un viaggio nell’Italia di Gigi Meroni

testo di Marco Peroni
con Mario Congiu (voce e chitarre), Mao (voci e chitarre), Marco Peroni (voce narrante)
Nadia Bertuglia (violino), Giulia Finco (violino), Cecilia Salmè (violoncello)
regia Tommaso Rotella
performance pittorica Riccardo Cecchetti
scelte musicali Mario Congiu e Mao
arrangiamenti Mario Congiu
Le Voci del Tempo

11-12 gennaio 2012
Note di un centromediano metodista
testo di Carlo Pestelli
(liberamente ispirato agli scritti sportivi di Luciano Bianciardi)
con Alex Gariazzo, Marco Gentile, Riccardo Lombardo, Carlo Pestelli
regia Bruno Franceschini
disegno luci Cristian Zucaro
scelte musicali e arrangiamenti Alex Gariazzo, Marco Gentile, Carlo Pestelli
fonico Guido Nardi
Associazione Pubblico-08 / Compagnia Le Voci del Tempo

18-19 gennaio 2012
Sono incazzato nero
di Berte Bakary
con Berte Bakary, Toure Cheikhouna, Ibrahim Cisse, Mamadou Lamine Dabo, Oumar Diallo, Modou Dione, Yao Flavien, Djiby Mbengue, Mouhamadou Mbengue, Alioune Moussa Mbodj, Amadou Lamine Mbodj, Mboud Ndiaga
regia Koji Miyazaki
elaborazioni sonore Gilberto Richiero
costumi Luciana Bodda, Rinuccia Burzio e Margi Mordenti
ambiente, luci Koji Miyazaki
Progetto Cantoregi con il patrocinio della Fondazione del Teatro Stabile di Torino

17 – 22 gennaio 2012
Primo amore
di Samuel Beckett con Paolo Graziosi regia Paolo Graziosi ErreTiTeatro30
Quando nel 1945 Samuel Beckett scrive il racconto Primo amore vive in Francia da diverso tempo, ma è ancora lontano dal successo di Aspettando Godot. Un uomo, una specie di allampanato barbone con bombetta, scarpe da tennis, ombrello giallo e bottiglia al fianco, racconta le sue emozioni, il suo vagabondare e l’incontro con una donna, forse l’inizio di un sentimento. Il fiume di parole che rovescia in scena è lo specchio di una storia di disadattamento estremo. Paolo Graziosi dà vita allo sradicato personaggio beckettiano, commentandolo così: «La maniacalità e l’accanimento con cui insegue i particolari dei suoi ricordi fa parte del quadro clinico di questo disturbato speciale, autoemarginato da un mondo che gli fa orrore probabilmente proprio per approssimazione e promiscuità e nel quale si rifiuta di crescere, per chiudersi in un altro fatto di perfezionismo ossessivo e vuoto (asettico). Col risultato di restituirci una sorta di clown puerile che abita questo vuoto con una caparbietà logorroica dai rimbalzi d’allegria quasi infantile e una carica d’ironia virtuosistica dalle quali, se lo spettatore-ascoltatore si lascia catturare, può trarre addirittura degli effetti terapeutici di sicuro effetto».

6 – 8 febbraio 2012 | prima nazionale
Fatzer fragment
di Bertolt Brecht cast in via di definizione traduzione e consulenza drammaturgica Milena Massalongo
regia Fabrizio Arcuri Fondazione del Teatro Stabile di Torino con il sostegno del Kulturstiftung des Bundes per il progetto “Fatzer geht über die Alpen. Eine theatrale Erprobung” ideato in collaborazione con la Volksbühne am Rosa-Luxemburg Platz e il Goethe Institut di Torino e finanziato dal Wanderlust Fund
Lo spettacolo debutterà dal 20 al 22 gennaio 2012 alla Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz, Großes Haus di Berlino.
Il teatro di Brecht potrebbe essere citato nella sua interezza come un esempio di ricerca di percorsi creativi necessari per ampliare le capacità critiche dei soggetti che partecipano allo spettacolo, siano essi attori o spettatori. Questa concezione è espressa in modo radicale nel testo frammentario La rovina dell’egoista Johan Fatzer, al quale Brecht lavorò tra il 1927 e il 1932, scrivendo oltre seicento pagine di appunti che comprendono alcune scene complete, parti del coro, note teoriche e frasi appena decifrabili. Un lavoro imponente, nel quale il drammaturgo tedesco cercò di sviluppare una nuova drammaturgia in cui agisse uno sguardo insieme stupefatto e conflittuale. Fu Heiner Müller che per primo cercò di trarre da questo grande lavoro incompleto uno spettacolo “rappresentabile”, una sorta di lunga suite della rivoluzione necessaria e impossibile, dove vengono rovesciati i grandi temi dell’umanesimo: la fiducia nei riguardi delle “magnifiche sorti e progressive” della società. Solo che l’umanesimo non è rovesciato nel suo contrario, ma in una nuova consapevolezza della catastrofe presente: il comportamento dei protagonisti del dramma ha infatti, come esito finale, la disfatta. È un periodo, insomma, dove le speranze di realizzare “quella semplice cosa così difficile da realizzare” sono ridotte a quasi zero e torna a battere alla porta “la marcia possente delle armate” controrivoluzionarie.
cavallerizza

