Hamlice: all’Hangar Bicocca la Compagnia della Fortezza il 23 febbraio (scheda spettacolo)

Hamlice
Saggio sulla fine di una civiltà

Drammaturgia e regia di Armando Punzo

Scene Alessandro Marzetti
Costumi Emanuela Dall’Aglio
Movimenti di scena/coreografie Pascale Piscina
Musiche originali e sound designer Andrea Salvadori
Collaborazione artistica e assistenza alla regia Stefano Cenci Laura Cleri
Assistente ai costumi e decorazioni Silvia Bertoni
Video Lavinia Baroni
Pittura dal vivo Enrico Pantani

Collaborazione al progetto Manuela Capece, Elena Turchi,
Carolina Truzzi, Alice Toccacieli, Luisa Raimondi
Assistenti Adriana Follieri,Daniela Mangiacavallo, Marta Panciera,
Marco Mario Gino Eugenio Marzi

con gli attori detenuti della Compagnia della Fortezza
Aniello Arena, Buonomo Gennaro, Placido Calogero,
Dorjan Cenka, Vittorio De Vincenzi, Francesco Felici, Gaetano La Rosa, Massimo Leone, Santolo Matrone Massimiliano Mazzoni,
Sebastiano Minichino, Andrea Pezzoni, Giacinto Pino,
Nikolin Pishkashi, Jamel Soltani, Umberto Vittozzi, Edrisa Wadda
e Guido Nardin, Edoardo Nardin
e con Stefano Cenci
e la partecipazione straordinaria di Maurizio Rippa

musiche dal vivo eseguite da Andrea Salvadori

Organizzazione generale Cinzia de Felice

Coordinamento Domenico Netti
Amministrazione Isabella Brogi
Collaborazione organizzativa Simone Pacini, Jacopo Angiolini

Direzione degli allestimenti Carlo Gattai, Fabio Giommarelli
Disegno luci Andrea Berselli
Suono Alessio Lombardi
Collaborazione agli allestimenti Marzio Superina
Assistente agli allestimenti Yuri Punzo

Straordinario evento di FESSURE, il programma di manifestazioni di musica, teatro, danza, che accompagnano, in un dialogo trasversale dei diversi linguaggi contemporanei, la programmazione artistica di Hangar Bicocca, legata nel 2010-2011 al tema della vulnerabilità e curata da Chiara Bertola e Andrea Lissoni. Per la sezione teatro, curata da Renzo Martinelli e Debora Pietrobono, lo spettacolo HAMLICE di Armando Punzo con gli attori detenuti del carcere di Volterra in un allestimento site specific.

Hamlice è un progetto teatrale biennale che ha debuttato nel 2009 nel carcere di Volterra con la prima parte Alice nel paese delle meraviglie – Saggio sulla fine di una civiltà, lavoro insignito quest’anno del Premio UBU per la miglior regia e proseguito nel luglio 2010 con Hamlice – Saggio sulla fine di una civiltà, rappresentato nuovamente nel carcere di Volterra, nel Teatro Persio Flacco della città e poi a novembre al Fabbricone di Prato. Dopo aver raccolto ovazioni entusiaste dal pubblico e recensioni di grandissimo apprezzamento dalla critica, il 23 febbraioHamlice arriva all’Hangar Bicocca, dove la performance di Punzo e dei suoi attori trova una cornice perfetta per una rappresentazione violenta, disperata, surreale e al tempo stesso grottesca, commovente e esilarante. Uno spettacolo difficile da raccontare, denso come è di trovate sceniche e coreografiche, di musica, parole, azioni, ma che va visto come inarrivabile pezzo di teatro. Agli attori, detenuti del carcere di Volterra in trasferta speciale a Milano con un permesso di lavoro, si aggiungono Stefano CenciAndrea Salvadori autore ed esecutore dal vivo delle musiche di scena, il pittore Enrico Pantani, i clown acrobati  Guido ed Edoardo Nardin,  la partecipazione straordinaria del controtenore Maurizio Rippa, oltre al grande Armando Punzo che ne cura drammaturgia e regia ma ha anche un ruolo importante in scena, “non ripetono – scrive sempre Marino – copioni messi a punto una volta per tutte, ma rischiano radicalmente ogni volta una situazione, perfezionandola e rivivendola. Non siamo nel teatro, ma nell’esecuzione di un piano d’azione o di battaglia….E allora non c’è cartapesta ma vita, con le sue emozioni forti, con la possibilità di smacco, delle lacrime, con il desiderio di strappare la gioia a giorni non attrezzati. Un gioco. Emozionante. Vero.”

