Stagione 2011 del Teatro Palladium: lo show dei nostri sogni

Caino – Teatro Valdoca

S’aspetta ogni anno con desiderio, arriva a dicembre quando tutto il resto è già fatto, arriva come una sorpresa, un dono inatteso, anche se arriva ogni anno. No, non stiamo parlando di Babbo Natale, ma della stagione 2010-2011 del Teatro Palladium di Roma, il cartellone che arriva poco dopo la fine del Romaeuropa Festival, e che lascia il compito a questo teatro – gestito dalla Fondazione dal 2003 – di continuare l’esperienza straordinaria che sempre il festival si porta. Infatti, quel che salta rapidamente all’occhio ogni anno, è la loro interdipendenza, di obiettivi e di complessità artistica, l’altezza di entrambi ne fa appuntamenti irrinunciabili della stagione teatrale cittadina in cui si trova ormai “Stabilmente” a sostituire l’assenza promotrice e produttiva dello Stabile Teatro di Roma.

Quest’anno l’apertura è stata affidata ai lavori di NUfactory, esperienza di contaminazione artistica attraverso la pittura, l’installazione, la scultura, la video-arte e la fotografia, che promuove la differenza come massimo canale di comunicazione e quindi, di forma d’arte. Il lavoro Slaves ha avuto come tema la schiavitù, relazionando lo schiavismo di un tempo a quello di oggi. Poi continuando, dopo aver scaldato i motori in dicembre e gennaio con – tra gli altri – Giorgio Rossi, David Riondino e Gabriele Mirabassi in Animalie, il rilievo maggiore sarà nel mese di febbraio quando ci sarà la possibilità di sperimentare il Cappuccetto Rosso rivisitato dal regista e drammaturgo francese Joel Pommerat (dal 29 dicembre anche in un Pinocchio per regia di Fabrizio Pallara al Piccolo Eliseo) e di rivedere a Roma – colpevolmente dimenticati – il debutto della nuova produzione di una delle compagnie più importanti del territorio nazionale, invece nella capitale così poco presenti: il Teatro Valdoca di Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri presenta dal 10 al 13 febbraio 2011 il suo Caino, simbolo di una civiltà occidentale che nella sua figura rispecchia il crimine e la dannazione, sua e di una crisi di valori ormai irreprensibile; in scena, tra gli altri, la sublime presenza di Danio Manfredini e Raffaella Giordano.

Cappuccetto Rosso – Joel Pommerat

Febbraio sarà il mese anche della Societas Raffaello Sanzio, versione Chiara Guidi, con L’ultima volta che vidi mio padre, dramma musicale animato che ha come spunto il disegno e la fiaba, per una sicuramente suggestiva forma scenica. Anche se di sicuro è il più corto dei mesi, spetta ancora straordinariamente a febbraio di aprire le porte del Palladium anche a Virgilio Sieni, con la sua coreografia nata per la Biennale Danza Tristi Tropici e che propone qui con cinque danzatrici, tra cui una, Filippa Tolaro, non vedente e la settantenne Elsa De Fanti. Ma sono davvero tanti gli appuntamenti: marzo vedrà il succedersi dell’ultimo promettente lavoro di Babilonia Teatri che ha come tema la morte, dall’emblematico titolo The end, mentre a seguire sarà la volta di un ritorno a Roma – dopo la Cenerentola natalizia del Valle – per Emma Dante, che porta in scena La trilogia degli occhiali. Poi ancora ci saranno i debutti di ZTL Pro, la rete produttiva romana che così tanto ha permesso per la ricerca in questa città, mentre a maggio sarà ancora la volta di Teatri di Vetro, festival giunto quest’anno alla quinta edizione e catalizzatore di una attenzione straordinaria come appuntamento fisso. Evento speciale, invece, quello del 6 e 7 maggio 2011, che vedrà coinvolti tre nomi suggestivi nello stesso progetto artistico: Fabrizio Arcuri, Tiziano Scarpa e il gruppo musicale del Marlene Kuntz, per quello che promettono essere Lo show dei tuoi sogni.

Quindi è d’obbligo, scegliere questo titolo per l’intero sentiero di questa meravigliosa proposta artistica che, al settimo anno, dipinge un percorso davvero stimolante e di sicuro effetto; di certo non mancherà anche il tradizionale pubblico giovane a riempire le sale di quella che è una delle più belle stagioni della città. Si spera la direzione artistica abbia l’opportunità di invitare, nelle proprie sale, il direttore e la quasi totalità del consiglio dell’inStabile Teatro di Roma. Così, per capire cosa succede a pochi isolati di distanza e far capire alla burocrazia amministrativa della città, qual è per tutti noi, lo show dei nostri sogni.

Simone Nebbia

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