10 – 12 febbraio 2012 | prima nazionale
fatzer fragment
di Bertolt Brecht cast in via di definizione
regia René Pollesch Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz
con il sostegno del Kulturstiftung des Bundes per il progetto “Fatzer geht über die Alpen. Eine theatrale Erprobung”, ideato in collaborazione con la Fondazione del Teatro Stabile di Torino ed il Goethe Institut di Torino e finanziato dal Wanderlust Fund
Lo spettacolo prodotto dalla Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz e diretto da René Pollesch concluderà i due anni di lavoro, che hanno unito il Teatro Stabile di Torino ad una delle più storiche istituzioni teatrali berlinesi. Questa nuova produzione, basata sul Fatzer di Bertolt Brecht, sarà presentata al pubblico a gennaio sul palcoscenico della Volksbühne, insieme alla produzione del Teatro Stabile di Torino, diretta da Fabrizio Arcuri.
René Pollesch nasce nel 1962 a Friedberg nell’Assia. Dal 1983 al 1989 studia scienze teatrali applicate a Gießen con Andrzej Wirth e Hans-Thies Lehmann, progetti scenici con i docenti ospiti Heiner Müller, George Tabori, John Jesurun e altri. Nel 1996 ottiene una borsa di studio-lavoro presso il Royal Court Theatre London dove assiste a seminari tenuti da Harold Pinter, Caryl Churchill e altri. Nella stagione 1999/2000 è autore stabile del Teatro di Lucerna, nell’autunno del 2000 è autore stabile presso il Deutsches Schauspielhaus di Amburgo. Dalla stagione 2001/02 Pollesch cura il programma del Prater della Volksbühne am Rosa-Luxemburg-Platz a Berlino. Nel 2002 Pollesch viene eletto miglior drammaturgo tedesco da un sondaggio tra i critici della rivista Theater heute. Crea allestimenti a Berlino, Stoccarda, Monaco, Amburgo, Francoforte e Vienna.

14 – 19 febbraio 2012
Diario di un pazzo
di Nikolaj Gogol tratto da I racconti di Pietroburgo – Le memorie di un pazzo traduzione Pietro Zveteremich con Roberto De Francesco regia Andrea Renzi Teatri Uniti
Andrea Renzi, dopo il successo della regia di Tradimenti di Harold Pinter, interpretato da Nicoletta Braschi, porta in scena Diario di un pazzo, tratto da I racconti di Pietroburgo di Nikolaj Gogol. «Del personaggio centrale, Propriscin – scrive Renzi – ci interessava sottolineare il provincialismo, l’inadeguatezza che sente verso la grande città e la macchina burocratica che lo schiaccia e insieme lo esclude. Abbiamo preferito togliere i riferimenti russi per “assimilarlo”. Renderlo, alla lettera, simile a noi, prossimo, vicino. Gli abbiamo dato un accento di provincia italiana, dell’entroterra tra Campania e Lucania e abiti dei primi anni Cinquanta, il periodo in cui in Italia si andava formando una nuova classe impiegatizia. Le spalle di Gogol sono talmente possenti da sopportare con facilità questo spostamento. Propriscin, interpretato da Roberto De Francesco diventa Papaleo: uno che tempera matite e fa commissioni, poco più di un impiegatuccio. Un armadietto a due ante: è tutto il suo mondo».

