Stagione 2011 – 2012 Teatro Fonderie Limone (Stabile di Torino)

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5 – 6 – 8 – 9 settembre 2011 | prima italiana
Le centaure et l’animal
creazione, messa in scena, scenografia Bartabas coreografia Ko Murobushi e Bartabas con Bartabas, Ko Murobushi Zingaro (Francia)
in coproduzione con Théâtre National de Chaillot, Sadler’s wells, Arts 276/Automne en Normandie con il sostegno di Odyssud – Blagnac e di EPCC Le Volcan, Scène Nationale du Havre
Dopo molti anni torna in Italia in esclusiva per Torinodanza il celebre teatro equestre di Zingaro. Le centaure et l’animal è uno spettacolo che molto deve all’incontro tra Bartabas e Ko Murobushi, uno dei più grandi danzatori Butô viventi. Dopo il fortunato Liturgie équestre, Bartabas avanza nell’approfondimento e nell’esplorazione di linguaggi poetici e musicali di matrice orientale, che costituiscono una parte essenziale del suo lavoro. In scena, proprio come il mito del centauro impone, uomini e cavalli.

16 – 17 settembre 2011 | prima assoluta
La commedia
coreografia, direzione Emio Greco | Pieter C. Scholten con Victor Callens, Dereck Cayla, Vincent Colomes, Neda Hadji-Mirzaei, Sawami Fukuoka, Suzan Tunca, a.o. Compagnia Emio Greco | PC (Olanda)/ICKamsterdam
Torinodanza Festival è lieto di ospitare la nuova produzione dell’ensemble che meglio esprime l’esplorazione delle forme dell’essere e del danzare, allargando la riflessione sulla danza ai diversi linguaggi e mezzi di comunicazione: luci, video, fiction, documentario, musica e testo. La Commedia si prefigura come una sintesi, un ideale punto finale, del seducente viaggio condotto da Emio Greco e Pieter C. Scholten a partire dalla Divina Commedia di Dante attraverso la trilogia di HELL, [purgatorio] POPOPERA e you PARA|DISO, tre spettacoli che il pubblico di Torinodanza ha applaudito tra il 2008 e il 2010.

21 – 22 – 23 settembre 2011 | prima italiana
Octopus
messa in scena e coreografia Philippe Decouflé musica originale eseguita dal vivo Labyala Nosfell, Pierre Le Bourgeois con Flavien Bernezet, Alexandre Castres, Meritxell Checa Esteban, Ashley Chen, Clémence Galliard, Sean Patrick Mombruno, Alexandra Naudet, Alice Roland Compagnie DCA – Philippe Decouflé (Francia) in coproduzione con Théâtre National de Bretagne – Rennes/Théâtre National de Chaillot/Movimentos Festwochen der Autostadt in Wolfsburg/La Coursive – Scène Nationale de La Rochelle/Torinodanza/Théâtre de Nimes
Tema: la bellezza. La bellezza vera, pura, senza artificio, così pura da indurre a una sorta di incantato stupore. Una bellezza che può esplodere in un contrasto, come la gelosia. Octopus, ovvero piovra, è una creazione per otto ballerini e due musicisti, un tentacolare ensemble. Decouflé utilizza i corpi degli interpreti come propulsori d’effetti tecnologici. Per restituire l’esplorazione dei contrasti, il coreografo usa colori e forme opposte in una coreografia geometrica, un corpo a corpo contro un sentimento distruttivo, declinato in un solo, un duo, un trio, un quartetto ed un quintetto.

17 – 22 gennaio 2012
i pugni in tasca
di Marco Bellocchio
riduzione e adattamento teatrale dall’omonimo film con Ambra Angiolini, Pier Giorgio Bellocchio, Giovanni Calcagno, Aglaia Mora, Fabrizio Rongione, Giulia Weber
regia Stefania de Santis ErreTiTeatro30
Ambra Angiolini e Pier Giorgio Bellocchio sono i protagonisti de I pugni in tasta, spettacolo tratto dall’omonimo film di Marco Bellocchio. La regia è affidata a Stefania de Santis la quale scrive «mettere in scena I pugni in tasca, un film che è la conferma di quanto il cinema può essere potente nel raccontare una storia, significa per me non solo ridisegnare la dinamica e il corpo del “malessere” dell’umano, ma anche restituire quella emozione, quella tensione, quella pietas che erano e sono la cifra del film».
La riduzione e l’adattamento per il teatro sono dello stesso Marco Bellocchio il quale dichiara «I pugni in tasca deve innanzitutto rinunciare alla sua fama di film preannunciante il ’68, il film della rivolta contro le istituzioni, la famiglia, la scuola… È vero che girò il mondo… ma è acqua passata, nessun rimpianto, nessuna nostalgia. Oggi penso a I pugni in tasca come a un dramma della sopravvivenza in una famiglia dove l’amore è del tutto assente. Si vive in un deserto di affetti senza nessuna prospettiva per il futuro, una situazione di immobilità assoluta che fa pensare a un carcere o a un manicomio senza speranza di guarigione, rieducazione, riabilitazione, rinascita».