“Da Amleto ad Alice nel Paese delle meraviglie, dalla tragedia del potere nel chiuso di un palazzo all’anarchia di Carroll, al suo mondo alla rovescia e ancora oltre, in un viaggio di cui non si conosce la fine. La trasformazione è la possibilità di sottrarsi al proprio ruolo definito per sempre. L’origine è nella realtà di questa compagnia che come un doppio sotterraneo offre una riflessione quotidiana su questo tema. E’ come se lo spirito dei personaggi di Shakespeare potesse sottrarsi alla propria funzione sociale. Come spiriti pensanti, in perenne trasformazione, attraversano libri di altri autori, allontanandosi da quello che li conteneva come una prigione di ruoli immutabili. Quello che per altri è teatro per noi, per questi spiriti liberi, è vita negata. Cercano altre parole, altre azioni, un’altra possibilità, forse ancora non prevista, nemmeno ancora immaginata. “L’Essere inerme”, il non ancora nato, il non ancora definito… C’è un laghetto poco lontano da qui, nelle giornate luminose calme e senza vento riflette con infinita meraviglia la natura che si affaccia sulle sue rive, un’immagine doppia, appena velata, lontana da quella reale, eppure così fedele, ma cosa accade quando si solleva il vento e nulla è più in equilibrio… lo specchio s’infrange e della serena e rassicurante immagine si perdono i contorni ed emerge una rivolta degli elementi…” (Armando Punzo)

Con questo straordinario spettacolo Hangar Bicocca conferma nuovamente la sua vocazione di centro sperimentale di arte e cultura contemporanea, con un ruolo ormai strategico per la vita culturale di Milano.

BIGLIETTI

Intero: 15 € / Ridotto: 10 € (under 26 – over 65 – possessori di tessera HBFriends)

Per prenotazioni e informazioni si prega di contattare info@hangarbicocca.it

23/2/2011

ORE 21.00

www.hangarbicocca.it

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Comments
  • Pisacane 25 febbraio 2011 at 00:26

    L’ho visto. Non mi si dica che si tratta di teatro. Ho pagato 15 euro per un’esibizione spettacolare fatta di fuffa e sublime matematico, sfilate ripetitive e disordine senza fascino. Solo grazie alla sottocultura dell’evento possiamo dare credito a questa robaccia, banale, trita, uniforme al frame odierno fatto di distrazioni, emozioni momentanee, piccoli effettacci. Francamente imbarazzante. Forse c’erano mille persone, non so. Giravano avanti e indietro non sapendo bene cosa fare, se non gareggiare con gli attori, che vivevano la stessa esperienza, andare a zonzo senza saper cosa fare, cosa dire, se non mostrandosi e basta. Pochi non si sono lasciati incantare. Quando son volate le lettere ho visto decine di persone impazzire, eravamo davvero alla frutta, finalmente succedeva qualcosa, potevano raccontare di esserci stati e che era stato bellissimo. Stiamo messi davvero male se questo happening per spiriti rozzi vince il PREMIO UBU. Assurdo.

  • Andrea Pocosgnich - Redazione Teatro e Critica 25 febbraio 2011 at 12:01

    Grazie mille Pisacane per la tua cronaca, noi di TeC ancora non abbiamo avuto modo di vedere questo spettacolo a detta di tutti bellissimo e meritevole dell’Ubu, poi il nostro essere puntualmente controcorrente però ci fa sorridere anche nei confronti di una voce fuori dal coro come la tua. Noi amiamo le voci fuori dal coro.

    Però dobbiamo aggiungere una cosa: in questa versione all’Hangar Bicocca tu hai assistito a un site-specific, ovvero a una versione adattata per quello spazio, magari come hai detto tu poco riuscita, ma trattasi comunque di un adattamento rispetto allo spettacolo vero e proprio vincitore del premio.

    Bisognerebbe chiedere a coloro che li hanno visti entrambi

    Lanciamo un bel dibattito, dacci una mano Pisacane a trovare spettatori che sappiano farci una doppia cronaca dei due eventi.

    andrea

    • Pisacane 25 febbraio 2011 at 15:34

      Grazie a te Andrea della risposta. So di essere stato tranchant, ma la sensazione che avevo quella sera è di aver subito una sorta di MOLESTIA ESTETICA. Tu mi dici che a detta di tutti è uno spettacolo bellissimo. Va bene. Io penso, lo dico sommessamente, forse si tratta di gusti personali, che si tratti, appunto di spettacolo. Basta. Immagino tutta la gente che c’è dietro l’allestimento e capisco anche certi giudizi più che clementi. Ti garantisco che non dico tutto questo per distinguermi, enfatica mi risulta anche l’esibizione dell’uscita dal coro. Concordo con le tue precisazioni sulla data unica ed il site specific; in effetti non so niente delle altre versioni. seguo spesso questo sito, ho apprezzato molte tue recensioni.
      Sul mio url ho scritto una cronaca più lunga.

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