21 – 26 febbraio 2012
Il giocatore
da Fëdor M. Dostoevskij adattamento dall’omonimo romanzo e regia di Annalisa Bianco con Paolo Mazzarelli Egumteatro/Festival Voci di Fonte (Siena)/CSS di Udine-Stabile di Innovazione Spettacolo sostenuto da Regione Toscana-Sistema Regionale dello Spettacolo
Autentico romanzo di suspense Il giocatore fu scritto da Dostoevskij nel periodo del suo turbolento soggiorno all’estero, durante il quale lo scrittore cadde preda del demone del gioco. Il precettore Alexsej Ivànovic narra in prima persona la calata in un intrigo nel quale nulla è quello che sembra, o meglio, tutto ha continuamente la possibilità di cambiarsi e capovolgersi nel suo contrario, esattamente come accade nel gioco d’azzardo. Il ritmo della narrazione prende ben presto l’aspetto del gorgo, vertiginoso e inarrestabile. I personaggi perdono il controllo delle loro esistenze perché un demone sembra controllarli. Come se il movimento della roulette, vortice ipnotico, nella sala che sta al centro di tutti i luoghi del romanzo, fosse il cuore magnetico del loro mondo, la calamita che ne comanda i movimenti. Egumteatro affronta il romanzo breve di Dostoevskij con la convinzione che la scena sia il luogo più adatto alla rappresentazione della Vertigine e del Caos.
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28 febbraio – 4 marzo 2012
La madre
adattamento dal romanzo Lettere di una novizia di Guido Piovene drammaturgia Luca Scarlini messa in scena e interpretazione Maria Grazia Mandruzzato CRT Centro di Ricerca per il Teatro
in collaborazione con Armunia Festival Costa degli Etruschi/Festival Teatri delle Mura di Padova
Tratto dal romanzo Lettere di una novizia dello scrittorie vicentino Guido Piovene, La madre racconta la storia della novizia Margherita Passi, che dal convento cerca di convincere un prete della sua necessità di fuggire da un luogo che detesta. La narrazione si svolge usando il rapporto epistolare, svelando progressivamente verità nascoste, azioni sgradevoli, crudeli, fino al delitto, alla rovina.
La trasposizione teatrale di Luca Scarlini punta il riflettore sul personaggio della madre, affidato all’interpretazione di Maria Grazia Mandruzzato, dandole il compito di raccontare la vicenda. Un nodo d’odio e amore guida le sue parole, nel ripercorrere le azioni della figlia, morta da poco in carcere, per una possibile resa dei conti. Sullo sfondo scorrono brani dalle musiche di Gian Francesco Malipiero, compositore legatissimo al Veneto in cui nacque e visse. I colli veneti, continuamente evocati, tra lo sfumare della nebbia verso il sole, sono lo sfondo della vicenda e partecipano dei destini dei personaggi.

13 – 18 marzo 2012
la gilda del mac mahon
di Giovanni Testori con Elena Callegari, Matteo Pennese regia Lorenzo Loris Teatro Out Off
Gilda è uno dei personaggi di Giovanni Testori che racconta e incarna la “gioventù bruciata” delle periferie milanesi nel dopoguerra, animata da sogni irrealizzabili, amori consumati, speranze deluse. Ed è una delle anime della straordinaria saga “neorealista” testoriana, autentico spaccato della Milano degli operai e dei proletari degli anni Cinquanta. Scritto nel 1959 inizialmente come racconto, La Gilda del Mac Mahon è la storia di una donna del popolo, “Gilda” come la Hayworth del film di Vidor, che vive alla periferia di Milano dove incontra un balordo, innamorandosi perdutamente e finendo sulla strada per mantenerlo. In questo dramma popolare si innestano i temi cari al drammaturgo: la descrizione della periferia meneghina delle bidonville, delle luci del varietà, dei fabbriconi, del vizio, celebrati da una lingua intessuta di dialetto, di gramelot, di innesti francesi, novatesi, latini, in un vocabolario redatto dalla viva presenza di uomini e donne, diretta emanazione della vita, della sofferenza e della gioia di chi vive sulla strada.

20 – 25 marzo 2012
regina la paura talismani e antidoti/ovvero pronti a morire/ovvero essere pronti è tutto
di e con Elena Bucci con brani tratti da Venditori di paura di Ermellina Drei Teatro Stabile di Napoli/Le Belle Bandiere con il sostegno di Comune di Russi/Regione Emilia Romagna/Provincia di Ravenna
Elena Bucci è autrice e interprete di questo monologo, incentrato su un sentimento, la paura, che si trasforma in personaggio. Una Regina assoluta, capricciosa, madre o matrigna. Una Paura che quando diventa Regina è bugiarda: svuota le parole di senso e ne trasforma la forza creativa in strumento di potere. Nelle note di accompagnamento allo spettacolo l’artista precisa: «non mi sono mai occupata di teatro politico e civile e non lo faccio nemmeno ora, nonostante questo lavoro tratti questioni sia politiche che civili, come i meccanismi che precedono l’insorgere di una dittatura, le implosioni delle storie individuali quando vengono bloccate da quelle stesse paure che sembra preservino l’incolumità e il tranquillo procedere della vita quotidiana, il gioco perverso dei legami familiari, la guerra che, pur non essendo stata dichiarata, a noi tutti pare di avere attraversato. Tratto anche di una progressiva perdita della capacità di conservare quello che spesso ci aiuta a non diventare schiavi della paura, indotta o naturale: una visione poetica dell’esistenza e l’audacia di creare momento per momento un destino».

22 maggio – 3 giugno 2012 | prima nazionale
Un sogno di una notte di mezza estate
di William Shakespeare
con Camilla Alisetta, Anna Charlotte Barbera, Mauro Bernardi, Giorgia Cipolla, Michele Costabile, Roberta Lanave, Leonardo Lidi, Francesca Maria, Christian Mariotti La Rosa, Serena Marziale, Danilo Ottaviani, Fabio Perretta, Alba Maria Porto, Matteo Prosperi, Rocco Rizzo, Camilla Sandri, Alice Spisa, Jacopo Squizzato, Giacomo Troianiello, Annamaria Troisi
regia Valter Malosti
Fondazione del Teatro Stabile di Torino

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