Andrea Cosentino al Teatro Argot con “Esercizi di rianimazione” dal 18 gennaio

E’ un comico ma è anche uno studioso della materia, è un drammaturgo, ma anche un grande improvvisatore. Quando porta nelle piazze il suo celebre Telemomò bambini e adulti si raccolgono attorno al surreale scheletro televisivo come si faceva nei primi anni delle trasmissioni. Andrea Cosentino è un multiforme personaggio teatrale: nell’ultimo Primi passi sulla luna, era riuscito a mescolare paradossali ragionamenti sull’allunaggio, citazioni kubrickiane e un’intensa vicenda privata. Era riuscito a far ridere e piangere senza compromessi, come un trapezista senza rete. Aveva dichiarato e al contempo distrutto la teatralità del proprio essere artista in scena, aveva ragionato sul concetto di finzione e sulla funzione che una vicenda tragica ha sul pubblico e in fine aveva ripensato l’oggetto teatrale a metà tra lo spettacolo e la sua destrutturazione pubblica. Ancora una volta l’accogliente sala del Teatro Argot ospiterà l’artista abruzzese per un nuovo lavoro che si muoverà per sottrazione, una ricerca sui meccanismi comici di base a partire dal gioco, dagli oggetti reali per “non restare ostaggi dell’io, dei personaggi, delle psicologie, del corpo.” Se la prima novità è relativa proprio all’abbandono di una narrazione più o meno lineare, elemento invece presente negli spettacoli precedenti, il secondo tentativo di evoluzione Cosentino lo attua in un percorso di condivisione per costruire il nuovo spettacolo con il giovane Francesco Picciotti, artista capace di mescolare il teatro tradizionale con quello di figura per creare nuove modalità espressive.

Insomma una spassosa carrellata di micro-azioni divertenti? Uno show con due uomini e decine di oggetti e pupazzi? Oppure quello che ci aspetta dal 18 al 23 gennaio nella sala trasteverina di via Natale del Grande sarà più semplicemente un salto all’indietro, un tuffo nella nostra infanzia, dove per ridere bastava poco: un suono, una smorfia, un oggetto buffo.

Cosentino e Picciotti ambiscono a un grado zero di teatralità per raccontare “La vita e la morte. Con la gravità leggera dell’infanzia, dove il pianto e il riso sono separati da un battito di ciglia, la paura si esorcizza nella sua caricatura. Non c’è che vita, nessuna disperazione. Un bambino disperato è muto, la disperazione comporta la sparizione dell’infanzia.” (il corsivo delle note di regia)

Andrea Pocosgnich

Leggi tutte le recensioni su Andrea Cosentino

in scena dal 18 al 23 gennaio 2010
Teatro Argot [vai al programma] Roma

ESERCIZI DI RIANIMAZIONE
di Andrea Cosentino e Francesco Picciotti
collaborazione artistica Dario Aggioli
produzione Mara’samort ass. cult, Teatro Forsennato

Comments
  • Pisacane 14 gennaio 2011 at 15:21

    Un grande incursore. Un demolitore dei generi e delle frontiere.
    Peccato si sia visto poco quassù a Milano!

  • Threaded commenting powered by interconnect/it code.