Lemming, Punta Corsara e Alessandra Cristiani per la quinta edizione di Teatri di Vetro

Amleto Teatro del Lemming

La fiducia. Questa è la parola chiave con cui affrontare questa nuova edizione numero 5 di Teatri di Vetro a Roma dal 19 al 28 maggio 2011. Fiducia negli intenti e nelle possibilità da aprire e aprirsi, nelle qualità artistiche e nelle opportunità proposte, nella scelta di demandare alla danza le scommesse più coraggiose, fiducia per un ambiente, quello romano, che su questa vetrina misura da anni la sua connotazione, il suo spessore e la sua proiezione al futuro. Se lo scorso anno ci si trovò a riflettere ampiamente sulla diversa forma che aveva preso questa ormai storica vetrina del maggio romano, convertita in alcuni suoi passaggi e non senza dubbi al luogo di rassegna, quest’anno la speranza è di trovare nuovamente quella spinta alla sperimentazione che così tanto ossigeno aveva dato alla frizzante progettualità artistica cittadina.

La conferenza stampa che si è svolta all’Opificio Telecom Italia, quartier generale di Fondazione Romaeuropa che sostiene la manifestazione, ha lanciato parole importanti che sviluppano ancor di più i progetti in nuce già nelle precedenti edizioni, ossia la moltiplicazione degli spazi coinvolti (quest’anno il nuovo Ambra, il Centrale Preneste, La Strada, il Duncan 3.0, nonché gli spazi urbani dei Lotti della Garbatella finalmente interni per accordi di partenariato con l’ATER), la connessione con la popolazione urbana nei progetti visivi di Daniele Spanò e musicali di Canio Loguercio, legati entrambi all’evocazione, l’apertura alla riflessione teorica e critica, ma anche operativa, con gli incontri, i laboratori e il convegno CORE sulla danza e il meeting di CRESCO, la volontà cioè di fornire “una vera risorsa per la città” interna alla città stessa, come afferma la direttrice artistica Roberta Nicolai, che richiama al valore della messa in discussione e della fragilità, fondante elemento di questi teatri così tanto “di vetro”.

A. Cristiani in Nudo Nuda – foto di Alessandro Serra

L’introduzione di Fabrizio Grifasi, direttore artistico di Romaeuropa, ha sottolineato “il valore dell’intervento pubblico che si misura nel lavoro formativo e di indagine del territorio”, con questo adducendo al festival quelle qualità di rintracciare possibilità artistiche in fermento fin dalla sua nascita, in relazione sempre con le istituzioni (l’intervento pubblico…) come la Provincia di Roma, presenti con Cecilia D’Elia assessore alla cultura, di cui Carla Di Veroli del Municipio XI ha intessuto la lode migliore dicendo: “è un amministratore che almeno capisce quello che dice”, intendendo forse che per altri non è lo stesso.

Il programma è assai fitto, come consuetudine, e vedrà un ventaglio ampio di proposte: dal teatro alla danza, dalla performance all’installazione (tra i progetti più in vista quelli di Teatri di Vita, Punta Corsara, Reggimento Carri, Quotidiana.com, Teatro del Lemming, Dionisi, Garten e per la danza scelta dalla consulenza di Anna Lea Antolini: Cristiani, Bertozzi, Frigo, Taiuti, e tanti progetti più giovani e in lancio), fino al raduno poetico finale di Loguercio e la fanzine Susanna curata da Serena Noto e Francesco Laterza, che avrà il compito di tenere un quaderno e fissare gli sguardi curiosi su quel che accadrà. Perché davvero, in un modo o nell’altro, la certezza è che qualcosa accadrà. O almeno: in tantissimi, abbiamo grande fiducia che sia così.

Simone Nebbia

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dal 19 al 28 maggio 2011
Roma

maggiori info su: www.teatridivetro.it