Apripista 2011. Il Circo Contemporaneo all’ Auditorium di Roma tra nuove tecnologie, intimismo e un corpo sempre al limite

Pierre Rigal in Press

L’ Auditorium di Roma da sempre ha un rapporto stretto con il circo nella sua forma più teatrale e contemporanea, pensate a Metamorfosi, rassegna che incrociava scene teatrali e circensi, ideata da Giorgio Barberio Corsetti e programmata per 5 anni tra gli spazi progettati da Renzo Piano; per non parlare di Urban Rabbits diretto da Árpád Schilling con il quale il pubblico dell’Auditorium lo scorso anno ha avuto la possibilità di ammirare una delle più importanti scuole di nouveau cirque, la francese Cnac.

Il corpo come veicolo modellante e modellato verso i limiti della propria struttura fisica e mentale sarà naturalmente protagonista sin dall’inizio di questo Apripista (direzione artistica di Gigi Cristoforetti), il 1 e 2 maggio con Antoine Rigot e i Colporteurs. Il loro Sur la route, ispirato a Edipo sulla strada di Henry Bauchau, vede il corpo costretto a ricreare la possibilità di un atto limite e allo stesso tempo sonda, in un dialogo/performativo con una donna-funanambola, le inquietudini e possibilità di un artista di ricominciare. E’ d’altronde la risposta che cerca Antoine Rigot dopo l’incidente che lo colpì 11 anni fa e che ora diventa materiale artistico.

Adrien Mondot in Cinématique

Che non ci troviamo di fronte al tradizionale circo al quale i mass media ci hanno abituato lo abbiamo capito insomma, ma che ci fosse un’avanguardia (categoria che in questo caso ritorna efficace) addirittura capace di esprimersi nell’interazione delle nuove tecnologie con l’antica tradizione della giocoleria forse non era così scontato. Ecco invece che il lavoro di Adrien Mondot mescola le carte in questo senso per creare momenti di illusione e spettacolare poesia. Così sarà anche nel secondo spettacolo in rassegna: Cinematique, in scena nella sala Petrassi il 2 e 3 maggio.

In una cosiddetta Serata Mix, saranno invece protagonisti i La stratégie de l’echec e il Collective 2 temps 3 mouvements: corpi in equilibrio, in caduta come metafora sociale per i primi e mescolanza di generi per i secondi con una strizzata d’occhio al cinema.

Se la serata Mix è di scena il 7 e 8 maggio, bisognerà invece aspettare il 21 dello stesso mese per l’appuntamento successivo. In questo caso la giocoleria sarà protagonista nello spettacolo di Vincent de Lavenère, artista da sempre interessato anche alla relazione tra scena circense e musica. In questo Le chant des balles l’incontro è con il liutista Éric Bellocq. Inoltre l’ambasciata di Francia aprirà i giardini di Palazzo Farnese proprio per una performance all’aperto  con cui l’artista anticiperà di un giorno il debutto.

Jean-Pierre Estournet

In un festival di nuovo circo come questo non poteva mancare quella che tradizionalmente è la ricerca più avanzata verso i limiti del movimento e dell’elasticità fisica: il contorsionismo. L’antica disciplina è però qui declinata nell’intimismo di un racconto familiare. Il tema della schizofrenia e il corpo dell’artista saranno protagonisti il 22 maggio al Teatro Studio nello spettacolo J’aimerais pouvoir rire di Angela Laurier.

Nell’esplorazione ancora del corpo utilizzato al limite delle proprie capacità lavora anche Pierre Rigal, ma in questo caso la ricerca è proiettata verso l’utilizzo di uno spazio piccolissimo, anche qui la metafora è chiaramente indicativa di un vissuto sociale sclerotizzato e asfissiante. Rigal proporrà il suo Press il 28 e 29 maggio al Teatro Studio.

Di certo un solo spettacolo difficilmente può essere sunto completo di un intero genere o movimento artistico già così eterogeneo come quello del Circo Contemporaneo, però può esserci un’indicazione di massima, un’ipotetica direzione del nouveau cirque, e questo probabilmente è proprio il caso dell’evento di chiusura: Circa. Spettacolo e compagnia con lo stesso nome arrivano dall’Australia con uno show per 7 interpreti (31 maggio e 1 giugno presso la Sala Petrassi) dove l’acrobazia è l’atto artistico principe in un universo di ironia e virtuosismi anche visivi e sonori.

Andrea Pocosgnich

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dal 1 maggio al 1 giugno 2011
Auditorium Parco della Musica
Roma