7 – 12 febbraio 2012
Il ventaglio
di Carlo Goldoni
cast in via di definizione
regia Damiano Michieletto Teatro
Stabile del Veneto/Teatri SpA Treviso
ll ventaglio, opera di Carlo Goldoni fra le più importanti insieme a Le Bourru bienfaisant, è stata composta a Parigi durante il lungo e definitivo soggiorno del commediografo. Il testo mostra tutta l’abilità drammaturgica del grande autore veneziano in grado di concatenare i movimenti e le vicende dei personaggi come in un perfetto congegno a orologeria. Per questi tratti la commedia è stata una tra le più frequentate nella produzione del commediografo tra Otto e Novecento. La regia è affidata a Damiano Michieletto le cui esperienze registiche appartengono sia alla prosa sia alla lirica. Nel 2003 ha firmato la regia di Svanda Dudàk, opera inedita di Jaromir Weinberger al Wexford Festival Opera in Irlanda, allestimento vincitore dell’Irish Times/ESB Theatre Awards 2003 come “Best Opera Production”. Nella prosa ha diretto La Betia per la compagnia Ar.Co di Venezia, I dialoghi ruzantiani per la Compagnia Avogaria, il monologo L’ultimo volo presso il Teatro Franco Parenti di Milano. Nel 2006 ha messo in scena il musical di Marco Tutino La bella e la bestia al Teatro Comunale di Modena. Più recentemente il pubblico del Teatro Regio ha apprezzato la “sua” Madame Butterfly.

6 – 11 marzo 2012
Il principe di homburg
di Heinrich von Kleist
traduzione Cesare Lievi
con Stefano Santospago, Ludovica Modugno, Maria Alberta Navello, Lorenzo Gleijeses e altri interpreti in via di definizione
regia Cesare Lievi
Teatro Nuovo Giovanni da Udine/CSS Teatro Stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
Heinrich von Kleist è uno tra i principali autori drammatici del Romanticismo tedesco. Scrittore inquieto, non vedrà mai nessuna delle sue opere in scena: la sua esistenza errabonda si conclude con il suicidio. Allestire oggi Il Principe di Homburg a duecento anni dalla sua morte ha il sapore di una verifica sul campo degli aspetti poetici e storici di un autore legato a un periodo storico così lontano. Cesare Lievi dirige questo spettacolo tralasciando la più convenzionale chiave di lettura dell’autore, legata alla visione kleistiana dell’esistenza, nella quale ogni esito felice è precluso.
La sua messa in scena punta non tanto sul dramma di chi si trova dilaniato tra sentimento e legge, libertà e obbedienza, inconscio e norma, ma sulla proposta di una possibile soluzione, attraverso il sogno. In uno spazio neoclassico, sospeso e irreale, dieci attori si affrontano con la fluidità, la precisione e la vaghezza tipica dei sogni, lasciando che l’immaginazione (e l’inconscio che la determina) si presenti come forza fondamentale per decidere la vita, il suo senso
e il suo destino.

13 – 14 marzo 2012
Il segno del chimico dialogo con Primo Levi
a cura di e con Valter Malosti
testi a cura di Domenico Scarpa
voce registrata Giovanni Moretti
Fondazione del Teatro Stabile di Torino
in collaborazione con Centro Internazionale di Studi Primo Levi e Intesa Sanpaolo
Nella memoria collettiva resta nitido e indispensabile, il racconto di primo Levi sull’olocausto. E se le sue parole risultano così precise e asciutte, lo si deve anche al fatto che egli era prima di tutto un uomo di scienza, un chimico. Valter Malosti su testi di Domenico Scarpa, critico letterario e traduttore dell’opera dello scrittore, dà vita ad uno spettacolo dal titolo ll segno del chimico. Dialogo con Primo Levi. Un corpus ricco di annotazioni che Scarpa ha raccolto con metodo, per approfondire la conoscenza di un uomo dalla personalità costantemente divisa fra arte e tecnica.
Brani personali e a tema scientifico che permettono di scoprire un uomo dalle diverse sfaccettature che, prima del successo internazionale di Se questo è un uomo, a lungo non venne compreso e accettato in Italia.

27 marzo – 1 aprile 2012
The history boys
di Alan Bennett
traduzione Salvatore Cabras e Maggie Rose c
on Elio De Capitani, Ida Marinelli, Gabriele Calindri, Marco Cacciola, Giuseppe Amato, Marco Bonadei, Angelo Di Genio, Loris Fabiani, Andrea Germani, Andrea Macchi, Alessandro Rugnone, Vincenzo Zampa
regia Ferdinando Bruni e Elio De Capitani Teatridithalia
Pièce di successo internazionale, premiata da sei Tony Awards nel 2004 e tradotta in una versione cinematografia due anni più tardi, The History Boys di Alan Bennett nella versione firmata da Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani si è trasformato in un caso anche in Italia, per la risposta entusiasta degli spettatori più giovani – adolescenti o poco più – che ne hanno decretato il trionfo.
La commedia mette in scena un gruppo di studenti all’ultimo anno di college a Sheffield a metà anni Ottanta, impegnati con gli esami di ammissione all’Università. Sono ragazzi diversi tra loro ma molto affiatati, dai temperamenti differenti e dominati dall’ansia per un futuro da adulti ormai imminente. La loro acerba maturità si confronta con un gruppo di insegnanti eterogeneo e dalle ambizioni molto varie, che oscillano tra il tentativo di stimolare la curiosità degli allievi infischiandosene del prestigio, delle tradizioni, e dei punteggi scolastici, e il desiderio di formare degli spregiudicati rampanti della cultura. Denso di rimandi e citazioni, da Auden a Whitman, dal cinema alla musica, The History Boys è una pungente metafora della vita, un lucido teorema che dimostra quanto peso abbia l’ipocrisia nel nostro mondo.

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